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Chiesa di San Giacomo Maggiore del Carmine
Tipologia e qualificazione
chiesa parrocchiale
Denominazione
Chiesa di San Giacomo Maggiore del Carmine <Imola>
Altre denominazioni
S. Giacomo Maggiore del Carmine
Ambito culturale (ruolo)
maestranze romagnole (costruzione chiesa)
Notizie Storiche
1323 (costruzione intero bene)
la chiesa è legata alla storia dell’Ordine Carmelitano, presente in questo luogo già nel ‘300. Nel 1500 fu ampliata insieme al convento.
1720 (ristrutturazione intero bene)
a partire dal 1720 la chiesa fu ricostruita su progetto dell'architetto milanese Domenico Trifogli. L'opera non ha richiesto la demolizione totale della precedente. Trifogli erige dalle fondamenta il presbiterio e il coro. Nel 1739 si cominciò a tirar giù il portico davanti alla chiesa per innalzare la facciata, terminata nel 1741. La chiesa fu portata a buon punto e così si avviarono i lavori per la costruzione del nuovo convento. Nel 1747 iniziarono anche quelli per la riedificazione del campanile e della parte posteriore del convento, lato via Case di Dozza a ovest, dove si è fatta una nuova cinta e le fondamenta per il refettorio e la scala grande.
Descrizione
la chiesa di San Giacomo Maggiore del Carmine, edificata nel 1323 su autorizzazione di papa Giovanni XXII, ampliata insieme al convento nel 1479 e nel 1500, fu ricostruita a partire dal 1720 su progetto dell'architetto milanese Domenico Trifogli. La vastità dell'interno, di ordine composito, a navata unica, è elegantemente sottolineata da un'ordinata profusione di opere d'arte. Iniziando la visita dall'atrio, separato dalla navata da un portale cinquecentesco in arenaria scolpita a raffinati motivi vegetali, e portandosi sul lato destro dello stesso, si incontra la Cappella don Bosco con sottoquadro opera di Giuseppe Gottarelli. Lasciandosi l'atrio alle spalle, oltrepassato il portale, si accede all'ampia navata. Sul lato sinistro dell'aula si aprono tre cappelle. Proseguendo nella visita alla chiesa, si incontra il presbiterio, separato dalla navata da una settecentesca balaustra marmorea. Sulle pareti laterali simmetricamente disposte rispetto all'altare maggiore, sono collocate le due cantorie. Al centro del presbiterio si eleva il grande altare maggiore in marmi policromi. Nella parte basale dell'abside trova posto un raffinato coro ligneo. Degni di menzione, anche se ordinariamente non visitabili, sono la sacrestia, cui si accede attraverso una porta dipinta, il refettorio vecchio, il settecentesco scalone monumentale di accesso al convento e da ultimo il vasto corridoio superiore, oggi adibito a pinacoteca.
Pianta
caratterizzata da un'unica navata, su cui si aprono sei cappelle disposte simmetricamente rispetto all'altare maggiore.
Preesistenze
si sono conservati i muri perimetrali della navata; quelli che costeggiano l'attuale via Cairoli ne sono un'evidente testimonianza, raddoppiati nello spessore per innalzare l'edificio attuale.
Coperture
caratterizzate da volte a crociera perlopiù spoglie e nude in contrasto con le abbondanti finiture della parte inferiore.
Facciata
in muratura, è rivolta verso mezzogiorno su un piccolo piazzale della via Emilia ed è stata ricostruita nel settecento su disegno dell'architetto milanese Domenico Trifogli, con bei lineamenti e armoniche proporzioni.
Campanile
quello esistente risulta troppo basso rispetto alla nuova costruzione settecentesca, motivo per cui viene riedificato e terminato nel 1748.
Elementi decorativi
fra le statue e i dipinti che adornano l'interno della chiesa di San Giacomo Maggiore del Carmine, sono particolarmente degni di menzione le due grandi tele raffiguranti il profeta Elia appese alle pareti laterali del presbiterio e anche l'antica statua della Madonna del Carmelo collocata nella nicchia centrale.
Adeguamento liturgico
inginocchiatoio - aggiunta arredo (sec. XX, seconda metà)
in legno sagomato, di produzione emiliano-romagnola.
confessionale - aggiunta arredo (sec. XX, terzo quarto)
vengono introdotti due confessionali in legno impiallacciato in noce, di produzione italiana.
presbiterio - aggiunta arredo (sec. XX, terzo quarto)
il tabernacolo consiste in un manufatto di produzione italiana, realizzato in marmo venato e ottone martellato.
presbiterio - aggiunta arredo (1964)
l'altare maggiore consiste in un manufatto in marmo, di produzione italiana.