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edilizia di culto
restauro
adeguamento liturgico
Sant'Andrea del Pizzone
Francolise
Capua
chiesa
sussidiaria
Santa Maria delle Grazie
Parrocchia di S. Maria delle Grazie
Contesto; Facciata; Campanile; Interno; Struttura; Fondazioni; Pianta; Pavimenti e pavimentazioni; Elementi decorativi
presbiterio - aggiunta arredo (1999)
XVIII - XVIII(edificazione intero bene); XIX - XIX(ampliamento intero bene); 1899 - 1899(restauro intero bene); 1902 - 1903(restauro conservativo intero bene); 1976 - 1976(abbellimento interno); 1999 - 1999(adeguamento liturgico intero bene); 2000 - 2000(consacrazione intero bene); 2010 - 2010(restauro intero bene)
Chiesa di Santa Maria delle Grazie
Tipologia e qualificazione chiesa sussidiaria
Denominazione Chiesa di Santa Maria delle Grazie <Sant'Andrea del Pizzone, Francolise>
Altre denominazioni Chiesa di Santa Maria delle Grazie vecchia
Ambito culturale (ruolo)
maestranze campane (costruzione)
Notizie Storiche

XVIII  (edificazione intero bene)

La costruzione della chiesa risale al settecento.

XIX  (ampliamento intero bene)

Nell'ottocento la chiesa fu ampliata a totale carico dei fedeli.

1899  (restauro intero bene)

La chiesa fu sottoposta ad intervento di restauro conservativo che interessò sia l’interno che l’esterno della struttura. Nell'occasione un quadro fu donato alla chiesa dall'autore, l’artista Francesco Niola.

1902 - 1903 (restauro conservativo intero bene)

Tra il 1902-1903, quando era parroco don Giuseppe Martini, la chiesa fu ristrutturata intervenendo sulle mura perimetrali esterne ammalorate in più parti. Si provvide anche a sistemare i locai attigui alla chiesa da adibire alle attività pastorali. Sono di questo periodo molti dei quadri esposti nelle varie cappelle laterali.

1976  (abbellimento interno)

Alcuni quadri ad olio dalle ampie proporzioni furono commissionati dall'allora parroco per adornare le pareti delle cappelle laterali. Una di queste opere porta la firma di Carlo Viggiano e la data 1976.

1999  (adeguamento liturgico intero bene)

Essendo parroco don Paolo Dello Stritto, nel 1999, il presbiterio fu modificato in adeguamento alle nuove norme liturgiche successive al Concilio Vaticano II.

2000  (consacrazione intero bene)

Il 6 settembre del 2000 dall’arcivescovo di Capua S.E. mons. Bruno Schettino la chiesa fu consacrata in occasione del Giubileo. Nell’occasione un quadro ad olio fu donato alla chiesa dal pittore locale, Emilio Natale.

2010  (restauro intero bene)

