chiese italiane censimento chiese edifici di culto edifici sacri beni immobili patrimonio ecclesiastico beni culturali ecclesiastici beni culturali della Chiesa cattolica edilizia di culto restauro adeguamento liturgico San Giacomo Vercellese Vercelli chiesa parrocchiale San Giacomo Parrocchia di S. Giacomo Campanile; Facciata; Coperture; Struttura architettonica; Interno; Pavimenti e pavimentazioni presbiterio - aggiunta arredo (1970-1980) 1298 - 1579(preesistenze carattere generale); 1714 - XVIII(notizie storiche carattere generale); 1742 - 1742(notizie storiche carattere generale); 1743 - 1743(fondazione carattere generale); 1803 - 1805(notizie storiche carattere generale); XX - 1907(ampliamento intero bene); 1928 - 1930(notizie storiche intero bene)
Chiesa di San Giacomo
Tipologia e qualificazione
chiesa parrocchiale
Denominazione
Chiesa di San Giacomo <San Giacomo Vercellese>
Ambito culturale (ruolo)
maestranze piemontesi (costruzione)
Notizie Storiche
1298 - 1579 (preesistenze carattere generale)
nel testo "Parrocchie allo specchio" di Leto, Barale e Rosso viene scritto che: "nel gruppo principale delle Cascine di San Giacomo esisteva una chiesetta, già segnata nell'elenco delle decime del 1298 come <>. Così pure nell'elenco delle decime del 1348. [...] Nella visita pastorale del 1582 si parla del rettore della chiesa delle Cascine di San Giacomo e nella relazione della visita pastorale del 1579 è segnata come chiesa parrocchiale. Allora il parroco viveva poveramente, con occasionali offerte; anzi era serio dubbio che fosse veramente parrocchia, poiché la chiesa non aveva la dote e il parroco non aveva la congrua prescritta per il suo sostentamento."
1714 - XVIII (notizie storiche carattere generale)
giovedì 8 febbraio 1714 venne firmato il testamento del Signor Filippo Chinone, il quale istituì come erede l'altare del Santissimo Crocifisso della parrocchia di Livorno, all'epoca appartenente alla diocesi di Casale. Nel testamento, però, aggiunse la seguente frase: "ed ove col corso del tempo si facesse cura separata da questo luogo il cantone di San Giacomo fin d'ora per allora ho istituito ed istituisco erede universale la chiesa del cantone suddetto di San Giacomo, nella quale poi verranno celebrate le messe suddette a suffragio come sopra". Successivamente, in seguito a questa prima donazione, ne seguirono altre e si venne a creare una vera e propria dote per la parrocchia da istituire.
1742 (notizie storiche carattere generale)
secondo quanto è riportato da R. Orsenigo nel testo "Vercelli Sacra", nel 1742 i proprietari terrieri di San Giacomo scrissero al vescovo di Casale per chiedere di fondare una parrocchia nel loro territorio. In particolare scrissero: "L'infrascritti Capi di casa del cantone San Giacomo, fini di Livorno, rappresentano a V.S. Ill.ma e Rev.ma ritrovarsi quel cantone longi dalla parrocchiale ben per due miglia circa, di guisa tale che ne' tempi d'inverno e piovosi viene loro di grandissimo incomodo e pregiudizio lo portasi alla parrocchiale per ricevere li Santissimi Sacramenti. Anzi il pregiudizio è tant'oltre, che diverse persone sono perite senza poterne ricevere i Santissimi Sacramenti [...]. Codesti inconvenienti spingono gli Oranti ad implorare l'erezione in parrocchia della chiesa esistente in detto cantone sotto gli auspici di San Giacomo affinché colla vicinanza d'un parroco, ed erezione di fonte battesimale possano ricevere quelle anime i Santissimi Sacramenti."
1743 (fondazione carattere generale)
il 12 ottobre 1743 il vescovo di Casale decretò la fondazione della parrocchia di San Giacomo, concedendo al parroco il titolo di "arciprete". Inoltre, stabilì che ad ogni vacanza la nomina dell'arciprete sarà di competenza del prevosto pro tempore di Livorno, il quale dovrà scegliere tra una lista di tre candidati proposti dagli amministratori (priore, vicepriore e tesoriere) della chiesa parrocchiale di San Giacomo.
