chiese italiane censimento chiese edifici di culto edifici sacri beni immobili patrimonio ecclesiastico beni culturali ecclesiastici beni culturali della Chiesa cattolica edilizia di culto restauro adeguamento liturgico Ponte San Giovanni Perugia Perugia - Citta' della Pieve chiesa parrocchiale SAN GIOVANNI BATTISTA Parrocchia di San Giovanni Battista in Pieve di Campo pianta; facciate; preesistenze; campanile ; struttura/alzato; pavimenti e pavimentazioni; elementi decorativi presbiterio - intervento strutturale (anni '70) 1029 - 1029(esistenza chiesa); 1163 - 1189(esistenza chiesa); XIV - XIV (dipendenze chiesa); 1366 - 1366(confini chiesa); XVIII - XVIII(modificazioni chiesa); 1814 - 1814(culto devozionale immagine); 1829 - 1829(esistenza campanile); 1870 - 1930(realizzazione organo); 1875 - 1875(collocazione immagine); 1885 - 1885(consacrazione chiesa); 1934 - 1934(funzioni parrocchia); 1938 - 1938(donazione fonte battesimale); 1939 - 1944(interventi intero bene); 1950 - 1950 (interventi intero bene)
Chiesa di San Giovanni Battista
Tipologia e qualificazione
chiesa parrocchiale
Denominazione
Chiesa di San Giovanni Battista <Ponte San Giovanni, Perugia>
Altre denominazioni
Chiesa di San Giovanni Battista in Pieve di Campo
Ambito culturale (ruolo)
romanico (impianto originale)
chiese leonine (Leone XIII) (restauro)
architettura moderna (restauro)
Notizie Storiche
1029 (esistenza chiesa)
La chiesa è annoverata per la prima volta nel Regesto dell'abbazia di Santa Maria di Farfa del 1029, in un atto di donazione di un certo Ugo figlio di Alberico e Tediranda che offre al monastero alcuni beni situati tra Perugia e Todi. In questo atto compare la menzione della pieve: "... a primo latere finis, alveum tyberi, quod … venit in plebem sancti Johannis in campo".
1163 - 1189 (esistenza chiesa)
Nel diploma di Federico Barbarossa del 1163, la pieve è annoverata fra le chiese tutelate dall'imperatore. Nel diploma di Alessandro III del 1169 e di Clemente III del 1189 si concede la tutela apostolica al Capitolo della cattedrale di San Lorenzo e se ne confermano i beni e le giurisdizioni.
XIV (dipendenze chiesa)
Nel "Liber beneficiorum" del sec. XIV si attesta la dipendenza della chiesa di Pieve di Campo al Capitolo al quale doveva dare alcuni beni.
1366 (confini chiesa)
Il 6 novembre del 1366 si decidono i confini tra la chiesa di Ponte San Giovanni e di Pieve di Campo. Per molto tempo la chiesa di San Giovanni Battista, nonostante le tante cappelle presenti nei dintorni (compresa quella di San Bartolomeo), rimase il maggiore centro di culto della zona dove venivano celebrate le più importanti funzioni religiose.
XVIII (modificazioni chiesa)
Intorno al 1700 la chiesa subisce delle modifiche.
1814 (culto devozionale immagine)
Il parroco di Pieve di Campo portò la copia dell'immagine della Madonna della Speranza (originale custodito nella chiesa dei passionisti a Sant'Angelo in Pontano di Macerata) nel 1814 e subito si innescò un culto devozionale molto sentito da parte dei fedeli.
1829 (esistenza campanile)
Il campanile a pianta quadrata risale al 1829.
1870 - 1930 (realizzazione organo)
L'organo è della ditta Morettini e fu realizzato nel 1870. Inizialmente si doveva trovare in uno dei coretti in alto a sinistra, ma nel 1930 circa fu spostato dietro all'altare, dove si trova ancora oggi.
1875 (collocazione immagine)
L'immagine della Madonna della Speranza è collocata nella nicchia dell'abside nel 1875, all'interno di una cornice intagliata e dorata.
1885 (consacrazione chiesa)
Il 7 giugno 1885 viene consacrata la chiesa come ricorda la lapide apposta sulla parete destra dell'ingresso.
