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Paganica
L'Aquila
L'Aquila
chiesa
sussidiaria
Santa Maria del Presepe
Parrocchia di Santa Maria Assunta
Facciata; Impianto strutturale
nessuno
1605 - 1605(costruzione intero bene); 2009 - 2023(danni sisma 2009 intero bene)
Chiesa di Santa Maria del Presepe
Tipologia e qualificazione chiesa sussidiaria
Denominazione Chiesa di Santa Maria del Presepe <Paganica, L'Aquila>
Altre denominazioni Chiesa di San Giovanni al Castello
Chiesa di Santa Maria del Presepe (detta del Castello)
Ambito culturale (ruolo)
maestranze abruzzesi (costruzione)
Notizie Storiche

1605  (costruzione intero bene)

Innalzata nel 1605 sulla sommità del colle sopra l'antica cappella del castello andato in rovina

2009 - 2023 (danni sisma 2009 intero bene)

La chiesa ha subito importanti danni a causa del sisma del 2009 con crolli che ne hanno compromesso la staticità. Inagibile (2023)
Descrizione

Innalzata nel 1605 sulla sommità castellata del borgo, dal paganichese vescovo dell'Aquila Giuseppe de Rubeis allo scopo, poi svanito, di costituirla la seconda parrocchia di Paganica, è una grandiosa fabbrica a corpo longitudinale innestato a corpo traverso sporgente e più alto, con aggetto a semi ottagono della volumetria absidale. Tessiture murarie in pietrame su cui vistosamente risalta la gentile pietra lavorata dei cantonali, delle sagomature delle luci quadrangolari, del campanile a vela sul braccio sinistro del transetto, dalle ricche mostre dei due ornatissimi portali laterali, e specialmente del disegno luminoso e sereno della levigata fronte quadrangolare a due ordini, con inedito portale timpanato tra colonne su trilobati e, sopra la cornice fascia marcapiano, con oculo modanato entro riquadratura orecchiata. Vasto interno lineare ad organizzazione spaziale a croce commissa: navata longitudinale spalancata, tramite l'arcone trionfale cerniera, in pietra lavorata in altra più ampia elevata e luminosa navata traversa, il tutto sotto capanne lignee apparenti come grande spazio coperto. Sulle inerti pareti si distribuiscono in modo episodico e difforme, altari, nicchie e monumenti scultorei di diversa forma, epoca e dimensione come ad esempio il tabernacolo pensile in pietra di forma tardogotiche al lato dell'altare maggiore e la tomba del vescovo De Rubeis dall'altro lato. L'attenzione spaziale è attratta dal cospicuo movimentato retablo barocco seicentesco in legno intagliato e dorato dell'altar Maggiore, scenografica macchina a più piani di colonne tortili reazioni e fregi evidentemente collegata alla analoga composizione lignea nel 1609 1611 di Santa Giusta in città che, se occulta il retrostante incavo absidale ottagono, In compenso impedisce coloristicamente e praticamente la altrimenti vasta nuda spazialità. Lo sconosciuto architetto 1605 del De Rubeis non fece altro che riprendere migliorando sia in luce che in funzionalità la pura e semplice tipologia medievale per l'impianto chiesastico locale, segnatamente quella di Santa Maria di Paganica in città.
Facciata
tutta in pietra da taglio con le lesene angolari che inquadrano la facciata a coronamento orizzontale divisa in due riquadri orizzontali da una alta e semplice cornice marcapiano. Nella parte inferiore domina il portale inquadrato da colonne composite su piedistallo con motivo a losanga che sostengono il timpano triangolare con angelo alato attraverso dadi di rialzo. Una doppia cornice di trabeazione decorata con motivi floreali è sovrapposta a quella più semplice del portale. la parte superiore è caratterizzata dal oculo centrale inquadrato da una cornice in pietra quadrata. La parte sommitale è conclusa da una alta cornice riccamente decorata
Impianto strutturale
chiesa aula unica con transetto poco sporgente in muratura continua con copertura lignea a capriate
Adeguamento liturgico

nessuno
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