chiese italiane censimento chiese edifici di culto edifici sacri beni immobili patrimonio ecclesiastico beni culturali ecclesiastici beni culturali della Chiesa cattolica edilizia di culto restauro adeguamento liturgico Campofontana Selva di Progno Verona chiesa parrocchiale S. Giorgio Parrocchia di San Giorgio Pianta; Facciata; Strutture di elevazione; Strutture di orizzontamento e/o voltate; Coperture; Pavimenti e pavimentazioni; Prospetti interni; Prospetti esterni; Campanile presbiterio - aggiunta arredo (1970-1975); presbiterio - intervento strutturale (1970-1975); altare - aggiunta arredo (1990-1995); sede - aggiunta arredo (2000); ambone - aggiunta arredo (1997-1998) XIV sec. - XIV sec.(origini e costruzione intero bene); 1606 - 1606 (erezione in Parrocchia carattere generale); 1606 - 1613(costruzione intero bene); XVIII sec. - XVIII sec.(realizzazione statua di S. Giorgio); 1812 - 1825(costruzione intero bene); 1834/11/29 - 1834/11/29(consacrazione carattere generale); 1866 - 1866(decorazione ad affresco interno); 2006 - 2006(restauro interno e copertura)
Chiesa di San Giorgio
Tipologia e qualificazione
chiesa parrocchiale
Denominazione
Chiesa di San Giorgio <Campofontana, Selva di Progno>
Altre denominazioni
S. Giorgio
Autore (ruolo)
Pittaco, Rocco (interno, decorazione ad affresco)
Pegoraro, Giampietro (interno e copertura, restauro)
Ambito culturale (ruolo)
romanico (origini e costruzione)
romanico (costruzione)
barocco (statua di S. Giorgio)
neoclassico (costruzione)
arte contemporanea (interno, decorazione ad affresco)
architettura contemporanea (interno e copertura, restauro)
Notizie Storiche
XIV sec. - XIV sec. (origini e costruzione intero bene)
La prima notizia inerente l'esistenza di una chiesa a Campofontana, risale agli ultimi anni del XIV sec. Un umanista veronese vissuto a cavallo tra il XIV ed il XV sec. narra di un fatto di sangue avvenuto tra due uomini di Campofontana presso "Georgii templum militantis". Una chiesetta dedicata a S. Giorgio esisteva dunque a Campofontana già dal XIV sec. Tale cappella originaria corrisponde con alla cappellina comunicante con l'attuale sacrestia, un tempo usata come cappella feriale. Giuridicamente e pastoralmente essa era cappellania dalla chiesa parrocchiale di Selva di Progno.
1606 - 1606 (erezione in Parrocchia carattere generale)
Il giorno 19 settembre 1606 la chiesa di S. Giorgio in Campofontana venne svincolata da Selva di Progno ed eretta in Parrocchia autonoma.
1606 - 1613 (costruzione intero bene)
Tra il 1606 ed il 1613 gli abitanti di Campofontana costruirono una nuova chiesa, conservando la cappellina trecentesca. Risultò un edificio in stile romanico campestre, con facciata a capanna rivolta a ponente ed abside a levante, campanile staccato dal tempio, che era completamente circondato dal cimitero.
XVIII sec. (realizzazione statua di S. Giorgio)
Nel corso del Settecento venne commissionata e realizzata una statua lignea raffigurante "San Giorgio a cavallo che trafigge il drago salvando la principessa". Da allora fino ai giorni nostri ogni anno, nella prima domenica di maggio, la statua viene portata in solenne processione verso Durlo, vicino paese del vicentino, per incontrare Santa Margherita (che ne è la patrona), secondo una antica tradizione che prevedeva un annuale incontro dei due santi, ambedue provenienti dal Medio Oriente e vissuti al tempo dell'imperatore Diocleziano (285-304 d.C.). Si rinnova così annualmente l'amicizia tra i due paesi.
1812 - 1825 (costruzione intero bene)
Nel primo quarto del XIX sec., in considerazione del consistente aumento demografico della popolazione, si rese necessaria la costruzione di un edificio più capiente. La chiesa romanica venne abbattuta, mentre i lavori di costruzione del nuovo tempio, cominciati nel 1812, ebbero compimento nel 1825. Risultò un edificio con pianta ad aula unica, dalle forme neoclassiche ed invertito nell'orientamente rispetto al precedente. Quattro gli altari laterali.
1834/11/29 (consacrazione carattere generale)
La nuova chiesa di Campofontana venne consacrata il 29 luglio 1834 dal vescovo di Verona Giuseppe Grasser (1828-1839).
1866 (decorazione ad affresco interno)
L'interno della chiesa venne decorato ad affresco dal pittore Rocco Pittaco nel 1866.