1934 (funzioni parrocchia)
La parrocchia di San Giovanni Battista fino al 1934, infatti, era la sede di tutti i battesimi dei nati a Ponte San Giovanni, Collestrada e Piscille in quanto era l'unica chiesa ad avere il fonte battesimale.
1938 (donazione fonte battesimale)
Il fonte battesimale in travertino di San Casciano fu donato dalla parrocchiana Rosina Garzi nel 1938.
1939 - 1944 (interventi intero bene)
Tra il 1939 e il 1944 vengono presentati una serie di progetti per l'ammodernamento esterno della chiesa.
1950 (interventi intero bene)
Intorno al 1950 risale la facciata con tetto timpanato.
Descrizione
La chiesa è situata nella frazione di Pieve di Campo, oramai un quartiere di Ponte San Giovanni da cui oggi è separata formalmente solo dalla ferrovia. Il complesso, che come evidenzia il nome era legato ad un insediamento produttivo e di difesa, si pone lungo il tracciato di via San Girolamo, che esce dell'omonima porta e si congiunge con la via Assisiana a poca distanza dal polo liturgico. Della parrocchia, probabilmente sorta sulle rovine di terme romane, si hanno notizie in un diploma di Federico Barbarossa del 1163, nel quale si legge che essa dipendeva dai canonici della Cattedrale di San Lorenzo. Per molto tempo rimase l'unica parrocchia della zona, pur essendoci nei dintorni diverse cappelle (una delle quali divenne poi la parrocchia di San Bartolomeo). L'edificio parrocchiale (chiesa e canonica) ha subito diversi rifacimenti, raggiungendo l'assetto attuale nel secondo dopoguerra. È posta su un lotto isolato, sui tre lati contornato da strade dalle quali è difeso da alberature che comunque lasciano una pertinenza circondariale. La chiesa, incastonata fra i volumi della Pieve e l'alto campanile, è poco visibile dalla strada contigua più bassa che trova invece murales nei setti di cemento di contenimento del terreno che ne delimitano anche le connessioni con il contesto limitrofo.
pianta
La chiesa oggi presenta una pianta a croce latina, risultato di un ampliamento avvenuto nel 1916, con navata centrale di circa 20 metri a cui si accede attraverso una bussola e due cappelle laterali, grandi 7x5,5m, e abside con il coro che misura 2,6x3,3m aperto dietro sulla sacrestia. La zona presbiteriale è caratterizzata da un altare distaccato dal fondo, mentre dietro al deambulatorio che così si crea è posto l'organo, fatto spostare intorno agli anni Trenta, precedentemente allocato nel coretto in alto a sx. Nel transetto a dx, nella sua parete di fondo, è posto un accesso secondario, nell'altra c’è un altro organo posto sul fondo e a dx l'altare dedicato a San Giovanni Battista sormontato da due statue.
facciate
La principale, l'unica visibile, risale agli anni Cinquanta, è intonacata in ocra, con sotto un basamento in intonaco grezzo grigio e ai lati lesene bianche, internamente intonacate e con al centro una cornice circolare contenente una croce greca, terminanti con un doppio capitello in sequenza. Il timpano determinato dalla copertura a doppia falda è disegnato da una modanatura, con nel colmo una piattabanda su cui è disposta la croce di sommità. Al centro il portone ligneo modanato è in continuità con la grande a tutto sesto sovrapposta vetrata raffigurante Giovanni Battista: il primo ha cornice decorata con agli angoli volute in stucco, mentre il primo ha una mostra in laterizio. Sono visibili solo parzialmente le pareti laterali, inglobate nel complesso, a dx evidenti per il differente tessuto materico in pietra dove si inserisce una formella riportante la data del 1775, e a sx totalmente intonacata, con solo una piccola nicchia in pietra emergente.
preesistenze
Sul lato sinistro della chiesa è la canonica che presenta accanto alla porta d'ingresso un'antica iscrizione, attribuibile al Mille, che riporta "Plebs S Io Bap" (Plebs S. lohannis Baptistae). Negli anni Novanta, durante alcuni lavori di risistemazione stradale vengono rinvenuti dei resti di mura romane , attribuibili ad un impianto termale, a fianco del sagrato della chiesa, resti ancora visibili ma in evidente stato di abbandono.
