chiese italiane
censimento chiese
edifici di culto
edifici sacri
beni immobili
patrimonio ecclesiastico
beni culturali ecclesiastici
beni culturali della Chiesa cattolica
edilizia di culto
restauro
adeguamento liturgico
Napoli
Napoli
chiesa
parrocchiale
S. Brigida
Parrocchia di Santa Brigida
Pianta; Coperture; Pavimenti e pavimentazioni; Cupola; Cappelle; Pareti laterali; Pulpito; Zona presbiteriale; Sagrestia; Utilizzo; Cripta/Locali interrati; Facciata
altare - aggiunta arredo (1980); coro - aggiunta arredo (1980); confessionale - aggiunta arredo (1980); fonte battesimale - aggiunta arredo (1980)
1612 - 1636(origini intero bene); 1637 - 1637(subentro intero bene); 1640 - 1647(ampliamento intero bene); 1675 - 1678(interni intero bene); 1704 - 1705(decorazioni sagrestia); 1726 - 1765(affreschi interni); 1805 - 1826(danneggiamenti intero bene); 1862 - 1919(passaggio di proprietà intero bene); 1887 - 1926(consolidamenti intero bene); 1984 - 1984(elevazione a parrocchia intero bene)
Chiesa di Santa Brigida
Tipologia e qualificazione chiesa parrocchiale
Denominazione Chiesa di Santa Brigida <Napoli>
Altre denominazioni S. Brigida
Ambito culturale (ruolo)
architettura barocca (prima edificazione)
Notizie Storiche

1612 - 1636 (origini intero bene)

Il primo oratorio dedicato ai SS. Giovani Battista e Brigida fu inizialmente eretto, nella zona centrale di Napoli dei Quartieri Spagnoli, intorno al 1612, da un religioso dell'Istituto di S. Filippo Neri. Ricavato nello spazio lasciato libero dalla corte di un grande palazzo fu voluto dal suo ideatore, G. Battista Antonini, come centro di accoglienza per nobili, artigiani e giovani. Alla sua morte, l'edificio sacro, ormai dedicato ai SS. Filippo e Brigida, fu assunto ufficialmente dalla Congregazione di San Filippo Neri. Questa non vi risiedette a lungo, per le difficoltà derivanti da un disposto delle Costituzioni, per il quale era vietato ai propri membri la gestione di due conventi nell'ambito di una stessa città. Costoro, infatti, avendo già nella chiesa dei Gerolamini la loro casa madre, nel novembre 1636 decisero di alienare la seconda a favore di un istituto verso il quale avvertivano affinità spirituale.

1637  (subentro intero bene)

L'ingresso dei Chierici Regolari della Madre di Dio (Padri Leonardini), avvenne il 10 febbraio 1637 nel primitivo oratorio, il quale aveva già semplificato la sua denominazione in chiesa di S. Brigida. Il nuovo ordine si era formato a Lucca, dal 1574, come una delle molteplici famiglie di consacrati, sorte all'interno della grande novità ecclesiale che avrebbe qualificato quella pagina di storia come Riforma Cattolica.

1640 - 1647 (ampliamento intero bene)

I nuovi arrivati ritennero ben presto insufficiente il tempio per le loro attività pastorali. Appena tre anni dopo, ne fu progettato, dall' ingegnere Natale Longo un fondamentale ampliamento. Il 17 marzo 1647 era inaugurato il primo corpo di fabbrica.

1675 - 1678 (interni intero bene)

Tuttavia dovettero passare ulteriori ventotto anni per poter ammirare la navata con le sue cappelle, mentre la decorazione della cupola, merito di Luca Giordano, avvenne nel 1678.

1704 - 1705 (decorazioni sagrestia)

Luca Giordano realizzò gli affreschi della sagrestia tra il 1704 e il 1705 poco prima della sua morte.

1726 - 1765 (affreschi interni)

Risale, invece, al 1726 la decorazione della volta realizzata da Giuseppe Mastroleo. Le originali prospettive, presenti nel transetto e nell'abside, furono affrescate nel 1765 da Giovanni Battista Natali.

1805 - 1826 (danneggiamenti intero bene)

Il terremoto del 1805 provocò gravi lesioni prontamente riparate sotto la guida dell'ingegnere Salvatore Garofalo. In questa circostanza i dipinti furono ripresi da Alessandro Fischetti e Francesco Grandolino. Con la soppressione degli ordini religiosi ordinata da Gioacchino Murat, l'Istituto perse il possesso, i volumi della libreria di Santa Brifgida andarono a finire alla Biblioteca Nazionale, mentre l'Archivio dei Manoscritti andò disperso. Il tempio fu restituito al'Ordine della Madre di Dio nel 1826.

