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Sant' Angelo in Formis
Capua
Capua
chiesa
parrocchiale
Sant'Antonio di Padova
Parrocchia di S. Antonio di Padova
Facciata; Interno; Pianta; Impianto strutturale; Preesistenze; Elementi decorativi; Presbiterio; Pavimenti e pavimentazioni; Campanile
altare - aggiunta arredo (1980); ambone - aggiunta arredo (1980); fonte battesimale - aggiunta arredo (1980); Cappella del Santissimo - aggiunta arredo (1980)
1766 - 1766(preesistenze intero bene); XIX - XIX(costruzione intero bene); 1862 - 1862(donazione intero bene); 1864 - 1864(consacrazione intero bene); 1873 - 1873(benedezione intero bene); 1900 - 1900(cambio status giuridico intero bene); 1906 - 1906(cambio titolazione intero bene); 1920 - 1920(ampliamento ala destra); 1927 - 1927(nomina a parrocchia intero bene); 1928 - 1928(riconoscimento civile intero bene); 1929 - 1929(abbellimento baldacchino); 1950 - 1950(ampliamento ala sinistra); 1990 - 1990(rifacimento tetto); 2000 - 2000(restauro e ristrutturazione intero bene); 2006 - 2006(restauro intero bene); 2009 - 2009(tinteggiatura intero bene); 2010 - 2010(restauro statua S. Antonio)
Chiesa di Sant'Antonio di Padova
Tipologia e qualificazione chiesa parrocchiale
Denominazione Chiesa di Sant'Antonio di Padova <Sant' Angelo in Formis, Capua>
Altre denominazioni Chiesa di Sant'Antonio da Padova
Ambito culturale (ruolo)
maestranze campane (costruzione)
Notizie Storiche

1766  (preesistenze intero bene)

Presso le rovine del tempio dedicato al dio Volturno fu edificata, a spese di padre Bonaventura da Casanova, la cappella di S. Iorio.

XIX  (costruzione intero bene)

La cappella, distrutta da un incendio, fu ricostruita grazie ai fedeli del luogo i quali si occuparono della raccolta dei fondi per la realizzazione della nuova chiesa.

1862  (donazione intero bene)

Con una lettera datata 8 ottobre 1862 un ricco proprietario terreno, il prof. Gaetano Lucarelli, comunicò all’arcivescovo di Capua di aver donato, in contrada S. Iorio, quattro stanzette e tre moggi di terreno alle Pie Opere della Palma di Napoli, per realizzare una scuola gratuita elementare per i bambini poveri.

1864  (consacrazione intero bene)

La chiesa il 2 agosto del 1864 fu benedetta abusivamente da padre Bonaventura e per questo fu chiusa al culto.

1873  (benedezione intero bene)

Nel novembre del 1873, venuta in possesso del Comune di Capua, la chiesa fu riaperta al culto e benedetta solennemente il giorno 8 dicembre 1873 da un vicario del parroco di S. Marcello Maggiore.

1900  (cambio status giuridico intero bene)

La cappella, attraverso un decreto arcivescovile, fu trasformata da semplice rettoria a curatia.

1906  (cambio titolazione intero bene)

Nel 1906 padre Buonaventura sostituì la statua di San Francesco con quella di Sant’Antonio, proveniente da S. Maria C.V, da cui prese il nome la chiesa.

1920  (ampliamento ala destra)

Nel 1920 iniziarono i lavori di ampliamento della cappella. L’ampliamento fu possibile grazie al contributo economico della famiglia Gallozzi che donò il terreno adiacente al vecchio complesso. I lavori furono portati avanti dalla popolazione nelle ore serali.

1927  (nomina a parrocchia intero bene)

La Cappella diventò parrocchia nel 1927

1928  (riconoscimento civile intero bene)

Nel 1928 la parrocchia fu civilmente riconosciuta per intervento del delegato amministrativo locale Paolo Ianni e del podestà di Capua, il generale Petella.

1929  (abbellimento baldacchino)

Nel 1929 il falegname Michele Penna costruì e donò alla chiesa il baldacchino di legno sul quale poggia ancor oggi la statua di S. Antonio.

1950  (ampliamento ala sinistra)

Negli anni ’50 la chiesa di S. Antonio, con il parroco Igino Tessaro, fu ulteriormente ampliata, con la costruzione di un’ala che diede alla chiesa la forma perimetrale di una croce e di un soppalco per il coro

1990  (rifacimento tetto)

Nel 1990 è stato fu rifatta completamente la tettoia a tegole.

