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Giovinazzo
Molfetta - Ruvo - Giovinazzo - Terlizzi
chiesa
parrocchiale
Santa Maria Assunta
Parrocchia di Santa Maria Assunta Nella Cattedrale
Pianta; Impianto strutturale; Coperture; Pavimenti e pavimentazioni; Esterno; Campanile; Cripta/Locali interrati; Arredi; Utilizzo
presbiterio - aggiunta arredo (1965)
XI - XI(notizie generali carattere generale); XII - XII(notizie generali carattere generale); 1140 - 1150(fondazione cripta); 1180 - 1180(avanzamento lavori chiesa); 1283 - 1283(consacrazione chiesa); 1399 - 1399(restauro intero bene); 1429 - 1429(restauro intero bene); 1496 - 1496(fulmine campanile); 1509 - 1509(restauro campanile); 1571 - 1576(restauro campanile); XVII - XVII(ristrutturazione intero bene); 1700 - 1700(ricostruzione campanile); 1720 - 1720(costruzione campanile); 1720 - 1757(ricostruzione intero bene); 1891 - 1897(restauro esterno); 1979 - 1990(restauro intero bene)
Chiesa di Santa Maria Assunta
Tipologia e qualificazione chiesa parrocchiale
Denominazione Chiesa di Santa Maria Assunta <Giovinazzo>
Altre denominazioni Concattedrale di Santa Maria Assunta
Ambito culturale (ruolo)
maestranze pugliesi (costruzione)
Notizie Storiche

XI  (notizie generali carattere generale)

La sede episcopale di Giovinazzo risale agli inizi dell'XI secolo. Il vescovo più antico documentato è Grimoaldo (1022-1038). Originariamente, la cattedra vescovile non si trovava nell'attuale edificio, ma nella chiesa di Santa Maria (poi intitolata ai Santi Giovanni e Paolo), tuttora esistente nel centro storico.

XII  (notizie generali carattere generale)

Secondo lo storico Luigi Marziani, la costruzione della cattedrale iniziò intorno al 1113 sotto il vescovo Bernerio, grazie ai lasciti di Costanza di Francia. Ludovico Paglia ipotizza invece una datazione più tarda, legata al regno normanno di Guglielmo II (1153-1189), citando un legato del 1165. Recenti studi critici, come quelli di Kai Kappel, situano l'edificazione di cripta, transetto e zona presbiterale tra l'ultimo terzo del XII secolo e il 1265.

1140 - 1150 (fondazione cripta)

Verosimilmente verso il 1140-1150 sorse la parte più antica della chiesa, ossia la cripta e il transetto.

1180  (avanzamento lavori chiesa)

Probabilmente la chiesa superiore sarebbe stata completata verso il 1180.

1283  (consacrazione chiesa)

Il 2 maggio 1283 il vescovo fra’ Giovanni da Venezia consacra la chiesa. Questa chiesa presentava un impianto longitudinale a tre navate con claristorio, transetto e due torri campanarie gemelle absidali che fungevano anche da torri di vedetta sul mare.

1399  (restauro intero bene)

Il Capitolo Cattedrale vende un terreno per provvedere ai lavori di restauro della chiesa.

1429  (restauro intero bene)

Lo storico Luigi Marziani riporta una riparazione generale dei campanili e dell'intera chiesa a seguito del sisma del 1429.

1496  (fulmine campanile)

Il cronista Bisanzio Lupis registra che nella notte del 3 settembre 1496 un fulmine colpì il campanile rivolto perso il mare, causando gravi danni e "tormentando" l'intera struttura della chiesa.

1509  (restauro campanile)

Documenti testimoniano che il Capitolo della Cattedrale fu costretto a vendere un appezzamento di terreno per finanziare i lavori urgenti di riparazione del campanile.

1571 - 1576 (restauro campanile)

Durante la visita del 1571, il vescovo Brecianos ordina la riparazione del campanile a Sud-Est. La conclusione di questi lavori è suggellata dall'iscrizione "A. D. 1576" incisa sulla mensola d'angolo della torre, riscoperta durante i restauri del 1985.

XVII  (ristrutturazione intero bene)

Mons. Giulio Masi (1611-1627) fece rifare la porta occidentale e spostò il fonte battesimale. Nel 1692 il Capitolo appaltò l'abbattimento del campanile di Nord-Est perché pericolante.

