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| Descrizione |
La cattedrale di San Pietro Apostolo, anche conosciuta come Duomo Tonti, è il principale luogo di culto cattolico di Cerignola, in provincia di Foggia, sede vescovile della diocesi di Cerignola-Ascoli Satriano.
Si tratta di uno tra i più grandi edifici sacri dell'Italia Meridionale edificati nel XX secolo e deve il suo nome a Paolo Tonti, il quale donò le sue ricchezze per la costruzione dello stesso.
Lo stile architettonico è caratterizzato da un'architettura neogotica ispirata, nella struttura, al duomo di Firenze.
La cupola è composta di due calotte una portante ed una portata, attraversabili al suo interno, che alleggeriscono la struttura maestosa della chiesa in altezza.
Il Duomo è a croce latina, a tre navate, con due absidi, o tribune, agli estremi del braccio minore della croce ed una terza in fondo alla navata maggiore.
L'altezza dal pavimento alla sfera di sostegno della croce è di circa 75,75 m
| Impianto strutturale |
| Il Duomo è a croce latina, a tre navate: una centrale e due laterali minori, con due absidi, o tribune, agli estremi del braccio minore della croce ed una terza in fondo alla navata maggiore. |
| Pianta |
| La lunghezza totale della Chiesa è di metri 81, la larghezza nell’asse delle tribune è di metri
47, l’altezza fino alla croce della lanterna di metri 65.
La navata centrale è larga metri 11,40 ed alta metri 27,70, le minori sono larghe metri 4,20,
alte metri 17,50.
La circonferenza della cupola misura metri 59,70 all'interno; il perimetro esterno, sviluppato sulle otto facce e sui risalti, metri 88,60.
La calotta interna ha forma di ellissoide con l’asse orizzontale di metri 19 ed il verticale di metri 26,40. |
| Struttura |
| L’ossatura è romanica, e quindi sostanzialmente costruttiva in muratura continua costituita di tufo e mattoni pieni posti di faccia uno sull'altro, onde la conformazione esterna esprime riccamente la struttura interna; ma le volte, le arcate, le porte e le finestre sono ogivali; per queste ultime prevale la forma tabernacolare.
Il sottozoccolo esterno, formante stilobate, è di pietra basaltica vesuviana, il basamento di
pietra calcarea, il paramento esterno dei muri costituito da piccoli blocchi di tufo carparo di
Canosa, in struttura apparente; gli stipiti dei portali, le cornici dei vari ordini sono in pietra calcarea di Trani, Bisceglie e Carovigno; nell’interno la base dei pilastri e piloni in marmo bianco di Carrara; la struttura dei piloni e degli archi in mattoni; le volte in figulini di argilla, vuoti.
La cupola è costituita da otto costoloni in mattoni, collegati da un doppio ordine di archi in muratura di tufo e da otto unghie cilindriche all’estradosso a superficie storte all’interno; la struttura delle unghie da archi di tufi per collegamento e da murature di figulini8, fino allo sdoppiamento; dal quale piano la calotta interna serba la stessa precedente struttura, mentre per quella esterna gli archi sono in mattoni fino al piano del passeggiatoio del lanternino.
Il lanternino nell’anzidetto piano del passeggiatoio fino ai davanzali delle bifore è a sua volta costruito in muratura di tufi; la parte superiore, invece, tutta in pietra da taglio allo esterno, ed in muratura di tufi all’interno. |
| Facciata principale |
| In stile neogotico, la facciata, esposta a nord, è partita da quattro risalti in tre campate corrispondenti alle tre navate, con tre portali e tre rose superiori , a doppio sguincio, racchiuse da archi di scarico fregiati da cornici dentellate, la campata centrale più alta coronata da maestoso frontone, le laterali più basse sormontate da speroni. |
| Portale maggiore |
| Il portale maggiore, configurato ora da soli stipiti ed archi volti in pietra calcarea di Trani, manca ancora della parte ornamentale. |
| Rosone |
| Il rosone centrale è costituito da un anello di massi di pietra calcarea, con intagli di dischi e dentelli, e ghiera di sedici archetti lobati; i laterali hanno dodici archetti lobati ed altrettante colonnine che s'innestano ad un nucleo centrale quadrilobato. |
| Preesistenze |
| La chiesa insiste laddove prima della sua erezione esisteva parte del convento dei frati Cappuccini con annessa chiesa, demolito per la costruzione della fabbrica del Duomo. Attorno al convento e quindi ancora sul sito della attuale chiesa, vi erano una serie di forni che preparavano e lavoravano la terracotta, alcuni dei quali usati per preparare il materiale della erigenda cattedrale. |
| Finestre |
| Otto alte finestre bifore per ciascun lato,
mandano luce alle navate laterali, mentre ciascuna tribuna è illuminata da altre cinque simili bifore, sormontate da pinnacoli e nicchie e da altrettanti occhi superiori in pietra calcarea, racchiusi in riquadri pentagonali. |
| Ingresso |
| Il portale maggiore e due laterali sono sulla facciata principale posta a nord.