campanile
Risalente al 1829, ha la canna tutta intonacata come la facciata, con un piccolo ingresso lungo la facciata principale sovrapposto da una piccola finestra tonda. Più in alto si attesta la cella campanaria, in laterizio, con modani e quattro archi a tutto sesto, e con copertura a padiglione. A pianta quadrata, alto 20 metri, è stato costruito nel 1828-1829. All'epoca vi furono messe 3 campane a cui vennero assegnati i nomi di Speranza, Giovanna ed Eurosia. Nella parte terminale delle mura del campanile vi è un basamento determinante per lo slancio della parte finale caratterizzata da quattro archi a tutto sesto, uno su ogni lato. Come testimoniano le foto più antiche, la torre campanaria era originariamente dotata anche di un orologio, che controllava e regolava il suono delle campane.
struttura/alzato
La chiesa presenta le pareti fino alla zona dell'abside scandite da archetti che poggiano su mensole alterne a mezze colonnine attaccate al muro interno, elementi che ne fanno intuire l'origine romanica dell'architettura. I prospetti interno sono divisi in tre registri, con in basso un basamento grigio, in alto una trabeazione decorata modanatura da una sequenza di arcarelli che si attestano sotto, al centro uno sfondo che nella prima metà e nella zona dell'abside decorate con motivi dipinti a forma floreale che ripetuti sequenzialmente formano figure di ottagoni con colori che spaziano dal rosso mattone al celeste chiaro. Nella seconda metà della navata le pareti sono bianche, e contengono due simmetrici altari, con a dx una nicchia sormontata da un timpano contenente una statua mariana e a sx un crocifisso. Le pareti sono scandite anche orizzontalmente dagli arcarelli, con agli estremi un modulo, con una conchiglia di San Giacomo che decora il fornice e le colonne in marmo inglobate nella parete e terminati in un peduccio che si imposta sopra il basamento, e porzioni definite da una sequenza di altri tre arcarelli, con una porzione decorata, una con altare, e una segnata da un arco a tutto sesto grande che apre alle cappelle laterali. Il soffitto, che sostituisce dopo il 1916 le preesistenti volte, ha un motivo decorativo a stacco che richiama la forma del cassettone: al centro di ogni quadrato vi è rappresentata una figura a forma di sole circondata da motivi geometrici. Diverso è il soffitto dell’abside decorato a cielo stellato, copertura composta da duna volta a vela centrale affiancata da due volte a crociera ribassate. Nel cervello della vela, vi è dipinto a forma circolare dello Spirito Santo nelle sembianze della colomba. La parete di fondo dell'abside è stata oggetto di varie modifiche ed attualmente presenta tre archi riccamente ornati poggianti su quattro coppie di colonne di marmo, di cui le due coppie esterne si inglobano nella parete, mentre sotto l'arco centrale si trova l'altare maggiore. Su tali archi, ai lati, si innesta una struttura ancora ad arco in ferro che sostiene due statue e sotto cui è garantito l'accesso. Dietro è posto in basso l'organo con le canne con accanto due accessi che conducono alla sacrestia, sopra, dentro una nicchia determinata da un arco a tutto sesto che giunge all’imposta della volta, è posta un'immagine mariana ornata da una ricca cornice, mentre nei piccoli lati perpendicolari si trovano due balconcini con balaustre in ferro battuto e dietro aperture con archi a tutto sesto decorati. Davanti al centro l'altare ha i gradini in pietra e di Assisi e ai piedi gli scalini in graniglia di cemento, elemento sormontato dal tabernacolo proveniente dalla vicina chiesa di Santa Maria delle Grazie, detta anche Santa Maria de Tufo.
pavimenti e pavimentazioni
Mattonelle di graniglia e cemento.
elementi decorativi
Nella cappella di destra si conserva l'antico fonte battesimale a forma di coppa ottagonale rifatto nel 1938 in travertino di San Casciano, da segnalare anche l'antico organo: un Morettini del 1870, recentemente restaurato.
Adeguamento liturgico
presbiterio - intervento strutturale (anni '70)
Giustapposizione della mensa e posizionamento al centro dell'altare del tabernacolo proveniente dall'adiacente Madonna delle Grazie, detta anche Madonna del Tufo.