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Sant'Agata sui due Golfi
Massa Lubrense
Sorrento - Castellammare di Stabia
chiesa
parrocchiale
Sant'Agata
Parrocchia di Sant'Agata
Struttura; Pianta; Coperture; Coperture; Pavimenti e pavimentazioni; campanile; Elementi decorativi; Elementi decorativi; Elementi decorativi
altare - aggiunta arredo (1975); ambone - aggiunta arredo (1975)
1475 - 1475(preesistenze primo impianto); 1566 - 1566(costituzione primo impianto); 1625 - 1625(costruzione intero bene); 1798 - 1822(passaggio di proprietà intero bene); 1969 - 1969(passaggio di proprietà intero bene); 2005 - 2005(ristrutturazione intero bene)
Chiesa di Sant'Agata
Tipologia e qualificazione chiesa parrocchiale
Denominazione Chiesa di Sant'Agata <Sant'Agata sui due Golfi, Massa Lubrense>
Ambito culturale (ruolo)
maestranze campane (costruzione primo impianto)
Notizie Storiche

1475  (preesistenze primo impianto)

La prima chiesa risale al 1475 sotto il titolo di Casafestina, dal nome di Marcantonio Festinese, che la fece costruire per voto alla Madonna.

1566  (costituzione primo impianto)

Mons. Andrea Belloni, vescovo di Massa Lubrense, nel 1566 la elevò in Parrocchia.

1625  (costruzione intero bene)

Rifatta nell'attuale forma a navata unica ed a croce latina, con volta e cupola, fu consacrata da Mons. Maurizio Centino, Vescovo di Massa Lubrense, il 21.12.1625. Una lapide marmorea, all'ingresso e a sinistra della chiesa, ne tramanda il ricordo.

1798 - 1822 (passaggio di proprietà intero bene)

La chiesa fu sempre libera da collazione, ma nell'anno 1798 con Reale Rescritto e con altro sovrano decreto del 29 maggio 1822 fu dichiarato di regio Patronato.

1969  (passaggio di proprietà intero bene)

Con decreto vescovile la chiesa ed i locali di ministero furono trasferiti all'Ente Parrocchia il 6 ottobre 1969.

2005  (ristrutturazione intero bene)

Su progetto dell'arch. Maurizio Schiazzano furono eseguiti lavori di manutenzione straordinaria e realizzazione di sottotetto a parziale copertura del fabbricato della canonica e del centro parrocchiale.
Descrizione

Sant'Agata sui Due Golfi è la maggiore frazione di Massa Lubrense e deve il suo nome alla posizione unica in cui si trova: fra i golfi di Napoli e di Salerno. L'aspetto esteriore di questa chiesa è quasi come tutte quelle dei villaggi: la facciata è intonacata con finitura in color giallo paglierino con elementi in pietra locale; alla sua destra presenta il campanile con al centro un orologio maiolicato. La pianta è costruita a croce latina ad una sola navata con volta e cupola sulla crociera. Opera pregevole è senz'altro l'altare maggiore, lavoro di commesso in pietre dure, vaga espressione dell'arte fiorentina del XVI secolo.
Struttura
La struttura è in muratura di tufo e pietrame.
Pianta
Molto ampia e di corretta architettura la chiesa è costruita a croce latina ad una sola navata. La navata ha tre cappelle per ciascun lato. La prima, a destra, conserva la statua d'argento di S. Agata, protettrice della frazione omonima.
Coperture
Il tetto presenta una struttura in legno ricoperto da manto di tegole in laterizio: a due falde sulla navata e a spicchi sulla cupola.
Coperture
Il soffitto della navata è a volta, con decori e cornici di stucco di colore bianco su fondo rosa antico. Sulla crociera vi è una cupola anch'essa decorata con stucchi.
Pavimenti e pavimentazioni
La pavimentazione è in lastre di marmo scuro miste a pavimentazione in marmettoni di graniglia.
campanile
Al lato destro della chiesa si eleva il campanile, a tre ordini su pianta quadrata, è dotato di due campane ed al centro di un orologio maiolicato.
Elementi decorativi
In chiesa vi è un organo monumentale sulla cantoria, un pulpito in marmo e nove sepolture delle quali quattro patronate ed una dei preti dietro l'altare maggiore. Sulla destra entrando il fonte battesimale in marmo e legno è coperto da un baldacchino.
Elementi decorativi
Nel lato dell'Epistola vi è il sepolcro di Giovan Battista Perrella, uno dei fondatori della chiesa. Un crocifisso spicca in un trono corinzio al di sopra dell'altare. Quest'ultimo è senz'altro l'opera più pregevole: lavoro di commesso in pietre dure, vaga espressione dell'arte fiorentina del XVI secolo. Oltre al gran valore di pietre, come le agate, le corniole, i lapislazuli, di cui tutto l'altare è composto, è pure grandissimo il pregio artistico di esso per la purezza e la corretezza del disegno, in cui si ammirano ornati con fiori e volute del più bel Rinascimento. Questo altare fu portato a Napoli fin dal tempo dei Medici ed attribuito allo scultore napoletano Dionisio Lazzari.
Elementi decorativi
L'aspetto esteriore di questa chiesa è quasi come tutte quelle dei villaggi: la facciata è intonacata con finitura in color giallo paglierino con elementi in pietra locale. Sul portone un'immagine della Madonna in maioliche sottende ad una finestra ovale con vetri policromi.
Adeguamento liturgico

altare - aggiunta arredo (1975)
La mensa è situata al centro del presbiterio ed è in legno intagliato e dorato.
ambone - aggiunta arredo (1975)
L'ambone è un leggio in legno intagliato e dorato.
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