Nel 2010 l’edificio fu oggetto di lavori di restauro.
Descrizione

La chiesa, dedicata a Maria SS. delle Grazie, si apre su piazzetta Fratelli Ferrone. Costruita nel settecento ed ampliata nell'ottocento, fu nel tempo sottoposta ad interventi di restauro che le hanno fatto acquisire la configurazione attuale. La chiesa, anticipata da un ampio sagrato pavimentato in blocchetti di porfido, presenta l’ampio volume della facciata, nella parte superiore, articolata in tre segmenti: i due laterali si attaccano al fronte principale a differente altezza. Il timpano è spezzato, sottolineato in basso da una cornice marcapiano, in alto dal profilo della copertura, entrambi fortemente aggettanti e colorati a contrasto. L’ingresso principale è fiancheggiato da due archi tompagnati, speculari ai due archi dell’interno in pietra a vista: il che fa supporre che la chiesa in origine avesse tre ingressi. All’interno la chiesa è a navata unica, con tre cappelle che si aprono su ogni lato situate nello spessore murario, scandite da lesene con stucchi a conchiglia. L'abside, a terminazione semicircolare, è coperta da una volta a botte suddivisa in quattro spicchi che convergono nell’affresco del soffitto raffigurante i simboli del Giubileo a. D. 2000. Rialzato di un gradino è il primo tratto di presbiterio che ospita l’altare comunitario ed è coperto da volta a crociera; il secondo tratto è rialzato di ulteriori tre gradini, ha pianta rettangolare e ospita l’ottocentesco “Altare dell'Annunciazione” con paliotto in marmo policromo e tabernacolo il cui sportello è in metallo dorato. Lo sovrasta un quadro ad olio, dalle ampie proporzioni, raffigurante la Madonna annunciata (datato 1899) dipinto da Francesco Niola.
Contesto
La chiesa dedicata a Maria SS. delle Grazie ha sede in S. Andrea del Pizzone, una frazione del Comune di Francolise in provincia di Caserta. L’utenza del territorio locale, prevalentemente, è a vocazione agricola: circa 1’80% della popolazione residente si dedica all’agricoltura, mentre il restante 20% svolge attività di tipo commerciale e artigianale. Numerosi gli extracomunitari, alcuni stabili e ben inseriti nel contesto sociale.
Facciata
Con un salto di cinque gradini si accede al portale d’ingresso della chiesa che ha la tipica facciata a capanna. Nel prospetto si distingue un ampio unico volume che, nella parte superiore, si caratterizza per il profilo irregolare i cui segmenti laterali s’attaccano al fronte principale ad una quota minore disegnando prospetti in cui è evidente la differenza di altezze all’interno dello stesso volume. Il timpano superiore è spezzato, delineato in basso da una cornice marcapiano e in alto dal profilo della copertura, entrambi fortemente aggettanti e colorati a contrasto come tutti altri elementi architettonici della facciata. Accanto al portale, sull’alto basamento in muratura, si ergono due archi tompagnati, speculari a quelli interni realizzati - questi ultimi - con pietra a vista. Le pareti esterne della chiesa sono intonacate e tinteggiate in due tonalità di giallo. Il colore più scuro è stato utilizzato anche per dare il giusto risalto alla finestra che si apre in facciata, impreziosita da una vetrata policroma raffigurante la Madonna delle Grazie. Per il linguaggio stilistico e costruttivo utilizzato la torre campanaria è perfettamente in linea con l’architettura della chiesa in cui è inglobata sul lato sinistro. Essa si connota per la linea slanciata e priva di elementi decorativi se si eccettua l’orologio con numeri romani ancora funzionante che è collocato nel secondo ordine della struttura.
Campanile
Il campanile, dalla linea snella ed elegante, è inglobato nel volume della chiesa, lato sinistro. La struttura è sottolineata da marcapiani orizzontali, privi di elementi decorativi a sviluppo verticale, con sequenza di aperture solo nella cella campanaria. Il campanile, a pianta quadrata, sembra essere costituito da tre dadi sovrapposti, separati da cornici aggettanti, in tinta contrastante. Nel dado inferiore si apre la porta d’ingresso alla cella campanaria; un orologio ancora funzionante domina il secondo dado; nelle quattro facciate del terzo dado sono state lasciate aperte bifore da cui si intravedono le campane. Una cornice marcapiano chiude la sommità dell’ultimo tratto del campanile che ha tetto piano con copertura dal manto a vista.
Interno