1700  (ricostruzione campanile)

Il campanile di Nord-Est fu ricostruito nel 1700 su disegno dell'architetto Giacomo Manerba, in stile differente rispetto a quello superstite (Sud-Est).

1720  (costruzione campanile)

A ridosso dell'angolo Sud-Est del campanile medievale viene costruito un imponente contrafforte di rinforzo in pietra squadrata.

1720 - 1757 (ricostruzione intero bene)

Per volere di mons. Giacinto Chiurlia iniziano una serie di lavori di ricostruzione ed ampliamento della cattedrale. Alla morte di Chiurlia i lavori vengono portati avanti dal vescovo Paolo de Mercurio. Nel 1751 il corpo longitudinale della chiesa fu avanzato, comportando l'abbattimento dell'originale facciata medievale e la costruzione di un nuovo prospetto. Nel 1757 la chiesa è nuovamente consacrata da mons. Orlandi.

1891 - 1897 (restauro esterno)

Sotto la direzione degli architetti Ettore Bernich e Giuseppe Lanari, si cercò di restituire alla cattedrale un aspetto medievale, spesso con interventi "mimetici" o arbitrari di "ripristino". Nel 1893 fu pesantemente manomessa. Il rosone fu rifatto e circondato da sculture (grifone, leoni, telamone) ispirate ad altre cattedrali pugliesi. Furono aggiunti motivi decorativi ("a grani di rosario" e fogliame) non presenti originariamente.

1979 - 1990 (restauro intero bene)

Fu eseguita una campagna sistematica di consolidamento statico e restauro tra il 1979 e il 1990. Gli scavi hanno permesso di indagare meglio la cripta (divisa in 5 navate con volte a crociera) e i locali sottostanti la chiesa superiore. E' anche riaffiorato un pavimento musivo frammentario nel presbiterio
Descrizione

