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Ruvo di Puglia
Molfetta - Ruvo - Giovinazzo - Terlizzi
chiesa
parrocchiale
San Michele Arcangelo
Parrocchia di San Michele Arcangelo
Esterno; Pianta; Arredi; Campanile; Cripta/Locali interrati; Utilizzo
presbiterio - aggiunta arredo (1970)
V - V(notizie generali carattere generale); X - XII(preesistenze carattere generale); 1349 - 1390(insediamento carattere generale); 1449 - 1449(ricostruzione intero bene); 1575 - 1575(costruzione volta); XVIII - XVIII(ricostruzione intero bene); 1866 - 1866(passaggio di proprietà convento); 1925 - 1925(istituzione carattere generale)
Chiesa di San Michele Arcangelo
Tipologia e qualificazione chiesa parrocchiale
Denominazione Chiesa di San Michele Arcangelo <Ruvo di Puglia>
Altre denominazioni Chiesa di Sant'Angelo
Ambito culturale (ruolo)
maestranze pugliesi (costruzione)
Notizie Storiche

 (notizie generali carattere generale)

La tradizione lega la fondazione della chiesa di San Michele a San Giovanni II, vescovo di Ruvo nel 491, che avrebbe partecipato alla consacrazione del santuario del Gargano (493) e, tornato a Ruvo, avrebbe eretto una chiesa in onore dell'Arcangelo, deponendovi una reliquia del pallio rosso ricevuto a Siponto.

X - XII (preesistenze carattere generale)

Un secondo mito attribuisce la fondazione ai monaci Basiliani. Tuttavia, il primo documento certo risale all'11 settembre 1123, in una bolla di Papa Callisto II che cita la chiesa come proprietà della diocesi di Montepeloso.

1349 - 1390 (insediamento carattere generale)

Nel 1349 è nominato come vescovo di Ruvo il minorita Stefano che favorisce la stabilizzazione dei Frati Minori Osservanti presso l'antica struttura.

1449  (ricostruzione intero bene)

L'8 luglio, papa Niccolò V autorizza Gabriele del Balzo Orsini a ricostruire il complesso, ormai in rovina a causa delle guerre. Nello stesso anno viene dedicata la cappella di Sant'Antonio di Padova.

1575  (costruzione volta)

L'Università di Ruvo finanzia la costruzione di una volta a crociera sull'altare maggiore.

XVIII  (ricostruzione intero bene)

La chiesa antica viene demolita per far posto all'attuale struttura tardobarocca. I frati decisero di abbandonare il vecchio impianto quattrocentesco (che era orientato est-ovest) per un nuovo progetto che rispondesse meglio al gusto tardo-barocco e alle necessità urbanistiche. Il cambiamento più significativo fu la rotazione dell'asse della chiesa. La nuova facciata fu rivolta a mezzogiorno (Sud), verso la città, per rendere il complesso visivamente più integrato con l'abitato di Ruvo.

1866  (passaggio di proprietà convento)

Con la fine della presenza stabile dei Frati Minori Osservanti, costretti a lasciare Ruvo a seguito delle leggi di soppressione post-unitaria, i locali dell'ex convento furono riconvertiti. Oggi la struttura è sede della residenza comunale per anziani, pur mantenendo intatte strutture storiche come il chiostro.

1925  (istituzione carattere generale)

La chiesa venne ufficialmente elevata a Parrocchia con il titolo di San Michele Arcangelo, consolidando il suo ruolo di punto di riferimento per il quartiere e per la devozione cittadina, specialmente per il culto di Sant’Antonio.
Descrizione

La chiesa di San Michele Arcangelo è un complesso storico e religioso di grande rilevanza della città di Ruvo di Puglia. Sorse in una zona periferica della città, in origine molto distanziata dalle mura civiche, verso il XV secolo su impulso dell'Ordine dei Frati Minori Osservanti. L'attuale struttura è il risultato di una ricostruzione settecentesca che ne ha definito l'imponente aspetto barocco. La maestosa facciata barocca in pietra immette ad un'edificio con ampia navata unica su cui si aprono varie cappelle di patronato laicale ricche di importanti opere d'arte.
Esterno
Il prospetto principale della chiesa presenta imponente facciata in stile tardobarocco del XVIII secolo. Al centro è collcocata a scultura dell'Arcangelo in pietra.
Pianta
Pianta longitudinale con ampio presbiterio e coro e con cappelle che si aprono ai due lati della navata.
Arredi
Il fulcro dell'area presbiteriale è dominato dalla tela absidale di scuola solimenesca raffigurante il titolare San Michele Arcangelo. Nella parete absidale sono anche collocate le tele della Madonna di Costantinopoli di Gaspar Hovic e di San Salvatore da Horta del bitontino Nicola Gliri. Lungo le pareti della navata, l'arredo si articola in una serie di cappelle gentilizie. Di particolare rilievo è la cappella di Sant’Antonio di Padova, espressione del patronato dell'Università di Ruvo; al centro della nicchia è collocata la statua del santo, opera dello scultore Nicola Antonio Brudaglio di Andria. Molto emblematica è anche la cappella del Crocifisso, con immagine scolpita sempre da Brudaglio. Il patrimonio pittorico include la tela dell’Adorazione dei Magi del fiammingo Gaspar Hovic, oggi in controfacciata. Considerevole è anche il ciclo di statue in legno, quasi tutte realizzate da Brudaglio nel XVIII secolo.
Campanile
Campanile a ordine unico con copertura a cipolla.
Cripta/Locali interrati
Cripta ossario rinvenuta nel 1993.
Utilizzo
La chiesa ricopre le tipiche funzioni di chiesa parrocchiale.
Adeguamento liturgico

presbiterio - aggiunta arredo (1970)
In ottemperanza alla riforma liturgica introdotta dal Concilio Vaticano II viene realizzato un nuovo altare per la celebrazione rivolta verso i fedeli. Viene anche inserito un ambone addossato alla balaustra. Gli altri arredi vengono lasciati al loro posto.
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