2000  (restauro e ristrutturazione intero bene)

Con l’attuale parroco, don Franco Duonnolo, l’ex abitazione del custode della chiesa è stata trasformata in un centro di ascolto dedicato alla memoria di don Francesco Paradiso. Con fondi provenienti dalla CEI è stato messo in atto un restauro strutturale nell’anno 2000

2006  (restauro intero bene)

L’intervento di restauro ha mirato a ripristinare l’intera struttura provvedendo al risanamento statico del complesso architettonico, realizzando il nuovo intonaco deumidificante, procedendo alle finiture necessarie per il completamento dell’edificio (quali pulizia degli altari e della pavimentazione, intonacazione di tutte le pareti risanando gli stucchi originali, attintatura interna ed esterna riproponendo i colori originali)

2009  (tinteggiatura intero bene)

La tinteggiatura delle pareti interne è stata effettuata nel 2009

2010  (restauro statua S. Antonio)

Con l’attuale parroco, don Franco Duonnolo la statua del Santo Patrono, S.Antonio di Padova, è stata sottoposta a restauro. In tal modo essa è stata riportata alle dimensioni e alla struttura lignea originaria.
Descrizione

In località S. Iorio, una contrada di S. Angelo in Formis (CE), sorge la chiesa di S. Antonio di Padova. Nel saggio “La Basilica di S. Angelo in Formis nella storia e nell’arte”, pubblicato nel 1912 da Pasquale Parente, si ha notizia di diverse cappelle che, già nell’anno 1000, sorgevano alle falde del monte Tifata, dipendenti dalla badia di S. Angelo. La cappella di S. Iorio, costruita sulle rovine del tempio del dio Volturno, fu edificata intorno al 1766 a spese di padre Bonaventura da Casanova il quale a S. Angelo voleva costituire una comunità di monaci grigi dell’ordine di San Francesco. Nel 1864 un ricco proprietario terreno, il signor Lucarelli, donò quattro stanzette e tre moggi di terreno alle Pie Opere della Palma di Napoli, per realizzare una scuola gratuita elementare per i bambini poveri. Padre Bonaventura da Casanova fu incaricato da padre Ludovico da Casoria di occuparsi della costituzione della comunità. La cappella, distrutta da un incendio, fu ricostruita grazie ai fedeli del luogo. La chiesetta il 2 agosto del 1864 fu benedetta abusivamente da padre Bonaventura; per questo il frate fu espulso dal Vicario capitolare dell’Arcidiocesi di Capua e la cappella fu chiusa al culto. Nel novembre del 1873, venuta in possesso del Comune di Capua, fu riaperta per essere officiata da un vicario del parroco di S. Marcello Maggiore, che la benedisse solennemente l’8 dicembre dello stesso anno. Nel gennaio del 1879 il padre Bonaventura ricomparve per riappropriarsi della chiesa in maniera illegale. Sembra che nel 1906 padre Bonaventura si trovasse ancora a S. Iorio e che fu lui a sostituire la statua di San Francesco con quella di Sant’Antonio proveniente da S. Maria C.V. In seguito alla scomparsa del frate, un sacerdote la domenica veniva a celebrare la Santa Messa. Ed è nella chiesa di S. Iorio che il generale Garibaldi firmò il 15 ottobre del 1860 il Decreto di annessione del Regno delle due Sicilie al Regno d’Italia. Nel 1920 iniziarono i lavori di ampliamento della cappella, che originariamente iniziava con l’attuale ingresso e terminava nella cripta di fronte, che oggi ospita un grande crocifisso. Ancora oggi è possibile vedere l’arco che delimitava l’originaria cappella e l’ingresso. Nel 1929 il falegname Michele Penna costruì e donò alla chiesa il baldacchino di legno sul quale poggia la statua di S. Antonio. Nel 1928 la cappella, diventata parrocchia nel 1927, fu civilmente riconosciuta per intervento del delegato amministrativo locale Paolo Ianni e del podestà di Capua, il generale Petella. Negli anni ’50 la chiesa di S. Antonio fu ulteriormente ampliata, con la costruzione di un’ala che diede alla chiesa la forma perimetrale di una croce e di un soppalco per il coro. Con l’attuale parroco, don Franco Duonnolo, è stata ristrutturata l’ex abitazione del custode della chiesa, trasformata in un centro di ascolto dedicato alla memoria di don Francesco Paradiso. Ogni anno, in occasione della festa di S. Antonio di Padova un apposito comitato organizza solenni festeggiamenti per celebrare il Santo.
Facciata
