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Sommatino
Caltanissetta
chiesa
parrocchiale
Santa Margherita
Parrocchia di Santa Margherita
Pianta; Impianto strutturale; Orizzontamenti
presbiterio - aggiunta arredo (XXI primo decennio); fonte battesimale - aggiunta arredo (XXI primo decennio)
XVI - 1610 ante(costruzione intero bene); 1751 - 1751(elevazione a parrocchia intero bene); 1789 ante - 1789(ricostruzione intero bene); 1810 - 1822(collocazione statue arredi); 1822 - 1822(restauro prospetto principale); 1858 - 1869(realizzazione decorazioni volta ); 1869 post - 1900(collocazione lampadario arredi); 1871 - 1871(collocazione pulpito arredi); 1874 - 1874(collocazione dipinto arredi); 1874 post - 1889 ante(ampliamento sagrestia); 1879 post - XIX fine(costruzione altare); 1950 - 1950(riconfigurazione prospetto principale)
Chiesa di Santa Margherita
Tipologia e qualificazione chiesa parrocchiale
Denominazione Chiesa di Santa Margherita <Sommatino>
Autore (ruolo)
Averna, Gaetano (Riconfigurazione del prospetto )
Ambito culturale (ruolo)
maestranze siciliane (costruzione)
Notizie Storiche

XVI - 1610 ante (costruzione intero bene)

Non si conosce la data di fondazione della chiesa madre di Sommatino; la sua esistenza è documentata nel 1609, data della visita pastorale. La chiesa, affidata all’economo curato Pietro Frangiamore, aveva tre altari (Distretto Scolastico n.11).

1751  (elevazione a parrocchia intero bene)

Nel 1751 la chiesa fu elevata a parrocchia. Giuseppe Sillitti, parroco dal 1751 al 1764, si occupò del miglioramento del mobilio e donò una sfera e una pisside d’argento (Patermo, p.19).

1789 ante - 1789 (ricostruzione intero bene)

La chiesa fu ricostruita grazie ai finanziamenti approntati dal principe di Trabia e dal sacerdote Filippo Grifasi, che nelle disposizioni testamentarie aveva lasciato onze 400 per i restauri. In seguito la copertura e il muro orientale crollarono e la chiesa fu ricostruita (Patermo, p.14; 18). La data 1789 era riportata nello stemma della famiglia Trabia collocato fino al 1950 sul portale (Distretto Scolastico n.11).

1810 - 1822 (collocazione statue arredi)

Durante il parrocato di Filippo Vaccaro, gli altari furono ornati da otto statue: Santa Barbara, S. Margherita, Crocifisso, Gesù Cristo risorto, Addolorata, San Giuseppe, Immacolata Concezione e S. Lucia (dalla trasformazione dell’antica statua di Santa Barbara, proveniente dall’omonima chiesa), (Patermo, p.22-23).

1822  (restauro prospetto principale)

prospetto principale restauro La facciata fu restaurata, grazie ai finanziamenti approntati dalla signora Giuseppa Burgio e dal sacerdote Salvatore Verde; fu completata la copertura del campanile (Patermo, p.14; 24-25). Il parroco fece realizzare anche gli stalli del coro.

1858 - 1869 (realizzazione decorazioni volta )

Tra il 1858 e 1869 la chiesa fu restaurata e decorata. Gli stuccatori Giangreco, padre e figlio, realizzarono le decorazioni di stucco delle pareti e della volta; nelle sei specchiature centrali della volta, che avrebbero dovuto essere affrescate, furono collocati i dipinti su tela di Domenico Provenzano e del fratello finanziati da Incria Boscarini, Luigi e Calogero Parrinello, Paolo Burgio e gli zolfatai della miniera Trabia. L’altare in gesso della cappella maggiore fu abbattuto e sostituito da un altare di legno con vetri colorati dove fu posto il gruppo scultoreo dell’Annunciazione, realizzato grazie al finanziamento degli zolfatai.(Patermo, p.27-28).

