chiese italiane
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patrimonio ecclesiastico
beni culturali ecclesiastici
beni culturali della Chiesa cattolica
edilizia di culto
restauro
adeguamento liturgico
Selvino
Bergamo
chiesa
parrocchiale
Ss. Filippo e Giacomo
Parrocchia dei Santi Filippo e Giacomo Apostoli
Impianto strutturale; Pianta
altare - aggiunta arredo (1972)
1478 - 1478(costruzione intero bene); 1546 - 1560(parrocchialità carattere generale); 1568 - 1568(parrocchialità carattere generale); 1575 - 1575(parrocchialità carattere generale); 1582 - 1582(preesistenze intero bene); 1650 - 1650(parrocchialità carattere generale); 1666 - 1666(parrocchialità carattere generale); 1734 - 1784(parrocchialità carattere generale); 1756 - 1766(rifacimento intero bene); 1778 - 1781(parrocchialità carattere generale); 1791 - 1791(ampliamento intero bene); 1861 - 1861(parrocchialità carattere generale); 1861 - 1861(parrocchialità carattere generale); 1928 - 1929(ampliamento intero bene); 1929 - 1929(rifacimento sagrato); 1931 - 1931(completamento campanile)
Chiesa dei Santi Filippo e Giacomo
Tipologia e qualificazione chiesa parrocchiale
Denominazione Chiesa dei Santi Filippo e Giacomo <Selvino>
Altre denominazioni Ss. Filippo e Giacomo
Autore (ruolo)
Angelini, Luigi (progetto ampliamento chiesa con porticato (1929))
Ambito culturale (ruolo)
maestranze bergamasche (costruzione)
Notizie Storiche

1478  (costruzione intero bene)

come attestato nel registro censuale redatto sotto l’episcopato Soranzo, la chiesa dei Santi Filippo e Giacomo apostoli, venne fondata con atto del notaio Filippo de Grigis, il 30 agosto del 1478

1546 - 1560 (parrocchialità carattere generale)

Selvino risulta censita nel registro manoscritto relativo all’elenco degli giuspatronati della diocesi di Bergamo.

1568  (parrocchialità carattere generale)

rimase inserita nella pieve di Dossena, anche in seguito all’istituzione dei vicariati foranei nella diocesi, decretata dal vescovo Cornaro in occasione del II sinodo diocesano di Bergamo, in ottemperanza alle risoluzioni del primo concilio provinciale del 1565.

1575  (parrocchialità carattere generale)

tali disposizioni vennero ridefinite nel III sinodo, negli atti del quale i confini pievani di Dossena risultavano ricalcati dalla nuova circoscrizione ecclesiastica. Il 26 settembre, l’arcivescovo di Milano, Carlo Borromeo, visitando la chiesa parrocchiale dei Santi Giacomo e Filippo di Selvino, vi annotava la presenza di cinque altari. Il reddito annuo del beneficio parrocchiale era di circa 80 lire imperiali, a cui si aggiungeva il contributo della vicinia, avendo quest’ultima il diritto di giuspatronato sulla parrocchia. Era registrata la presenza di un curato mercenario, che aveva in cura circa 300 anime, di cui 250 comunicate.

1582  (preesistenze intero bene)

si ha notizia che la chiesa assai piccola venne rifabbricata assai più grande nell'anno 1582 come appariva dal millesimo scritto nella facciata di allora. ed era all'interno sostenuta da sei colonne ed aveva cinque altari

1650  (parrocchialità carattere generale)

durante la visita pastorale del vescovo Barbarigo, la parrocchia di Selvino risultava inserita nella vicaria di Dossena. Era attestata come giuspatronato della vicinia con una rendita pari a lire 200. Il clero era composto da tre sacerdoti.

1666  (parrocchialità carattere generale)

secondo quanto si desume dal sommario delle chiese della diocesi di Bergamo, redatto dal cancelliere Marenzi, la chiesa di Selvino figurava inserita nella pieve di Dossena. Aveva cinque altari e vi erano erette le scuole del Santissimo Sacramento e del Rosario. Entro i confini della parrocchia era eretto un luogo pio della Misericordia. Esistevano un oratorio dedicato a San Paolo e un altro sotto il titolo di Santa Maria della Neve. Il clero era costituito dal parroco allora vicario foraneo e da altri due sacerdoti. Costoro erano preposti alla cura di 226 parrocchiani, di cui comunicati 158.

1734 - 1784 (parrocchialità carattere generale)

nella serie degli Stati del clero della diocesi, la parrocchia di Selvino risultava sede dell’omonima circoscrizione ecclesiastica; tranne nell’anno 1734, quando risultava sottoposta al parroco di Costa Serina e nel 1784, al parroco di Almenno San Bartolomeo, in quegli anni rispettivamente vicari foranei.

