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restauro
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Sant'Angelo in Vado
Urbino - Urbania - Sant'Angelo in Vado
chiesa
sussidiaria
S. Stefano in Metola
Parrocchia di San Michele Arcangelo
Struttura; Coperture
presbiterio - intervento strutturale (1970-79)
1180 - XIV(preesistenze intorno); 1592 - 1592(restauro intero bene); 1636 - 1986(passaggio di proprietà intorno); 2004 - 2004(restauro intero bene)
Chiesa di Santo Stefano in Metola
Tipologia e qualificazione chiesa sussidiaria
Denominazione Chiesa di Santo Stefano in Metola <Sant'Angelo in Vado>
Altre denominazioni Chiesa di Santo Stefano in Camminate
S. Stefano in Metola
Ambito culturale (ruolo)
maestranze marchigiane (costruzione)
maestranze marchigiane (restauro)
Notizie Storiche

1180 - XIV (preesistenze intorno)

Nel 1180 Alessandro III menziona la chiesa di Santo Stefano nelle proprietà che dal vescovo di Città di Castello passarono al Nullius di Mercatello. Poco sopra la chiesa ancora esiste la torre del castello di Metola, da dove potevano dominare le terre circostanti. Successivamente (XIV secolo) le terre passarono sotto la giurisdizione dei conti e poi duchi del Montefeltro.

1592  (restauro intero bene)

Nel 1592 dopo la visita apostolica fu intimato al rettore di provvedere al restauro della chiesa.

1636 - 1986 (passaggio di proprietà intorno)

Nel 1636 la chiesa e il castello di Metola passano sotto la diocesi di Urbania fino al 1986 anno dell'unione con Urbino.

2004  (restauro intero bene)

Nel 2004 con il contributo della Regione Marche è stato portato avanti un consistente restauro della chiesa e degli edifici attigui.
Descrizione

Parte di un complesso rurale ubicato ai margini di un bosco e dominato dalla mole della torre della Metola, la chiesa occupa la parte destra di un edificio che ne ingloba totalmente la pianta. Dalla facciata si indovina però l'autonomo sviluppo rispetto all'edificio. Infatti l'ingresso con arco, la finestra soprastante e il timpano definiscono lo spazio che occupa la chiesa all'interno dell'edificio. Seguendo poi il muro esterno destro si nota il campanile a vela a due fornici con tetto a capanna. L'interno è ad aula unica. La chiesa è semplice per forme e decorazioni. Le superfici lisce e candide delle pareti sono interrotte da due nicchie centinate dove trovano posto due altari. Mentre la nicchia nella parete destra, più spessa, comprende completamente l'altare, a sinistra l'altare esce dal filo del muro. Il presbiterio è parte dell'aula dalla quale si distingue solamente per il pavimento sollevato di un gradino sopra il resto della chiesa. Sulla parete di fondo è un dipinto che raffigura il martirio di Santo Stefano. Nella parete destra sono due finestre che illuminano l'aula insieme all'altra finestra aperta in facciata.
Struttura
La chiesa appoggia su solidi muri portanti realizzati in pietra a conci irregolari legati con malta.
Coperture
La chiesa è coperta da tetto in legno con capriate rinforzate da staffe metalliche. Essendo parte di un edificio più ampio, la chiesa rimane coperta dalla sola falda destra del tetto. La superficie esterna è rivestita di coppi.
Adeguamento liturgico

presbiterio - intervento strutturale (1970-79)
Negli anni '70 del '900 l'altare originale viene staccato dalla parete di fondo. Il nuovo altare in legno sagomato è stato posto al centro del presbiterio.
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