L'interno si presenta a navata unica, con asse maggiore longitudinale. Le pareti laterali sono suddivise in cappelle con volte a crociera, separate tra loro da pilastri con pregevoli capitelli sommitali, su cui poggiano gli archi della navata. Le cappelle, tre per lato speculari, sono poco profonde: ciascuna è dotata di altare proprio con tabernacolo, databile 1800, in stucco modellato e dipinto. Nella seconda cappella a sinistra c’è un bel crocifisso in gesso su croce lignea avente alle spalle un dipinto murale, opera di Emilia Natale, donato alla chiesa nel luglio del 2000. Le paraste, che segmentano le mura perimetrali, sono sormontate da un’elegante trabeazione orizzontale che assume un andamento articolato, prevalentemente decorativo, con parti aggettanti, su cui si imposta la volta dove sono presenti lunette con finestre. L’area presbiterale, rialzata su due gradini, è introdotta dall’arco sacro che ripropone gli stessi motivi stilistici dell’architettura dell’aula liturgica. L’abside è scandita da quattro lesene reggenti la volta a botte affrescata con i simboli del Giubileo dell’anno 2000. L'ingresso in chiesa avviene attraverso un’antiporta in legno e vetro, avente lateralmente due archi in pietra a vista speculari a quelli presenti in facciata. La bussola è sovrastata da un bassorilievo in gesso con cornice e finestra con vetrata istoriata. Le mura perimetrali, intonacate, presentano eleganti finiture a stucco. Notevole è l’impatto visivo dell’interno della chiesa caratterizzato dal contrasto cromatico delle pareti intonacate di giallo e degli elementi architettonici di colore bianco.
Struttura
Le strutture portanti verticali sono in cemento armato con muratura intonaca e tinteggiata. Strutture di orizzontamento: volte a crociera sulla navata, a botte sul presbiterio.
Fondazioni
Fondazioni di tipo continuo in muratura
Pianta
La pianta della chiesa è a navata unica con asse maggiore longitudinale con tre cappelle che si aprono su ogni lato situate nello spessore murario. Due gradini immettono nell'area presbiterale che ha forma semicircolare con volta a botte, rialzata da ulteriori due gradini rispetto al piano dell'aula.
Pavimenti e pavimentazioni
Il pavimento, in cotto per tutta la chiesa, presenta, al centro, due fasce con intarsi in marmo bianco e grigio, dello stesso tipo dei gradini che immettono nel presbiterio e nelle varie cappelle laterali. Con mattonelle quadrate in cotto, a posa in diagonale, è pavimentata l’area presbiterale.
Elementi decorativi
Due acquasantiere a parete, in marmo scolpito, del 1850 si trovano una in controfacciata, l’altra sul lato sinistro del presbiterio. Nella zona di fondo dell’area presbiterale c’è l’Altare dell'Annunciazione in marmo policromo, con paliotto sempre del 1850. L’altare ha il tabernacolo, in marmo policromo, con sportello in metallo dorato, stampato. Datate 1750 sono le tre statue presenti in chiesa: il busto di San Felice in legno scolpito e dipinto collocato in una teca (del 1790) in legno modanato; la statua della Madonna delle Grazie in legno scolpito e dipinto; la scultura della Madonna con Gesù Bambino in stucco modellato. Le altre 9 statue, tutte in legno scolpito del 1850, che una volta erano collocate in chiesa, sono state spostate in sacrestia al fine di creare una Cappella per i Santi. Vari dipinti, ad olio su tela, adornano le pareti di fondo delle cappelle: vanno ricordati quelli raffiguranti l’Ultima cena (del 1902), Santa Caterina d'Alessandria condotta al luogo della decapitazione (del 1876) opera di Viggiano Carlo; la Madonna del Carmelo (del 1903); la Madonna annunciata (del 1899) il cui autore è Francesco Niola. Per il celebrante e gli altri ministri, sul lato destro del presbiterio, trovano posto sedie e cattedra del sec. XX in legno intagliato, dorato con seduta in tessuto. Ogni cappella laterale è dotata di altare proprio con tabernacolo, databile 1800, in stucco modellato e dipinto. Nella seconda cappella a sinistra c’è un bel crocifisso in gesso modellato su croce in legno avente alle spalle un dipinto murale, opera di Emilia Natale, donato alla chiesa nel luglio del 2000. Invece, una croce astile raffigurante Gesù Cristo inchiodato alla croce - datato 1900 - in ottone argentato, è collocato sul lato destro del presbiterio. Sulla parete opposta arde una lampada votiva (del 1890) in ottone fuso, dorato.
Adeguamento liturgico

presbiterio - aggiunta arredo (1999)
Il progetto di adeguamento liturgico risale al 1999 secondo le direttive emanate dal Concilio Vaticano Il. Non è stato rimosso l’ottocentesco altare detto “Altare dell'Annunciazione” in marmo policromo, elevato su tre gradini, nel cui tabernacolo sono conservate le specie eucaristiche. Ad indicare la presenza del SS. Sacramento è stata collocata, sulla parete sinistra del presbiterio, una lampada votiva in ottone dorato. Trova posto, al centro del presbiterio, l’altare verso il popolo, posto a raso pavimento, in pietra perché rappresenta Cristo, pietra d’angolo, fondamento della costruzione. Anche l’ambone è in pietra. Per il celebrante e gli altri ministri, sul lato destro del presbiterio, trovano posto sedie e cattedra del sec. XX in legno intagliato, dorato con seduta in velluto rosso. Per il sacramento della Riconciliazione c’è un apposito confessionale in legno sistemato in sacrestia. Il fonte battesimale, posizionato nella zona d’ingresso, è mobile.
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