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Chiesanuova
Prato
Prato
chiesa
parrocchiale
S. Maria dell'Umiltà
Parrocchia di Santa Maria dell'Umiltà a Chiesanuova
Esterno della chiesa; Portale; Interno della chiesa; Vetrate; Presbiterio; Altare maggiore
altare - aggiunta arredo (1975)
1731 - 1916(committenza intero bene); 1735 - 1964(committenza compagnia); 1760 - 1851(costruzione Tabernacolo); 1962 - 1962(costruzione campanile)
Chiesa di Santa Maria dell'Umiltà
Tipologia e qualificazione chiesa parrocchiale
Denominazione Chiesa di Santa Maria dell'Umiltà <Chiesanuova, Prato>
Altre denominazioni Chiesa di Santa Maria dell'Umiltà a Chiesanuova
S. Maria dell'Umiltà
Autore (ruolo)
Bardazzi, Silvestro (progettista del campanile)
Ambito culturale (ruolo)
maestranze pratesi (costruzione)
maestranze pratesi (costruzione del campanile)
Notizie Storiche

1731 - 1916 (committenza intero bene)

La zona di Chiesanuova ebbe questa denominazione dopo che Colombino Bassi, vescovo di Pistoia e suo malgrado di Prato (dal 1715 al 1732), istituì nel 1731 la nuova parrocchia di Maliseti, facendovi costruire una chiesa, la cui emblematica dedicazione a Santa Concordia voleva alludere ad un'auspicata pace tra le due città e diocesi. In realtà il vescovo tolse alla parrocchia della Cattedrale di Prato questo vasto territorio extra urbano, e lo sottopose alla diocesi di Pistoia. La chiesa, poi detta Santa Maria dell'Umiltà a Chiesanuova, con il suo territorio, per decreto della Sacra Congregazione Concistoriale del 3 settembre 1916, fu annessa alla Diocesi di Prato.

1735 - 1964 (committenza compagnia)

La Compagnia di San Giuseppe, costruita accosto alla chiesa e attiva dal 1735, nel 1912 fu trasformata in sezione dell’Arciconfraternita della Misericordia di Prato. Quando nel 1964 la Misericordia costruì una nuova sede, la parrocchia rientrò in possesso dello spazio della Compagnia e lo collegò, tramite due ampie aperture, all’aula della chiesa per le esigenze del notevole incremento della popolazione.

1760 - 1851 (costruzione Tabernacolo)

Di fronte alla chiesa, proprio per ribadire il collegamento della zona con la diocesi pratese, venne eretto nella seconda metà del Settecento un tabernacolo a edicola timpanata nella cui nicchia è una tempera con l'Assunta che dà la Cintola a san Tommaso, opera di un pittore locale. A Chiesanuova è il camposanto comunale: costruito nel 1837-1840 su progetto di Filippo Morghen, nel territorio della diocesi di Pistoia, comportò una lunga vertenza con la diocesi di Prato, tanto che fu possibile benedire il cimitero solo nel 1851.

1962  (costruzione campanile)

Il campanile a torre, con spigoli a bozzette di alberese e cella forata da quattro monofore allungate allato della chiesa fu realizzato nel 1962, allato della chiesa, su disegno dell’architetto Silvestro Bardazzi.
Descrizione

La chiesa di Santa Maria dell’Umiltà a Chiesanuova fu costruita tra il 1730 e il 1750 per la nuova parrocchia istituita da vescovo di Pistoia e Prato, Colombino Bassi. Di struttura modesta, conserva un piacevole presbiterio settecentesco introdotto da una serliana, e un recente portale bronzeo, del 1999, di Massimo Lippi.
Esterno della chiesa
La chiesa ha una semplice struttura parallelepipeda con tetto a capanna. La facciata ha portale sormontato da una finestra circolare, motivo che si ripete anche nella piccola compagnia accostata al lato sinistro della chiesa. Dietro la compagnia (con tre finestrine centinate, sul fianco) è un campanile a torre (XX secolo) con spigoli a bozzette di alberese e cella forata da quattro monofore allungate.
Portale
Il portale in bronzo della chiesa (Porta del grande Giubileo), opera del senese Massimo Lippi inaugurato nel Natale 1999, richiama al cammino del popolo di Dio verso la salvezza. In un tumulto di materia sofferente si suggerisce la croce e il fuoco dello Spirito, e i due eventi estremi: la cacciata dal Paradiso dopo il peccato e la redenzione con l'Incarnazione nel grembo di Maria. Le scene sono raffigurate nella semisfera convessa e nella concava.
Interno della chiesa
All'interno la chiesa ha copertura a capriate lignee e pareti intonacate forate da tre monofore ed è stata collegata tramite due ampi arconi con la ex compagnia di San Giuseppe per sopperire alle esigenze del notevole incremento della popolazione.
Vetrate
Le vetrate della chiesa sono opera di Bruno Masini di Firenze (1954).
Presbiterio
La zona presbiteriale conserva una piacevole sistemazione settecentesca: una sorta di serliana formata da due colonne ioniche, con fusto a finto marmo grigio, sostiene l'arco trionfale e due frammenti di trabeazione, che poggiano ai lati su lesene; la copertura è a volterrane, incongruamente stonacate, mentre sui lati due finestre circolari vetrate illuminano il presbiterio. Il presbiterio subì alcune modifiche nel 1925 con la costruzione del nuovo coro su progetto del pratese Antimo Gini.
Altare maggiore
Sopra l'altar maggiore, con mensa poggiante su due eleganti mensole a voluta (1756), sono un dipinto della metà del XX secolo, di Elena Pasquetti, con una Madonna dell'Umiltà, e un discreto Crocifisso ligneo del primo Novecento.
Adeguamento liturgico

altare - aggiunta arredo (1975)
Al centro del presbiterio è stato aggiunto un altare mobile in ferro battuto per la celebrazione della messa verso il popolo
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