1803 - 1805 (notizie storiche carattere generale)
la parrocchia, inizialmente appartenente alla diocesi di Casale, venne assegnata alla diocesi di Vercelli nel 1805, in seguito alla nuova circoscrizione delle diocesi ordinata da Pio VII con bolla papale data 1 giugno 1803.
XX - 1907 (ampliamento intero bene)
nel testo "Parrocchie allo specchio" di Leto, Barale e Rosso viene scritto che fu ampliata, rinnovata e successivamente consacrata dall'arcivescovo Teodoro Valfrè di Bonzo nel 1907.
1928 - 1930 (notizie storiche intero bene)
nel "Questionario per le Parrocchie sui Beni Immobili", firmato il data 20 maggio 1930 dall'arciprete di San Giacomo, viene scritto che non si conosce la data di edificazione della chiesa, ma che solamente il 12 ottobre 1743 venne proclamata parrocchia. Inoltre, viene constatato che la chiesa soddisfa i bisogni della popolazione, ma che lo stato di conservazione non risulta ottimale e che pertanto è previsto un intervento per migliorare la statica dell'edificio. L'ultima riparazione, invece, venne effettuata nel mese di luglio del 1928, su iniziativa del Comune, ed interessò la volta della chiesa.
Descrizione
la chiesa parrocchiale di San Giacomo si trova al centro dell'omonimo paese e presenta un impianto planimetrico che si sviluppa lungo l'asse Nord-Est/Sud-Ovest. La facciata, orientata verso Nord-Est, si affaccia su un'ampia piazza pedonale ed è confinante con un fabbricato che si estende perpendicolarmente all'asse longitudinale della chiesa. La facciata della chiesa ed il fabbricato si trovano sullo stesso piano rispetto alla strada prospiciente, ma la facciata della chiesa presenta un pronao colonnato, avanzato rispetto al corpo di fabbrica e rialzato da tre gradoni. Il pronao frontalmente è composto da sei colonne di pietra, mentre lateralmente da due colonne ed una semicolonna. Le colonne sorreggono una trabeazione, con architrave in pietra e fregio tinteggiato di rosa, al di sopra della quale si innesta il timpano. La facciata dell'edificio, tinteggiata di rosa e caratterizzata da una finitura superficiale a righe orizzontali, si presenta sobria e semplice. Dal pronao si accede all'interno dell'edificio mediante il portone ligneo, mentre nella porzione superiore della facciata vi sono collocate due piccole finestre con arco superiore a tutto sesto, tra le quali vi è una decorazione a centina. La facciata termina con una fascia decorativa con triglifi, in corrispondenza delle mensole dello sporto della copertura soprastante, e metope. Oltre lo sporto della copertura, la facciata termina con un basso frontone a gradoni: sui due laterali vi sono collocati quattro vasi ornamentali, uno per gradone, due a destra e due a sinistra, mentre sul gradone centrale vi è fissata una croce in ferro. Il campanile, a base quadrata, è collocato a destra della facciata, e presenta sei scansioni orizzontali evidenziate dalle cornici marcapiano. Negli angoli vi sono pilastri angolari, intonacati e tinteggiati di grigio, che si differiscono dalle pareti verticali tinteggiate di rosa. Nell'ultima scansione superiore è collocata la cella campanaria, ad un solo fornice a tutto sesto per lato, mentre al livello inferiore è collocato l'orologio con i numeri romani. Nella parte inferiore del campanile vi sono finestre a feritoia. L'interno della chiesa si presenta a tre navate. La navata maggiore è delimitata da pilastroni che sorreggono la trabeazione sulla quale si imposta la volta a botte unghiata che sovrasta la medesima, mentre le navate laterali sono coperte da volte ribassate. Lungo le pareti laterali vi sono finestre semicircolari. Al termine della navata centrale vi sono tre gradini che, insieme ad una balaustra in marmo, separano l'aula dal presbiterio. Al termine delle navate laterali, invece, vi sono due altari in marmi policromi. Sopra l'altare di destra, a parete, è presente una nicchia contenente una statua rappresentante una Madonna con Bambino, mentre sopra l'altare di sinistra vi è appeso un dipinto. In controfacciata vi è collocata una pregevole cantoria lignea con organo. Le cromie dominanti all'interno della chiesa sono quelle dei colori pastello, in particolare sui toni del verde, dell'azzurro-grigio, del rosa e del beige. La pavimentazione dell'aula della chiesa è realizzata in graniglia, con piastrelle dalle cromie prevalentemente beige.
