chiese italiane censimento chiese edifici di culto edifici sacri beni immobili patrimonio ecclesiastico beni culturali ecclesiastici beni culturali della Chiesa cattolica edilizia di culto restauro adeguamento liturgico Sforzatica Dalmine Bergamo chiesa parrocchiale S. Andrea Parrocchia di Sant'Andrea Apostolo Impianto strutturale; Pianta; Elementi decorativi; Elementi decorativi altare - aggiunta arredo (1984) 1155 - 1155(preesistenze intero bene); 1567 - 1598(parrocchialità carattere generale); 1575 - XVII(parrocchialità carattere generale); 1694 - 1694(costruzione campanile); 1731 - 1751(costruzione intero bene); 1754 - 1754(parrocchialità carattere generale); 1794 - 1794(parrocchialità carattere generale); 1876 - 1876(rifacimento interno); 1922 - 1927(parrocchialità carattere generale); 1955 - 1955(restauro esterno)
Chiesa di Sant'Andrea
Tipologia e qualificazione
chiesa parrocchiale
Denominazione
Chiesa di Sant'Andrea <Sforzatica, Dalmine>
Altre denominazioni
S. Andrea
Ambito culturale (ruolo)
maestranze bergamasche (costruzione)
Notizie Storiche
1155 (preesistenze intero bene)
una bolla di papa Adriano IV documenta l’esistenza di una chiesa di lunghezza di 22 metri, per 8 metri di larghezza, con un campanile di forma quadrata e una sagrestia “piccola e umida”.
1567 - 1598 (parrocchialità carattere generale)
la parrocchia di Sforzatica diventa sede di Vicariato a cui fanno capo 17 parrocchie bergamasche dipendenti però dalla Diocesi milanese
1575 - XVII (parrocchialità carattere generale)
durante la visita apostolica effettuata nel 1575 dal cardinale Borromeo, e in quella successiva effettuata dal cardinale Federico Visconti, viene segnalata una posizione non conforme alle necessità liturgiche dell’altare e vengono date disposizioni riguardo al suo spostamento in posizione più idonea
1694 (costruzione campanile)
inizia la costruzione del nuovo campanile
1731 - 1751 (costruzione intero bene)
nell'anno 1731, sull'area ceduta dal Beneficio, vengono poste le fondamenta della nuova chiesa, dietro consenso dell'arcivescovo Benedetto Odescalchi e la benigna concessione e assenso del Serenissimo Principe di Venezia. Il progetto è opera del capomastro Candido Micheli da Albegno. La chiesa venne costruita grazie alle donazioni della popolazione e le sovvenzioni di alcuni possidenti. La terra per la fabbricazione dei mattoni venne tratta direttamente da un terreno prossimo al paese. La benedizione della prima pietra avvenne solo il 27 ottobre 1732 ed i lavori si protrarranno sino al 1751.
1754 (parrocchialità carattere generale)
la chiesa venne consacrata, confermando l'antico titolo di S. Andrea, il 4 aprile 1754
1794 (parrocchialità carattere generale)
passaggio dalla Diocesi di Milano alla Diocesi di Bergamo
1876 (rifacimento interno)
viene realizzato un nuovo pavimento a mosaico
1922 - 1927 (parrocchialità carattere generale)
nel 1922 avviene il distacco della parrocchia dal centro abitato di Dalmine, mentre nel 1927 si ha l'unificazione degli antichi comuni di Sforzatica, Sabbio e Mariano nel nuovo comune di Dalmine
1955 (restauro esterno)
viene restaurata la facciata principale
Descrizione
la chiesa parrocchiale di S. Andrea a Sforzatica presenta una facciata rivolta a sud-ovest, costituita da due ordini. È caratterizzata da 8 lesene, 4 nell’ordine inferiore con capitelli ionici e 4 nell’ordine superiore con capitelli compositi. L’entrata principale è incorniciata da un portale in pietra costituito da due colonne con capitelli compositi che sorreggono un timpano curvo. Le statue in arenaria di sant’Andrea, Sant’ Ambrogio e San Carlo e la Vergine Assunta tra angeli che ornano la facciata sono opera di Anton Maria Pirovano. Sotto la statua della Vergine si legge come epigrafe :”Solve Vincla Reis” (spezza le catene degli oppressi). Due palme incrociate ricordano il martirio di sant’Andrea. Al centro del secondo ordine si apre una finestra rettangolare circondata da una cornice in arenaria.
