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Santo Spirito
Bari
Bari - Bitonto
chiesa
parrocchiale
Spirito Santo
Parrocchia di Spirito Santo
Pianta; Impianto strutturale; Coperture; Prospetti; Scale; Pavimenti e pavimentazioni; interno; Elementi decorativi; Arredi
presbiterio - aggiunta arredo (1965); presbiterio - intervento strutturale (1980); altare - aggiunta arredo (1994)
1843 - 1846(costruzione intero bene); 1850 - 1850(carattere generale erezione canonica); 1950 - 1956(sopraelevazione facciata); 1950 - 1956(ampliamento aula liturgica); 1956/08/14 - 1956/08/14(carattere generale consacrazione); 2005 - 2005(restauro camere sepolcrali); 2009 - 2010(restauro intero bene)
Chiesa dello Spirito Santo
Tipologia e qualificazione chiesa parrocchiale
Denominazione Chiesa dello Spirito Santo <Santo Spirito, Bari>
Altre denominazioni Chiesa di Spirito Santo
Ambito culturale (ruolo)
maestranze pugliesi (costruzione)
Notizie Storiche

1843 - 1846 (costruzione intero bene)

lavori di costruzione dell’edificio dedicato allo Spirito Santo per volontà del Vescovo Marone. I lavori, progettati da Angelo Michele Calia ed eseguiti sotto la direzione dell’arch. Luigi Castellucci, furono finanziati da parecchie famiglie locali tra le quali si ricordano i Frisicchio, i Sylos e i Traversa.

1850  (carattere generale erezione canonica)

erezione della parrocchia da parte del Vescovo Materozzi. Primo parroco fu don Diego De Lerma.

1950 - 1956 (sopraelevazione facciata)

lavori relativi alla facciata principale: le opere effettuate consistettero nella demolizione dell’antico campanile a vela, presente nella parte sinistra del prospetto, e nella realizzazione di due torri campanarie nelle porzioni laterali della facciata; contestualmente sulla cuspide centrale fu collocata una statua dell’Assunta.

1950 - 1956 (ampliamento aula liturgica)

lavori relativi all’aula liturgica: le opere effettuate per l’avvenuto aumento della popolazione, previdero la demolizione della parete absidale con contestuale ampliamento dell’edificio in direzione mare.

1956/08/14  (carattere generale consacrazione)

alla conclusione dei lavori di ampliamento e sopraelevazione, la chiesa fu nuovamente consacrata.

2005  (restauro camere sepolcrali)

lavori di restauro, recupero e valorizzazioe del piano interrato, ossia degli spazi relativi alle vecchie camere sepolcrali: la messa in sicurezza degli stessi ha permesso di rendere fruibili i vani ed utilizzabile come locali parrocchiali.

2009 - 2010 (restauro intero bene)

lavori di manutenzione straordinaria dell’intero fabbricato consistenti in pitturazione delle superfici interne ed esterne, sostituzione degli infissi, rifacimento e revisione degli strati di impermeabilizzazione delle coperture. L’intervento di restauro più impegnativo, tra quelli progettati ed eseguiti sotto la direzione dell’ arch. Massimo Citelli e dell’ing. Tommaso Galantino, è stato senza dubbio quello relativo al recupero alla messa in sicurezza dell’imponente cupola in camorcanna.
Descrizione