Quattro porte, disposte all’incrocio delle tribune laterali con le navate minori, due per parte, danno l’accesso alla Chiesa presso il transetto. |
| Tamburo |
| Tra le due absidi laterali e quello frontale inizia l’ottagono del tamburo della cupola.
Ha otto bellissime finestre trifore, a doppio sguincio, con archi lobati, cornici che le riquadrano, cuspidi triangolari e fiori terminali cruciformi, fra altrettanti pilastri sagomati che corrispondono agli otto costoloni della cupola; è coronato da un'altra cornice in pietra calcarea, altra galleria di mensole e beccatelli con davanzale traforato. |
| Cupola |
| Sul ballatoio del tamburo s'imposta la cupola, e corre, tipo attico, una fascia di pietra calcarea traforata da tondi o rose con pilastrini, pinnacoli e cuspidi triangolari.
Ai quattro angoli della crociera i piloni sorreggono la cupola; costituiti ognuno da un
gruppo di pilastri formanti un sistema in forma
quasi di quadrato coi lati paralleli agli assi della crociera.
Tra le due coppie dei pilastri rimane il
passaggio di accesso alle tribune laterali, per chi percorre le navate minori.
Sulle coppie dei pilastri paralleli agli assi della crociera sono gettati quattro arconi gemelli.
Su questi e sui quattro pennacchi costituiti negli angoli della crociera, si eleva il tamburo della
cupola, che ha internamente forma cilindrica ed esternamente prismatica a sezione ottagonale, con risalti pentagonali normali alle bisettrici degli spigoli.
La cupola si eleva snella sino alla ghiera sulla quale s'imposta la lanterna. |
| Lanterna |
| La lanterna, anch'essa ottagonale con altrettante finestre bifore e passeggiatoi, protetti da balaustra: e di qui rocchio spazia dal Vulture al Gran Sasso, dagli Appennini Lucani alle coste dell’Albania, un dei più vasti panorami possibile da godere in una immensa pianura.
Il lanternino termina con una cuspide piramidale a base ottagonale, anch'essa rivestita di rame, sulla quale domina la croce di Cristo. |
| Coperture |
| La navata centrale è coperta da arcate sesto acuto e volte a crociera; gli scomparti delle navate laterali, da volte a crociera raccordate con gli archi gettati sui pilastri.
La copertura delle navate minori poggia su archi rampanti; quella della navata centrale si
regge da capriate, che poggiano sugli arconi, permettendo alla volta di supportare il proprio peso e contribuendo alla stabilità con l’aumentare il sovraccarico verticale. Il tutto sormontati da tegole marsigliese.
Un manto di rame copre invece le tribune (absidi) e la cupola. |
| Scale |
| Un sistema simmetrico di scale a chiocciola inserito dentro due piloni della muratura perimetrale delle navate laterali, a ridosso della facciata principale consentono l'accesso, d'apprima al pronao e poi all'estradosso delle due navate laterali, percorribili, che immettono su una coppia di ulteriori scale che conducono all'estradosso della navata centrale ed al piano di imposta del tamburo, dal quale si accede all'interno della cupola e poi del lanternino da unica scala ripida. |
| Pronao |
| Il pronao poggia sul primo ordine di pilastri, e su due coppie di colonne di pietra calcarea di Trani, con piedistalli monolitici e capitelli a campana, ornati da foglie di cardo, collarino modanato ed abaco dentellato.
Sui pilastri e sulle colonne abbinate impostano tre archi ogivali e tre volte a
crociera. |
| Conditorio |
| Il conditorio nasce solo nel 2013 su progetto dell'arch. Tommaso Massarelli e dell'ing. Marcello Cioffi, per volontà di sua Eccellenza Mons. Felice di Molfetta, allo scopo di poter dare degna sepoltura e venerazione al Vescovo Di Lieto fino ad allora custodito in una tomba nella tribuna destra della Cattedrale.
L'intervento ha previsto la realizzazione dell'opera al di sotto dell'area dell'abside terminale in corrispondenza dell'area presbiteriale, laddove oggi dimora il coro ligneo.
La struttura realizzata su fondazioni autonome e coperta da solaio in cemento armato e composta di una serie di archi portati al di sotto della copertura. Due accessi da entrambi i lati, attraverso due scale, consentono di poter raggiungere la quota del conditorio posta a 4,50m dal piano di calpestio della chiesa. |
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