chiese italiane censimento chiese edifici di culto edifici sacri beni immobili patrimonio ecclesiastico beni culturali ecclesiastici beni culturali della Chiesa cattolica edilizia di culto restauro adeguamento liturgico Asti Asti chiesa parrocchiale Santa Maria Assunta Parrocchia di S. Maria Assunta Pianta; Facciata; Impianto strutturale presbiterio e navata centrale - intervento strutturale (1984-1988); presbiterio e navata centrale - aggiunta arredo (1984-1988) IV - XI(preesistenze intorno); XI - XI(preesistenze intero bene); XII - XII(preesistenze intero bene); 1266 - 1290(ricostruzione campanile); 1300 - 1394(costruzione Portico Pelletta); 1309 - 1348(costruzione intero bene); 1348 - 1354(costruzione intero bene); 1476 - 1516(costruzione intero bene); 1477 - 1477(completamento coro); 1480 - 1480(modifiche facciata); 1589 - 1589(costruzione cappella dell'Epifania); 1676 - 1676(costruzione cappella dei Santi Secondo e Teobaldo); 1693 - 1696(ristrutturazione area presbiteriale); 1709 - 1709(ricostruzione cappella dell'Epifania); 1711 - 1712(modifiche intero bene); 1732 - 1769(costruzione altare maggiore); 1764 - 1769(prolungamento intero bene); 1764 - 1769(prolungamento intero bene ); 1768 - 1769(decorazione absidi); 1768 - 1771(modifiche coro); 1768 - 1891(costruzione organi); 1783 - 1920(modifiche pavimentazioni); 1784 - 1784(arredi sala capitolare); 1823 - 1850 (?)(modifiche locali accessori); 1892 - 1928(restauro intero bene); 1976 - 1995(restauro intero bene); 1999 - 2008(restauro organi); 2002 - 2017(restauro intero bene); 2018 - 2020(restauro intero bene); 2021 - 2023(restauro intero bene)
Cattedrale di Santa Maria Assunta
Tipologia e qualificazione
chiesa parrocchiale
Denominazione
Cattedrale di Santa Maria Assunta <Asti>
Ambito culturale (ruolo)
maestranze piemontesi (costruzione)
Notizie Storiche
IV - XI (preesistenze intorno)
Presenza, nella seconda metà del IV secolo, di una consistente comunità cristiana, che nella prima metà del V secolo godeva della presenza di un vescovo titolare e dell'esistenza, come per molte città dell'Italia settentrionale, di un gruppo episcopale con una doppia cattedrale. Il complesso episcopale astigiano era composto dalla chiesa di S. Giovanni Battista a nord, edificio sorto sul substrato tardo romano, anzi su di una “domus” che potrebbe anche essere la domus ecclesiae, e dalla chiesa di Santa Maria a sud; le due chiese erano collegate probabilmente da un quadriportico con al centro un edificio a pianta centrale, il battistero. Sulla chiesa di Santa Maria con molta probabilità nacque l’attuale Cattedrale a seguito del diffondersi del culto alla Madonna.
XI (preesistenze intero bene)
Ricostruzione della primitiva Cattedrale di Santa Maria sul finire del secolo. Nel 1095 consacrazione, in data 1 luglio, della nuova Cattedrale ad opera di Papa Urbano II, di passaggio ad Asti e di ritorno da Clermont per predicare la prima crociata, all’epoca del vescovo Ottone III.
XII (preesistenze intero bene)
Risistemazione, nella seconda metà del secolo, del presbiterio dovuta assai probabilmente al vescovo Guglielmo di Cabriano (1173-1191 nominato arcivescovo di Ravenna): la cripta viene abbandonata, l’intera area presbiteriale viene coperta da una pavimentazione a mosaico.
