Da un diploma del 12 marzo 1313 si apprende che a quella data già esistevano sia la chiesa che l'ospedale, ma non si hanno ulteriori notizie circa la loro fondazione. La chiesa di Sant’Anna a Formello è documentata per la prima volta nel 1492, nel “bozzo di platea” conservato presso l’Archivio di Stato, quando era una semplice cappella-oratorio, affidata in enfiteusi a Giacomo Marta. La costruzione del complesso conventuale avvenne solo in epoca successiva.
1492 - 1496 (proprietà carattere generale)
Il 13 febbraio viene rogato un atto con cui il canonico Don Gabriele Capece, rettore della cappella di Sant’Anna, concede in enfiteusi perpetua a Giacomo Marta un orticello e una casa terraria fuori le mura di Napoli, nel luogo detto "a Formello". Il 19 ottobre del 1496 Giacomo Marta vende al Priore Di Nola, commissario dell’ordine dei Minimi, un orto con alberi da frutto vicino al Monticello, precedentemente concessogli dal rettore della cappella di Sant’Anna.
1516 - 1517 (proprietà carattere generale )
Il 9 luglio, un atto sancisce la concessione da parte di Giacomo Marta e Giovanni Porcello (rettore della cappella di Sant’Anna) al Priore Giacomo Continiello dell’ordine dei Minimi Conventuali. Questa concessione riguarda la cappella, l’oratorio e una casa terraria per ampliamenti. Il 21 gennaio del 1517 si attende l’assenso del Pontefice per convalidare la concessione al priore Giacomo Continiello.
1749 (nuova edificazione intero bene)
La chiesa attuale viene costruita su progetto dell’architetto Giuseppe Astarita, ispirata alla Chiesa di San Vincenzo alla Sanità.
1809 (soppressione intero bene)
Con decreto di Gioacchino Murat, il convento viene soppresso e passa al demanio, con l’archivio disperso o distrutto.
1836 - 1837 (epidemia intero bene)
Durante un’epidemia di colera, il convento diventa un ospedale militare.
1886 - 1903 (testimonianze intero bene)
1886: L’architetto Guglielmo Sanfelice riporta che la chiesa è in pessime condizioni.
1903: L’architetto Giuseppe Prisco conferma che il pavimento è da rifare.
1935 (erezione a parrocchia intero bene)
Il 19 marzo del 1936 la chiesa diventa parrocchia.
1978 - 1979 (restauro intero bene)
Il restauro del 1978 della chiesa di Sant’Anna a Porta Capuana, curato dalla Soprintendenza per i Beni Architettonici della Campania, ha mirato a preservare e valorizzare questo importante esempio di tardo barocco napoletano. Gli interventi principali hanno riguardato il consolidamento strutturale di murature, cupola e scalinata, il restauro degli stucchi e delle decorazioni interne, il ripristino delle vetrate per migliorare l’effetto luminoso, e la conservazione degli elementi storici della facciata e del portale. Sono stati anche introdotti miglioramenti funzionali per garantire la fruibilità e la prevenzione di futuri danni.
1980 (terremoto intero bene)
Il terremoto recò numerosi danni al complesso parrocchiale portando al rifacimento della copertura e di alcuni interventi in facciata.
2012 (ristrutturazione copertura)
Rifacimento guaina per la copertura.
2021 (ristrutturazione sagrestia)
Sostituzione degli infissi nella sagrestia.
2023 (furto intero bene)
Furto della statua di San Ciro.
Descrizione
La chiesa di Sant’Anna, situata presso Porta Capuana a Napoli, rappresenta un significativo esempio di architettura tardo barocca napoletana. Progettata da Giuseppe Astarita nel XVIII secolo, la chiesa si distingue per la sua pianta complessa a croce greca, l'uso scenografico dello spazio e delle luci, e la decorazione barocca. Elementi caratteristici includono la facciata con colonne ioniche, la scalinata marmorea a doppia rampa che conduce all'altare maggiore, e una cupola su tamburo con finestre e contrafforti.
Facciata
La facciata della chiesa di Sant’Anna, progettata da Giuseppe Astarita, è un raffinato esempio di architettura barocca napoletana del Settecento, caratterizzata da un elegante gioco di superfici concave e convesse. È articolata in due ordini sovrapposti: il primo, più imponente, presenta colonne e lesene ioniche con capitelli decorativi, incorniciando il portale centrale. Il secondo ordine, più leggero, è dominato da un finestrone centrale strombato e culmina in un timpano triangolare. Volute laterali e dettagli ornamentali arricchiscono la composizione, che combina equilibrio classico e dinamismo barocco. Una scenografica scalinata a doppia rampa introduce l’edificio, sottolineandone la monumentalità.
Pianta
La pianta della chiesa di Sant'Anna è a croce greca con navata unica composta da due cellule, la prima ovale, la seconda quadrata e sormontata dalla cupola; lo spazio così definito si dilata nella zona absidale con la scalinata a doppia rampa.
Pareti laterali
Le pareti laterali della chiesa di Sant’Anna presentano una struttura sobria ma impreziosita da elementi decorativi barocchi. Sono scandite da alte lesene e cornici che creano un ritmo visivo, intervallate da ampie arcate che ospitano le cappelle laterali. Ogni cappella è decorata con altari in marmi policromi, dipinti sacri e stucchi raffinati.
Cupola
La cupola centrale sormonta la zona del transetto ed è impostata su un alto tamburo a finestroni circolari.
Pavimenti e pavimentazioni
Il pavimento è composto da quadroni di marmo bianco e nero.
Cappelle
Sono presenti quattro cappelle in nicchia concave con altari che definiscono il primo spazio.
Coperture
La pianta della chiesa è suddivisa in due cellule, la prima è coperta da una calotta ribassata e nervata, la seconda cellula è coperto da un ambiente coperto a crociera con tamburo e cupola ad ombrello.
Zona presbiteriale
Il presbiterio è sopraelevato con altare maggiore accessibile da una scalinata a due rampe curvilinee.
Elementi decorativi
Gli interni sono definiti da un uso sapiente di stucchi lisci e capitelli compositi, decorazioni barocchi con richiami alla tradizione di Solimena. Anche gli esterni rappresentano lo stesso equilibrio tra leggerezza barocca e rigore classicista.
Sagrestia
La sagrestia è collocata al di sotto della zona presbiteriale, ad un livello di poco inferiore rispetto al pavimento della chiesa. È un ambiente clitico coperto da una volta ribassata, scandita da fasce trasversali.
Adeguamento liturgico
altare - aggiunta arredo (1971)
Aggiunta di un altare nella zona antistante la sagrestia.