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Torino
Torino
chiesa
parrocchiale
Sacro Cuore di Maria
Parrocchia di Sacro Cuore di Maria
facciata principale; facciate laterali; pianta; presbiterio; campanili; decorazioni; vetrate
presbiterio - aggiunta arredo (2011)
1890 - 1890(inizio lavori carattere generale); 1890 - 1892(completamento sacrestia); 1890 - 1895(completamento esterni); 1898 - 1898(inaugurazione organo); 1900 - 1900(consacrazione intero bene); 1907 - 1907(collocazione statua Maria); 1910 - 1911(riconoscimenti ufficiali intero bene); 1935 - 1935(ampliamento organo ); 1942 - 1943(danni bombardamenti intero bene); 1947 - 1955(ricostruzione intero bene); 1967 - 1967(sostituzione faldaleria); 1971 - 1972(ristrutturazione coperture); 1978 - 1978(consolidamento tetto); 1979 - 1979(riparazione intonaci campanili); 1979 - 1985(restauro intero bene); 2008 - 2008(rifacimento copertura); 2014 - 2015(restauro e consolidamento intero bene)
Chiesa del Sacro Cuore di Maria
Tipologia e qualificazione chiesa parrocchiale
Denominazione Chiesa del Sacro Cuore di Maria <Torino>
Ambito culturale (ruolo)
neogotico (costruzione)
Notizie Storiche

1890  (inizio lavori carattere generale)

Dopo svariate difficoltà per il reperimento dei fondi destinati all'acquisto dell'isolato prescelto su cui costruire la chiesa dedicata al Sacro Cuore di Maria, si riuscì ad iniziare l'opera con la direzione gratuita dell'ingegnere Stefano Molli su progetto del conte Carlo Ceppi, architetto e ingegnere di grande fama. Il 19 giugno 1890 venne posata la prima pietra alla presenza del Duca di Genova, dell'Arcivescovo di Torino Monsignor Alimonda e del sindaco di Torino Commendatore Voli.

1890 - 1892 (completamento sacrestia)

Fu costruita l'attuale sacrestia di via Campana che, inaugurata il 19 novembre 1892, servì da cappella fino all'apertura del Santuario.

1890 - 1895 (completamento esterni)

I lavori procedettero piuttosto rapidamente, lo dimostra il fatto che alla fine del 1895 erano praticamente completate le strutture principali esterne fino al tetto, comprese la facciata, i campanili e la cupola.

1898  (inaugurazione organo)

Il grande organo, che con 6000 canne era considerato uno dei più grandi d'Europa, venne inaugurato nel 1898 con un concerto del maestro Enrico Bossi, direttore del Liceo musicale Benedetto Marcello di Venezia.

1900  (consacrazione intero bene)

Concerti e congressi continuarono, solo condizionati dai lavori di finitura della chiesa, fino al 20 ottobre 1900, giorno in cui il Cardinale Arcivescovo di Torino Agostino Richelmy consacrò solennemente il nuovo Santuario.

1907  (collocazione statua Maria)

Il 28 febbraio 1907 venne collocatala statua raffigurante Maria, sul modello del quadro della Chiesa dei SS. Eustachio e Compagni Martiri in Roma. Opera del Calandra, la statua originale, in marmo di Carrara, venne distrutta dai bombardamenti della seconda guerra mondiale ed in seguito ricreata seguendo il modello originale

1910 - 1911 (riconoscimenti ufficiali intero bene)

Il 1 novembre 1910 la chiesa fu eretta a parrocchia, mentre il 25 maggio 1911 si ebbe il riconoscimento ufficiale da parte dell'autorità civile.

1935  (ampliamento organo )

Nel periodo tra le due guerre mondiali venne realizzato l'ampliamento dell'organo, portato a termine nel 1935 per volontà del primo parroco Can. Giovanni Fassini.

1942 - 1943 (danni bombardamenti intero bene)

La chiesa parrocchiale venne colpita per la prima volta il 28 novembre 1942, nel corso dei dirompenti bombardamenti aerei di Torino. Subì danni alla struttura portante di entrambi i campanili, vennero completamente distrutte le prime due cappelle laterali, di conseguenza pure tutto ciò che si trovava all'interno come la tela di Luigi Morgari ed un Crocifisso in marmo del Canonica. Da qui il nome la Cappella del Crocifisso nata dalla collaborazione tra il Ceppi e il Canonica. Sempre nel primo bombardamento venne anche danneggiato l'organo e l'altare maggiore. La chiesa venne successivamente colpita una seconda volta il 13 luglio 1943 da bombe incendiarie, che provocarono un crollo colossale di tutta la cupola, il tetto e l'enorme impalcatura che era stata eretta all'interno per premature opere di restauro. Dopo questi eventi le cronache descrivono un terribile scenario, in cui circa il 90% della costruzione era distrutta.