1756 - 1766 (rifacimento intero bene)

venne rifabbricato il coro nel 1756. Successivamente negli anni 1765-66 fu riedificata la restante parte di chiesa

1778 - 1781 (parrocchialità carattere generale)

nella relazione fatta dal parroco di Selvino, in occasione della visita pastorale del vescovo Dolfin, si annotava che la chiesa parrocchiale aveva cinque altari. Gli oratori erano dedicati a San Rocco, Santa Maria della Neve e San Barnaba nella contrada di Salmezza. Il clero era costituito da un curato, la cui rendita era mantenuta dalla vicinia che possedeva il diritto di giuspatronato, e da altri cinque sacerdoti. I parrocchiani in cura d’anime erano in tutto 313, di cui 249 da comunione.

1791  (ampliamento intero bene)

in quest'anno ci fu un nuovo ampliamento della chiesa

1861  (parrocchialità carattere generale)

nello Stato del clero della diocesi di Bergamo, la parrocchia di Selvino intitolata ai Santi Filippo e Giacomo apostoli, aveva la cura di 479 parrocchiani. Gli oratori dipendenti risultavano essere quattro: l’oratorio di San Rocco, della Santissima Trinità, di Santa Lucia e di San Barnaba in Salmezza. Il clero era costituito dal parroco e da un coadiutore. La parrocchia era a capo dell’omonimo vicariato.

1861  (parrocchialità carattere generale)

la consacrazione della chiesa avvenne per mano del vescovo di Bergamo monsignor Speranza il 20 giugno 1861. In questo periodo venne rifatto il coro, l'innalzamento del presbiterio, le balaustre.

1928 - 1929 (ampliamento intero bene)

iniziano i lavori per l'ampliamento della chiesa. il 13 settembre 1929 vengono tolte tutte le impalcature

1929  (rifacimento sagrato)

venne realizzato il nuovo sagrato con la relativa pavimentazione

1931  (completamento campanile)

viene posato un nuovo parafulmine sul campanile della chiesa
Descrizione

la chiesa parrocchiale è orientata con l’altare ad est secondo i canoni liturgici, ed è circondata sul lato di nord, sud e ovest da un porticato realizzato dall’Ing. Angelini. I portici sono aperti all’esterno con piccoli archi in muratura sorretti sia da colonne in ceppo di Poltragno che da quattro corpi in muratura nei quali sono inserite due nicchie vuote. Al centro del portico vi è un arco di maggiore ampiezza, sempre in pietra artificiale con lesene applicate in ceppo, sormontato da timpano triangolare. La facciata vera e propria inizia sopra il tetto di copertura del portico ed è divisa in tre settori da lesene in pietra poggianti su un cordolo di basamento. Le lesene terminano con capitelli dorici sui quali corre una trabeazione completa di doppio timpano triangolare, di cui uno spezzato. Nel settore centrale è presente un rosone vetrato; ai settori laterali vi sono due nicchie con le statue dei Santi Filippo e Giacomo, a cui la chiesa è dedicata. Il portale centrale della chiesa ha contorno in pietra e conci lavorati con ai lati quattro lapidi. La chiesa presenta una prima parte che corrisponde all’ampliamento realizzato dall’Ing. Angelini; questa parte di chiesa è suddivisa da tre lesene e relative arcate, in due campate, con ai lati vani sfondati. Questa parte è coperta da una tazza ellittica. La chiesa si allarga poi in corrispondenza della chiesa vecchia dando luogo a una navata a pianta rettangolare avente agli angoli, quattro ingressi: i due posti verso la controfacciata conducono all’esterno della chiesa. I due posti verso il presbiterio fungono da ingressi alla sagrestia e al campanile. Al centro della navata vi sono a sinistra gli altari dedicati a S. Luigi e alla Madonna, mentre quelli di destra sono dedicati al S. Crocefisso e al S. Cuore. Tra il primo e il secondo altare di sinistra, è posizionato un pulpito in legno scolpito, qui la chiesa è coperta da tazza a base circolare. Il presbiterio è sopraelevato di tre gradini rispetto alla navata ed è a pianta quadrata, coperto da tazza a pianta circolare più piccola sostenuta da quattro archi. Il presbiterio si completa in un coro absidato.
Impianto strutturale
edificio in muratura continua
Pianta
chiesa a navata unica con pianta rettangolare. Il presbiterio, sopraelevato di tre gradini ed ha pianta quadrata
Adeguamento liturgico

altare - aggiunta arredo (1972)
un altare comunitario in marmo bianco realizzato dalla ditta Remuzzi su progetto dell'architetto Carlo Dezza viene posato al centro del presbiterio secondo le direttive dettate dal Concilio Vaticano II
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