chiese italiane censimento chiese edifici di culto edifici sacri beni immobili patrimonio ecclesiastico beni culturali ecclesiastici beni culturali della Chiesa cattolica edilizia di culto restauro adeguamento liturgico Napoli Napoli chiesa parrocchiale S. Francesco di Paola Parrocchia di San Francesco di Paola Cripta/Locali interrati; Pianta; Cappelle; Pareti laterali; Cupola; Pavimenti e pavimentazioni; Zona presbiteriale; Facciata cappella feriale - aggiunta arredo (1970); altare - intervento strutturale (1835) 1751 - 1835(arredi interni); 1809 - 1809(edificazione contesto); 1809 - 1816(edificazione intero bene); 1824 - 1846(lavori intero bene); 2000 - 2000(ipogeo intero bene)
Basilica di San Francesco di Paola
Tipologia e qualificazione
chiesa parrocchiale
Denominazione
Basilica di San Francesco di Paola <Napoli>
Altre denominazioni
S. Francesco di Paola
Ambito culturale (ruolo)
architettura neoclassica (prima edificazione)
Notizie Storiche
1751 - 1835 (arredi interni)
L'abside presenta un altare principale, ricco di pietre preziose e lapislazzuli, disegnato nel 1751 da Ferdinando Fuga, trasferito nella sua attuale locazione dalla chiesa dei Santi Apostoli nel 1835.
1809 (edificazione contesto)
L'arrivo di Gioacchino Murat a Napoli coincise con l'inizio di un progetto di riassetto urbanistico della città: in particolare, questo interessò quella zona periferica, che diventerà in seguito Piazza del Plebiscito, sede di numerosi conventi e giardini, nonché luogo frequentato da malviventi. Il generale francese ordinò quindi l'abbattimento di tutti gli edifici e la costruzione di una piazza che avrebbe dovuto prendere il nome di Gran Foro Gioacchino. Nel 1809 istituì un concorso per affidare la realizzazione delle nuove strutture. Tra i progetti presentati venne scelto dal Consiglio degli Edifici Civili, in accordo con l'architetto di Casa Reale Antonio De Simone, quello di Leopoldo Laperuta, il quale proponeva l'edificazione di un porticato con al centro un'aula circolare da utilizzare come sede di assemblee popolari.
1809 - 1816 (edificazione intero bene)
I lavori iniziarono nel 1809, tuttavia non vennero mai portati a compimento per via della cacciata di Gioacchino Murat da Napoli e della restaurazione della corona borbonica: Ferdinando I delle Due Sicilie quindi, come voto nei confronti di san Francesco da Paola, che aveva interceduto per lui affinché ritornasse sul trono del Regno, decise la costruzione di una chiesa al centro del costruendo porticato. Venne indetto un concorso che fu vinto dall'architetto ticinese Pietro Bianchi, il quale aveva in parte rispolverato il vecchio progetto di Laperuta, oltre a soddisfare tutte le richieste del re, come quella dell'altezza della cupola che non doveva superare il Palazzo Reale, posto proprio di fronte: i lavori furono appaltati a Domenico Barbaja e la prima pietra venne posta il 17 giugno 1816.
1824 - 1846 (lavori intero bene)
La facciata fu terminata nel 1824, le decorazioni interne nel 1836, mentre le statue furono poste nel 1839. In definitiva la chiesa fu conclusa nel 1846, rispecchiando pienamente quello che era il gusto neoclassico ed ispirandosi nelle forme al Pantheon di Roma. Papa Gregorio XVI rese indipendente questa chiesa dalla Curia di Napoli consentendole il privilegio di poter eseguire le messe con l’altare rivolto verso i fedeli.
2000 (ipogeo intero bene)
Nel 2000 è stata riscoperta una gigantesca cavità sotterranea, grande diverse migliaia di metri quadri, alla quale si accede proprio dalla basilica. Doveva ospitare, nei progetti originali, un gigantesco sacrario della famiglia Borbone, con le tombe di tutti i regnanti futuri.
