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Bari
Bari - Bitonto
chiesa
parrocchiale
San Ferdinando
Parrocchia di San Ferdinando
Pianta; Impianto strutturale; Coperture; Prospetti; Scale; Pavimenti e pavimentazioni; Interni; Elementi decorativi; Arredi
presbiterio - intervento strutturale (1969)
1844 - 1849(costruzione intero bene); 1849/05/30 - 1849/05/30(carattere generale intero bene); 1887/06/21 - 1887/06/21(carattere generale intero bene); 1900 - 1900(completamento aula liturgica); 1933 - 1934(rifacimento facciata); 1938 - 1939(completamento aula liturgica); 1969 - 1969(completamento aula liturgica); 1999 - 1999(rifacimento presbiterio)
Chiesa di San Ferdinando
Tipologia e qualificazione chiesa parrocchiale
Denominazione Chiesa di San Ferdinando <Bari>
Ambito culturale (ruolo)
maestranze pugliesi (costruzione)
Notizie Storiche

1844 - 1849 (costruzione intero bene)

lavori di costruzione della chiesa per volontà del Vescovo Clary; le opere furono eseguite su progetto dell’arch. Fausto Nicolini.

1849/05/30  (carattere generale intero bene)

benedizione della chiesa ed elevazione a parrocchia da parte del Vescovo Clary.

1887/06/21  (carattere generale intero bene)

la chiesa diventa vicaria-curata capitolare. Primo parroco fu Beniamino Bux.

1900  (completamento aula liturgica)

decorazione della chiesa da parte del pittore Nicola Colonna, per volere del parroco Beniamino Bux.

1933 - 1934 (rifacimento facciata)

all’interno di un complesso programma di rinnovamento urbanistico del quartiere Murattiano, l’architetto Saverio Dioguardi progettò, per conto della Compagnia Adriatica di Navigazione, un complesso di edifici affiancati alla chiesa, della quale fu riprogettato il prospetto principale.

1938 - 1939 (completamento aula liturgica)

decorazione della chiesa da parte del pittore Umberto Colonna, per volere del parroco Nicola Lionetti.

1969  (completamento aula liturgica)

per volontà del parroco Oronzo Valerio, oltre alla collocazione sul presbiterio dell’altare e degli amboni, l’aula viene completata con la posa in opera della pavimentazione.

1999  (rifacimento presbiterio)

lavori di rifacimento del presbiterio consistenti in rimozione della carta da parati, realizzazione di intonacatura e collocazione di una nuova sede per il celebrante. Le opere sono state eseguite su progetto dello studio degli architetti Mangini e Leone.
Descrizione