2006 (restauro interno e copertura)
Nel 2006 è stato condotto un intervento di restauro dell’interno e della copertura della chiesa parrocchiale. Progetto a cura dell'arch. Giampietro Pegoraro.
Descrizione
L'esistenza di una cappellina a Campofontana è documentata sin dal XIV sec. Si trattava di un edificio dalle dimensioni molto ridotte, tutt'ora esistente ed utilizzata come cappella feriale. Smembrata dalla parrocchiale di Selva di Progno, da cui dipendeva, venne eretta in Parrocchia autonoma nel 1606. A partire dallo stesso anno iniziarono i lavori di costruzione di un nuovo edificio, più capiente, in stile romanico campestre. Infine, nel 1812 la chiesa romanica venne abbattuta per far posto alla chiesa neoclassica attuale, completata nel 1825 e consacrata nel 1834.
L'edificio si presenta con facciata a capanna pseudotetrastila, rivolta a meridione. Impianto planimetrico ad unica aula rettangolare, con presbiterio quadrangolare rialzato di tre gradini, concluso con abside semicircolare; lungo i fianchi dell’aula sono disposti quattro altari minori: gli altari di S. Rocco e di S. Giuseppe sul fianco occidentale, gli altari dell’Addolorata e del S. Cuore sul lato opposto. I prospetti interni sono scanditi da semplici lesene su cui si imposta una cornice modanata che raccorda l’intera composizione; il presbiterio, introdotto da un arco trionfale a tutto sesto, è definito nelle angolate da semipilastri polistili; al centro della parete absidale è collocata la pala d’altare inserita in una cornice a edicola in marmi policromi. L’aula è coperta da una volta a botte ribassata, decorata al centro con un affresco eseguito dal pittore Rocco Pittaco nel 1866, raffigurante l’Ascensione di Maria; il presbiterio è sovrastato da una cupola ribassata, anch’essa decorata con affreschi del Pittaco; l’abside è coperta da una semicalotta sferica. Copertura a due falde con struttura lignea portante e manto in coppi di laterizio. La pavimentazione della navata è realizzata in lastre di marmo chiaro di Botticino; il presbiterio è pavimentato con piastrelle di marmo Botticino e nembro giallo posate a formare un disegno geometrico.
Pianta
Impianto planimetrico ad unica ampia aula rettangolare con asse maggiore longitudinale; presbiterio a pianta quadrangolare, di larghezza ridotta rispetto l’aula e rialzato di tre gradini, concluso da un’abside emergente a sviluppo semicircolare. Lungo i fianchi dell’aula sono disposti quattro altari minori, due per lato, alloggiati all’interno di modesti sfondamenti della sezione muraria: gli altari di S. Rocco e di S. Giuseppe sul fianco occidentale, gli altari dell’Addolorata e del S. Cuore sul lato opposto. L’ingresso principale, con bussola lignea interna, si apre al centro della parete di facciata ed è preceduto da una scalinata; sul fianco orientale dell’aula è presente un ingresso laterale; sul lato opposto si apriva un ulteriore ingresso, ora murato, al posto del quale è stata ricavata una nicchia in cui è conservato un altarino con la statua di S. Ambrogio. Sul fianco orientale del presbiterio un ambiente di disimpegno, accessibile dall’aula, consente di raggiungere la sacrestia, inserita all’interno dell’antica casa canonica che si sviluppa prolungandosi verso est. La torre campanaria si eleva addossata al fianco settentrionale della canonica, in prossimità dell’abside, con cui è posta in collegamento mediante un locale adibito a centrale termica.
Facciata
Facciata a capanna rivolta a meridione. Quattro paraste in pietra rossa della Lessinia, poggianti su altrettante zoccolature, reggono la trabeazione decorata con metope ed il sovrapposto frontone, ed inquadrano il portale d'ingresso rettangolare in pietra rosa locale, sormontato da un piccolo frontone retto da due mensolette modanate. Sopra il portale è aperto un rosone con vetrata policroma a dodici petali. Sul vertice sommitale campeggia un'elaborata croce di ferro, mentre sui vertici laterali sono collocate due urne acroteriali in pietra.
Strutture di elevazione
Le strutture di elevazione sono realizzate in muratura mista portante con prevalenza di conci di pietra calcarea locale legati con malta di calce. I paramenti esterni ed interni sono intonacati e tinteggiati.
Strutture di orizzontamento e/o voltate
L’aula è coperta da un’ampia volta a botte a profilo ribassato, con teste di padiglione ed unghie laterali, illuminata dalle finestrature sommitali che si aprono oltre la trabeazione dei fianchi laterali; al centro della volta un affresco eseguito dal pittore Rocco Pittaco nel 1866, raffigurante l’Ascensione di Maria; una sottile cornice dipinta sottolinea la geometria della superficie voltata. Il presbiterio è sovrastato da una cupola ribassata impostata su quattro pennacchi sferici, anch’essa decorata con affreschi del Pittaco; l’abside è coperta da una semicalotta sferica.