Schema planimetrico a croce latina contratta, diviso in tre navate, con transetto e concluso con un profondo presbiterio, caratterizzato dalla presenza di un’abside semicircolare e rialzato di tre gradini rispetto allo spazio assembleare. Lo schema planimetrico è diviso in tre navate e due campate da archi a tutto sesto, originati da pilastri quadrangolari poggianti su zoccoli; la particolarità dell’edificio sta nella composizione strutturale delle suddette campate: infatti, al di sopra dei capitelli presenti sui pilastri, ricorre un cornicione modanato su cui è costruita nella prima campata una cupola in camorcanna, mentre nella seconda campata è presente un solaio piano. Il presbiterio, invece, diviso dallo spazio assembleare da un arco trionfale a tutto sesto, è costituito da una campata voltata a botte e concluso da un catino absidale emisferico. La facciata principale, in stile neoclassico, è scandita in tre scomparti da quattro lesene poggianti su zoccolo; le porzioni più esterne del prospetto sono, invece, occupate da due alte torri campanarie. Le bucature ed i volumi presenti all’interno del prospetto determinano due ordini orizzontali, di cui quello inferiore contiene tre portali, tutti sormontati da un piccolo frontone modanato ed aggettante; nella parte superiore, invece, si apre al centro un rosone circolare ad otto bracci; la composizione della parte centrale del prospetto principale è conclusa da un piccolo timpano triangolare. Le porzioni laterali della facciata principale, rivolta a Mezzogiorno, sono occupate da due simili torri campanarie, delimitate lateralmente da lesene e divise orizzontalmente in tre ordini da cornici lineari: quello inferiore, come detto, contiene i due portali laterali; l’intermedio presenta una meridiana ed un orologio pubblico; il superiore, infine, leggermente arretrato, è aperto sui quattro lati da bifore con archi a tutto sesto; l’elemento terminale di entrambe le torri è una piramide a base quadrata. Le superfici interne sono completamente intonacate, tinteggiate in bianco e sulle tonalità della scala cromatica del rosa.
Pianta
Schema planimetrico a croce latina contratta, diviso in tre navate, con transetto e concluso con un profondo presbiterio, caratterizzato dalla presenza di un’abside semicircolare e rialzato di tre gradini rispetto allo spazio assembleare. La scansione degli elementi strutturali definisce una suddivisione dello spazio assembleare in due ampie campate, a conclusione delle quali è presente l’area presbiterale. L’accesso all’edificio avviene attraverso uno dei tre portali presenti nel prospetto rivolto a Sud, ma principalmente tramite un vestibolo con infisso in legno e vetro colorato presente appena oltre il portale centrale; ai lati del suddetto vestibolo sono visibili due varchi arcuati dai quali è possibile accedere alla sede originaria del fonte battesimale e, a sinistra, alla sovrastante cantoria.
Impianto strutturale
Muratura portante in conci di pietra locale: lo schema planimetrico è diviso in tre navate e due campate da archi a tutto sesto, originati da pilastri quadrangolari poggianti su zoccoli in pietra. La particolarità dell’edificio sta nella composizione strutturale delle suddette campate: infatti, al di sopra dei capitelli presenti sui pilastri, ricorre un cornicione modanato su cui è costruita nella prima campata una cupola in camorcanna, impostata su quattro pennacchi di raccordo e bucata da un oculo circolare centrale, mentre nella seconda campata, corrispondente al transetto, è presente un solaio piano; entrambe sono affiancate da campate coperte con volte a botte. Il presbiterio, invece, diviso dallo spazio assembleare da un arco trionfale a tutto sesto, è costituito da una campata voltata a botte e concluso da un catino absidale emisferico.
Coperture
Gran parte dell’edificio è coperta con un tetto piano rivestito con lastre di pietra di Corigliano: la stratigrafia è definita dalla sovrapposizione di materiali coibenti per l’isolamento termico e guaine impermeabilizzanti. Di natura e forma diverse è, invece, il sistema di copertura della sola campata sormontata dalla cupola in camorcanna, corrispondente ad una piramide a base quadrata con finitura esterna in tegole e coppi. L’inclinazione dei lastrici solari è tale da favorire il deflusso delle acque meteoriche, che vengono convogliate all’interno dei pluviali che discendono sui prospetti laterali.
Prospetti
La facciata principale, in stile neoclassico, è scandita in tre scomparti, corrispondenti alle tre navate interne, da quattro lesene poggianti su zoccolo; le porzioni più esterne del prospetto sono, invece, occupate da due alte torri campanarie. Le bucature ed i volumi presenti all’interno del prospetto determinano due ordini orizzontali, di cui quello inferiore contiene tre portali, tutti sormontati da un piccolo frontone modanato ed aggettante: mentre i due portali laterali sono piccoli e modesti, seppur caratterizzati da stipiti ed architrave in pietra scolpita, il portale principale, a quattro ante, è più ampio e gerarchicamente evidente per maggiori dimensioni e decorazioni più fini; inoltre, su una lastra posta sopra l’architrave, è inciso il testo “SPIRITUI SANCTO PARACLITO. MDCCCLII”. Nella parte superiore, divisa dalla precedente tramite due cornici marcapiano, si apre al centro un rosone circolare ad otto bracci, oggi murato; la composizione della parte centrale del prospetto principale è conclusa da un piccolo timpano triangolare, al centro della cui cuspide è posizionata una statua della Vergine Maria scolpita in pietra. Le porzioni laterali della facciata principale, rivolta a Mezzogiorno, sono occupate da due simili torri campanarie, disposte simmetricamente rispetto ad un ipotetico asse passante per il centro del prospetto. Delimitate lateralmente da lesene addossate alla muratura e decorate con superfici in rilievo, le due torri sono divise orizzontalmente in tre ordini da cornici lineari: quello inferiore, come detto, contiene i due portali laterali; l’intermedio presenta una meridiana ed un orologio pubblico; il superiore, infine, è leggermente arretrato ed è aperto sui quattro lati da bifore, protette da parapetto sagomato, con archi a tutto sesto distanziati da una colonnina centrale. L’elemento terminale di entrambe le torri è una piramide a base quadrata sormontata da una croce metallica. I prospetti laterali sono identici ed uniformi, composti in gran parte da muratura piena, le cui pareti esterne risultano cieche e nude, bucate in alto soltanto da quattro finestroni semicircolari che danno luce all’interno della chiesa. Gli altri prospetti sono occultati dai fabbricati in aderenza o non visibili direttamente dall’esterno.