Schema planimetrico a croce latina contratta, ad aula unica, con transetto, caratterizzato dalla presenza di due cappelle laterali, e concluso con un presbiterio con abside semicircolare e rialzato di quattro gradini rispetto allo spazio assembleare. Alla fine della prima campata e ai lati del presbiterio e delle cappelle del transetto sono presenti alcuni varchi che conducono alla sacrestia, all’ufficio parrocchiale ed ad altri locali adibiti a deposito o archivio. Lo spazio è diviso in due campate da archi a tutto sesto, originati da coppie di pilastri quadrangolari con lesene addossate, poggianti su zoccoli in pietra e concluse da capitelli. Al di sopra delle lesene ricorre una larga trabeazione con fregio decorato e cornicione modanato su cui sono costruite, nella prima campata e nel transetto, due cupole impostate su quattro pennacchi di raccordo e bucate al centro da un oculo circolare; il presbiterio invece è coperto da un catino absidale emisferico. Il prospetto orientale è l’unico visibile dall’esterno: all’interno di un più complesso sistema edilizio di diversi fabbricati adiacenti, la facciata della chiesa si riconosce per la presenza di un pronao tripartito da quattro pilastroni con tre alte e profonde arcate a tutto sesto realizzate in tufo locale; gli altri prospetti sono occultati dai fabbricati in aderenza. Le superfici interne sono completamente decorate o iù semplicemente intonacate, tinteggiate in bianco e sulle tonalità della scala cromatica dei marroni e dei grigi con dettagli dorati e stucchi.
Pianta
Schema planimetrico a croce latina contratta, ad aula unica, con transetto, caratterizzato dalla presenza di due cappelle laterali, e concluso con un presbiterio con abside semicircolare e rialzato di quattro gradini rispetto allo spazio assembleare. La scansione degli elementi strutturali definisce una suddivisione dello spazio assembleare in due ampie campate, a conclusione delle quali è presente l’area presbiterale, ai cui lati, in specifici spazi ricavati tra le coppie di pilastri quadrangolari, prendono posto da un lato il fonte battesimale e, dall’altro, il tabernacolo. Alla fine della prima campata e ai lati del presbiterio e delle cappelle del transetto sono presenti alcuni varchi che conducono alla sacrestia, all’ufficio parrocchiale ed ad altri locali adibiti a deposito o archivio. L’accesso all’aula liturgica avviene attraverso uno dei tre portali, presenti nel prospetto orientale e posti su un sagrato sopraelevato rispetto al piano stradale raggiungibile oltre un pronao tripartito e, successivamente, attraverso una bussola in vetro e legno posizionata al centro della controfacciata e sormontata da una fine cantoria lignea.
Impianto strutturale
Lo schema planimetrico è diviso in due campate da archi a tutto sesto, originati da coppie di pilastri quadrangolari con lesene addossate, poggianti su zoccoli in pietra e concluse da capitelli. Al di sopra delle lesene ricorre una larga trabeazione con fregio decorato e cornicione modanato su cui sono costruite, nella prima campata e nel transetto, due cupole impostate su quattro pennacchi di raccordo e bucate al centro da un oculo circolare sormontato da un lucernario di base cilindrica e terminazione troncoconica. L’arcata occidentale della seconda campata dell’aula liturgica corrisponde all’arco trionfale che distingue lo spazio assembleare dall’area presbiterale: quest’ultimo spazio, così come le due cappelle laterali del transetto, è coperto da un catino absidale emisferico.
Coperture
Gran parte dell’edificio è coperta con un tetto piano la cui stratigrafia è definita dalla sovrapposizione di materiali coibenti per l’isolamento termico e guaine impermeabilizzanti. Di forma diversa è, per ovvi motivi, il sistema di copertura delle due cupole e delle calotte emisferiche dell’abside e delle cappelle laterali: esso infatti segue la particolare inclinazione della sottostante struttura curvilinea. Inoltre, in corrispondenza della parte centrale delle due cupole che sormontano le due campate interne, sono visibili le strutture in metallo e vetro di lucernari troncoconici che garantiscono l’ingresso della luce naturale dall’alto all’interno dell’aula liturgica.
Prospetti
