chiese italiane censimento chiese edifici di culto edifici sacri beni immobili patrimonio ecclesiastico beni culturali ecclesiastici beni culturali della Chiesa cattolica edilizia di culto restauro adeguamento liturgico Molina Fumane Verona chiesa parrocchiale Sant'Urbano Parrocchia di Sant'Urbano Pianta; Facciata; Strutture di elevazione; Strutture di orizzontamento e/o voltate; Coperture; Pavimenti e pavimentazioni; Prospetti interni; Prospetti esterni; Campanile presbiterio - aggiunta arredo (2000); altare - aggiunta arredo (2000); sede - aggiunta arredo (2000); ambone - aggiunta arredo (2000) XV sec. - XVI sec. (origini e costruzione intero bene); 1541 - 1553(costruzione intero bene); 1893 - 1893(erezione in Rettoria carattere generale); 1904 - 1910(demolizione e ricostruzione intero bene); 1915/01/01 - 1915/01/01(erezione in Parrocchia carattere generale); 1923/08/16 - 1923/08/16(consacrazione carattere generale); 2007 - 2007(restauro e consolidamento statico intero bene)
Chiesa di Sant'Urbano
Tipologia e qualificazione
chiesa parrocchiale
Denominazione
Chiesa di Sant'Urbano <Molina, Fumane>
Ambito culturale (ruolo)
rinascimentale (origini e costruzione)
rinascimentale (costruzione)
neoclassico (demolizione e ricostruzione)
architettura contemporanea (restauro e consolidamento statico)
Notizie Storiche
XV sec. - XVI sec. (origini e costruzione intero bene)
Le prime notizie sulla presenza di un edificio di culto a Molina si desumono dalle visite pastorali del Cinquecento, che segnalano un modesto oratorio, dipendente dalla parrocchiale di Breonio. E' comunque probabile che le origini di tale edificio siano ancora più antiche.
1541 - 1553 (costruzione intero bene)
Nel 1541, il vescovo Giberti (1524-1543), in visita pastorale a Molina, dispose che venisse edificata dagli uomini del posto una nuova chiesa. Quando nel 1553 giunse in visita il vescovo Lippomano (1548-1558) la chiesa era stata ultimata e intitolata a Sant'Urbano.
1893 (erezione in Rettoria carattere generale)
Nell'anno 1893 il cardinale Luigi di Canossa (1861-1900) promosse a Rettoria la chiesa di Sant'Urbano. Nell'occasione, venne costruito anche un nuovo cimitero.
1904 - 1910 (demolizione e ricostruzione intero bene)
Agli inizi del XX sec., viste le condizione fatiscenti e le ridotte dimensioni della chiesa cinquecentesca, si decise di smantellarla (tranne il campanile, che venne mantenuto ed è tutt'ora utilizzato) per edificarne una ex novo, spostatndone il sedime di qualche metro. I lavori presero il via nel 1904 e si conclusero nel 1910.
1915/01/01 (erezione in Parrocchia carattere generale)
Il 1 gennaio del 1915, dopo aver ricevuto il nullaosta da parte del parroco di Breonio, da cui dipendeva, la chiesa di Molina ottenne il decreto di erezione a Parrocchia.
1923/08/16 (consacrazione carattere generale)
La nuova chiesa, eretta in stile neoclassico, venne consacrata il 16 agosto del 1923 dal vescovo di Verona (originario proprio di Molina) Bartolomeo Bacilieri (1900-1923).
2007 (restauro e consolidamento statico intero bene)
Nel 2007 la chiesa di Sant'Urbano è stata interessata da importanti lavori di restauro e consolidamento statico, sotto la direzione dell'arch. Massimo Donisi.
Descrizione
Il paese montano di Molina fa parte del Comune di Fumane. A Molina un primo edificio di culto è attestato sul finire del Quattrocento ma è probabile che le sue origini siano ancora più antiche. Nel corso del Cinquecento l'edificio venne ricostruito e ingrandito. Tra il 1904 ed il 1920 venne nuovamente riedificato assumendo la fisionomia attuale. Nel 1915 la chiesa fu eretta in Parrocchia col titolo di Sant'Urbano.
Esternamente si presenta con facciata neoclassica, scandita da due coppie di lesene. Il campanile appartiene all'edificio cinquecentesco ed è isolato e staccato di qualche metro dalla chiesa. Impianto planimetrico ad unica aula rettangolare, presbiterio quadrangolare rialzato di tre gradini concluso con abside semicircolare; lungo i fianchi laterali della navata, in posizione centrale, si aprono due semi-cappelle in cui trovano sede l’altare del Sacro Cuore, sul lato destro, e l’altare della Madonna, sul lato opposto. I prospetti interni dell’aula sono scanditi da lesene e semicolonne d'ordine corinzio, a sostegno dell’alta trabeazione modanata che percorre l’intero perimetro interno; le campate comprese tra gli elementi del partito architettonico sono suddivise in due registri sovrapposti da una sottile cornice modanata; al centro della parete absidale una nicchia ospita la statua di Sant’Urbano. Aula e presbiterio sono coperti da un sistema di volte a vela alternate a volte a botte con unghie laterali, scandite da costolonature in aggetto; l’abside è coperta da una semicalotta sferica. Copertura a due falde con struttura portante costituita da incavallature lignee a cui si affiancano strutture reticolari in acciaio; manto in coppi di laterizio e lastre di pietra calcarea della Lessinia. Le pavimentazioni dell’aula è realizzata in lastre di pietra bianca e marmo rosso Verona; il presbiterio è caratterizzato da un disegno pavimentale con un motivo geometrico policromo, realizzato con elementi in marmo rosso Verona, nero di Canale e biancone.