1862 - 1919 (passaggio di proprietà intero bene)

Nel 1862 il complesso della Chiesa e del Convento divenne proprietà demaniale e i Leonardini furono nuovamente estromessi fino al 1919, quando furono nuovamente e definitivamente integrati nella gestione del Santuario.

1887 - 1926 (consolidamenti intero bene)

In seguito all'erezione della Galleria Umberto I (1887-1890) le strutture portanti di S. Brigida subirono una serie di lesioni tali da richiedere una consistente opera di consolidamento. Di conseguenza gli affreschi della volta furono necessariamente sostituiti con quelli realizzati da Paolo Vetri e Giovanni Diana tra il 1911 e il 1912. Gli stessi artisti dovettero ancora intervenire nel 1926 per un rifacimento pressoché totale, resosi indispensabile dopo i danni provocati da una bomba lanciata da un dirigibile austriaco il 10 marzo 1918.

1984  (elevazione a parrocchia intero bene)

La chiesa di Santa Brigida viene elevata a parrocchia nel 1984.
Descrizione

La chiesa e tutto il complesso parrocchiale sono inglobati nella cortina dei palazzi circostanti. Il complesso parrocchiale si sviluppa lungo via Santa Brigida e la chiesa ha accesso direttamente dal marciapiede pubblico lungo la strada, attraverso il superamento di una cancellata in ferro, di alcuni gradini in marmo e di un portone in legno che immette allo spazio filtro del tamburo in legno e vetro, collocato sotto l'arcone a sesto ribassato che regge la cantoria con organo a canne. Gli ambienti accessori a servizio del complesso parrocchiale si trovano a destra e a sinistra dell'aula, con accesso da varchi nella quarta campata lungo la navata. Il varco sulla sinistra conduce ad una scala che porta ad ambienti posti al piano superiore e sul fondo ha l'accesso nell'androne del condominio adiacente alla chiesa, sul lato sinistro. Sul lato destro il varco d'accesso conduce alla sagrestia dipinta da Luca Giordano, caratterizzata da pianta rettangolare e copertura con volta a botte unghiata ed affrescata con coro ligneo lungo tutto il perimetro. Lungo il medesimo corridoio, vi sono locali destinati alla Caritas e ambienti dedicati agli uffici parrocchiali oltre che l'accesso con rampa verso l'androne del condominio posto sul lato destro della chiesa.
Pianta
La pianta è a navata unica, a croce latina con cappelle laterali, con transetto sul fondo e con profondità dei bracci del transetto uguale a quella dell'abside. Lo spazio è scandito da un ritmo non costante delle campate. In totale vi sono quattro campate che si alternano secondo un ritmo stretta, larga, larga, stretta. Lo stesso ritmo si ripercuote sulle costolonature della volta a botte, affrescata ed unghiata per accogliere finestroni posti al secondo ordine, su ogni lato. I due bracci del transetto sono caratterizzati dalla presenza di altari in marmi policromi per ogni lato, sormontati da tele inserite sullo sfondo di affreschi che ricoprono le pareti del fondo dei bracci, che raffigurano strutture architettoniche con archi, colonne e baldacchini.
Coperture
La copertura della navata è con volta a botte, affrescata ed unghiata per accogliere i finestroni posti al secondo ordine, su ogni lato. I bracci del transetto, incluso quello dell'abside, sono caraterizzati da volte a botte affrescate e nella lunetta del braccio di sinistra vi è un finestrone che favorisce l'ingresso della luce.
Pavimenti e pavimentazioni
La pavimentazione è in lastre di marmo bianco alternate a fasce grigio scuro secondo andamento geometrico.
Cupola
Il transetto è coperto da una cupola priva di lanternino, impostata su quattro pennacchi affrescati, su una bassa cornice e su un tamburo che forma un tutt'uno con la cupola stessa per mezzo degli affreschi che caratterizzano l'intradosso. Il tamburo della cupola è segnato dalla presenza di otto grossi finestroni.
Cappelle
La prima campata a destra e sinistra accoglie nicchie poco profonde con altari in marmi policromi e statue inserite in strutture a tempietto. Al di sopra di queste strutture vi è una finta balconata con balaustra lignea e nicchia murata ed affrescata. Nella seconda campata, la prima cappella di destra e di sinistra è sopraelevata di un gradino ed è chiusa da balaustra in marmi policromi. Entrambe sono a pianta quadrata, con copertura con volta a vela, affrescata e stuccata. Entrambe le cappelle accolgono altari in marmi policromi, sormontati da tele. Nella terza campata, la seconda cappella a destra è a pianta quadrata, con altari in marmi policromi sormontata da tela e chiusa da balaustra, mentre la cappella sul lato opposto, a sinistra, è dedicata all'Addolorata ed ha una balaustra e gradino in marmi policromi, entrambi protratti in avanti verso l'aula, secondo un