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Chiesa di San Carlo alle Mortelle
Tipologia e qualificazione
chiesa parrocchiale
Denominazione
Chiesa di San Carlo alle Mortelle <Napoli>
Altre denominazioni
S. Carlo alle Mortelle
Autore (ruolo)
Mazenta, Giovanni Ambrogio (Progetto)
Giovan, di Franco (Direzione lavori)
Ambito culturale (ruolo)
barocco (edificazione chiesa)
Notizie Storiche
XVII - 2020 (affreschi navata centrale)
La navata centrale è sormontata da una volta a botte che sarebbe stata affrescata da Giacomo Farelli sul fine del XVII secolo e imbiancata nella seconda metà del 1900.
1607 - 2009 (edificazione intero bene)
La chiesa di San Carlo alle mortelle è situata nel “Poggio delle Mortelle” uno degli insediamenti più antichi di Napoli. La richiesta della costruzione della Chiesa risale agli ultimi anni del XVI secolo sebbene, a causa delle molteplici difficoltà, soltanto il 29 novembre del 1607 la richiesta da parete dei Barnabiti venne accolta da parte del viceré’. Dopo alcuni anni, ottenuta la licenza dall'arcivescovo Decio Carafa acquisirono i suoli necessari per la costruzione e si procedette col disegno della pianta. La realizzazione è datata il 9 ottobre del 1616 e solo più tardi i Barnabiti, sollecitati dagli abitanti della zona, fecero costruire anche un nuovo collegio andando così a realizzare il Complesso delle Mortelle.
1688 - 2009 (ristrutturazione intero bene)
Dopo il terremoto del 1688 la chiesa e la sagrestia furono soggette ad alcuni lavori di restauro e nel 1696 si apportarono alcuni rinnovamenti al presbiterio.
1728 - 2020 (costruzione facciata)
Dopo il 1728 inizia la costruzione della facciata della Chiesa rimasta fino a quel momento rustica poiché i religiosi badavano di più al consolidamento della struttura che alle decorazioni. La facciata è a sezione poligonale, disegnata da Enrico Pini e tinteggiata di color giallo, fu decorata con gli stucchi di Giuseppe scarola. Il secondo ordine è su probabile progetto di Luca Vecchione.
1732 - 2009 (ristrutturazione intero bene)
Con il terremoto del 29 novembre del 1732 la chiesa subì gravissimi danni ed i lavori vennero diretti dall'ingegnere Niccolò Tagliacozzi Canale. La parete del coro e le pareti del campanile avevano numerosi dissesti risolti tramite un rinforzamento con catene di ferro. Dopo 10 anni la situazione non era ancora risolta e quindi vennero svolti altri interventi di consolidamento. La muratura sulla sinistra della Chiesa presentava una forte debolezza statica in quanto sorgeva sul pendio e mancava quindi di adeguati punti di appoggio. Per questo motivo furono murate alcune delle finestre interne delle cappelle laterali e la porta laterale della Chiesa che si apriva dal transetto. L'intervento più significativo è stato quello riguardante la volta di copertura del tetto della Chiesa che presentava un forte dissesto strutturale, risolto con due grandi sottarchi sorretti da ampi pilastri nel transetto a sostegno del tetto.
XIX - 2020 (affreschi coro)
La volta del coro fu affrescata sul finire del XIX secolo con una raffigurazione dello Spirito Santo, rimossa alla fine degli anni 20 di questo secolo, in occasione di alcuni lavori di consolidamento delle volte di copertura.
1806 - 2009 (ristrutturazione intero bene)
Dopo la soppressione del collegio il 12 settembre del 1806 anche la chiesa versava in uno stato di avanzato abbandono. Successivamente San Carlo alle Mortelle venne occupato dagli Agostiniani che si occuparono della riorganizzazione sia della vita religiosa, ma soprattutto della ripresa della Chiesa e di ciò che restava degli ambienti conventuali. Padre Michele Quaranta effettuò diversi interventi come: installazione di una fonte battesimale proveniente dal complesso di Santa Maria Apparente, rifacimento degli stucchi degli interni, tinteggiatura delle pareti, chiusura di due finestre che aprivano dall'ex edificio conventuale sull'aula, riparazione del tetto, costruzione di una rampa di scale per l’accesso al campanile, riparazione dei ceppi delle campane. Inoltre vennero costruiti due nuovi altari e venne restaurato l'altare di stucco già esistente. Anche gli ambienti per il personale vennero resi più agevoli così che la chiesa divenne molto più accogliente e funzionale.
2009 - 2020 (daneggiamenti navata centrale)
Il 23 settembre del 2009 si aprirono tre voragini nella zona di San Carlo alle Mortelle, cui una distrusse parte della pavimentazione della navata principale. Le prime ipotesi sulle cause del disastro sono state attribuite alle precipitazioni atmosferiche abbondanti, ma il problema tecnico era dato dal fatto che la chiesa si erige su un ipogeo che si trova a circa 10 m di profondità che a sua volta è posto su una cavità profonda 40 m dove scorrerebbe l'acquedotto del Carmignano.