Il progetto fallì, sia perché la chiesa fu completata nel 1846, trent’anni dopo l’inizio dei lavori, sia perché l’intero ipogeo avrebbe potuto ospitare solo la tomba di Ferdinando II, dato che poco dopo sarebbe terminato il Regno delle Due Sicilie.
Descrizione
Si entra alla chiesa da piazza Plebiscito, percorrendo la scalinata in marmo e giungendo al portico colonnato con bracci semicircolari che abbraccia l'antistante piazza. La piazza ed il portico fanno da sagrato.
All'aula si accede varcando un monumentale portale ligneo cui segue un tamburo in legno con poche vetrate che immettono in un atrio con copertura piana cassettonata separata dall'aula da due colonne monumentali di ordine corinzio, scanalate in marmo, che creano tre varchi di passaggio e reggono l'alta trabeazione circolare che corre ininterrotta lungo tutta la pianta.
L'ufficio del parroco, collocato nell'ala di destra, in fondo alla cappella feriale. Entrando dall'atrio si accede a sinistra, per mezzo di una porta vetrata, ad una zona destinata ad attività parrocchiali, anch'essa a pianta circolare e coperta a cupola cassettonata, con motivi ottagonali e con oculo centrale. In questa zona, che ha anche accesso indipendente dal portone ligneo, con accesso dal porticato esterno, sono collocati in due nicchie murarie due confessionali in legno di noce. Le pareti laterali della cappella di sinistra sono tutte trattate ad intonaco bianco, analogamente alla cupola.
Simmetricamente, sul lato destro, si sviluppa la cappella feriale, che dal punto di vista architettonico ha le medesime caratteristiche della zona a sinistra. Vi si differenzia soltanto per la presenza del tamburo in legno in corrispondenza dell'ingresso del portale secondario autonomo e per la presenza, nel braccio di fondo, di una zona presbiteriale più articolata per l'uso destinato a tale zona come cappella feriale. Vi è infatti un altare maggiore distaccato dall'abside di fondo, realizzato in marmi policromi. In posizione più avanzata vi è un tavolo altare mensa in legno dorato e un ambone anch'esso in legno dorato sul lato sinistro. Tutta la zona presbiteriale è chiusa da cancellata in ferro.
La pavimentazione è in marmo nelle due ali laterali, secondo andamento geometrico, concentrico e radiale, in marmi bianchi, beige e tortora.
Cripta/Locali interrati
Al di sotto dell'aula vi è uno spazio ipogeo, attualmente in fase di recupero con lavori. Nasce come spazio per le sepolture reali, ma non è mai stato completato e i Borbone non sono mai stati sepolti qui. Sono attualmente inaccessibili a causa dei cantieri. La gestione è del comune.
Pianta
La pianta dell'aula è circolare con cappelle disposte lungo il perimetro. Considerando come asse centrale di simmetria quello che conduce dall'ingresso all'altare, vi sono tre cappelle a destra e tre cappelle a sinistra.
La pianta e l'interno richiamano il Pantheon per l'impostazione planimetrica.
Cappelle
Le cappelle si sviluppano secondo andamento concentrico rispetto alla pianta dell'aula, ma sono poco profonde per cui si percepisce maggiormente il senso della larghezza. Sono coperte con copertura piana cassettonata (tre cassettoni totali, un cassettone per ogni campata, come scandito dalle colonne).
Ogni cappella è costituita da tre campate che corrispondono a tre varchi gradonati per accedere. Le cappelle hanno tutte altari in marmo, sormontati da tele, collocati nella campata centrale. Nelle campate a destra e sinistra dell'altare, sul fondo si aprono varchi chiusi da portoni lignei.
Le cappelle sono sopraelevate di cinque gradini in marmo; tale altezza costituisce lo stilobate delle colonne nonché la fascia basamentale dell'interno, alta circa 80 cm e realizzata in marmo bianco.
