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beni culturali della Chiesa cattolica
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restauro
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Bomporto
Modena - Nonantola
chiesa
parrocchiale
S. Nicolò di Bari
Parrocchia di San Nicolò di Bari
Coperture; Pavimenti e pavimentazioni; Impianto strutturale; Struttura
altare - aggiunta arredo (2021)
1056 - 1056(notizie storiche carattere generale); 1400 - 1450(notizie storiche carattere generale); 1610 - 1610(costruzione intero bene ); 1769 - 1769(preesistenze carattere generale); 1774 - 1774(notizie storiche carattere generale); 1837 - 1837(ampliamento atrio d'ingresso); 2012 - 2022(ristrutturazione post sisma intero bene )
Chiesa di San Nicolò di Bari
Tipologia e qualificazione chiesa parrocchiale
Denominazione Chiesa di San Nicolò di Bari <Bomporto>
Altre denominazioni Chiesa parrocchiale di San Nicolò di Bari
S. Nicolò di Bari
Ambito culturale (ruolo)
classicismo (costruzione dell'edificio)
Notizie Storiche

1056  (notizie storiche carattere generale)

Il nome evoca subito corsi d'acqua navigabili, imbarcazioni, barcaioli, pescatori; si collega infatti a quel canale che il vescovo di Modena Eriberto fece scavare nell'anno 1056, sia per bonificare le paludi poste a nord della città, sia per un collegamento col Po e con l'Adriatico. Era il «Navigium», o Naviglio, detto popolarmente «Canale delle navi», anche se nel tratto Bomporto-Finale si preferiva la denominazione di Fossa Solitaria.

1400 - 1450 (notizie storiche carattere generale)

Nella prima metà del '400 si fecero grandi lavori di sistemazione per collegare meglio il canale col fiume Panaro, che aveva un corso diverso dall'attuale e che si trovò a ricevere le acque del Naviglio proprio a Bomborto.

1610  (costruzione intero bene )

La chiesa parrocchiale è del 1610.

1769  (preesistenze carattere generale)

Tutto questo spiega il titolo canonico della parrocchia di Bomporto, San Nicolò di Bari, patrono dei naviganti. Dipendeva, inizialmente, dalla plebana di Sorbara, da cui venne distaccata nel 1769.

1774  (notizie storiche carattere generale)

Ulteriori lavori furono avviati nel 1774 dal duca Francesco III, allo scopo di provvedere ai numerosi casi in cui le piene del Panaro producevano il riflusso delle acque del canale; fu costruito un bacino equilibratore, detto «Sostegno», e fu scavato un nuovo canale detto «Scaricatore» (o anche «Soratore»), e, popolarmente, «Busone». Sullo stemma del comune di Bomporto campeggia tuttora una torre: è l'antico faro che di notte, con la propria luce, permetteva ai naviganti del fiume più facile accesso al Naviglio. La torre-faro, cilindrica e merlata, si trovava in corrispondenza dell'attuale piazza del paese, e venne demolita verso la fine del Settecento.

1837  (ampliamento atrio d'ingresso)

Nel 1837 fu costruito il grandioso atrio di gusto classico: il timpano triangolare è sostenuto da due lesene e due colonne con capitelli jonici. Dietro l'atrio si vede la struttura quadrata che protegge la cupola e il campanile, posto in corrispondenza dell'abside.

2012 - 2022 (ristrutturazione post sisma intero bene )

Dopo le scosse sismiche, che nella Bassa modenese nel maggio 2012 hanno provocato danni anche alla chiesa parrocchiale di San Nicolò di Bari di Bomporto, è stato attuato il progetto di consolidamento e restauro della chiesa; ad oggi risulta agibile.
Descrizione

La chiesa parrocchiale di San Nicolò di Bari, a Bomporto presente il grandioso atrio di gusto classico: il timpano triangolare è sostenuto da due lesene e due colonne con capitelli jonici. Dietro l'atrio si vede la struttura quadrata che protegge la cupola e il campanile, posto in corrispondenza dell'abside. L'interno è ad una sola navata, con cinque altari. Sull'arco trionfale del presbiterio il pittore Antonio Simonazzi (1824-1908) ha raffigurato il santo vescovo in piviale giallo con arabeschi rossi e verdi, in atto di essere venerato dalle tre fanciulle povere da lui beneficiate con la costituzione della dote. Il santo effigiato anche in un olio su tela posto sull'altare della seconda cappella di sinistra: Luigi Manzini (Modena, 1806-1966) lo ha rappresentato nell'atto di risuscitare tre fanciullini messi in una botte. Nella nicchia dell'abside si può ammirare una bellissima opera di Antonio Begarelli, il Crocifisso fra la Madonna e san Giovanni. Il gruppo (di cui facevano parte anche le due statue di san Francesco e di san Bonaventura, poste attualmente nella Galleria Estense di Modena), si trovava nello scomparso oratorio di San Bernardino. Altre opere sono: una bella ancona corinzia, in scagliola e stucco con elementi architettonici e due putti con festone di frutta (seconda cappella di destra), di Domenico Perrini (prima metà dell'Ottocento), con la statua della Madonna del Rosario di Giacomo Vitenè di Faenza (1876); l'ancona della cappella di sinistra, in scagliola policroma, di ignoto carpigiano del Seicento; una statua di san Martino (in nicchia nella terza finta cappella di sinistra), in gesso, patinata a calce, eseguita a tutto tondo (scultore modenese dell'Ottocento). L'organo fu eseguito da Domenico Traeri, morto nel 1724. L'attuale canonica era, anticamente, il convento dei padri Serviti che officiavano la chiesa e rimasero a Bomporto fino al 1769; è ancora visibile il chiostro con quadriportico e pozzo centrale.
Coperture
Il tetto della chiesa è tradizionale a falde inclinate, con due spioventi a capanna sulla navata centrale. Orditura di legno con capriate, arcarecci e travicelli, quindi tavolato in tavelle di laterizio. Manto in coppi laterizi.
Pavimenti e pavimentazioni
La pavimentazione interna risulta in cotto moderno, sia nella navata che nel presbiterio. la mensa centrale è posata si marmo di carrara.
Impianto strutturale
L'edificio si apre con grandioso atrio di gusto classico: il timpano triangolare è sostenuto da due lesene e due colonne con capitelli jonici. L'interno è ad una sola navata coperta da volta a botte, con cinque altari. La pianta si conclude con catino absidale semicircolare. La copertura è a due falde, tradizionale in legnami. Manto in coppi.
Struttura
Muratura a mattoni ordinari. L’interno è ad unica navata, copertura tradizionale in legnami con manto in coppi laterizi.
Adeguamento liturgico

altare - aggiunta arredo (2021)
Il presbiterio sopraelevato rispetto alla navata da un gradino presenta l'altare maggiore in scagliola con mensa e tabernacolo, l'altare della funzione religiosa in marmo verde delle alpi e marmo bianco di Carrara è stato realizzato nel 2021. Il celebrante ha la sede alla sua sinistra e l'ambone in legnami a destra.
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