Il prospetto orientale, ossia quello dal quale avviene l’accesso all’edificio, è l’unico visibile dall’esterno. All’interno di un più complesso sistema edilizio di diversi fabbricati adiacenti, la facciata della chiesa si riconosce per la presenza di un pronao tripartito da quattro pilastroni con tre alte e profonde arcate a tutto sesto in tufo locale, oltre cui sono visibili tre pareti tra loro ortogonali, realizzate in tufo pugliese e forate ognuna da una bucatura: la principale, sormontata da una croce in marmo bianco, corrisponde al portale d’accesso con architrave lineare, sorretto da stipiti curvilinei, e recante il titolo della parrocchia ed il testo di un passo del libro della Genesi “Haec est domus Dei et porta coeli” (traduzione “Questa è la casa di Dio e la porta del cielo”). L’elemento di coronamento si presenta come un unico e spesso architrave su cui è collocata una croce metallica; leggermente arretrata e non visibile dal basso si eleva la struttura di sostegno di quattro campane. Gli altri prospetti sono occultati dai fabbricati in aderenza.
Scale
L’accesso all’edificio avviene tramite una scala composta da sei gradini in travertino che, oltre il livello del marciapiede pubblico, conducono ad un piccolo sagrato leggermente sopraelevato che occupa la parte inferiore della facciata principale.
Pavimenti e pavimentazioni
L’intero pavimento dello spazio assembleare è realizzato con lastre di granito di diversi formati e colori: il percorso centrale che conduce dall’esterno fino al presbiterio è evidenziato dall’utilizzo di granito rosso, mentre le porzioni laterali sono definite da riquadri di granito grigio incorniciati da listelli più scuri. Da esso si distingue il rivestimento dell’area presbiterale, composto quasi completamente da elementi di granito rosso con intarsi circolari in marmo bianco; lo stesso materiale è utilizzato per le pedate dei quattro gradini che portano dal piano di calpestio dell’aula liturgica al livello del presbiterio. Infine, la pavimentazione presente all’interno dei due vani che accolgono il tabernacolo ed il fonte battesimale è realizzata con scaglie di diverse varietà di marmo, in colorazioni e tagli differenti.
Interni
Le superfici interne sono completamente intonacate, tinteggiate in bianco e sulle tonalità della scala cromatica dei marroni e dei grigi con dettagli dorati e stucchi. Lo schema planimetrico è diviso in due campate da archi a tutto sesto, originati da coppie di pilastri quadrangolari con lesene addossate, poggianti su zoccoli in pietra con doppio toro di base e concluse da capitelli a foglie e volute; sulle pareti perimetrali è presente un rivestimento basamentale realizzato con lastre rettangolari di pietra locale. Al di sopra delle lesene ricorre una larga trabeazione con fregio decorato e cornicione modanato su cui sono costruite, nella prima campata e nel transetto, due cupole impostate su quattro pennacchi di raccordo, divise in otto scomparti, bucate al centro da un oculo circolare e riccamente decorate con dipinti murali. L’arcata occidentale della seconda campata dell’aula liturgica corrisponde all’arco trionfale che distingue lo spazio assembleare dall’area presbiterale: quest’ultimo spazio, così come le due cappelle laterali del transetto, è coperto da un catino absidale emisferico; le relative superfici verticali o sono decorate con dipinti murali oppure intonacate ed impreziosite da particolari tecniche di pittura. All’interno della trabeazione dell’abside centrale è riportata la seguente frase: “HAURIETIS AQUAS IN GAUDIO DE FONTIBUS SALVATORIS” (traduzione italiana: “attingerete acqua con gioia alle sorgenti del Salvatore”). La luce naturale all’interno dell’edificio è garantita abbondantemente dalla presenza di due ampi lucernari al centro delle cupole delle due campate e da alcune bucature semicircolari visibili in corrispondenza dei catini absidali delle cappelle del transetto. A conclusione della prima campata ed ai lati del presbiterio e delle cappelle del transetto sono presenti alcuni varchi che conducono alla sacrestia, all’ufficio parrocchiale ed ad altri locali adibiti a deposito o archivio.
Elementi decorativi
Ricchi e pregiati sono gli elementi decorativi presenti all’interno dell’edificio; in molti casi si tratta di tele, dipinti o icone posizionati sulle pareti laterali o all’interno dell’area presbiterale. Si può, in realtà, affermare che tutto l’edificio sia abbondantemente decorato: ad esempio, sui pilastri sono dipinti i dodici Apostoli, mentre nei sottarchi delle arcate che definiscono l’impianto strutturale della chiesa sono presenti quarantaquattro medaglioni con le immagini dei santi della chiesa universale di tutti i tempi. Di grande pregio sono, senza dubbio, i dipinti realizzati per impreziosire artisticamente le cupole, le calotte emisferiche del transetto ed il catino absidale: sulla cupola della prima campata è rappresentata l’Esaltazione della Croce, insieme ad angeli che ne adorano il mistero, raffigurati ognuno in uno degli otto spicchi in cui è suddivisa la volta; nei pennacchi, invece, si riconoscono le immagini dei quattro grandi