Attraverso il portale d’ingresso,dopo aver oltrepassato la bussola lignea in stile neoclassico si giunge al vano della chiesa a navata unica con pianta rettangolare, sovrastata da due cupole. La navata, più stretta nei pressi della bussola, si allarga nello svilupparsi dello spazio architettonico. Due aperture sono poste nello spazio creato da due lesene con capitelli compositi; al di sopra di queste aperture si aprono due vani incorniciati da archi a tutto sesto chiusi da una balaustra in marmo. Lungo le due pareti si aprono delle piccole cappelle attraverso degli archi a tutto sesto, posti tra le lesene della navata, dove sono collocati gli altari laterali. Le pareti laterali di queste piccole cappelle curvano leggermente verso la parete di fondo a cui è addossato l’altare ed hanno al centro dei dipinti ovali. La prima cappella a destra contiene l’altare dedicato a San Giuseppe, marmoreo nella parte bassa, sormontato da un’ancona d’altare in stucco chiaro con decorazioni in oro dove, al centro, trova posto la nicchia con la statua del santo. La prima cappella a sinistra è invece dedicata alla Vergine con un altare pressoché quasi identico a quello di San Giuseppe posto di fronte. Procedendo verso il presbiterio, dopo le prime due cappelle si trovano le due entrate laterali, rettangolari, con battenti lignei; sopra di esse si aprono due vani ad arco a tutto sesto con balaustre in marmo. In prossimità delle entrate laterali, sopra il cornicione al centro della lunetta creata dalla curvatura della volta si aprono due finestre rettangolari che illuminano, insieme a quella posta in contro facciata, l’interno della chiesa. Si trovano poi le altre due cappelle, quella di destra contenente un altare marmoreo nella parte inferiore sormontato da un’ancona d’altare in stucco che incornicia una dipinto su tela, mentre quella di sinistra contiene un altare dedicato al Sacro Cuore, altare del tutto simile a quelli delle prime due cappelle. La navata tende ora a restringersi di nuovo verso il presbiterio e in questo spazio si trovano delle aperture del tutto simili a quelle verso la contro facciata.Il presbiterio è distintamente separato dalla navata grazie all’arcata e alla sopra elevazione di tre gradini tra il piano della navata e lo stesso presbiterio. Lungo le pareti del presbiterio si trovano due cantorie gemelle, che ospitano l’organo Adeodato Bossi-Urbani, con una mostra di canne tricuspidale. Al di sopra del cornicione si aprono due finestre rettangolari. La chiesa si conclude con l’abside semicircolare, divisa in tre sezione da due lesene con capitelli compositi, dove sono collocate tre pale d’altare incorniciate da una modanatura in stucco chiaro con decorazioni in oro
Impianto strutturale
edificio in muratura continua con volte e solai di forma articolata
Pianta
chiesa a navata unica con pianta rettangolare
Elementi decorativi
l'interno della chiesa è caratterizzato da colori chiari, con decorazioni in foglia d’oro; sulle volte, ad incorniciare gli affreschi sono presenti decorazioni di gusto seicentesco formate da greche, vasi di fiori e festoni. I vetri delle finestre, essendo neutri, lasciano entrare la luce naturale del sole, rendendo l’interno molto luminoso
Elementi decorativi
delle due cupole, la maggiore, che costituisce il soffitto della chiesa, è dipinta ad affresco da Bernardino Galliari di Adorno (Biella 1707-1794) con la “Gloria del Santo Protettore”; nelle sottostanti vele sono rappresentati i quattro Evangelisti. La seconda cupola, più piccola, copre il presbiterio, e nelle vele sono rappresentate, sotto forma di putti alati, la preghiera, la fede, la speranza e la carità
Adeguamento liturgico
altare - aggiunta arredo (1984)
secondo le direttive del concilio Vaticano II, viene posizionato un altare rivolto verso il popolo. Il nuovo arredo, in marmo grigio e bronzo dorato, è opera dell'artista Pietro Cattaneo.