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restauro
adeguamento liturgico
Mondolfo
Senigallia
chiesa
parrocchiale
S. Giustina
Parrocchia di Santa Giustina
Struttura; Coperture; Struttura
presbiterio - intervento strutturale (1967)
XIII - 1227(prime notizie intero bene); XVII - 1635(ricostruzione intero bene); XVIII - 1760(rifacimento intero bene ); XIX - 1833(costruzione del Cappellone del SS. Sacramento intero bene ); 2013 - 2015(consolidamento e restauro intero bene); 2013 - 2015(ricostruzione del campanile intero bene)
Chiesa di Santa Giustina
Tipologia e qualificazione chiesa parrocchiale
Denominazione Chiesa di Santa Giustina <Mondolfo>
Altre denominazioni Insigne Chiesa Collegiata e Parrocchiale di Santa Giustina
S. Giustina
Ambito culturale (ruolo)
maestranze marchigiane (prima edificazione )
maestranze marchigiane (ricostruzione )
maestranze marchigiane (Rifacimento )
maestranze marchigiane (costruzione del Cappellone del SS.mo Sacramento)
maestranze marchigiane (consolidamento e restauro)
maestranze marchigiane (ricostruzione del campanile)
Notizie Storiche

XIII - 1227 (prime notizie intero bene)

Prima menzione della chiesa di Santa Giustina risale al XIII secolo quando viene citata l'iscrizione "D. Thomas Blebanus istius Plebis A.D. 1227” presente sul crocifisso che era venerato all'interno.

XVII - 1635 (ricostruzione intero bene)

Completamente ricostruita nei primi anni del XVII secolo, nel 1635 Papa Urbano VIII Barberini la erigeva in Collegiata, dal titolo di Insigne, con un Arciprete parroco, sei canonici, due beneficiari e due mansionari.

XVIII - 1760 (rifacimento intero bene )

Successivi ampliamenti ed abbellimenti dell’edificio si ebbero nel XVIII secolo, quando la chiesa raggiunse il suo aspetto attuale, venendo riaperta ai fedeli nell'anno 1760. In questo secolo vi furono diversi eventi sismici che determinarono la caduta definitiva del campanile.

XIX - 1833 (costruzione del Cappellone del SS. Sacramento intero bene )

Nel secolo XIX venne costruito il Cappellone del Santissimo Sacramento. Questa cappella fu progettata nel 1833 dal Senigalliese Giuseppe Ferroni. Negli anni successivi fu posta la venerata effigie della Madonna della Misericordia, che conserva le chiavi argentee della Città, donatele dal Comune.

2013 - 2015 (consolidamento e restauro intero bene)

La collegiata insieme con i locali per la pastorale e la canonica sono stati sottoposti ad un intervento di consolidamento statico e di restauro delle coperture durato dal novembre 2013 al febbraio 2015. L'intero complesso parrocchiale è stato recuperato alle funzioni originali.

2013 - 2015 (ricostruzione del campanile intero bene)

In ottica conservativa, durante l'intervento di restauro è stato smontato e ricostruito il campanile pericolante mantenendo la stessa architettura del precedente. Il nuovo è ricomposto con muratura in mattoni, armata con montanti scatolari a sezione quadrata e staffe metalliche.
Descrizione

Posta lungo la Strata Magna del Castello martiniano, presso la piazza grande dell’abitato antico, l'aspetto della chiesa di oggi– con mattoni stuccati a vista sui laterali, e facciata intonacata sul fronte - come già evidenziato risale sostanzialmente al XVIII secolo. La facciata con tetto a capanna è divisa in due ordini sovrapposti delimitata orizzontalmente da un cornicione. In corrispondenza del portale il cornicione si conforma a guisa di timpano. Verticalmente quattro paraste suddividono la facciata in sei porzioni. Le specchiature inferiori sono semplici riquadri. Nel secondo ordine sono ricavate lateralmente due nicchie che ospitano altrettanti angeli, mentre al centro c'è un rosone con otto spicchi. Il portale termina con architrave diritto sopra il quale è posto una lunetta scolpita con l'immagine della Madonna con Gesù Bambino, il patriarca San Giuseppe e Sant’Antonio di Padova. L'interno è di gusto barocco con lesene che scandiscono il ritmo della navata unica. Sulle pareti laterali si trovano tre archi per parte, dove trovano spazio gli altari laterali direttamente all’interno della navata centrale; l'ultimo di questi archi dei quali a destra introduce al Cappellone del Santissimo Sacramento. Questo ambiente è illuminato da un oculo posto nella cupola che sormonta la cappella; un altare con timpano e colonne corinzie incornicia l'Immagine della Madonna della Misericordia. Nella navata centrale, l'originale altare maggiore in marmi policromi divide il presbiterio dal catino absidale arricchito da un prezioso coro ligneo per l’officiatura del capitolo collegiale, e dove campeggia una imponente tela ovale - contenuta in preziosa cornice - raffigurante Santa Giustina, Patrona della Città e del Comune. Sopra l'ingresso si trova la cantoria dove è sistemato l’organo opera del veneto Gaetano Callido del XVIII secolo. Questo è impreziosito da decorazioni a volute e da due putti posti ai lati.
Struttura
Edificio costruito su muri portanti che appoggiano sulle fondamenta originali della prima costruzione datata al XVII secolo e più volte ampliata verso la Strata Magna del Castello.
Coperture
La chiesa ha copertura a due falde. Internamente è voltata a botte con arco ribassato. Sulla volta sono aperte delle finestre che illuminano la chiesa. L'abside e il cappellone del Santissimo Sacramento sono coperte da una cupola che nell'abside ha pianta semisferica. Mentre la navata e il cappellone hanno soffitto a volta in cannicciato, l'abside e il presbiterio sono voltati con mattoni e sono coperture portanti. Un campanile a vela due fornici, caratterizza la copertura del Cappellone.
Struttura
La struttura portante in muratura è stata consolidata. La facciata è stata restaurata seguendo il progetto originario in stile neomedievale di inizio XX secolo. Tutte le altre facciate esterne della collegiata, comprese le zone del presbiterio e dell’abside, sono state riportate a mattoni faccia a vista – caratterizzate dalle tipiche buche pontaie - asportando il precedente rivestimento di intonaco risalente ai tardi anni ’20 del ‘900.
Adeguamento liturgico

presbiterio - intervento strutturale (1967)
L'altare principale fu mantenuto. Fu posto l'altare mobile in bronzo con basamento rettangolare sul tronco di piramide che sostiene a sua volta il piano. Sulla mensa in bronzo è raffigurata l'Ultima Cena. Durante i lavori di adeguamento liturgico venne rimossa la balaustra
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