1266 - 1290 (ricostruzione campanile)
Lavori di ricostruzione del campanile nel 1266 a seguito dei quali si verificano dissesti statici nel settore absidale, che nel lungo periodo portano alla distruzione e ricostruzione della truina (abside) e a interventi di ristrutturazione della cattedrale romanica, che danno poi origine all’edificio attuale, in stile gotico. Tra il 1280 e il 1290 la Cattedrale subisce una ristrutturazione, contemporaneamente al rinnovamento edilizio della Città: gli elementi più antichi dell’intero apparato scultoreo del corpo gotico del sacro edificio, situati sul portale maggiore della facciata occidentale, appaiono databili a questo periodo.
1300 - 1394 (costruzione Portico Pelletta)
Realizzazione tra il 1300 e il 1320 del portico Pelletta nel prospetto sud, dal nome della famiglia committente, come dimostra lo stemma sulla chiave di volta. L’esecuzione del ciclo scultoreo è ascrivibile a maestranza di cultura francesizzante. Nel 1394 circa nella volta interna del Portico vengono realizzati affreschi raffiguranti l’Annunciazione, il Cristo di Pietà e gli stemmi riferibili all’antipapa Benedetto XIII.
1309 - 1348 (costruzione intero bene)
Posa in data 10 giugno 1309 dei lavori di ricostruzione di una parte dell’edificio crollato, forse la volta dell’abside (truina), lavori ad opera del vescovo Guido di Valperga (1295–1327). Nel 1323 si registra il cedimento della navata settentrionale: il Capitolo apre il cantiere e i primi lavori sono affidati a certi “magistri muratores principales Antonius Neucotus et Macarius”, come è scritto nel calendario dell’Archivio Capitolare degli anni 1313-1323. Il crollo della navata è anche descritto nel Memoriale di Guglielmo Ventrura (c. 111). L'anno 1327 (?) segna l'inizio della vera e propria costruzione dell’attuale edificio sotto la reggenza del vescovo francese Arnaldo de Rosette (1327–1348), il cui stemma episcopale compare sui capitelli dei pilastri della navata centrale.
1348 - 1354 (costruzione intero bene)
Alla morte del Vescovo de Rosette la chiesa risulta ultimata sino alla cupola e al transetto destro (cappella dei Santi Biagi e Girolamo); mancano ancora il transetto sinistro e soprattutto la definizione dell’area presbiteriale non ricostruita, in quanto rifatta da poco dopo il crollo del 1309. Nel 1350 viene costruita, nella navata settentrionale, la cappella del transetto sinistro dedicata alla SS. Trinità e ora intitolata a S. Francesco di Sales, intervento ad opera del Capitolo della Cattedrale con l’aiuto della famiglia De Buneis. Alla conclusione dell'episcopato del Vescovo Malabaila (1348-1354) la costruzione della Cattedrale è quasi completa, comprensiva dei lavori del presbiterio e della cappella dell’Epifania (ora della Madonna Grande) in capo alla navata settentrionale. Il vescovo è raffigurato da Giovanni Chiela in un bassorilievo incastonato nel pilastro di fronte al pulpito.
1476 - 1516 (costruzione intero bene)
Costruzione della cappella dell’Ascensione in capo alla navata meridionale (oggi cappella della Madonnina) su iniziativa del vescovo Vasino Malabaila (1473–1476) a partire dal 1476 e conclusione ad opera del nipote Alessandro Malabaila nel 1502. Tra il 1502 e il 1516 vengono collocate pale d'altare per gli altari delle cappelle eseguite da Gandolfino da Roreto.
1477 (completamento coro)
Collocazione degli stalli del coro realizzati da Baldino Di Surso (documentato tra il 1449 e il 1478); attualmente gli stalli sono collocati nel Museo diocesano di San Giovanni.
1480 (modifiche facciata)
Registrazione di pagamenti per alcuni lavori alla facciata, circoscritti alla parte inferiore, comprendente i tre portali; la facciata è ripartita da una sequenza di nicchie archiacute trilobate cieche che collegano i portali strombati, ricchi di importanti interventi scultorei e lapidei che rappresentano il giudizio universale, l’incoronazione della Vergine, S. Andrea e S. Paolo.