Pareti laterali
La chiesa è rivestita interamente in marmo in tutti i suoi elementi.
Il ritmo dell'alzato interno è costante, scandito dalla presenza delle alte e monumentali colonne di ordine corinzio che si alternano a pieni e vuoti. Le colonne reggono tutta la trabeazione. Sovrapposte ai pieni, vi sono su alti pilastri a base quadrangolare statue di santi ad altorilievo. I vuoti sono i varchi di accesso alle cappelle e all'abside.
Il secondo ordine è caratterizzato da un ballatoio circolare aggettante sull'aula, chiuso da balaustra in ferro decorata che corre lungo tutto il perimetro, sporgente dalla trabeazione. È inoltre presente un matroneo continuo, con alternanza di pieni e vuoti: in corrispondenza dei pieni del livello sottostante si trovano superfici decorate, mentre i vuoti sono rappresentati da bucature quadrangolari chiuse da drappeggi, in asse con gli accessi alle cappelle.
Pieni e vuoti seguono un ritmo regolare e costante secondo il quale le lesene reggono la trabeazione superiore ed un'ulteriore balconata circolare, chiusa da ringhiere in ferro con motivi floreali.
Al secondo ordine, in corrispondenza dell'abside e in asse con le colonne sottostanti, vi sono quattro monumentali statue in legno dorato raffiguranti angeli. Questa zona costituisce la tribuna destinata alla famiglia reale, coperta da un baldacchino. Tale struttura, molto aggettante, domina l'intera aula.
Cupola
La pianta e l'interno richiamano il Pantheon per la copertura a cupola cassettonata e per l'oculo centrale a conclusione della cupola.
Al di sopra della trabeazione del secondo ordine è impostata la cupola di copertura dell'aula, del diametro di 34 metri, cassettonata secondo motivi quadrati, che si conclude al centro con un oculo vetrato, unica fonte di illuminazione naturale e zenitale dell'aula.
Pavimenti e pavimentazioni
La pavimentazione è realizzata interamente in marmo, secondo un disegno radiale e concentrico, prevalentemente in marmo bianco, nei cui spicchi sono inseriti lastroni di marmo beige e tortora, dalle forme simil-trapezoidali.
In corrispondenza dell'oculo centrale, la pavimentazione presenta un disegno più accentuato, con marmi di colore più scuro, mentre la zona centrale sotto l'oculo, è una lastra circolare in granito grigio. Alcuni spicchi della pavimentazione sono coperti con vetro, sotto cui si intravedono grate in ferro.
Zona presbiteriale
La zona presbiteriale è collocata nell'aula, davanti alle colonne, con ambone in legno dorato posto a sinistra accanto al fonte battesimale. Il trono d'altare a destra è in legno. Il tavolo mensa d'altare è una struttura in marmi integrata nell'architettura, anteposta alle colonne dell'abside.
L'abside, oltre le colonne, ha pianta semicircolare ed è caratterizzato da un ritmo costante dato dall'alternanza di pieni e lesene scanalate corinzie che reggono una bassa trabeazione e la semicupola cassettonata con cassettoni di forma ottagonale.
Sul fondo, il braccio destinato alla zona presbiteriale presenta altare maggiore in marmo, copertura con volta a botte cassettonata ed abside semicircolare coperta con semicupola cassettonata.
Facciata
La facciata è imponente e sobria, vi è un pronao molto vistoso dotato di sei colonne sovrastato da un timpano triangolare, dove a lato vi sono le statue di San Ferdinando e San Francesco e al centro quella che rappresenta la Religione.
Adeguamento liturgico
cappella feriale - aggiunta arredo (1970)
Sul lato destro dell'atrio, la cappella coperta a cupola viene utilizzata come cappella feriale per le celebrazioni infrasettimanali.
altare - intervento strutturale (1835)
Papa Gregorio XVI rese indipendente questa chiesa dalla Curia di Napoli consentendole il privilegio di poter eseguire le messe con l’altare rivolto verso i fedeli.