La chiesa, circondata da sagrato, si presenta all'esterno piuttosto liscia e piatta. La facciata, un poco sacrificata alla vista perché incassata in altri edifici, presenta al centro un portale di pietra dura ben sagomato delimitato da un timpano di modeste proporzioni. Sopra il portale si trova un rosone con vetri policromi. Segue un cornicione che definisce il lato inferiore del timpano che conclude la facciata. Sul lato sinistro della chiesa si trova un portale laterale intonacato e sagomato in armonia con il portale principale. Sopra di esso svetta il campanile.
Interno
Nell’interno sono ancora visibili l’arco che delimitava l’originaria cappella e l’ingresso che terminava nella cripta di fronte dove c’è oggi un grande crocifisso in legno naturale. La struttura interna è molto articolata: è un susseguirsi di archi e cappelle che ospitano statue di santi. La chiesa è ad unica navata con tre cappelle laterali a sinistra. Le pareti laterali si suddividono in due fasce: su quelle superiori si aprono ampie finestre, non schermate, che illuminano la chiesa. Due le cantorie: una (la più antica) sovrasta l’ingresso; l’altra si trova nella parte più interna della struttura. Il presbiterio è sopraelevato di due gradini ed è più ristretto rispetto alla navata, per rendere possibile l'accesso alla sacrestia. Le pareti laterali sono scandite da lesene, che salgono fino ai cornicioni sui quali si appoggiano gli archi delle cappelle laterali. Le lesene ai lati del presbiterio salgono fino al grande cornicione che corre lungo il perimetro della chiesa, sul quale si appoggia la volta a botte del soffitto. Lungo la parete di destra si trovano: riparata da una cornice in legno, di pregevole fattura, l’immagine di S. Teresa del Bambino Gesù; in cartapesta (opere di maestranze locali) le statue di S. Giuseppe, del S. Cuore di Gesù, dell’Addolorata. Nelle nicchie laterali le statue (sempre in cartapesta) di S. Lucia, dell’Immacolata, della Madonna della Scafa. Al centro, troneggia la statua lignea del Santo patrono.
Pianta
schema planimetrico ad una sola navata che si conclude con l’area presbiterale a cui si accede superando due gradini.
Impianto strutturale
muratura portante in pietrame di tufo intonacato su tutti i lati esternamente, intonacato e tinteggiato in facciata e all’interno. Soddisfacente è lo stato di conservazione.
Preesistenze
l’antica cappella è inglobata nella struttura del nuovo edificio: permangono l’ingresso, il corpo centrale, la cantoria. L’ampliamento è stato messo in atto lateralmente: a destra sfocia nel presbiterio, a sinistra in un ambiente più piccolo, meno illuminato, dotato di una nuova cantoria.
Elementi decorativi
La statua del Santo Patrono, S. Antonio di Padova, fu donata dal vicino convento francescano S. Maria delle Grazie. Nel tempo (per inopportuni interventi di restauro) è stata ricoperta da vari manti di gesso che avevano dato alla statua una forma non conforme all’originale. Grazie all’intervento dell’attuale parroco, don Franco Duonnolo, la statua, sgrossata delle sovrastrutture in gesso che le hanno fatto perdere ben 40 kg di peso, si presenta così com’era anticamente: lignea, più piccola ma oltremodo graziosa.
Presbiterio
Rispetto alla quota della chiesa, il presbiterio è elevato di due gradini. Il pavimento è in marmo ben lucidato. In un piccolo spazio absidale è collocata la statua lignea del Santo patrono
Pavimenti e pavimentazioni
il pavimento, in segato di marmo, è in mattonelle quadrate bianche intervallate da due fasce di marmo rosso che si intersecano formando una croce al centro della pavimentazione stessa.
Campanile
Il campanile, a forma di torre, è attiguo alla chiesa sul lato sinistro. Il fusto in muratura di granito a vista presenta la cella campanaria aperta da bifora decorata con colonnine a mo’ di balaustra. Ospita una campana azionata elettricamente.
Adeguamento liturgico

altare - aggiunta arredo (1980)
In relazione alle nuove norme liturgiche prescritte dal Concilio Vaticano II l'altare preesistente, addossato alla parete del presbiterio, in marmo, di notevoli dimensioni è stato eliminato. Lo ha sostituito una mensa più piccola, rivolta verso l'assemblea.
ambone - aggiunta arredo (1980)
L'ambone è di metallo ed è remevobile posto sul presbiterio.
fonte battesimale - aggiunta arredo (1980)
La fonte battesimale si trova all'ingresso, sul lato destro, anch'essa removibile.
Cappella del Santissimo - aggiunta arredo (1980)
Il tabernacolo attualmente è posto in una delle tre cappelle laterali. In particolare, l'attuale cappella del Santissimo nella chiesa originaria aveva la funzione di presbiterio.
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