1589 (costruzione cappella dell'Epifania)
Concessione del Capitolo a Domenico Belli per costruire la cappella dell’Epifania (ora Madonna Grande) come sepolcreto per la famiglia. Il padre Pierino Belli era morto il 31 dicembre 1575 come si legge nella lapide sulla parete destra della cappella. Committenza di Domenico è anche il dipinto Adorazione dei Magi opera di Francesco Bassano, ca. 1584, oggi sull’altare della sacrestia dei Canonici.
1676 (costruzione cappella dei Santi Secondo e Teobaldo)
Costruzione, nella navata settentrionale, della cappella dei Santi Secondo e Teobaldo su commissione del conte Secondo Ludovico Zoia. Sopra l’altare è collocato il dipinto, opera di Salvatore Bianchi, raffigurante la Madonna con Gesù Bambino con San Teobaldo e San Secondo.
1693 - 1696 (ristrutturazione area presbiteriale)
Ristrutturazione dell’area presbiteriale durante la reggenza del vescovo Innocenzo Milliavacca (1693–1714). I lavori di muratura terminano nel 1696 come riporta la lapide ora collocata nell’antisacrestia ma in origine nell’antico presbiterio.
1709 (ricostruzione cappella dell'Epifania)
Ricostruzione della cappella dell’Epifania per volontà del vescovo Milliavacca: si realizza l’altare e la statua della Beata Vergine Maria commissionata all’orafo Giovanni Tommaso Groppa.
1711 - 1712 (modifiche intero bene)
Serie di interventi comprensivi della realizzazione di decorazione ad affresco nelle navate; pareti e volte sono affidati, dal vescovo Milliavacca, ai pittori Francesco Fabbrica (autore delle figure) e Giovanni Battista Rocca (autore delle architetture in prospettiva). Vengono realizzati: il pavimento in marmo nel presbiterio e in mattoni nel resto della chiesa; il sepolcro dei canonici; il cornu evangelii dell’altar maggiore; l’accesso al sotterraneo mediante scala in cotto realizzato sotto il letturile.
1732 - 1769 (costruzione altare maggiore)
Affidamento del Capitolo all’architetto Benedetto Alfieri (1699-1767) del disegno dell’altare maggiore. Si tratta di un’impresa a cui hanno partecipato numerosi “marmorari”, maestranze non cittadine verosimilmente lombarde, e tre importanti botteghe astigiane (Groppa, Rista, Bonzanigo). L’altezza attuale dell’altare non corrisponde più a quella progettata dall’architetto Alfieri; su parere favorevole dei pittori Carlo Carloni e Gaetano Perego fu alzato di un gradino e per questo riconsacrato nel 1769; l’intervento fu necessario per inserire l’altare con più coerenza nel nuovo fondale progettato da Bernardo Vittone; prima facevano da sfondo l’antica abside quadrata con gli stalli quattrocenteschi del De Surso e gli affreschi fatti eseguire dal vescovo Milliavacca nel coro.
1764 - 1769 (prolungamento intero bene)
Prolungamento della Cattedrale a spese del Capitolo, sotto il vescovato di mons. Paolo Maurizio Caissotti (1762–1786), mediante la costruzione di un nuovo corpo poligonale absidale. Il progetto è di Bernardo Antonio Vittone. Il cantiere è seguito dall’architetto e ingegnere Giovanni Peruzzi e comprende: la sostituzione del pavimento dell’abside; il trasferimento dell’altare maggiore dal vecchio presbiterio al nuovo su un rialzo di cinque gradini; la costruzione di un nuovo coro, servendosi dell’aula capitolare adiacente del coro vecchio. Le volte delle due cappelle laterali dell’altare maggiore, fatte costruire l’una (cappella dell’Epifania) da mons. Migliavacca e l’altra (cappella della Ascensione da cui viene rimosso il gruppo in terracotta del Compianto) dal conte Alessandro Malabaila, vengono portate alla stessa quota della volta dell’abside.