Scale
L’accesso all’edificio avviene tramite due gradini in travertino che, oltre il livello del marciapiede pubblico, conducono ad un piccolo sagrato leggermente sopraelevato che occupa la porzione centrale della facciata principale.
Pavimenti e pavimentazioni
L’intero pavimento dello spazio assembleare è realizzato con graniglia di marmo grigio e nero; da esso si distingue il rivestimento dell’area presbiterale, composto da elementi di pietra locale levigata, posata all’interno di una cornice lineare con lastre quadrangolari disposte a 45 gradi rispetto all’asse principale di percorrenza dell’edificio. All’interno di un piccolo vestibolo presente alle spalle del portale principale è visibile una croce rossa collocata al centro di una porzione quadrata di pavimentazione in pietra mosaicata racchiusa in una cornice di marmette rosse.
interno
Le superfici interne sono completamente intonacate, tinteggiate in bianco e sulle tonalità della scala cromatica del rosa. Lo schema planimetrico è diviso in tre navate e due campate da archi a tutto sesto, originati da pilastri quadrangolari poggianti su zoccoli in pietra con doppio toro di base e rivestimento basamentale sulle pareti perimetrali, realizzato con lastre rettangolari di pietra locale levigata. La particolarità dell’edificio sta nella composizione strutturale delle suddette campate: infatti, al di sopra dei capitelli presenti sui pilastri, ricorre un cornicione modanato su cui è costruita nella prima campata una cupola in camorcanna, impostata su quattro pennacchi di raccordo, divisa in dodici scomparti, bucata da un oculo circolare centrale e decorata con stucchi a motivi geometrici; mentre nella seconda campata, corrispondente al transetto, è presente un solaio piano. Il presbiterio, invece, diviso dallo spazio assembleare da un arco trionfale a tutto sesto, è costituito da una campata voltata a botte e concluso da un catino absidale emisferico, le cui superfici verticali curvilinee sono poste in evidenza con una colorazione più scura. All’interno della trabeazione è riportata la seguente invocazione: “VENI SANCTE SPIRITUS – VENI PER MARIAM”. La luce naturale all’interno dell’edificio è garantita dalla presenza di quattro bucature semicircolari in corrispondenza dell’asse di ogni singola campata laterale. Ai lati del piccolo vestibolo in controfacciata sono visibili due varchi arcuati dai quali è possibile accedere alla storica sede del fonte battesimale e, a sinistra, alla sovrastante cantoria.
Elementi decorativi
Inseriti all’interno di nicchie ricavate in corrispondenza dell’asse di ogni singola campata in cui è diviso l’edificio, prendono posto alcuni elementi decorativi degni di nota: nelle navate laterali della prima campata si riconoscono le statue della Immacolata Concezione realizzata in legno e risalente al XVIII secolo e quella di Sant’Antonio da Padova, in gesso; a ridosso delle pareti perimetrali del transetto, invece, su altari marmorei a parete, sono collocate le sculture in legno scolpito e dipinto del Sacro Cuore di Gesù e della Madonna Immacolata. Sulle pareti del presbiterio, infine, sormontano due altari a parete, da un lato, le statue in cartapesta della Madonna Addolorata con Gesù flagellato ed un Cristo morto custodito in una teca di vetro e, a destra, Santa Rita da Cascia. Mentre sulle pareti perimetrali sono collocate le quattordici formelle in legno scolpito e dipinto delle scene della Via crucis; in diverse posizioni all’interno dell’aula liturgica sono disposte le icone, realizzate per mano dell’artista Toni Bux, raffiguranti il Battesimo di Gesù, Maria in adorazione del figlio ed alcune immagini di santi. L’elemento di maggior pregio è sicuramente il dipinto olio su tela presente all’interno di una cornice in stucco, al centro del presbiterio, con la rappresentazione della scena della Pentecoste, realizzato dal pittore Francesco Spinelli.
Arredi
Tutti gli arredi sono collocati nei pressi dell’area presbiterale: a sinistra è presente il fonte battesimale, oggetto risalente al XIX secolo, in pietra scolpita ed incisa, composto da una base curvilinea ed una vasca circolare monolitica; a destra, invece prende posto l’ambone, costituito da un fusto parallelepipedo in legno decorato con formelle in terracotta realizzate dall’artista locale Toni Bux, poggiato su una base quadrata e concluso da un leggio fissato nella parte superiore. Dello stesso autore è l’altare presente al centro del presbiterio, definito dalla sovrapposizione di un basamento cubico, impreziosito da terracotte con simboli eucaristici, ed una semplice mensa lineare; alle spalle dell’altare è collocata in posizione decentrata la sede mobile del celebrante. Il tabernacolo è inserito nei gradini dell’altare maggiore in marmi policromi intarsiati, in una struttura attribuita ad artisti locali del XVIII secolo.
Adeguamento liturgico

presbiterio - aggiunta arredo (1965)
Affinchè il sacerdote possa celebrare la Santa Messa rivolto verso il popolo, al centro del presbiterio è stato collocato un altare.
presbiterio - intervento strutturale (1980)
all’interno di un intervento di adeguamento liturgico completo, sul presbiterio è stato rimosso l’altare e smantellata la balaustra che divideva l’area presbiterale dallo spazio assembleare; inoltre, nella stessa occasione, è stato spostato il fonte battesimale.
altare - aggiunta arredo (1994)
collocazione al centro del presbiterio di un altare realizzato con struttura in tufi e rivestimento in legno con dettagli ceramici.
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