1947 - 1955 (ricostruzione intero bene)

Il 31 ottobre 1947 iniziarono ufficialmente i lavori per la ricostruzione del complesso che durò otto anni, sotto la direzione del genio civile, essendo parroco il Can. Bernardino Costamagna. Alle spese per i lavori di rifacimento e recupero contribuirono in modo determinante gli abitanti del quartiere. Il 4 aprile 1943 la chiesa venne benedetta dall'Arcivescovo di Torino Cardinale Maurilio Fossati ed il 3 luglio 1954 fu consacrato l'altare Maggiore con la ricostruita statua di Maria "Rifugio dei peccatori" del Calandra, in cui si posero le reliquie dei martiri Desiderio e Clara.

1967  (sostituzione faldaleria)

Nel 1967 si rese necessaria la sostituzione di buona parte delle grondaie, dei pluviali e dei faldali.

1971 - 1972 (ristrutturazione coperture)

Nel 1971 fu effettuato un primo intervento radicale sui campanili, in quanto le lastre di pietra che ricoprivano le falde si staccavano e presentavano un concreto e pressante pericolo per i passanti. Furono sostituite tutte le staffe in ferro che sostenevano le lastre di copertura con altre in acciaio inossidabile. Nel 1972 si presentò lo stesso inconveniente delle staffa di ferro per le lastre della cupola, e fu necessario intervenire come per i campanili con la sostituzione delle stesse; conseguentemente si pose mano alla sostituzione delle grondaie, pluviali e doccioni.

1978  (consolidamento tetto)

Nel 1978 si provvide ad opere di consolidamento al tetto della chiesa, con la sostituzione di elementi strutturali.

1979  (riparazione intonaci campanili)

Nel 1979 si iniziarono i lavori di riparazione di parte degli intonaci maggiormente degradati dei campanili.

1979 - 1985 (restauro intero bene)

Il primo importante indizio di deterioramento degli intonaci risale al 1979, quando, oltre alla presenza di fioriture e rigonfiamenti, un lembo della chiesa cominciò a staccarsi. L'inizio dei lavori avvenne nel marzo 1984 ed ebbe durata di otto mesi, sotto la direzione dall'arch. Giovanni Picco. I lavori interessarono il rifacimento di stucchi, intonaci e graffiti con decorazione, nonchè il restauro di statue e cornicioni, il rifacimento delle decorazioni e la sostituzione della lattoneria. Il 30 luglio 1985 il Direttore dei Lavori, l'arch. Giovanni Picco, fece la relazione finale.

2008  (rifacimento copertura)

Nel 2008 si eseguirono lavori per il rifacimento totale del manto di copertura in coppi della Parrocchia del Sacro Cuore di Maria in via Morgari, compreso l'intervento di ripristino e di restauro della cupola con sostituzione dei costoloni in lamiera di zinco e di parziale sostituzione delle lose di pietra con raddoppio delle staffe di aggancio di tutte le lose di copertura.

2014 - 2015 (restauro e consolidamento intero bene)

A seguito della caduta di una lastra di pietra, il 9 marzo 2014, dal campanile sul lato via Morgari-via Belfiore, fu predisposto un intervento urgente di restauro, avente come oggetto la facciata principale della chiesa ed i due campanili. Unitamente al consolidamento e restauro delle facciate e dei campanili sono stati eseguiti anche consolidamenti e restauri di elementi in calcestruzzo armato.
Descrizione

