chiese italiane censimento chiese edifici di culto edifici sacri beni immobili patrimonio ecclesiastico beni culturali ecclesiastici beni culturali della Chiesa cattolica edilizia di culto restauro adeguamento liturgico Casola Canina Imola Imola chiesa parrocchiale San Pietro Apostolo Parrocchia di San Pietro Apostolo in Casola Canina Abside; Facciata; Coperture; Pianta; Elementi decorativi; Campanile presbiterio - intervento strutturale (1964-65) X sec. - X sec.(preesistenze chiesa); XV sec. - XV sec.(rifacimento chiesa); 1738 - 1738(costruzione portico); 1740 - 1740(rifacimento carattere generale); 1903 - 1903(restauro campanile); 1949 - 1949(restauro facciata); 1950 - 1950(demolizione parziale carattere generale); 1956 - 1957(ristrutturazione chiesa)
Chiesa di San Pietro Apostolo
Tipologia e qualificazione
chiesa parrocchiale
Denominazione
Chiesa di San Pietro Apostolo <Casola Canina, Imola>
Ambito culturale (ruolo)
architettura romanica (costruzione edificio)
Notizie Storiche
X sec. (preesistenze chiesa)
frammenti di pietra tipica dell'epoca romano-bizantina, probabili avanzi di qualche transenna o altare, emersi in recenti restauri e l'abbondante uso di materiale in cotto, anch'esso romano, per l'abside e la facciata, fa supporre con ogni probabilità che l'edificio sia anteriore all'anno 1000.
XV sec. (rifacimento chiesa)
viene dotata di tre altari, quello maggiore dedicato a San Pietro, quello di Sant'Antonio eretto per devozione del popolo e l'altro del Corpus Christi. Dell'antico edificio rimane il cornicione esterno del lato sinistro e parte del muro dell'abside viene realizzato con materiale romanico.
1738 (costruzione portico)
viene realizzato per volere dell'arciprete Cardinali, il quale fa anche sovrapporre alla torre romanica il cupolotto secondo i gusti del tempo.
1740 (rifacimento carattere generale)
viene rinnovato il pavimento della chiesa, viene in parte ricostruita la canonica e viene ingrandita la sacrestia.
1903 (restauro campanile)
in particolare viene anche dotato di tre campane della ditta Giuseppe Brighenti di Bologna su iniziativa dell'arciprete don Antonio Guerrini.
1949 (restauro facciata)
le finestre ampie e rettangolari di cui era dotata, vengono sostituite con altre oblunghe e strette per essere maggiormente in armonia con il resto della struttura architettonica.
1950 (demolizione parziale carattere generale)
su iniziativa del parroco don Ceroni, viene liberata l'abside della chiesa da un appodiato, così come la base del campanile dalla vecchia canonica.
1956 - 1957 (ristrutturazione chiesa)
una bassa soffittatura ad arelle e gesso, viene sostituita con un tetto a capriate e viene rimessa in sesto tutta la fiancata a sud dotandola di arcate. Viene eliminato un sottarco posticcio collocato al di sopra dell'altare e il cupolotto viene consolidato in cemento e ferro e poi ingabbiato, per evitare cedimenti.
Descrizione
la chiesa parrocchiale di Casola Canina è dedicata a San Pietro Apostolo ed è ubicata nell'omonima via. Si suppone con ogni probabilità che abbia origini antichissime, risalenti al periodo longobardo, come tutte le chiese antiche intitolate agli Apostoli. Il materiale in cotto tipico dell'epoca romano-bizantina, tuttora visibile nel presbiterio e nella facciata, induce a presumere che la costruzione sia addirittura anteriore all'anno Mille. Nel presbiterio si conservano inoltre tracce di affreschi del periodo rinascimentale, mentre assai pregevole è l'immagine della Beata Vergine della Misericordia. La chiesa è collocata sopra ad un piccolo piazzale realizzato con cubetti e lastre in porfido; l'interno misura 23 metri per 7 metri e ha tre altari: quello maggiore è dedicato a San Pietro Apostolo, gli altri due a Sant'Antonio da Padova e alla Madonna del Rosario. La particolare collocazione e il gioco delle proporzioni che caratterizzano l'edificio, riflettono perfettamente il pensiero del Medioevo cristiano, quando la chiesa era ritenuta dominante sopra ogni altra struttura umana, sia materialmente sia per il contenuto dottrinale, cioè come richiamo all'indiscussa sovranità di Dio su tutte le cose. E' possibile notare ancora il tipico originale cornicione con mattoni disposti a T e con finestre oblunghe e strette, che col restauro del 1949 hanno sostituito quelle rettangolari e troppo ampie, con l'evidente scopo di far filtrare maggior luce all'interno del luogo di culto, ma decisamente non in armonia con la struttura architettonica. Inizialmente la fiancata presenta tre finestre di questa tipologia, ora ne ha una in più, aperta nello spazio vicino alla porta di entrata. La finestratura si caratterizza poi per vetrate istoriate: nella prima davanti al presbiterio, è raffigurato il Buon Pastore, nelle altre San Giuseppe e la B.V. Immacolata. Da notare l'affinità dei mattoni grezzi della facciata con quelli dell'abside, ben diversi da quelli più recenti della fiancata, forse di fattura quattrocentesca. Nel 1956-57 viene ristrutturata la soffittatura, prima ad arelle e gesso, poi con capriate in legno, alzando il tetto di 60 centimetri e conferendo maggior armonia all'intero edificio, il cui interno è contraddistinto da una pila dell'acqua santa, un ex capitello in granito e confessionali ricostruiti nel muro a sud, usufruendo dell'intercapedine fra chiesa e sala adiacente. L'edificio presenta anche un portico con mattoni di raffinata fattura, eretto nel 1738 dall'arciprete Cardinali.
Abside
nel corso degli anni '50 del 1900, viene liberata da un appodiato di fine ottocento che fungeva da supplemento alla canonica. E' inoltre abbellita da affreschi dell'epoca rinascimentale e caratterizzata dall'organo.
Facciata
protetta dal portico settecentesco, in mattoni grezzi e contraddistinta da una robusta porta in rovere, posta in opera nel 1956. Al di sopra di essa, dopo la rimozione della lapide dei caduti di guerra, viene alla luce una parte dell'antichissimo portale, ovvero più della metà dell'arco fatto con mattoni romani sagomati con cordolo scalpellato.
Coperture
caratterizzate da un tetto a capriate con legni provvisti dalla ditta Montevecchi di Imola e fatti stagionare prima a dovere.
Pianta
rettangolare, a campata unica.
Elementi decorativi
all'interno dell'edificio è possibile ammirare gli affreschi del pittore bergamasco Nino Nespoli: scene della vita di San Pietro nel frontone, i quattro Evangelisti e l'Agnello nella cupola e nel presbiterio. Nella cappella della Madonna del Rosario vi è una tela raffigurante Maria Assunta in Cielo. Il quadro che campeggia in fondo al presbiterio rappresenta San Pietro Apostolo ed è opera dell'imolese Margotti; a don Guerrino Ceroni si deve invece la collocazione della Via Crucis in cotto.
Campanile
la torre campanaria viene inizialmente eretta su fondamenta di grossi ciottoli di fiume, rinforzata in un secondo momento con ferro e cemento. Raggiunge i 30 metri di altezza ed è l'osservanza della regola classica delle proporzioni e il coronamento della cuspide a renderla armonica e slanciata.
Adeguamento liturgico
presbiterio - intervento strutturale (1964-65)
l'altare, realizzato in marmo bianco travertino, è stato orientato verso l'assemblea dei fedeli.