chiese italiane censimento chiese edifici di culto edifici sacri beni immobili patrimonio ecclesiastico beni culturali ecclesiastici beni culturali della Chiesa cattolica edilizia di culto restauro adeguamento liturgico Sasso Neviano degli Arduini Parma chiesa parrocchiale Assunzione di Maria Vergine Parrocchia dell'Assunzione di Maria Vergine Pianta; Coperture altare - intervento strutturale (1965); ambone - intervento strutturale (1965) X - XI(costruzione intero bene); 1004 - 1004(citazione intero bene); 1822 - 1822(restauro intero bene); 1846 - 1846(rifacimento pavimento); 1905 - 1905(rifacimento coperture); 1913 - 1913(rifacimento coperture); 1920 - 1922(restauro intero bene); 1948 - 1948(costruzione campanile); XX metà - XX metà(restauro intero bene); 1951 - 1953(rifacimento pavimento); 1960 - 1960(costruzione fonte battesimale); 1990 - 1994(restauro coperture); 2006 - 2008(restauro intero bene)
Chiesa dell'Assunzione di Maria Vergine
Tipologia e qualificazione
chiesa parrocchiale
Denominazione
Chiesa dell'Assunzione di Maria Vergine <Sasso, Neviano degli Arduini>
Ambito culturale (ruolo)
maestranze antelamiche (costruzione)
Notizie Storiche
X - XI (costruzione intero bene)
Realizzazione del primo nucleo dell'edificio, al quale sembra datare la porzione absidale. In precedenza, esisteva una chiesa collocata più in basso, databile all'VIII-IX secolo.
1004 (citazione intero bene)
Prima citazione che testimonia l'esistenza della pieve in una pergamena relativa alla donazione di un mulino.
1822 (restauro intero bene)
Restauro determinato dalle gravi condizioni conservative.
1846 (rifacimento pavimento)
Rifacimento delle pavimentazioni interne.
1905 (rifacimento coperture)
Rifacimento del tetto della navata centrale.
1913 (rifacimento coperture)
Rifacimento del tetto e del muro nord. Viene rimosso il manto in coppi realizzato pochi anni prima sulla navata centrale e rimesso un manto in lastre di arenaria
1920 - 1922 (restauro intero bene)
La chiesa, danneggiata in seguito a un terremoto, subisce un restauro che riguarda il consolidamento della facciata, del lato meridionale e il rifacimento delle coperture.
1948 (costruzione campanile)
Realizzazione della torre campanaria, separata dalla chiesa sul lato nord, in muratura a vista, a pianta quadrata e in stile neoromanico.
XX metà (restauro intero bene)
Per volere del parroco don Igino Vignali la chiesa, oltre al pavimento, subì notevoli rimaneggiamenti tesi a recuoerarne l'assetto romanico. Fra gli altri interventi si possono ricordare quelli alla facciata, al sagrato, al portale d'ingresso, alla rimozione e ricollocazione di varie epigrafi e capitelli.
1951 - 1953 (rifacimento pavimento)
Per volere del parroco don Igino Vignali, fu realizzato un nuovo pavimento con un forte andamento ascendente e una scalinata interna per accedere alla chiesa. Fino a questo momento l'interno della chiesa risultava articolato su due livelli, con la zona presbiterale posta a quota più alta, accessibile per mezzo di una scalinata di 12 gradini posta circa a due terzi della lunghezza dell'edificio.
1960 (costruzione fonte battesimale)
Lo scultore Scorticati, unendo quattro lastre scolpite ascrivibili al XII secolo ad altre quattro scolpite dall'artista stesso, realizza il fonte battesimale ottagonale attualmente collocato a sinistra dell'ingresso. Le lastre si trovavano murate su una parete della sagrestia.
1990 - 1994 (restauro coperture)
Restauro conservativo e impermeabilizzazione del manto di copertura in arenaria del tetto sotto la direzione dell'architetto M. Cristina Curti.
2006 - 2008 (restauro intero bene)
Progetto di manutenzione straordinaria delle coperture e dei serramenti esterni della chiesa e opere murarie esterne al campanile su progetto degli architetti Bordi, Rossi, Zarotti.
Descrizione
La pieve sorge isolata e in posizione soprelevata rispetto al nucleo abitato, in prossimità di uno stanziamento longobardo della metà del IX secolo. L'edificio, posto su una rupe di arenaria, è nascosto da una fitta pineta messa a dimora negli anni Cinquanta-Sessanta del XX secolo, epoca in cui anche questo intervento contribuì a mutare radicalmente l'equilibrio tra edficio e contesto circostante. Disposta secondo il consueto orientamento ovest-est, all'alta facciata si contrappone una bassa zona absidale. L'andamento delle murature presenta superfici compatte e lineari; il coronamento della specchiatura centrale della facciata, dei fronti laterali, dell'abside centrale e di quella destra sono ritmati da una successione di archetti continui, in risalto lungo il perimetro sottostante la gronda. Il materiale utilizzato è la pietra arenaria locale, lavorata in conci rozzamente squadrati composti a file orizzontali, assieme a ciottoli e ad alcuni frammenti di laterizi inseriti di taglio nel paramento murario a vista. Il campanile, eretto nel corso del XX secolo, è in muratura di pietra a vista e si innalza isolato a sinistra della chiesa. La facciata presenta profilo a due salienti che segue l'andamento interno ed è tripartita da due lesene: presenta al centro una bifora, mentre sulla sommità si trova un'apertura a croce greca. Il portale principale, una semplice apertura ad arco, si trova ad una quota più bassa rispetto alla sua collocazione originaria. La pianta, triabsidata e priva di transetto, è a tre navate, di cui quella centrale separata dalle laterali per mezzo di cinque colonne per lato in conci di pietra, o cotto, rozzamente squadrati: su queste si impostano, con semplice capitello a dado raccordato, sei arcate a tutto sesto. Anche la base delle colonne, quando è presente, è assai semplice e costituita da un sobrio collarino. La navata centrale, più larga e più alta rispetto alle due laterali, è debolmente illuminata da strette aperture situate nella parte superiore, al di sopra dell'innesto delle navate laterali. Altre sottili monofore a doppia strombatura si trovano lungo le due navate minori e nelle absidi semicircolari, schermate da lastre di alabastro. L'andamento fortemente ascendente del pavimento è il risultato di lavori compiuti a partire dal 1951 per volere del parroco don Igino Vignali. L'interno è disadorno e la muratura, in pietra a vista, ha la stessa severa nudità dell'esterno. Vicino all'ingresso, sulla sinistra, è stato collocato il fonte battesimale ottagonale composto con quattro lastre dei secoli XII-XIII dallo scultore Scorticati nel 1960. Le absidi sono coperte con volte a catino in pietra a vista, mentre le tre navate presentano coperture lignee a capriate.
Pianta
La chiesa presenta pianta basilicale a tre navate concluse da absidi e priva di transetto.
Coperture
Le coperture sono con orditura lignea a vista e manto in piane posate su assito ligneo. In corrispondenza dell'abside sud è collocato il volume della sagrestia, coperta con volta a botte.