La Chiesa del Sacro Cuore di Maria è stato giudicato architettonicamente un singolare esempio di stile neo-gotico. La pianta dell'edificio non segue la canonica scansione in navate, ma si genera dalla ripetizione di un modulo ottagonale schiacciato, su cui si aprono lateralmente delle piccole cappelle esagonali, tra loro collegate da spazi pentagonali. La zona presbiteriale circolare si espande verso l'esterno con un coro deambulato. L'interno è coperto da volte costolonate e decorate da gigli dorati, che poggiano su possenti pilastri polistili. Il tema dominante sia da un punto di vista architettonico che delle decorazioni, sia all'interno che all'esterno, è la ripetizione in forme sempre nuove dei due fiori simboli di Maria: il giglio e la rosa. Il grande arco centrale è suddiviso in due parti da una fascia orizzontale, dove nella parte bassa vi sono due portoni, mentre nella parte superiore vi è il grande rosone a cinque petali inscritto in una cornice circolare circondata a sua volta da finestrature, con vetri a forma di fiore a quattro petali a forma di quadrotti delimitati da cordoncini. Una cascata di colonnine unite da archetti collegano il grande arco con la trave orizzontale che unisce i due campanili e chiude in alto la facciata.
facciata principale
La facciata principale, sulla piazzetta Donatello, è dominata da un grande arco a tutto sesto, che inquadra un rosone a cinque petali, una serie di finestre quadrilobate e i due portali centrali. Il prospetto è stretto tra due campanili di pianta quadrata, ruotati di 45° gradi, che si espandono nella parte superiore in logge a bow windows con trifore lobate e una terminazione a cuspide.
facciate laterali
Anche sul fianco della chiesa e sull'abside, ornati da decorazioni bianche di gigli e rose e da versi del Magnificat, prosegue il motivo delle trifore lobate sormontate dal rosone a cinque lobi.
pianta
L’aula liturgica è caratterizzata dalla longitudinalità tipica degli impianti a schema basilicale anche se, in questo caso, la tipica suddivisione in tre navate è declinata come una sequenza di pilastri a fascio polilobati, di diversa altezza, che movimentano lo spazio dedicato alle cappelle laterali attraverso una rotazione a 45 gradi dei profili murari, delle arcate e dei costoloni delle volte. Avanzando, lateralmente si aprono sei cappelle, tre su ciascun lato. Le prime due accolgono il crocifisso sul lato destro e il fonte battesimale su quello sinistro, le due centrali sono dedicate a santa Bernadetta (sinistra) e a santa Maria Maddalena (destra) e le ultime due alla custodia eucaristica sul lato sinistro e a San Giuseppe su quello destro. Negli spazi tra le cappelle sono posizionati i confessionali in legno.
presbiterio
Giunti al cospetto dell’arco di trionfo troviamo frontalmente l’ampio presbiterio rialzato su una piattaforma di quattro gradini. Quest’ultimo raccoglie i principali poli liturgici: altare, ambone, sede del presidente e, sul dossale del vecchio altar maggiore, un’imponente statua della Madonna cui la chiesa è dedicata. Lo spazio del presbiterio è valorizzato architettonicamente dalla verticalizzazione della slanciata cupola neogotica che lo sovrasta e dallo sfondamento visivo dato dal deambulatorio absidale, sormontato da un loggione che accoglie un grandioso organo a canne.
campanili
I due campanili a pianta quadrata di uguale altezza, fiancheggiano il grande arco della facciata. Sottili fasci di colonne sugli spigoli dei campanili ne accrescono lo slancio, partendo dallo zoccolo in pietra, alla base della facciata, fino a terminare in nicchie-mensole con statue di profeti, sormontate da un baldacchino ed un elegante cuspide. Le cappelle, nella parte superiore di entrambi i campanili, aggettano con logge semicircolari su ciascuna faccia della sezione quadrata, aperte nello spazio da altre trifore sormontate da un sottile traforo che ripete il motivo della rosa a sei petali. Le due cappelle terminano in cuspidi fini e slanciate ricoperte di lastre in quarzite di Barge. Grandi mazzi di gigli e rose in rame dorato sono posti sulla sommità delle cuspidi. Il campanile di sinistra ospita nella sua cappella dieci campane, realizzate dalla fonderia Mazzola, nel 1895.
decorazioni
Oltre alla particolarità dell’impianto architettonico spicca la singolarità dell’impronta cromatica: la chiesa è infatti caratterizzata ovunque da un verde scuro dato dalla pietra del basamento che prosegue su pareti e volte in una dipintura spezzata solo dalle dorature dei decori, dei costoloni delle volte e dei capitelli.
vetrate
Le vetrate del corpo longitudinale, composte dal consueto fiore a cinque petali e da una trifora polilobata, costituiscono una prosecuzione visiva delle logge del matroneo dell'abside.
Adeguamento liturgico

presbiterio - aggiunta arredo (2011)
Posa dell'altare secondo la riforma di adeguamento liturgico. La zona presbiteriale è sopraelevata rispetto all'intera aula. La balaustra che divideva l'aula dal presbiterio è stata rimossa in sede dei lavori di adeguamento liturgico. I lavori hanno previsto la realizzazione di un nuovo altare con un blocco di marmo chiaro e lucente (marmo Chiampo). Sulla parte frontale della mensa è presente l'immagine dell'Agnus Dei. Altro elemento aggiunto è una grande croce di metallo dorato, priva del crocifisso, che rimane sullo sfondo, sospesa e visibile oltre il dossale. Il nuovo ambone è collocato sotto l’arco trionfale, in corrispondenza del grande pilastro di sinistra, ed è costituito da una grande lastra di marmo con una lieve frattura centrale in bassorilievo da cui emergono dei rami e dei fiori scolpiti. La sede del presidente della Liturgia è realizzata in acciaio corten, orientata verso l’ambone.
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