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restauro
adeguamento liturgico
Cesena
Cesena - Sarsina
chiesa
rettoria
S.Maria del Suffragio
Parrocchia di San Giovanni Battista
Struttura; Coperture; Elementi decorativi; Pavimenti e pavimentazioni; Pianta
altare - aggiunta arredo (1967)
1685 - 1689(inizio lavori intero bene); 1689 - 1689(inaugurazione intero bene); 1689 - 1791(aggiunta arredo intero bene); 1691 - 1691(costruzione altare di destra); 1754 - 1754(costruzione altare); 1761 - 1780(aggiunta arredo organo); 1813 - 1813(acquisto campane); 1842 - 1842(spostamento altare di sinistra); 1989 - 1991(restauro intero bene); 1991 - 1991(nuova apertura intero bene)
Chiesa di Santa Maria del Suffragio
Tipologia e qualificazione chiesa rettoria
Denominazione Chiesa di Santa Maria del Suffragio <Cesena>
Altre denominazioni S.Maria del Suffragio
Autore (ruolo)
Angeloni, Pier Mattia (progettista)
Ambito culturale (ruolo)
barocco (costruzione)
maestranze romagnole (risanamento intero complesso)
Notizie Storiche

1685 - 1689 (inizio lavori intero bene)

Fu costruita su disegno dell'arch. Pier mattia Angeloni per iniziativa della Confraternita del Suffragio e furono utilizzati i materiali della Chiesa di S.Maria della Neve appena crollata.

1689  (inaugurazione intero bene)

La Chiesa venne inaugurata il 15 settembre 1689 e dedicata alla Natività della beata Vergine Maria a San Manzio (Santo di cui non si hanno notizie sicure).

1689 - 1791 (aggiunta arredo intero bene)

Gli arredamenti e le decorazioni all’interno, in gran parte, furono realizzati entro l'anno 1791, su progetto dell'arch. Agostino Azzolini Borboni. Le parti in stucco, (statue, ornati, “pannarone” attorno all'organo...) sono opera di Francesco Callegari. Le parti in legno, (bussola, cantoria, confessionali...), furono eseguite dall'intagliatore Fabio Urbini, delicata è la tinteggiatura generale ripristinata nell'ultimo restauro: con tinte sobrie fa risaltare ornati, figure e forme strutturali.

1691  (costruzione altare di destra)

L'altare di destra, con le colonne nere, fu costruito nell'anno 1691 e fu pagato da Mario Abati, nobile cesenate (esiste iscrizione sul fianco sinistro); originariamente stava al posto dell'altare maggiore. II quadro, con i santi Liborio e Giuseppe..., è uno degli ultimi lavori del cesenate Francesco Andreini (1697-1751). S. Liborio è venerato come patrono contro le calcolosi, e rappresenta, infatti, un accolito che presenta al santo un piatto con alcuni calcoli. La nicchia della Madonna Addolorata risale all'anno l836.

1754  (costruzione altare)

Progettato da Pittore Corrado Corrado Giaquinto di Roma e realizzato dal marmorino Giovanni Fabbri da S. Ippolito di Fossombrone nel 1754.

1761 - 1780 (aggiunta arredo organo)

L’organo fu acquistato dalla Confraternita nel 1780 dai Padri Filippini di Faenza; era stato costruito nell'anno 1761 dalla ditta Filippo Gatti di Bologna; la Soprintendenza ai Beni Artistici e Storici di Bologna lo ha giudicato “uno strumento di notevole interesse, opera rara ed integra di un importante organaro bolognese”.

1813  (acquisto campane)

Numero tre campane acquistate nel 1813 dalle Suore Agostiniane di Roncofreddo ed elettrificate negli anni ‘90.

1842  (spostamento altare di sinistra)

L'altare di sinistra proviene dalla Chiesa di S. Francesco, che esisteva in piazza Bufalini fino al 1842; fatto fare dal Card. Albizzi, vi ospitava una Santa Margherita da Cortona del Guercino, oggi a Roma nei Musei Vaticani. Il quadro attuale rappresenta l’Immacolata e i santi Giuseppe, Francesco d'Assisi, Antonio da Padova, Nicola da Tolentino e le Anime purganti; viene attribuito a Giovanbattista Razzani (1603-1666).