dottori della Chiesa, Sant’Ambrogio, Sant’Agostino, San Girolamo e San Gregorio Magno, simboli della Tradizione. All’interno della stessa campata sono disposte sulle pareti laterali le tele con le immagini di San Nicola di Bari, realizzata dall’artista barese Umberto Colonna, e di San Ferdinando, opera del pittore napoletano Gennaro Maldarelli; sulla stessa parete destra sono fissate tre preziose ed antiche sculture in pietra dipinta raffiguranti San Sabino, la Vergine Maria con il Bambino e San Nicola. Nelle lunette presenti a conclusione delle pareti verticali sono dipinti il Cenacolo e, sulla parete opposta, le Nozze di Cana di Galilea. Nell’intradosso della seconda cupola, invece, sono visibili sui pennacchi di raccordo i quattro Evangelisti, mentre sulla calotta emisferica si può apprezzare la rappresentazione dell’Esaltazione del Santissimo Sacramento da parte di quattordici angeli dipinti con in mano alcuni cartigli sui quali è possibile leggere il testo di un celebre inno eucaristico. Il già detto Umberto Colonna ha raffigurato anche il Sacro Cuore di Gesù e la Madonna di Pompei sulle tele collocate all’interno delle rispettive cappelle presenti ai lati del transetto: in quella di sinistra, ai fianchi del Sacro Cuore, sono dipinti Gesù tra i fanciulli e l’episodio della tempesta sedata; nel superiore catino absidale è visibile l’Eterno Padre tra i profeti Geremia ed Ezechiele e, più in basso, l’incredulità di San Tommaso e la scena di Gesù con i discepoli ad Emmaus; nella cappella di destra, invece, ai lati della Madonna di Pompei, sono dipinti la scena della battaglia di Lepanto e l’episodio della diffusione del Santo Rosario da parte di San Domenico. Nel catino emisferico è rappresentata la Gloria della Vergine Maria, raffigurata insieme ai profeti Daniele ed Isaia; nelle lunette, invece, si riconoscono le immagini dell’Annunciazione e della Presentazione di Gesù al Tempio. Nel 2011 all’artista Maria Teresa Ferrari Donadei è stata commissionata la realizzazione di una nuova preziosa icona, intitolata “Viatico e Glorificazione di San Ferdinando”, oggi collocata nei gradini dell’altare della cappella dedicata alla Madonna di Pompei. Nella calotta absidale, all’interno di un fondale stellato, è rappresentato il Cristo Pantocratore nel mistero trinitario, dipinto nella mandorla mistica; sotto la figura di Gesù si vede una roccia da cui scaturiscono rivoli d’acqua che dissetano pecore e colombe; sullo sfondo il Monte Calvario e la Basilica di San Pietro. Al centro dell’abside è esposta una tela con l’immagine del Crocifisso, presumibilmente realizzata dal pittore Cesare Fracanzano, ispiratosi ai classici modelli di Guido Reni. In controfacciata sono apprezzabili le tele del barese Nicola Zito raffiguranti San Francesco da Paola e la Madonna con Gesù bambino e due angeli, sulle pareti perimetrali dell’edificio sono collocate le quattordici formelle in gesso modellato delle scene della Via crucis.
Arredi
Tutti gli arredi sono collocati all’interno dell’area presbiterale. A sinistra è presente l’ambone, mentre al centro è posto l’altare: entrambi sono costituiti da un fusto troncopiramidale rovesciato parzialmente cavo, in marmo bianco, poggiato su una base ottagonale e sormontato nel primo caso da un leggio fissato nella parte superiore e, nel secondo, da una semplice mensa lineare. Alle spalle dell’altare è collocata in posizione assiale la sede lignea del celebrante con annesse le sedute per gli altri ministri: la seduta del celebrante è messa in evidenza poiché posta su due gradini in marmo, ad una quota superiore rispetto alle altre, e caratterizzata da una spalliera curvilinea con conclusione scalettata. In specifici spazi ricavati tra le coppie di pilastri ai lati del presbiterio, progettati e realizzati dall’artista Mario Colonna, prendono posto, a sinistra, il fonte battesimale e, a destra, il tabernacolo: entrambi sono definiti dalla sovrapposizione di una base in marmo scolpito sormontata, per quel che riguarda il primo, da una vasca ovale in rame, e da un volume in bronzo scolpito, inciso e dorato, per quel che concerne il secondo. Alle spalle di entrambi è presente una quinta curvilinea impreziosita dai bassorilievi in bronzo fuso e metallo dorato raffiguranti gli episodi del Battesimo di Gesù e del sacrificio di Isacco.
Adeguamento liturgico

presbiterio - intervento strutturale (1969)
all’interno di un completo intervento di adeguamento liturgico, al centro del presbiterio viene posto un altare fisso in pietra e marmo, viene collocato un ambone e trovano adeguata sistemazione il tabernacolo ed il fonte battesimale.
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