Le strutture voltate sono realizzate in canniccio intonacato, collegato ad un sistema di centinature lignee portanti vincolate alle travature della struttura di copertura mediante travetti.
Coperture
Copertura a due falde con struttura portante realizzata con un sistema di capriate lignee a schema statico semplice con monaco centrale; sono presenti contraffissi laterali in corrispondenza degli incastri nelle murature d’ambito; un sistema di travetti lignei collega la sottostante volta centinata alle catene delle incavallature. Orditura secondaria costituita da arcarecci e travetti lignei, su cui è posato il manto sottocoppo in tavelle di cotto; manto di copertura in coppi di laterizio.
Pavimenti e pavimentazioni
La pavimentazione dell’aula, realizza in piastrelle rettangolari di marmo chiaro di Botticino, è attraversata da due fasce ortogonali in corrispondenza degli assi principali, definite da semplici bordature laterali in marmo verde Alpi. Il piano del presbiterio, rialzato di tre gradini in marmo rosso Verona, è pavimento con piastrelle rettangolari di marmo Botticino alternate a piastrelle di nembro giallo, posate a formare un motivo geometrico.
Prospetti interni
L’ambiente interno della chiesa presenta un impianto spaziale ampio e luminoso, il cui insieme è caratterizzato da un sobrio ed armonico linguaggio architettonico e decorativo. I prospetti sono regolati dal ritmo del partito architettonico, scanditi in campate da semplici lesene su cui si imposta una cornice modanata che raccorda l’intera composizione. Nelle campate maggiori dei prospetti longitudinali dell’aula, l’ordine inquadra archi a tutto sesto con modanature in rilievo in cui sono inseriti gli altari minori; le campate intermedie sono suddivise in due registri sovrapposti da una cornice. Il presbiterio, introdotto da un arco trionfale a tutto sesto, è definito nelle angolate da semipilastri polistili che si raccordano alla trabeazione sommitale; sui prospetti laterali due ampie archeggiature in rilievo; al centro della parete absidale è collocata la pala d’altare inserita in una cornice a edicola in marmi policromi. Il trattamento cromatico interno è caratterizzato dalla bicromia della tinta neutra delle pareti e del nembro rosato locale utilizzato per gli elementi modanati.
Prospetti esterni
I prospetti esterni, intonacati e tinteggiati, sono caratterizzati da una geometria semplice e lineare, e conclusi da una cornice sottogronda a semplice modanatura; nella porzione superiore dei fianchi longitudinali dell’aula e del presbiterio si aprono le finestrature che illuminano l’ambiente interno, inserite in una specchiatura semicircolare. L’ingresso orientale, con contorni in pietra calcarea della Lessinia, è protetto da una lastra di pietra sorretta da mensole; lungo la parete occidentale è leggibile il profilo in pietra di un’apertura ora tamponata.
Campanile
Torre campanaria comunicante con l'abside tramite un locale di servizio. Essa apparteneva all'edificio seicentesco, dal quale era leggermente distaccata. Pianta quadrata, fusto privo di elementi architettonici di rilievo, edificato in conci squadrati di pietra locale. Una cornice marcapiano lo separava dall'antica cella campanaria, caratterizzata da una bifora a tutto sesto con capitello a stampella per ciascun lato. Il campanile venne innalzato nel XIX sec. con l'aggiunta di una seconda cella campanaria ad edicola sovrastante quella più antica. Copertura piana in lastre di pietra locale, sulla quale poggia un pinnacolo litico.
Adeguamento liturgico
presbiterio - aggiunta arredo (1970-1975)
L’intervento di adeguamento liturgico del presbiterio ha previsto la rimozione delle balaustre e l’inserimento di un altare provvisorio rivolto verso l’aula, successivamente sostituito dall’attuale altare in marmo. Si conserva l'altare maggiore pre-conciliare con il tabernacolo.
presbiterio - intervento strutturale (1970-1975)
Contestualmente all’intervento di adeguamento liturgico, si è rinnovata l’intera pavimentazione del presbiterio.
altare - aggiunta arredo (1990-1995)
Sostituzione della mensa provvisoria con un altare settecentesco in marmi policromi scolpito e intarsiato, rivolto verso l’aula.
sede - aggiunta arredo (2000)
Sedili mobili con intelaiatura lignea collocati su una pedana lignea come prolungamento del primo gradino della predella dell’altare maggiore pre-conciliare; sono presenti sedili per i concelebranti e ministranti lungo il fianco orientale del presbiterio.
ambone - aggiunta arredo (1997-1998)
Leggio in legno su base in pietra calcarea rosata della Lessinia, decorato con una colomba scolpita in marmo bianco, collocato in posizione avanzata verso l'aula, a lato dell'altare.