1764 - 1769 (prolungamento intero bene )
I lavori eseguiti sono stati i seguenti: demolizione dei muri laterali del vecchio presbiterio e del vecchio coro per aprirvi quattro arcate simili a quelle esistenti nella navata centrale e, cioè, due verso la cappella dell’Epifania e due verso la cappella della Ascensione; di queste quattro arcate ne sono realizzate solo due corrispondenti al vecchio presbiterio (dove saranno installate le tribune degli organi) e che servono di passaggio alle due cappelle laterali. Risalgono a questo periodo la costruzione del sepolcro per i canonici nel sotterraneo del vecchio presbiterio, nell’arcata delle orchestre e la realizzazione delle balaustre del presbiterio e degli scalini dell’altare maggiore ad opera del marmorino Francesco Ferraris. Nel 1769 in data 8 agosto, il vescovo Caissotti consacra il nuovo altare e la nuova abside; viene collocata una lapide dietro l’altare a ricordo.
1768 - 1769 (decorazione absidi)
Decorazioni absidali ad affresco opera di Carlo Innocenzo Carloni, autore delle figure, e di Gaetano Perego con Pietro Antonio Pozzo, autori delle quadrature. Collocazione di lapide nella cappella dell’Epifania datata 1768.
1768 - 1771 (modifiche coro)
Realizzazione degli stalli del coro ad opera dello scultore ebanista Giuseppe Giacinto Salario.
1768 - 1891 (costruzione organi)
Installazione nel 1768 delle cantorie, intagliate e scolpite ad opera di Bartolomeo Varale e Giovanni Andrea Alemano, e dell'organo realizzato da Liborio Grisanti. Nel 1835 i Fratelli Serassi di Bergamo spostano l'organo Grisanti nella collocazione attuale (in Cornu Evangelii) e realizzano un secondo organo nel 1844 in Cornu Epistolae. Nel 1865 i Fratelli Serassi restaurano l'organo Grisanti e ampliano il loro organo con l’aggiunta dell’organo eco; ulteriori modifiche all'organo Serassi sono ad opera dei fratelli Lingiardi di Pavia nell’anno 1891.
1783 - 1920 (modifiche pavimentazioni)
Costruzione, nel 1783, del pavimento in marmo del presbiterio. Il pavimento in cotto delle tre navate viene successivamente sostituito dall’attuale in pietra di Barge agli inizi del 1800 a cura dell’amministrazione capitolare del Duomo, con conseguente scomparsa delle antiche pietre sepolcrali. Nel 1920 viene realizzato il pavimento in marmo ad ottagoni bianchi e blu nel primo presbiterio.
1784 (arredi sala capitolare)
Conclusione dei lavori nella sala capitolare; armadi e boiserie sono opera di Bartolomeo Varale e Giorgio Patrizio Bonzanigo; gli affreschi sono ad opera di Rocco Comaneddi e Gaetano Perego.
1823 - 1850 (?) (modifiche locali accessori)
Realizzazione dell’ultima trasformazione dei locali accessori della Cattedrale: l’attuale sacrestia dei canonici e la sacrestia dei cappellani; i locali sono ornati con arredi provenienti da conventi soppressi nel periodo napoleonico. Il coro ligneo e l’armadio da sacrestia dei canonici sono opera di Giovanni Ivaldi. Nel 1850 viene realizzato un nuovo accesso alla cripta sotterranea dal cortile chiuso adiacente alla sala Capitolare.
1892 - 1928 (restauro intero bene)
Restauri nelle cappelle del transetto nel 1892. Restauri delle strutture murali, tetti ed affreschi nel 1928.
