chiese italiane censimento chiese edifici di culto edifici sacri beni immobili patrimonio ecclesiastico beni culturali ecclesiastici beni culturali della Chiesa cattolica edilizia di culto restauro adeguamento liturgico Messina Messina - Lipari - Santa Lucia del Mela chiesa parrocchiale S. Maria del Carmine Parrocchia di Santa Maria del Carmine Pianta; Struttura; Coperture; Prospetti; Pavimenti e pavimentazioni; Elementi decorativi ambone - intervento strutturale (1973); altare - intervento strutturale (1973); fonte battesimale - intervento strutturale (1973) XIV - 1986(intitolazione storica intero bene); ante 1332 - 1547(origine e ricostruzione chiesa preesistente); 1783 - 1908(distruzione per terremoto chiesa preesistente); post 1908 - 1915(costruzione chiesa baracca); post 1908 - 1918(affidamento parrocchia intero bene); 1925 - 1926(acquisizione area e progettazione intero bene); 1927 - 1933(costruzione intero bene); 1931 - 1931(inaugurazione intero bene); 1942 - 1943(danni bellici intero bene); 1948 - 1954(costruzione organo); 1953 - 1959(ristrutturazione intero bene); 1956 - 1956(erezione a Santuario intero bene); 1960 - 1969(abbellimento intero bene); 1986 - 1986(intitolazione intero bene)
Chiesa di Santa Maria del Carmine
Tipologia e qualificazione
chiesa parrocchiale
Denominazione
Chiesa di Santa Maria del Carmine <Messina>
Altre denominazioni
Santuario di Santa Maria del Carmine S. Maria del Carmine
Autore (ruolo)
Bazzani, Cesare (progettista)
Ambito culturale (ruolo)
maestranze messinesi (costruzione)
Notizie Storiche
XIV - 1986 (intitolazione storica intero bene)
La parrocchia di Santa Maria del Carmine fino al 1986 era intitolata a San Lorenzo
ante 1332 - 1547 (origine e ricostruzione chiesa preesistente)
L’antica chiesa parrocchiale di San Lorenzo sorgeva in piazza Duomo, esattamente nel punto in cui oggi si trova la fontana d’Orione. Il primo atto che testimonia la sua esistenza, risale al 1332 quando monsignor Guidotto de Abbiate, vescovo di Messina, lasciò un legato a favore di alcune chiese delle città, tra cui quella di San Lorenzo. Nel 1547, con l’autorizzazione dell’amministratore apostolico di Messina, monsignor Innocenzo Cybo e del Papa Paolo III, la Chiesa, ormai cadente, venne abbattuta, per far posto all’opera del Montorsoli voluta dal Senato messinese, e venne ricostruita, a pochi metri di distanza, accanto al campanile del Duomo; il nuovo edificio chiesastico, progettato dall’architetto Giovanni Angelo Fiorentino, si presentava ricco di decorazioni ed era adornato da numerose opere a intaglio di pietra di Siracusa
1783 - 1908 (distruzione per terremoto chiesa preesistente)
Il terremoto del 1783 non risparmiò la Chiesa e non si pensò ad una sua ricostruzione. Il titolo parrocchiale passò, in un primo tempo, alla chiesa di Santa Maria della Provvidenza e successivamente alla chiesa di Sant'Anna. A seguito del sisma che colpì la città di Messina nel 1908, anche la chiesa di Sant'Anna andò distrutta
post 1908 - 1915 (costruzione chiesa baracca)
Il titolo parrocchiale di San Lorenzo trovò sede in una chiesa-baracca, struttura provvisoria costruita a seguito del terremoto, che era collocata, approssimativamente, nell’area dove oggi sorge l'attuale chiesa
post 1908 - 1918 (affidamento parrocchia intero bene)
Nel 1918 la chiesa di San Lorenzo venne affidata ai Padri Carmelitani; il terremoto del 1908 aveva distrutto anche la Chiesa di Santa Maria del Carmine Maggiore dei Padri Carmelitani, i quali, desiderosi di avere una nuova sede in Messina, accettarono la proposta dell’arcivescovo Letterio D’Arrigo-Ramondini, che chiese ed ottenne dalla S. Congregazione del Concilio il nulla osta per il trasferimento della parrocchia di San Lorenzo dal Clero secolare a quello regolare. Il 14 febbraio 1918, il Vicario Generale dei Carmelitani, avuta l’autorizzazione dalla S. Congregazione dei Religiosi, diede il suo assenso per tale passaggio