Posta all'estremità della città medievale in prossimità della costa, la chiesa concattedrale di Santa Maria Assunta è il primo edificio che ammiravano coloro che giungevano dal mare. Fu edificata per volontà della principessa Costanza, intorno alla metà del XII secolo, completata nel 1180, fu consacrata solo nel 1283. E' caratterizzata da alte e imponenti murature in pietra, la chiesa proprio a causa della vicinanza al mare presenta una struttura austera e monolitica con poche aperture ridotte al necessario per la circolazione dell'aria e della luce. Di chiaro stampo medievale, la facciata principale è caratterizzata nella parte inferiore da una grande scalinata che conduce all'ingresso. In origine la cattedrale presentava un impianto basilicale a tre navate con alternanza di colonne e pilastri, finti matronei in corrispondenza della navata maggiore, copertura lignea a capriate, una cripta, realizzata nel 1150 e due campanili sul prospetto orientale. Nel 1399 fu necessario intervenire per il manifestarsi di problemi statici, poi nel 1429 in seguito ad un terremoto ed ancora nel 1440 e nel 1465 quando fu ricostruito il prospetto orientale ad opera del magister Nicolaus de Rogerio. Fra il 1571 ed il 1576 gli interventi riguardarono il prospetto meridionale ed il campanile e si completò un primo adeguamento ai dettami del concilio tridentino. La radicale trasformazione con demolizione e ricostruzione in forme barocche del corpo longitudinale delle navate e ridefinizione degli elementi decorativi interni fu voluta dal vescovo Giacinto Chiurlia nel 1720 e si prolungò fino al 1752 durante l’episcopato di Paolo de Mercuzo. Gli interventi furono così estesi, che nel 1757 la cattedrale dovette essere riconsacrata. Durante lavori di restauro e consolidamento eseguiti negli anni Ottanta del Novecento, furono individuate importanti tracce dell’originale pavimento musivo in prossimità dell’altare maggiore. Oggi la concattedrale ha pianta basilicale a tre navate divise in tre campate, in corrispondenza delle quali si aprono altrettante cappelle, con ampio transetto ed abside fiancheggiata da due nicchie ellittiche che simulano le absidiole. Dell’impianto originario rimane intatto il complesso cripta-presbiterio, le strutture perimetrali esterne del transetto con absidi incluse all’arco trionfale ed esternamente i portali laterali ed i finestroni (prospetto orientale), uno dei due campanili esterni (quello a destra più basso fu rifatto alla fine del XVII sec.).
Pianta
La pianta attuale è il risultato dell'ampliamento del 1751. Si presenta come un impianto a tre navate, ma con una forte impronta longitudinale che culmina in un transetto non eccedente. La navata centrale è più ampia di quelle laterali.
Impianto strutturale
La chiesa, di chiaro stampo medievale, presenta murature portanti in pietra alte ed imponenti la cui continuità è interrotta da poche e piccole finestre. I conci in pietra sbozzata sono lasciati a vista sia esternamente che internamente.
Coperture
Le coperture sono costituite da capriate che sorreggono il tetto a falde. Internamente la chiesa presenta volte a botte decorate con stucchi ottocenteschi.
Pavimenti e pavimentazioni
La pavimentazione è formata da chianche di pietra locale squadrati.
Esterno
Il prospetto occidentale, con la sua facciata principale, è risalente al rifacimento settecentescoe presenta una scalinata d'accesso. Il fianco meridionale è la parte più manipolata dai restauri di fine Ottocento eseguiti da Ettore Bernich e Giuseppe Lanari. Qui si osserva il portale meridionale e un rosone ricostruito in stile neo-romanico. La parete postica è il nucleo più autentico. Le pareti esterne mostrano la tipica tecnica costruttiva romanica con filari di pietra squadrata. Spiccano gli archi intrecciati che decorano la parte alta del transetto, tipico influsso del romanico normanno.
Campanile
I due campanili sorgono sulla parete postica. La torre campanaria di Sud-Est è la più antica. Presenta una struttura massiccia con bifore cieche e decorazioni ad archi intrecciati. Il restauro del 1985 ha rimosso il contrafforte settecentesco, svelando la tessitura muraria medievale originale e l'iscrizione del 1576. La torre campanaria di Nord-Est fu ricostruita tra il 1700 e il 1724 su disegno di Giacomo Manerba. Segue i canoni classici del XVIII secolo, con ordini sovrapposti, pilastri angolari dorici e una cella campanaria più aperta e decorata rispetto alla medievale.
Cripta/Locali interrati
La cripta, divisa in cinque navatelle con dieci colonnine, conserva l'assetto medievale originario, sebbene anch'essa integrata nei restauri moderni.
Arredi
Il presbiterio è dominato dall’altare maggiore, un’opera di commesso marmoreo realizzata verso il 1738 da maestranze di scuola napoletana. L’abside è decorata da un maestoso ciclo pittorico di Carlo Rosa, figura centrale del Seicento pugliese. Le tele, incastonate in cornici di legno dorato che seguono la curvatura dell’abside, raffigurano scene della vita della Vergine, culminando idealmente nell’Assunzione e includono santi cari alla devozione locale. Al di sopra dell’altare è collocata l’edicola in argento disegnata da Ettore Bernich contenente l’icona medievale della Madonna di Corsignano, compatrona della città di Giovinazzo. Spostando l’analisi alle navate laterali, troviamo, partendo dalla prima cappella a destra dell’ingresso, la cappella del Santissimo, con maestosa macchina marmorea settecentesca con sculture di Giuseppe Sanmartirno. Segue l’altare della Madonna delle Grazie con tela di Saverio de Musso che inquadra un’icona mariana del XVI secolo. Il successivo altare è dedicato all’Angelo custode e presenta una tela di Saverio de Musso. Il primo altare a sinistra è dedicato a San Francesco Saverio e presenta la statua marmorea del santo di artista napoletano. Seguono gli altari della Madonna di Loreto, con pala di Saverio De Musso, e del Crocifisso con scultura databile agli inizi del XVI secolo. Particolarmente maestoso è l’organo a canne situato sulla cantoria in controfacciata.
Utilizzo
La chiesa svolge le tipiche funzioni di una sede parrocchiale e di una concattedrale.
Adeguamento liturgico

presbiterio - aggiunta arredo (1965)
In conseguenza delle disposizioni relative al Concilio Vaticano II, si dotò il presbiterio di apposito altare, ambone e sede. Gli arredi sacri già presenti furono lasciati al loro posto. Attualmente è stato collorato un altare in legno barocco proveniente dalla cripta.
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