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beni culturali della Chiesa cattolica
edilizia di culto
restauro
adeguamento liturgico
Poggioraso
Sestola
Modena - Nonantola
chiesa
sussidiaria
Madonna delle Grazie
Parrocchia di San Nicolò di Bari
Coperture; Pavimenti e pavimentazioni; Struttura
presbiterio - aggiunta arredo (1960-1980)
1654 - 1654(restauro intero bene); 1662 - 1662(notizie storiche carattere generale); 1772 - 1778(restauri intero bene); 1870 - 1870(ricostruzione intero bene); 1930 - 1933(ricostruzione intero bene)
Santuario della Madonna delle Grazie
Tipologia e qualificazione chiesa sussidiaria
Denominazione Santuario della Madonna delle Grazie <Poggioraso, Sestola>
Altre denominazioni Santuario della Madonna delle Grazie di Poggioraso
Ambito culturale (ruolo)
neoromanico (costruzione facciata)
Notizie Storiche

1654  (restauro intero bene)

Già nel 1654 erano stati eseguiti in ogni caso restauri all'edificio, su commissione della signora Martinelli di Sestola, come si evince dal verbale della visita diocesana di quell'anno, dove il santuario figura antecedente alla parrocchiale. Altri cantieri furono indetti dal figlio di questa, con l'aggiunta di un corpo di fabbrica per l'abitazione dell'''eremita''.

1662  (notizie storiche carattere generale)

Il santuario è stato nel tempo oggetto di una diffusa devozione popolare che è dovuta ad una miracolosa immagine dipinta su muro di Madonna con Bambino, molto venerata e già documentata nel 1662, che avrebbe salvaguardato Sestola da una pestilenza.

1772 - 1778 (restauri intero bene)

La chiesa è stata giuspatronato di importanti famiglie sestolesi, Albinelli , Martinelli e quindi Passerini ai quali è attribuito un "restauro" dalle fondamenta tra il 1772 e il 1778.

1870  (ricostruzione intero bene)

Passato, dopo l'estinzione dei Passerini, al parroco di Sestola fu da questi nel 1870 quasi del tutto ricostruito e ampliato "con le elemosine di devoti" e affiancato da un robusto e slanciato campanile in pietra "di scalpello ", con alta guglia ottagonale e due campane; con lo stesso intervento fu "ampliata, restaurata la contigua abitazione ad uso Canonica o Romitorio; eretta la sacrestia con camere annesse, aggiunta una camera ad uso di Coro e fornita di molti oggetti la Chiesa e luoghi dipendenti tra i quali un organo.

1930 - 1933 (ricostruzione intero bene)

All'inizio degli anni trenta, probabilmente a causa dell'instabilità del sito, il tempio venne ricostruito dalle fondamenta dal parroco don Cavazzuti, grazie all'impiego della somma di lire 16000 ricavata dalla vendita dell'oratorio demolito di S. Rocco in Sestola: inalterati rimasero il campanile e la canonica-romitorio.
Descrizione

Il santuario sorge in località Poggioraso a circa due km da Sestola alla confluenza delle strade per Pavullo e Fanano . Fino ad alcuni decenni fa l'edificio era collocato ai piedi di tino "scoglio ignudo" di calestrino che storicamente caratterizzava l'ambiente e contribuiva ad orientare i pellegrini verso la chiesa; da vari anni il rilievo è stato atterrato per far posto allo svincolo stradale che smista la viabilità da e per Sestola su questo versante. La facciata presenta un disegno piuttosto elaborato, concluso in alto da un cornicione sagomato a capanna che corre su una teoria di arcatelle "neo-romaniche" appena rilevate; l'ampio portale architravato con timpano modanato è affiancato da due finestre a nastro verticale ed è sormontato da un rosone che conclude la serie delle aperture ricavate nella parete priva di modanature. Internamente l'edificio è a sala rettangolare, la zona presbiteriale coperta da una volta a cupola si conclude con un'abside semicircolare. Alle due estremità del cornicione compaiono monoliti cuspidati con la stessa foggia di quelli che si trovano ai quattro vertici della cella campanaria del campanile e anche, a scala maggiore, sulla facciata di S. Nicolò a Sestola.
Coperture
Copertura in legno, costituita da capriate, travetti e tavolato ligneo, il manto in tegole cementizie.
Pavimenti e pavimentazioni
La pavimentazione interna dell'edificio è in mattonelle di ceramica.
Struttura
La struttura portante dell'edificio è in muratura con conci sbozzati di arenaria locale.
Adeguamento liturgico

presbiterio - aggiunta arredo (1960-1980)
La zona presbiteriale, elevata rispetto all'aula da un gradino, è allestita nel presbiterio e nell'abside semicircolare. In quest'ultima è sistemato il tabernacolo sospeso a ridosso della parete, più avanti, centrale, la sede in pietra arenaria e legno. L'altare sempre in pietra e legno trova sistemazione al di sotto della volta a cupola; il celebrante trova alla sua destra l'ambone.
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