andamento mistilineo di chiara impostazione barocca. La cappella ha altare in marmi policromi, sul quale si eleva una struttura a tempietto in marmi, con teca in vetro, distaccata da tutte le pareti, che accoglie al suo interno la statua dell'Addolorata. La pianta della cappella è quadrangolare con copertura con volta a vela. Al di sopra dei varchi d'accesso agli ambienti laterali posti nella quarta campata vi sono le stesse balconate con affreschi come nella prima campata. Nella quarta campata a sinistra, in alto sulla balconata, vi è un ulteriore organo. Sul lato sinistro dell'abside, vi è una piccola cappella a pianta quadrangolare, sopraelevata su un gradino e chiusa da balaustre in marmi policromi con pavimentazione in marmo, sormontata da una volta a vela unghiata e decorata riccamente con affreschi e stucchi dorati, con altare in marmi policromi sul fondo. Sul lato destro della zona presbiteriale vi è un'ulteriore cappella, anch'essa sopraelevata di un gradino e chiusa da balaustre in marmi policromi con colonnine, con altare in marmi policromi, pianta quadrangolare e volta a vela unghiata, anch'essa con affreschi e cornici.
Pareti laterali
La chiesa ha le pareti laterali trattate con affreschi barocchi dai toni molto scuri. La fascia basamentale è in marmo grigio scuro, sormontata da marmi bianchi con modanature che fanno da base delle lesene composite che scandiscono il ritmo tra una campata ed un'altra. Sul fondo della navata principale, un grosso arcone a tutto sesto, impostato su piloni a base quadrata e con lesene addossate, immette al transetto.
Pulpito
Addossato al pilone destro dell'arcone che immette al transetto, vi è un pulpito in legno con decorazioni e cornici a bassorilievo, coperto da baldacchino in legno, cui si accede mediante scala a chiocciola in ferro dalle forme liberty. CORO
Zona presbiteriale
Sul fondo della chiesa, l'abside accoglie la zona presbiteriale, che si protende in avanti verso il transetto mediante uno scalino curvilineo di impostazione barocca, sul quale la balaustra in marmi policromi con colonnine segue lo stesso andamento. L'altare mensa centrale è di fattura moderna ed è in marmo bianco. L'altare maggiore in marmi policromi è leggermente distaccato dalla parete di fondo ed è sormontato dalla pala dell'altare maggiore con Santa Brigida che contempla la passione di Cristo. Anche tutte le pareti dell'abside sono affrescate con motivi architettonici.
Sagrestia
La sagrestia con gli affreschi di Luca Giordano ha accesso dal corridoio a destra, varcando un imponente portale in marmo sormontato dallo stemma dell'Ordine. L'interno è a pianta rettangolare, caratterizzato dagli affreschi lungo tutte le pareti e su tutta la volta, oltre che dall'arredo ligneo scuro, espressione di raffinata ebanisteria. Gli affreschi sono incorniciati da stucchi che incorniciano sia gli affreschi stessi sia i comparti architettonici.
Utilizzo
Le panche dell’aula sono orientate verso la cappella dell’Addolorata, in quanto la zona del transetto e dell’abside risulta interdetta alle celebrazioni. Infatti al di sotto delle volte di navata, e bracci del transetto sono stati dispost teli di protezione contro la caduta di intonaco e calcinacci.L’assetto liturgico attuale risulta pertanto riorganizzato all’interno della navata, con fulcro devozionale e celebrativo in corrispondenza della cappella laterale sinistra dedicata all’Addolorata.
Cripta/Locali interrati
Al di sotto dell'aula vi è la cripta contenente terra santa, cui si accede mediante botole in marmo poste sul pavimento ma ad oggi in accessibile. Sul lato sinistro del transetto vi è la botola della sepoltura di Luca Giordano.
Facciata
La facciata è in muratura rivestita di stucchi, divisa in due ordini, divisi da una trabeazione poggiante su quattro lesene. Nel timpano figura un busto in stucco di S. Brigida e nel fregio compaiono le lettere greche che richiamano il titolo dell'Ordine Religioso della Madre di Dio. Una lapide murata nel 1856 ricorda i restauri, effettuati dai Re borbonici, di una facciata settecentesca quasi totalmente rifatta nel 1825.
Adeguamento liturgico

altare - aggiunta arredo (1980)
Il tavolo mensa d'altare è stato aggiunto in epoca recente a seguito delle prescrizioni conciliari per favorire le celebrazioni della liturgia verso il popolo.
coro - aggiunta arredo (1980)
Sul lato destro del transetto vi è il coro.
confessionale - aggiunta arredo (1980)
Sul fondo dei due bracci del transetto vi sono per ogni lato due confessionali in legno.
fonte battesimale - aggiunta arredo (1980)
Il fonte battesimale è posto nel transetto, subito davanti alla balaustra che chiude la zona presbiteriale e posto sul lato sinistro.
Contatta la diocesi