1925 - 1926 (acquisizione area e progettazione intero bene)
All'inizio degli anni '20 del secolo scorso vennero operate le espropriazioni e le permute dei terreni utili alla costruzione della nuova chiesa parrocchiale di San Lorenzo; il progetto, del 1925, fu opera dell’ architetto Cesare Bazzani e venne approvato, dal Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici, il 12 febbraio 1926 per la somma di £ 1,787,774. Il Ministero si impegnò a corrispondere un sussidio pari al 50% dell’ammontare del progetto
1927 - 1933 (costruzione intero bene)
Il 27 giugno 1927, venne stipulato il contratto di appalto per la costruzione della chiesa tra monsignor Angelo Paino, arcivescovo di Messina e la ditta Lorenzo Interdonato; quest'ultima si impegnava a completare i lavori entro 18 mesi; i lavori proseguirono con la costruzione della casa canonica, appaltati nel 1929 e con la costruzione dei locali destinati ai Padri Officianti, il cui progetto venne redatto dall’ing. Francesco Barbaro. Il 18 settembre 1931 venne eseguito il collaudo della struttura; nello stesso anno venne redatta una perizia suppletiva per i maggiori lavori occorsi per la costruzione della chiesa parrocchiale; il 15 ottobre del 1933 venne eseguito il collaudo definitivo
1931 (inaugurazione intero bene)
Il 15 luglio 1931 il nuovo Tempio, popolarmente già chiamato Santa Maria del Carmine, venne inaugurato con il trionfale ingresso del simulacro della Vergine del Carmelo
1942 - 1943 (danni bellici intero bene)
I bombardamenti della seconda guerra mondiale danneggiarono il tetto della Chiesa, l’altare di S. Anna, gli stucchi, i marmi, i capitelli; anche i locali della sagrestia furono danneggiati, tanto che andarono persi i paramenti sacri
1948 - 1954 (costruzione organo)
Nel 1948 venne commissionato alla Ditta Tamburini di Crema il nuovo organo della chiesa di San Lorenzo a 1400 canne collocate ai due lati della cantoria; fu collaudato nel 1954
1953 - 1959 (ristrutturazione intero bene)
Immediatamente dopo la fine del conflitto, la Chiesa venne restaurata ad opera del Genio Civile di Messina: il 24 novembre il 1953 venne autorizzata l’esecuzione dei lavori nella cantoria a mezzo della ditta Castorina Filippo; nel 1957 risultano eseguiti i lavori nell’area della altare maggiore, in particolare la sopraelevazione dell’altare e la ristrutturazione dell’edicola; nell'ottobre del 1959 il Ministero dei Lavori Pubblici dispose il finanziamento di 2.000.000 di lire per i lavori di riparazione della cupola e delle cupolette
1956 (erezione a Santuario intero bene)
La chiesa di San Lorenzo dedicata alla Madonna del Carmine venne eretta Santuario il 13 maggio 1956 da monsignor Angelo Paino arcivescovo ed archimandrita di Messina
1960 - 1969 (abbellimento intero bene)
Negli anni ‘60, durante il priorato di P. Eliseo Castoro, venne realizzata la totale pitturazione di volte e pareti ed il rifacimento delle pitture della grande cupola, eseguiti da Adolfo Romano; contemporaneamente iniziarono i lavori per la decorazione in oro zecchino della cupola, dei costoni dell’ottagono centrale, nonché delle quattro volte che lo circoscrivono
1986 (intitolazione intero bene)
Nel 1986 la parrocchia venne intitolata a Santa Maria del Carmine
Descrizione