1976 - 1995 (restauro intero bene)
Campagna di restauri comprensiva di: ripasso generale del manto di copertura con sostituzione dell’80% della piccola orditura e del 30% di quella grossa in legno di abete, con sostituzione di gronde, pluviali e faldalerie; restauro delle meridiane del campanile; restauro del pavimento della sacrestia dei canonici con sistemazione degli stalli del coro; restauro dell’altare della Madonna Grande danneggiato dall’incendio del 19/11/1985; rifacimento della pavimentazione dell’ingresso del campanile e dell’anti-sacrestia; il restauro della facciata; primo intervento di sistemazione del presbiterio con rinvenimento del mosaico romanico pavimentale; restauro esterno delle sacrestie; sistemazione dell’impianto di illuminazione.
1999 - 2008 (restauro organi)
Restauro dell’Organo in Cornu Epistolae F.lli Serassi di Bergamo 1844 tra il 1999 e il 2001. Nel 2008 viene restaurato l'organo positivo ottavino Liborio Grisanti di Napoli e relativa cassa d’organo.
2002 - 2017 (restauro intero bene)
Restauro della cripta dei Vescovi nel 2002. Restauro della cappella dell'Epifania nel 2011. Restauro della lapide sul campanile datata 1266 e intervento localizzato di messa in sicurezza di intonaci parietali interni nel 2016. Intervento localizzato di messa in sicurezza del portico Pelletta nel 2017.
2018 - 2020 (restauro intero bene)
Intervento di deumidificazione delle murature della Cattedrale mediante l'uso di dispositivi geomagnetici contro l'umidità di risalita e relative operazioni di monitoraggio e conservazione degli intonaci parietali; intervento realizzato con il contributo CEI8xmille alla Chiesa Cattolica.
2021 - 2023 (restauro intero bene)
Serie di interventi comprensivi di: adeguamento dell’impianto termico con installazione di coppia di caldaie a condensazione alimentate a gas metano, modifiche alla centrale termica esterna e sostituzione di tutte le termoventilanti, ubicate all’interno del cunicolo sotto il pavimento della chiesa; restauro di parte del prospetto nord mediante rimozione di intercapedine in muratura parzialmente interrata e realizzazione di marciapiede su vespaio aerato; consolidamento della cappella di San Teobaldo mediante posa di micropali e legatura della muratura con tiranti in acciaio; intervento realizzato con il contributo CEI8xmille alla Chiesa Cattolica.
Descrizione
Le vicende costruttive della cattedrale di Santa Maria Assunta, e del complesso episcopale a “doppia cattedrale”, sono ancora in fase di studio; la cattedrale gotica di Santa Maria Assunta rappresenta la trasformazione architettonica della precedente cattedrale romanica e ingloba strutture della fase paleocristiana. Il sacro edificio è realizzato in cotto e tufo, con zone di decorazione policroma, con mattoni alternati a pietre arenarie. La facciata è a salienti, a due ordini, con pinnacoli sommitali dotati di croci metalliche; l’ordine inferiore è scompartito da nicchie archiacute trilobe cieche che collegano i tre portali con cordonature successive; dei tre portali con ghimberghe solo quello centrale risulta ancora aperto; gli altri vennero murati nel XVIII secolo. Il portale centrale è a bifora trilobata; i capitelli scolpiti raffigurano per lo più scene del Nuovo Testamento e santi martiri mentre quelli dei due portali laterali presentano invece decorazioni zoomorfe, antropomorfe e vegetali. In asse con i portali ciechi laterali, nell’ordine superiore, si susseguono a seguire un rosone e un oculo con feritoia trilobata, mentre in corrispondenza del portale centrale un rosone e una croce con feritoia rettangolare. Il coronamento della facciata è ad archetti pensili intrecciati a tutto sesto, che sono sormontati da cornici di piccole losanghe su fondo di intonaco bianco, in serie numerosa, tra listelli formati da laterizi. L’ interno è a pianta basilicale, con transetto, a tre navate