Campanile
il campanile, a base quadrata, è collocato a destra della facciata, e presenta sei scansioni orizzontali evidenziate dalle cornici marcapiano. Negli angoli vi sono pilastri angolari, intonacati e tinteggiati di grigio, che si differiscono dalle pareti verticali tinteggiate di rosa. Nell'ultima scansione superiore è collocata la cella campanaria, ad un solo fornice a tutto sesto per lato, mentre al livello inferiore è collocato l'orologio con i numeri romani. Nel livello inferiore vi è una decorazione realizzata con due linee spezzate speculari, rette in corrispondenza dei pilastri angolari e semicircolari in corrispondenza delle pareti verticali, che compongono un motivo ad ovale su ogni facciata. Nella parte inferiore del campanile vi sono finestre a feritoia, di ampiezza crescente salendo di livello. La copertura è realizzata in coppi su orditura lignea.
Facciata
la facciata della chiesa è orientata verso Nord-Est e si affaccia su un'ampia piazza pedonale. Confina con un altro fabbricato, il quale si estende perpendicolarmente all'asse longitudinale della chiesa. La facciata ed il fabbricato si trovano sullo stesso piano rispetto alla strada prospiciente, ma la facciata della chiesa presenta un pronao colonnato, avanzato rispetto al corpo di fabbrica e rialzato da tre gradoni. Il pronao frontalmente è composto da sei colonne di pietra, mentre lateralmente da due colonne ed una semicolonna. Le colonne, aventi basi e capitelli molto semplici, sorreggono una trabeazione, con architrave in pietra e fregio tinteggiato di rosa, al di sopra della quale si innesta il timpano. Il timpano è caratterizzato da un'importante e vistosa decorazione in stucco, rappresentante simboli cristiani e motivi floreali, al di sotto della quale vi è riportata la scritta "DOM". La facciata dell'edificio, tinteggiata di rosa e caratterizzata da una finitura superficiale a righe orizzontali incise nell'intonaco, si presenta sobria e semplice. Dal pronao si accede all'interno dell'edificio mediante il portone ligneo, mentre nella porzione superiore della facciata vi sono collocate due piccole finestre con arco superiore a tutto sesto, una a destra ed una a sinistra, tra le quali vi è una decorazione a centina. La facciata termina con una fascia decorata con triglifi, in corrispondenza delle mensole dello sporto della copertura soprastante, e metope raffiguranti simboli cristiani. Oltre lo sporto della copertura, la facciata termina con un basso frontone a gradoni, anch'esso intonacato e tinteggiato di rosa: sui due gradoni laterali vi sono collocati quattro vasi ornamentali, uno per gradone, due a destra e due a sinistra, mentre sul gradone centrale vi è ancorata una croce in ferro.
Coperture
la copertura dell'edificio è realizzata con un manto di copertura in coppi su orditura lignea, a due falde lungo l'aula della chiesa e a ventaglio per la copertura del coro.
Struttura architettonica
l'edificio è realizzato in muratura portante in laterizio pieno.
Interno
l'interno della chiesa si presenta a tre navate. La navata maggiore è delimitata da pilastroni che sorreggono la trabeazione sulla quale si imposta la volta a botte unghiata che sovrasta la medesima, mentre le navate laterali sono coperte da volte ribassate. Lungo le pareti laterali vi sono finestre semicircolari. Al termine della navata centrale vi sono tre gradini che, insieme ad una balaustra in marmo, separano l'aula dal presbiterio. Al termine delle navate laterali, invece, vi sono due altari in marmi policromi. Sopra l'altare di destra, a parete, è presente una nicchia contenente una statua rappresentante una Madonna con Bambino, mentre sopra l'altare di sinistra vi è appeso un dipinto. In controfacciata vi è collocata una pregevole cantoria lignea con organo. Le cromie dominanti all'interno della chiesa sono quelle dei colori pastello, in particolare sui toni del verde, dell'azzurro-grigio, del rosa e del beige.
Pavimenti e pavimentazioni
la pavimentazione dell'aula della chiesa è realizzata in graniglia, con piastrelle dalle cromie prevalentemente beige.
Adeguamento liturgico
presbiterio - aggiunta arredo (1970-1980)
la mensa è collocata al centro del presbiterio e l'ambone sulla sinistra.