Il complesso chiesastico, prospiciente la via S. Antonio Martino, occupa un’ area di mq 2.000. Il fronte principale, parallelo la detta via, misura ml.70,00 e comprende anche i locali canonici, il campanile e il convento. La Chiesa presenta pianta a croce greca delle dimensioni pari a ml.30,00 X 30,00; gli spazi che compongono il complesso chiesastico hanno diverse altezze: ml.13,00 le cappelle, ml.17,00 il tamburo, ml. 24,00 la lanterna, ml.16,00 la torre campanaria e ml.9,00 i locali annessi. La Chiesa ha pianta centrale a forma ottagonale ed è coperta da una cupola a otto costoloni su tamburo ottagonale. I quattro bracci della croce accolgono rispettivamente: a est l’ingresso principale, a ovest l’altare maggiore, a nord e sud due altari minori. I quattro bracci della croce si immettono nell’aula centrale attraverso due colonne marmoree in stile dorico su plinto rivestito da lastre di marmo colore grigio, che sorreggono la trabeazione che corre lungo tutti i lati dell’aula e sulla quale, si innestano quattro archi a tutto sesto sovrastati dal tamburo ottagonale. Le cappelle maggiori corrispondenti ai bracci della croce, coperte da volte a botte, sono illuminate da una apertura a forma di lunetta con vetri fissi serigrafati e colorati raffiguranti iconografie sacre. Le quattro cappelle minori, ricavate agli angoli della croce, si immettono nell’aula attraverso un arco a tutto sesto, adornato da una cornice sostenuta da volute con volti d’angelo e verso i bracci della croce da due portali architravati. La luce naturale all’interno delle cappelle minori viene conferita da un occhio vetrato posto al centro del muro perimetrale circolare. L’ingresso principale, ricavato nel braccio est prospiciente la via S. Antonio Martino, conduce a una zona di filtro che sorregge un soppalco ligneo sostenuto da un sistema di pilastri a pianta quadrata con capitelli raffiguranti volti d’angelo e trave decorata con una serie di volute. Il campanile annesso ai locali conventuali è a due piani con ordine unico, è caratterizzato da una base neo-settecentesca bugnata, simile a quella della Chiesa, terminante con cornice a toro, sormontata da due lesene per lato che inquadrano le due finestre, di forma ovale e rettangolare, ornate da cornici scanalate e frontone spezzato; superiormente, una loggia arcata aperta su tutti i lati accoglie al suo interno le campane. Il campanile, terminante con una cornice spezzata modanata, ha copertura a cupola decorata a squame di cotto e sormontata dalla croce.
Pianta
La chiesa del Carmine presenta pianta a croce greca con quattro cappelle ovoidali innestate nei bracci della croce; l'aula centrale ha pianta di forma ottagonale attorno alla quale si aprono sette cappelle: la prima ricavata nel braccio ovest della croce accoglie l’abside preceduto dal presbiterio, due perpendicolari rispetto all’abside, ospitano altari; altre quattro cappelle minori sono collocate agli incroci dei bracci della croce . Il braccio est della croce, frontale rispetto all’abside, ospita l’ingresso e al piano superiore la cantoria .Vi si accede attraverso una antica porta in ferro battuto preceduta da una gradinata che consente il superamento del dislivello rispetto alla quota stradale limitrofa, che conduce a una zona di filtro a pianta rettangolare. L’ingresso secondario è ricavato nel braccio nord ed è dotato di rampa che consente il superamento delle barriere architettoniche. Il campanile, che presenta pianta quadrata, si trova accanto al loggiato che fronteggia i locali della sacrestia.
Struttura
La costruzione, in cemento armato presenta, colonne montanti e pilastri connesse da cordoli e travi e, nelle fondazioni, intelaiatura a larghe sezioni.
Coperture
La chiesa del Carmine presenta coperture di diverso genere e forma. L’aula centrale è coperta da una cupola a otto costoloni in cemento armato su tamburo ottagonale, sormontata dalla lanterna e presenta otto occhi di vetri istoriati colorati che conferiscono l’illuminazione naturale allo spazio sottostante. I quattro bracci della croce greca presentano all’interno volte a botte e all’esterno tetti a falde. Le cappelle minori presentano copertura a semicatino in cemento armato, internamente intonacata ed esternamente rivestita da lastre di lamiera. Il campanile presenta una copertura a cupoletta decorata a squame di cotto.