1989 - 1991 (restauro intero bene)

La chiesa è stata completamente consolidata e rinnovata, con lavori iniziati ad agosto 1989: consolidamento del tetto, deumidificazione dei muri, sabbiatura e ritinteggiatura delle pareti, riparazione o rifacimento degli ornati, ricostruzione del pavimento, impianto di riscaldamento, impianto di illuminazione, elettrificazione delle campane. Il lavoro è stato eseguito sotto la sorveglianza della Soprintendenza ai Beni Ambientali ed Architettonici di Ravenna.

1991  (nuova apertura intero bene)

Il Vescovo di Cesena, Mons. Lino Garavaglia, ha riaperto la Chiesa il data 08 settembre 1991, nel giorno della sua festa titolare.
Descrizione

La chiesa è situata in Centro Storico a Cesena, in posizione centrale in Via Zeffirino Re angolo Corso Giuseppe Mazzini. È una delle Chiese più belle e più importanti della città sia per il suo prestigio religioso come per il suo valore storico e artistico. Fu costruita negli anni 1685-89 su disegno dell'arch. Pier Mattia Angeloni, oblato dell’oratorio dei Filippini, per iniziativa della Confraternita del Suffragio già esistente a Cesena dal 1635. La costruzione fu facilitata dalla disponibilità dei materiali della Chiesa di S. Maria della Neve (che fu dei Padri Carmelitani Scalzi), crollata, in via dei Mulini per una alluvione dei fiumi Savio e Cesuola. Per far posto alla nuova costruzione fu demolita la prima Chiesa del Suffragio, sempre della Confraternita, più piccola ed insufficiente, costruita negli anni 1656-61. La nuova Chiesa dedicata alla Natività della B.V. Maria e a San Manzio (santo di cui non si hanno notizie sicure) fu inaugurata il 15 settembre 1689. La chiesa è di forma rettangolare irregolare a una sola navata, con altare rialzato. E' un edificio in stile barocco e molto importante è la pala dell'altare maggiore del pittore Corrado Giaquinto di Molfetta del 1752 e rappresenta la Beata Vergine Maria e San Manzio. La pavimentazione è tutta in marmo e granito e la copertura è a falde con struttura lignea e presenta un abbaino centrale per illuminare la Chiesa. La Chiesa risulta completamente accessibile anche ai disabili, in quanto è a piano terra e senza barriere architettoniche.
Struttura
La pianta della chiesa è di forma rettangolare irregolare a una sola navata, struttura in muratura portante e n. 4 colonne; altare rialzato rispetto alla navata, ha un soffitto decorato con rappresentazioni con affreschi e centralmente presenta un abbaino per illuminare centralmente la Chiesa. Sopra l’ingresso si trova la cantoria in legno
Coperture
La copertura è a falde, in struttura lignea, tavelle in cotto e manto di copertura in coppi, con abbaino per illuminazione centrale rispetto alla copertura.
Elementi decorativi
Le armoniose linee architettoniche del sacro edificio, in stile barocco, sono state elaborate a varie riprese. Quasi definitivi furono i lavori di perfezionamento compiuti negli anni 1781-1791. In seguito la Chiesa è stata varie volte restaurata. Due iscrizioni riportano notizie di restauri; la prima, sopra la porta interna di destra, quelli del 1781; la seconda, opposta, quelli del 1900. Gli ultimi restauri (1989-1991) hanno ridonato alla Chiesa la fisionomia dei primi decenni. Nota agli storici dell'arte, e da tutti ammirata, è la pala dell'altare maggiore, una delle pitture più belle della città. È opera del pittore Corrado Giaquinto di Molfetta, eseguita a Roma nell'anno 1752; gli era stata commissionata mentre attendeva agli affreschi della Cappella della Madonna del Popolo in Cattedrale. II quadro rappresenta la Natività della B.V. Maria e S. Manzio. È pregevole, più che per la devozione religiosa, per la vivace trasparenza dei colori e per la sfarzosa composizione teatrale. Imponente è l'ancona di marmo, con colonne verdi, opere del marmorino Giovanni Fabbri di Fossombrone, su disegno dello stesso Giaquinto. Una lapide, ormai illeggibile, alla base dell'ancona, dice che l'altare fu costruito nell'anno 1754; da notare la sua forma arcuata e i suoi caldi marmi policromi
Pavimenti e pavimentazioni
La pavimentazione di tutta la chiesa è in marmo e granito.
Pianta
La pianta della chiesa è a forma rettangolare irregolare ad un’unica navata.
Adeguamento liturgico

altare - aggiunta arredo (1967)
In base alle disposizioni del Concilio Vaticano II non è stato modificato l'altare maggiore marmoreo della Chiesa, ma è stato aggiunto nel presbiterio un altare di legno "versus populum".
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