2014 - 2020 (ristrutturazione intero bene)
Ingegnere Michele Candela ha redatto un progetto a volto al consolidamento e restauro attraverso opere strutturali e geotecniche. Tra questi interventi strutturali sono presenti: ripristino della continuità strutturale su facciata e sulla volta dove erano presenti delle lesioni; predisposizione di catene in un numero di sei da ogni lato della navata, in corrispondenza dei muri trasversali della Chiesa, in modo tale da tutelare l'edificio nei confronti dei cinematismi per azioni sismiche dirette al di fuori del piano dei muri; interventi di consolidamento fondazionale; inserimento di cordoli in muratura sempre di acciaio inox e sostituzione delle capriate lignee che versavano in uno stato di degrado già molto avanzato.
2016 - 2020 (restauro intero bene)
I lavori sono stati incentrati alla conservazione della destinazione d'uso preesistente e all'utilizzo di materiali e tecniche atte a garantire il miglior effetto di continuità formale oltre che funzionale. La pavimentazione in grigliato delle cappelle laterali è stata lucidata, mentre quella della navata centrale è stata integrata con una nuova in cotto di medesimo formato e di lettura moderna, in modo tale da evidenziare la voragine. L’ intonaco è stato ripristinato attraverso la rimozione della patina biologica , con attenzione all'utilizzo di materiali che non comportano danni al tipo di tipo chimico alla materia originale. I lavori sono stati ultimati nel 2016.
Descrizione
La chiesa è stata edificata nel 1616 ed ha una configurazione barocca. Durante il corso degli anni ha subito numerosi danni e quindi notevoli interventi di restauro e di ristrutturazione che non hanno cambiato la sua conformazione originale. È situata in una zona del centro di Napoli, chiamata il Poggio delle Mortelle ed è stata edificata per volontà dei Barnabiti. Antistante la chiesa vi è una piazzetta, stretta, di forma irregolare e in leggera pendenza, non valorizza la facciata che risulta protetta in basso da una lunga cancellata metallica. La facciata è costituita da due ordini, il primo disegnato da Enrico Pini ed il secondo ordine probabilmente progettato da Luca Vecchione. La chiesa, a navata unica, non è di grandi dimensioni originariamente vi erano degli affreschi e soltanto nella seconda metà del secolo scorso è stata imbiancata. Sulla navata si aprono sei cappelle, tre per lato e sono tutte chiuse da balaustre in marmo. Dal coro, vi è una porticina sulla sinistra che da accesso al campanile. Da destra invece si accede all'ex sacrestia, oggi sala parrocchiale. In una saletta non distante è stato collocato un lavabo marmoreo della prima metà del diciassettesimo secolo che in origine sorgeva accanto alla sacrestia. La vasca rettangolare poggia su di un mensolone centrale a volute, al disopra si sviluppa un'edicola con piccole lesene intarsiate.
Pianta
La chiesa è a navata unica e misura 26 m di lunghezza, 10 m di larghezza ed 12 m di altezza.
Pavimenti e pavimentazioni
La pavimentazione della navata centrale è data da un cotto tinto verde che oggi risulta molto usurato. Al centro è interrotto da una lastra marmorea di copertura tombale con un'iscrizione illeggibile. Verso il presbiterio invece vi è l'iscrizione commemorativa Di Pietro Antonio Pietrasanta. L'intera chiesa è rivestita con un pavimento in cotto che differisce in base alla zona (navata, capelle e presbiterio).
Coperture
La navata centrale è sormontata da una volta a botte, originariamente decorata da affreschi barocchi. Nella seconda metà del 900 è stata imbiancata successivamente a dei lavori di consolidamento strutturale della volta. La navata centrale è sormontata da una volta a botte, originariamente decorata da affreschi barocchi. Nella seconda metà del 900 è stata imbiancata successivamente a dei lavori di consolidamento strutturale della volta. La volta e sormontata a sua volta da una copertura a capriate lignea, interessata da lavori di restauro e ristrutturazione nel 2014/2015.
Facciata
La facciata settecentesca è stata disegnata da Enrico tini ed è intonacata in giallo con tutti gli elementi decorativi in stucco bianco. Quattro alte paraste polistile affiancano il portale, il quale risulta incorniciato da altre due piccole paraste con capitelli barocchi che sorreggono un architrave con un fregio di stucco. Al di sopra vi è un nicchione in cui vi è la statua di San Carlo Borromeo. Il secondo ordine è fiancheggiato da due grandi orecchioni con urne. Nel mezzo vi è un grande finestrone ellittico sormontato da una conchiglia con ai lati due paraste che reggono il frontone triangolare, nel cui timpano vi è una valva di conchiglia con festoni di fiori.
Adeguamento liturgico
presbiterio - intervento strutturale (1980)
Balaustra parzialmente rimossa, ad oggi consta di sei elementi: due laterali curvi e quattro piani divisi da un cancelletto in ottone. La balaustra è in marmo bianco traforato, alternato con scudi bianchi barocchi policromi.