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Marianopoli
Caltanissetta
chiesa
parrocchiale
San Prospero
Parrocchia di San Prospero
Pianta; Impianto strutturale; Orizzontamenti
altare - aggiunta arredo (XX ultimo quarto)
XVIII - XVIII(costruzione intero bene ); XVIII - XIX(intitolazione intero bene); 1814 - 1814(elevazione a parrocchia intero bene); 1825 - 1829(ampliamento intero bene); 1833 - 1833(restauro intero bene); 1861 - 1867(costruzione campanile); 1883 - 1887(ampliamento intero bene); 1891 - 1891(restauro intero bene); 1946 - 1946(ampliamento intero bene); 1960 - 1970(costruzione oratorio); 1982 - 1982(danneggiamento statue arredi)
Chiesa di San Prospero
Tipologia e qualificazione chiesa parrocchiale
Denominazione Chiesa di San Prospero <Marianopoli>
Autore (ruolo)
Bardelli, Luigi (progetto di ampliamento)
Ambito culturale (ruolo)
maestranze siciliane (costruzione)
Notizie Storiche

XVIII  (costruzione intero bene )

Non si conosce l’esatta data di costruzione della chiesa madre di Marianopoli, fondata nella prima metà del Settecento dal barone della Scala Onofrio Lombardi. La sua costruzione dovrebbe risalire alla metà del Settecento (Lo Iacono, p.33).

XVIII - XIX (intitolazione intero bene)

La chiesa fu consacrata a San Prospero in seguito al trasferimento delle reliquie appartenenti a Vincenzo Paternò, barone di Raddusa. Tali reliquie forse furono trasferite intorno al 1730-1740 o nel 1801 (Lo Iacono, p.39-40).

1814  (elevazione a parrocchia intero bene)

Nel 1814 La chiesa, che dipendeva dalla Curia Vescovile di Nicosia (En), fu elevata a parrocchia (Lo Iacono, p.33).

1825 - 1829 (ampliamento intero bene)

La chiesa fu ampliata tra il 1825 e il 1829 grazie ai fondi raccolti tra la popolazione (Lo Iacono, p.34).

1833  (restauro intero bene)

Nel 1833 furono ultimati i restauri e costruiti due altari e la canonica (Lo Iacono, p.37).

1861 - 1867 (costruzione campanile)

Nel 1861, grazie a un sussidio di L.3000 da parte del Governo e una sovvenzione di L.10000 dai fondi ecclesiastici di Sicilia, fu costruito il campanile dove fu alloggiato l’orologio, costruito dal novarese Giovanni Campanazzi (Lo Iacono, p.70-72).

1883 - 1887 (ampliamento intero bene)

Nel 1875 si decise di ampliare la chiesa secondo il progetto redatto dall’ing. Alfonso Barbera; tuttavia i lavori, eseguiti dall’impresa Santo Ganci ed Egidio Pierluca, iniziarono il 23 dicembre 1882 secondo il progetto dell’ing. Luigi Bardelli. Fu demolita la cupola e costruite l’attuale navate centrale e quella della Sacramento. Il 12 gennaio 1887 l’ing. Giuseppe Rinaldi collaudò i lavori (Lo Iacono, p.104; 118).

1891  (restauro intero bene)

Nel 1891 fu ultimato il restauro secondo il progetto dell’ing. Luigi Greco (Lo Iacono, p.118).

1946  (ampliamento intero bene)

La chiesa, danneggiata dai bombardamenti bellici, fu ampliata e restaurata dall’impresa Bellomo di Caltanissetta. Le navate laterali furono ampliate demolendo la sagrestia; fu costruita la volta della navata centrale, poggiata su una trave di calcestruzzo di cemento armato; la pavimentazione di terracotta fu sostituita dal marmo; furono costruiti la canonica, il prospetto principale e l’ultimo livello del campanile (Lo Iacono, p.132-133).

1960 - 1970 (costruzione oratorio)

Negli anni Sessanta fu costruito il locale di San Giovanni Bosco, adibito a sagrestia, con accesso da una porta nell’abside di San Giuseppe. In seguito la sagrestia fu costruita sotto alcune costruzioni limitrofe (Lo Iacono, p.133).

1982  (danneggiamento statue arredi)

Un incendio, avvenuto nel 1982, causò il danneggiamento del trittico ligneo dell’Addolorata e San Giovanni ai piedi del Crocifisso, della scuola di Ortisei (Per antiche strade, p.96).
Descrizione

Prospetto principale, preceduto da scalinata, strutturato dalla sovrapposizione di due ordini, tuscanico e ionico, con campanile emergente sul lato est. Il partito centrale, leggermente aggettante, ha il portale sormontato da frontone triangolare spezzato, inquadrato da paraste accoppiate; in asse, sul secondo ordine, è posta una finestra con frontone arcuato. Tale partito è concluso da un frontone triangolare con timpano decorato da motivi fitomorfi. I partiti laterali hanno portali rettangolari e, in corrispondenza del secondo ordine, finestre con frontone triangolare; quella posta a nord è murata. Sul coronamento dei partiti laterali sono posti vasotti in asse alle lesene. La navata centrale è scandita da lesene tuscaniche, che inquadrano arcate su pilastri, sormontate da lesene più basse che raggiungono l’altezza delle arcate del transetto. Una ringhiera è posta sulla cornice della trabeazione. Le navate laterali hanno altari incassati nelle arcate cieche. I catini delle absidiole e dell’abside est del transetto, dove è posta la statua del Santo eponimo, sono decorate da formelle di stucco; l’abside ovest del transetto è dipinta. Sulla nicchia che sovrasta l’altare maggiore, inquadrata da un’ancona con lesene composite trabeate sormontate da un frontone centinato con rottura, è posta la statua del Sacro Cuore di Gesù, affiancata dall’Addolorata e San Giovanni.
Pianta
A tre navate
Impianto strutturale
Edificio in muratura continua con volte e copertura a falde
Orizzontamenti
Navata centrale con volte a botte lunettate, separate al centro da una volta crociera; coro e navate laterali con volte a crociera; abside, absidiole delle navate laterali e absidi del transetto con catini.
Adeguamento liturgico

altare - aggiunta arredo (XX ultimo quarto)
Altare marmoreo retto da sei colonnine corinzie, disposte a gruppi di tre. Ambone retto da quattro colonne doriche, disposte a gruppi di due.
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