absidate coperto da volte a crociera in muratura, in origine dotate di costoloni, con incatenamenti metallici. Le navate sono suddivise in cinque campate, separate da esili pilastri quadrilobati, dotati di sottili semicolonnine nelle risoluzioni angolari. Quattro pilastri con la stessa sezione, ma più grandi, individuano la campata d’incrocio; a ciascuno dei bracci del transetto si raccorda un’ampia cappella di pianta semidecagonale. Sul lato settentrionale si aprono tre cappelle seicentesche, con altari barocchi di pregevole fattura, sormontati da importanti tavole, e il nicchione che ospita il cinquecentesco compianto su Cristo morto. Il doppio presbiterio termina con coro con stalli di forma rettangolare allungata che si restringe verso l’abside pentagonale scandito da cinque alte finestre; il presbiterio superiore ospita un mosaico pavimentale policromo romanico. Al di sotto del coro si trova la “cripta dei vescovi” dove sono stati rinvenuti resti architettonici di epoca romanica. La Cattedrale è dotata, nella zona presbiteriale, di due organi. L’accesso all’edificio avviene principalmente dal laterale trecentesco Portico Pelletta; tale accesso risulta in piano con la piazza a differenza di quello in facciata che prevede la discesa di molteplici scalini prima di raggiungere la quota di pavimento dell’aula liturgica. Lungo il fianco meridionale della Cattedrale si trova il campanile romanico a base quadrata, originariamente a sette piani ora a sei, risalente al 1266. Intorno all’area presbiteriale si sviluppa il settecentesco blocco delle sacrestie.
Pianta
Pianta basilicale a tre navate, con transetto e absidi, suddivise in cinque campate, separate da esili pilastri quadrilobati, dotati di sottili semicolonnine nelle risoluzioni angolari. Quattro pilastri con la stessa sezione, ma più grandi, individuano la campata d’incrocio; a ciascuno dei bracci del transetto si raccorda un’ampia cappella di pianta semidecagonale: a nord si trova la cappella della SS. Trinità e di S. Francesco di Sales, mentre a destra la cappella di S. Filippo Neri, destinata alla custodia eucaristica. Sul lato settentrionale si aprono tre cappelle, quella di S. Teobaldo e S. Secondo, quella di S. Giovanni Battista e la cappella di S. Giuseppe o dello Sposalizio, con altari barocchi di pregevole fattura, sormontati da importanti tavole, e il nicchione che ospita il cinquecentesco compianto su Cristo morto.
La navata settentrionale termina con la cappella della Madonna Grande, un tempo dell’Epifania mentre la navata meridionale termina con la cappella dell’Ascensione o della Madonnina. Il doppio presbiterio termina con coro con stalli di forma rettangolare allungata che si restringe verso l’abside pentagonale scandito da cinque alte finestre; il presbiterio superiore ospita un mosaico pavimentale policromo romanico. Il doppio presbiterio e l’abside sono il risultato di un innalzamento settecentesco delle forme romaniche realizzatosi durante il vescovado di Mons. Caissotti su progetto dell’architetto Bernardo Vittone e direzione lavori dell’arch. e ingegner Giovanni Peruzzi. Al di sotto del coro si trova la “cripta dei vescovi” dove sono stati rinvenuti resti architettonici di epoca romanica. La Cattedrale è dotata, nella zona presbiteriale, di due organi. L’accesso all’edificio avviene principalmente dal laterale trecentesco Portico Pelletta; tale accesso risulta in piano con la piazza a differenza di quello in facciata che prevedere la discesa di otto scalini prima di raggiungere la quota di pavimento dell’aula liturgica. Lungo il fianco meridionale della Cattedrale si trova il campanile romanico a base quadrata, originariamente a sette piani ora a sei, risalente al 1266. Intorno all’area presbiteriale si sviluppa il blocco sacrestie che ingloba preesistenze ed è fatto realizzare nel XVIII secolo su disegno di Peruzzi.