Prospetti
Il prospetto principale è caratterizzato da una zoccolatura di pietra arenaria bianca che riveste perimetralmente tutta la chiesa. Al centro, un grande portale architravato, preceduto da una gradinata, è inquadrato in un arco a guisa d’esedra affiancato da due pilastri decorati con lesene di ordine corinzio. Il portale presenta a coronamento una cornice sporgente sostenuta da due volute, nella parte superiore all’interno dell’arcata vi è una lunetta vetrata istoriata, decorata con due lesene e, a coronamento, un timpano spezzato accoglie in una edicola il simulacro della Madonna del Carmine. I volumi laterali delle cappelle minori, arretrati rispetto al prospetto principale, presentano pianta ellittica ed un’altezza inferiore, al centro del parameno murario si apre un grande occhio di vetri istoriati.
Pavimenti e pavimentazioni
L’aula presenta pavimentazione in marmo bianco carrara con disegni geometrici scanditi dall’utilizzo di lastre di colore rosso Verona e grigio. Il presbiterio presenta pavimentazione in marmo bianco di Carrara, verde delle Alpi e rosso Castelli; il disegno raffigura tre grandi stelle al centro e altre quattro più piccole ai lati, in perfetta armonia con la pavimentazione dell’aula centrale.
Elementi decorativi
L’abside, detta anche cappella della Madonna del Carmine, ospita l’altare maggiore del ‘700 proveniente dall’antica Chiesa distrutta dal terremoto. Una grande nicchia, posta al disopra dell’altare, contiene il simulacro dedicato alla Madonna: la Vergine è in atto di porgere il santo Abitino a S. Simone Stock, genuflesso ai suoi piedi; la Madonna e il Bambino hanno il capo ornato da corone d’argento finemente lavorate a fuoco, indorate con oro zecchino ed ornate di pietre. Nel 1968, il simulacro venne restaurato e il capo della Madonna venne ornato da un artistico e prezioso stellario d’oro. La nicchia che racchiude il gruppo, costruita nel 1956, è ornata da una cornice di colonnine abbinate, realizzate in cemento armato rivestito di polvere di marmo lucidato, le quali sostengono la trabeazione con timpano spezzato finemente decorato con fregio di foglie intagliate e ornato al centro dallo stemma dell’ordine Carmelitano. L’altare è di marmo policromo; i tre gradini del piano rialzato, costruiti contemporaneamente ed in armonia architettonica con le nicchie, sono in marmo bianco e verde; il resto dell’altare è in marmo policromo. Sotto i tre gradini vi è il grado in marmo bicolore: le sue due mensole angolari, finemente scolpite e sostenute da volute a base tondeggiante, ed il paleotto provengono dalle rovine della precedente Chiesa e sono state adattate dopo le debite modifiche. Ai lati delle due mensole ed in armonia con esse vi sono due fregi a volute finemente lavorati. La cornice superiore del paleotto è formata da disegni marmorei a rilievo che alludono alle frange di una tovaglia d’altare; i suoi due fianchi sono ornati da due fasci di gigli a rilievo e disposti ad angolo, mentre il centro, impellicciato con marmo giallo è ornato da un giglio e da una palma, simbolo dei due santi carmelitani siculi: Alberto confessore e Angelo martire. Il cerchio, formato da questi simboli, racchiude una croce greca in marmo nero dai cui angoli partono raggi di marmo giallo.
Altro pregiato elemento decorativo è l’organo Tamburini, realizzato su progetto della ditta Tamburini di Crema nel 1952. Le altre sei cappelle che ospitano altrettanti altari minori, sono intitolate al Sacro Cuore, al Santissimo Crocifisso, alla Madonna di Lourdes, a Sant’Anna, a Sant’Alberto e a Santa Lucia.
Adeguamento liturgico
ambone - intervento strutturale (1973)
L'ambone interamente in marmo presenta un basamento su cui poggia una colonna a sostegno del leggio
altare - intervento strutturale (1973)
L'altare presenta due plinti rettangolari in marmo rosso castelli e grigio bardiglio sovrastati da due volute che sorreggono la mensa rettangolare in marmo grigio bardiglio
fonte battesimale - intervento strutturale (1973)
Il fonte battesimale è realizzato interamente in marmo e presenta una colonna di colore rosso castelli a sostegno della fonte color grigio bardiglio; è dotata di coperchio e statuetta