1869 post - 1900 (collocazione lampadario arredi)

Nella seconda metà dell’Ottocento fu collocato un lampadario di cristallo a ventiquattro bracci (diametro m. 1,75), donato da Arcangelo Chinnici in occasione delle nozze della figlia. In seguito alla caduta durante il montaggio, fu riparato con bracci di legno dorato. Il lampadario rimase appeso fino al 1900 (Patermo, p.27-28).

1871  (collocazione pulpito arredi)

Nel 1871 fu collocato il pulpito, realizzato grazie ai finanziamenti di Liborio Geraci e Luigi Scalia; i confessionali furono restaurati e fu collocata la porta maggiore.(Patermo, p.28).

1874  (collocazione dipinto arredi)

Nel 1874 fu collocato il dipinto dell’Immacolata, sull’altare dell’Addolorata, donato da Giuseppe Liuzza e dagli operai della miniera Gallitano (Patermo, p.28).

1874 post - 1889 ante (ampliamento sagrestia)

La sagrestia fu ampliata (Patermo, p.29).

1879 post - XIX fine (costruzione altare)

Alla fine del XIX secolo sull’area di fronte l’altare dell’Addolorata, occupato dall’ingresso secondario, fu costruito l’altare dell’Immacolata. L’ingresso fu aperto nel coro. In questo periodo furono costruiti i locali della Curia foranea (Patermo, p.31).

1950  (riconfigurazione prospetto principale)

Nel 1950 il prospetto principale fu riconfigurato secondo il progetto dell’architetto nisseno Gaetano Averna. In questa occasione fu rimosso lo stemma della famiglia Trabia, collocato sul portale (Distretto Scolastico n.11).
Descrizione

L'edificio, preceduto da una scalinata ad invito semicircolare chiusa da una cancellata, ha un prospetto a capanna con due ordini architettonici (dorico e composito atipico) è affiancato sul lato ovest dal campanile. La facciata è suddivisa in tre partiti con il centrale leggermente aggettante. Nel partito centrale del primo ordine, sormontato da un frontone centinato, è posto il portale inquadrato da paraste corinzie, sormontate da frontone triangolare. In asse nel secondo ordine, una finestra rettangolare è sovrastata da una cornice retta; nicchie semicircolari sono poste nei partiti laterali. Il campanile, a due ordini con tamburo a dado emergente dalla trabeazione del secondo, si differenzia nel secondo ordine: ha un alto basamento e lesene sono prive di capitello. Una foto d’epoca, allegata alla scheda, mostra parte del prospetto prima della riconfigurazione attuata nel 1950. L’impianto spaziale è costituito da aula e coro coperti da volte a botte. Le pareti dell’aula sono ritmate da paraste corinzie che scandiscono cinque partiti definiti da alte arcate cieche, che si alternano a basse nicchie. Il falso attico è praticabile grazie alla protezione di una ringhiera in ferro. La volta è scandita in cinque partiti, da fasce trasversali in asse con le paraste, e tripartita nel senso longitudinale. Le fasce sono decorate da girali a motivi fitomorfi, le specchiature sono dipinte con soggetti sacri. Il catino, ripartito da fasce disposte ad archi e a lunette, è decorato da vasi di frutta circondati da motivi fitomorfi. E’ presente la cantoria, retta da due colonne.
Pianta
Ad aula
Impianto strutturale
Edificio in muratura continua con volte, copertura a falde
Orizzontamenti
Aula e coro con volta a botte lunettata, catino absidale
Adeguamento liturgico

presbiterio - aggiunta arredo (XXI primo decennio)
Altare marmoreo con frontale connotato da tre lastre distaccate; quella centrale ha un incavo a croce con cristogrammi; quelle laterali hanno invavi orizzontali, che continuano il braccio della croce, e le lettere Z e H. Ambone marmoreo composto da tre blocchi parallelepidedi: quello centrale, rastremato verso il basso e disposto in avanti, è decorato dalla croce e dai simboli di due evangelisti. Nei blocchi laterali arretrati sono posti gli altri due simboli evangelisti. Sedia del celebranti e stalli marmorei.
fonte battesimale - aggiunta arredo (XXI primo decennio)
Vasca ad immersione a forma di croce.
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