Facciata
Facciata a salienti a due ordini con pinnacoli sommitali dotati di croci metalliche; l’ordine inferiore è scompartito da nicchie archiacute trilobe cieche che collegano i tre portali con cordonature successive; dei tre portali con ghimberghe solo quello centrale risulta ancora aperto; gli altri vennero murati nel 1711 su disposizione del vescovo Milliavacca per consentire la decorazione ad affresco della controfacciata ad opera di Francesco Fabbrica, che ricorda quando, nel 1095, papa Urbano II, alla presenza del vescovo Ottone III, consacrò solennemente la cattedrale romanica. Il portale centrale è a bifora trilobata; i capitelli scolpiti raffigurano per lo più scene del Nuovo Testamento e santi martiri mentre quelli dei due portali laterali presentano invece decorazioni zoomorfe, antropomorfe e vegetali.
In asse con i portali ciechi laterali, nell’ordine superiore, si susseguono a seguire un rosone e un oculo con feritoia trilobata, mentre in corrispondenza del portale centrale un rosone e una croce con feritoia rettangolare. Il coronamento della facciata è ad archetti pensili intrecciati a tutto sesto, che sono sormontati da cornici di piccole losanghe su fondo di intonaco bianco, in serie numerosa, tra listelli formati da laterizi. Lungo il fianco meridionale della Cattedrale si trova il trecentesco Portico Pelletta principale accesso alla chiesa.
Impianto strutturale
Struttura portante verticale con incatenamenti metallici realizzata in mattoni cotti con inserti in cotto, pietre arenarie e tufo, composta da pareti, contrafforti e pilastri quadrilobati che definiscono la pianta basilicale a tre navate con absidi conclusivi e transetto. L’interno è coperto da volte a crociera in muratura, in origine dotate di costoloni, che furono rasati alla fine del XVII secolo, per realizzare al meglio gli affreschi commissionati dal vescovo Innocenzo Migliavacca. Sui sostegni dell’incrocio si imposta un tiburio ottagonale. Tutte le campate sono individuate da arcate a sesto acuto. Sopra le arcate longitudinali si trovano aperture tamponate destinate all’aerazione dei sottotetti delle navate minori. Dato il lieve scarto di altezza tra le navate laterali e quella centrale, la navata centrale non ha fonti di luce diretta a differenza del sottotetto aerato da piccoli oculi, uno per campata. La copertura è a falde con orditura lignea e manto in coppi di laterizio.
Adeguamento liturgico
presbiterio e navata centrale - intervento strutturale (1984-1988)
Ampliamento della superficie del presbiterio inferiore, non interessato dal rinvenimento del pavimento romanico avvenuto nel presbiterio superiore, verso la navata centrale; ampliamento realizzato mediante solaio in laterocemento appoggiato uniformemente sulla pavimentazione ottocentesca in pietra di Barge attraverso muricci di laterizio. Conseguente modifica della balaustra settecentesca inferiore. Realizzazione di pedana sagomata, davanti al cancelletto della balaustra a delimitazione del presbiterio superiore, rialzata di un gradino rispetto al resto della pavimentazione per individuare lo spazio destinato al vescovo e ai canonici.
presbiterio e navata centrale - aggiunta arredo (1984-1988)
Collocazione di arredo liturgico di reimpiego: per l’allestimento delle sedi sono stati reimpiegati una poltrona a braccioli e dodici sgabelli ottocenteschi in legno intagliato, laccati in grigio chiaro e ricoperti in velluto azzurro; per l’altare volto a popolo si sono recuperati i pannelli seicenteschi del pulpito che era sostenuto da un confessionale ottocentesco e che era stato rimosso nel 1955; anche l'ambone è stato realizzato con pannelli antichi di recupero; sul pannello frontale sono state intagliate decorazioni a fogliame che richiamano il pannello frontale dell’altare volto a popolo.