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Gubbio
Gubbio
chiesa
parrocchiale
S.Giovanni Battista
Parrocchia di San Giovanni Battista
Elementi decorativi
presbiterio - aggiunta arredo (2011)
X - X(preesistenze carattere generale); XIII - XIV(costruzione carattere generale); XIX - XX(ristrutturazione carattere generale)
Chiesa di San Giovanni Battista
Tipologia e qualificazione chiesa parrocchiale
Denominazione Chiesa di San Giovanni Battista <Gubbio>
Altre denominazioni S.Giovanni Battista
Ambito culturale (ruolo)
gotico (costruzione )
Notizie Storiche

 (preesistenze carattere generale)

Della chiesa non si conoscono le origini, ma tutti gli autori concordano sulla sua esistenza in tempi remotissimi, forse fin da quando si cominciarono a stabilire le chiese cristiane, perché S. Giovanni Battista fu il primo protettore della città. Nel cristianesimo delle origini, il battesimo era impartito solo dal Vescovo nella cattedrale o in edifici poco lontani da essa, dedicati al Battista. L’unico fonte battesimale della città era quello ubicato nella chiesa di S. Giovanni. La permanenza del battistero nella chiesa di S. Giovanni, la grande venerazione che gli Eugubini avevano per il Battista e per la sua chiesa, fanno desumere che questa sia stata l’antica Cattedrale, prima della distruzione di Gubbio per mano degli Ungari nel 917.

XIII - XIV (costruzione carattere generale)

La costruzione, o meglio la riedificazione dell’attuale edificio, risale al periodo tra fine sec. XIII e inizio sec. XIV, e fu ubicata, almeno per alcuni indizi, sullo stesso luogo o nelle immediate vicinanze della precedente.

XIX - XX (ristrutturazione carattere generale)

Dopo la seconda metà del XIX secolo la chiesa fu restituita ai suoi originari valori architettonici, sotto la direzione del Conte Carlo Della Porta. Il restauro della facciata fu completato all’inizio del secolo. La Soprintendenza per i Monumenti dell’Umbria, dopo studi ed equiparazioni sui rosoni della Cattedrale e di S. Maria Nuova, nel 1911 fece sostituire la finestra rettangolare, riportando l’apertura all’originaria forma orbicolare, su modello dei rosoni prima accennati. Nuovi sono invece gli archetti pensili che sono stati posti a coronamento del timpano.
Descrizione

La chiesa è ad un’unica navata con il tetto, con travi principali e travetti in legno, sorretto da grandi archi ogivali in pietra, impostati su mensole che poggiano su colonne binate. L’aula termina con presbiterio, rialzato di un gradino, e abside quadrata con volta a crociera. A destra della navata vi è la cappella ove si colloca il fonte battesimale in pietra. L’illuminazione naturale dell’aula è consentita dal rosone in facciata e da delle monofore. All’esterno, la chiesa è caratterizzata da contrafforti che, sporgendo dal muro, sostengono la spinta degli archi interni. La facciata e la torre campanaria, costruite in solida muratura di pietra calcarea a filari regolari di conci, sono in stile romanico di poco posteriori. Al portale a tutto sesto si accede da una scalinata semipoligonale.
Elementi decorativi
Nella navata della chiesa vi sono quattro altari. Entrando da sinistra il primo altare appartiene all’antica Università dei Fabbri, come si può notare dallo stemma della corporazione (martello e incudine sul ceppo), posto in alto sopra il quadro. La tela dell’altare raffigura “Sant’Ubaldo e Sant’Alò”, sec. XVII, d’autore ignoto d’ambiente eugubino. Ai lati dell’altare vi sono due pregevoli tele di Benedetto Nucci, datate 1578, raffiguranti “Santa Lucia” e “Santa Barbara”, compatrone della corporazione. Prima del secondo altare, all’interno dell’arco della porta laterale della chiesa, ora tamponata, è stata posta nel 1954 la statua di San Giovanni Battista, un’ opera lignea della Ditta Vincenzo Demetz di Ortisei. Sopra l’arco è stata collocata recentemente la tela raffigurante “Il Battesimo di Gesù”, un’opera attribuita al pittore eugubino Felice Damiani (1530 / 40 -1608). Nel secondo altare a sinistra vi è una tela raffigurante “l’Annunciazione”, attribuita a Camilla Filicchi che per la realizzazione prese a modello la ben più nota “Annunciazione” di Federico Barocci nella Chiesa di S. Maria dei Laici, detta dei Bianchi. Nell’altare a destra verso il presbiterio vi è una tela, collocata di recente, raffigurante la “Vocazione di Pietro e Andrea”, del pittore eugubino Giovanni Maria Baldassini (1537 ca. -1601) datata e firmata. Nell’altare a destra verso l’ingresso vi è la tela raffigurante “S. Carlo Borromeo in preghiera davanti al Sacro Chiodo per la fine della peste” attribuita ad Andrea Commodi (1560 –1638), pittore fiorentino. Presso l’ingresso, in alto a destra, sono stati lasciati in evidenza gli unici resti degli affreschi, che un tempo ornavano tutte le pareti della chiesa, distrutti con le manomissioni seicentesche.
Adeguamento liturgico

presbiterio - aggiunta arredo (2011)
La presenza dell’altare originale ha ridotto all’essenziale gli interventi di adeguamento del presbiterio alle nuove norme liturgiche, suggerite dal Vaticano II. L’altare originale ben conservato, è in pietra calcarea bianca, di stile gotico, caratterizzato dalla sequenza di archetti trilobati, sorretti da colonnine con capitelli multiformi; la grande mensa è un monolito di pietra bianco-rosacea. Nell’adeguamento alla liturgia si è intervenuto inserendo a destra del presbiterio il tabernacolo, opera moderna in plexiglass, mentre sulla sinistra è stata collocata la sede del celebrante.
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