Pianta
La chiesa presenta un impianto planimetrico ad unica aula rettangolare ad asse maggiore longitudinale, con le angolate interne raccordate da tratti murari curvilinei; lungo i fianchi laterali della navata, in posizione centrale, si aprono due semi-cappelle emergenti, ospitanti l’altare del Sacro Cuore sul lato destro, e l’altare della Madonna sul lato opposto. Il presbiterio, ridotto in larghezza rispetto l’aula e rialzato di tre gradini, presenta una pianta quadrangolare e si conclude con abside emergente a sviluppo semicircolare. Sul lato meridionale del presbiterio si affianca il corpo edilizio che ospita la sacrestia, in comunicazione diretta con la zona absidale mediante un’apertura, e accessibile dall’esterno con il passaggio da un ambiente di disimpegno comune anche all’ingresso laterale della chiesa. Sul fianco opposto del presbiterio si addossa un fabbricato adibito a cinema e teatro parrocchiale, che si prolunga fino ad addossarsi al volume emergente della semi-cappella laterale. L’ingresso principale, con bussola lignea interna, si raggiunge risalendo i cinque gradini della scalinata esterna. L’ingresso minore si apre lungo il fianco meridionale dell’aula, nella campata successiva alla cappella del Sacro Cuore, preceduto da un vestibolo cui si accede superando un gradino esterno e la soglia rialzata dell’ingresso.
Facciata
La facciata della chiesa di Sant'Urbano è in stile neoclassico. Due coppie di lesene poggianti su due alti basamenti e terminanti con capitelli di tipo ionico sostengono un architrave sul quale si innesta un elegante frontone triangolare con cornice dentellata, nel cui timpano si apre una piccola finestra circolare. Il semplice portale di ingresso è protetto da un piccolo protiro. Subito sopra l'ingresso, una lapide murata ricorda la data di fondazione dell'edificio, il 1912, e l'importante contributo dato dall'illustre concittadino, il cardinale Bartolomeo Bacilieri.
Strutture di elevazione
L’area di sedime su cui sorge l’attuale parrocchiale corrisponde alla sommità di un poggio, localizzato alle spalle della zona absidale, che anticamente discendeva bruscamente in senso trasversale e gradualmente in senso longitudinale, dal suddetto punto sommitale fino alla base del terrazzamento antistante la chiesa. La costruzione della chiesa, posizionata su questo terreno pendente, comportò la realizzazione di un solido basamento di fondazione. Le strutture di elevazione sono realizzate in muratura portante di pietra locale, con una differenziazione nella geometria e nell’apparecchiatura degli elementi costituenti a seconda della resistenza della struttura di fondazione: la struttura muraria a nord è realizzata in corsi di lastame con orizzontamenti ben definiti, la muratura a sud e le strutture trasversali presentano invece un'apparecchiatura più grossolana realizzata in conci e scapoli di pietra locale, in corrispondenza di un masso fondale più stabile.
Strutture di orizzontamento e/o voltate
Lo spazio interno corrispondente alla navata è coperto da una controsoffittatura suddivisa in cinque campate di ampiezza variabile simmetriche rispetto l’asse trasversale, separate da costolonature in aggetto. La volta a vela centrale, corrispondente alla campata più ampia, è compresa tra due tratti di volte a botte con unghie laterali; le campate minori poste alle estremità sono coperte superiormente da una breve porzione di volta a botte. Gli ambienti delle cappelle laterali sono coperti da una volta a botte, preceduta da un’archeggiatura affiancata ad una costolonatura a tutto sesto. Il presbiterio è sovrastato da una volta a vela; l’abside è coperta da una semicalotta sferica tripartita da due costolonature in lieve aggetto e convergenti in sommità. Le strutture voltate sono realizzate in con listellature lignee intonacate collegate ad un sistema di centinature lignee portanti.
Coperture
La copertura a due falde posta superiormente alla navata, è realizzata con un sistema di quattro capriate lignee, prive di monaco e tirante, con funzionamento a travi reticolari. Un recente intervento di consolidamento statico della struttura di copertura, interessata da importanti fenomeni di dissesto, ha comportato la messa in opera di strutture reticolati in acciaio poste in affiancamento su entrambi i lati alle suddette incavallature lignee. L’orditura secondaria, di tipo tradizionale, è costituita da arcarecci e correntini; il manto di copertura, posato su un tavolato ligneo, è di tipo misto: in coppi di laterizio nella parte sommitale, in lastre di pietra della Lessinia nella fascia di imposta delle falde del tetto.
Pavimenti e pavimentazioni
Le pavimentazioni dell’aula, realizzata in lastre di pietra bianca della Lessinia, è attraversata da due fasce in marmo rosso Verona tra loro ortogonali che segnano i due assi principali della navata. Le lastre pavimentali sono posizionate al di sopra di muretti in pietrame e malta, realizzati direttamente sul terreno costipato, che consentono la formazione di un’intercapedine isolante; con un recente intervento di restauro si è provveduto alla posa di uno strato di scheggioni lavati di cava con funzione drenante ed isolante. Il piano pavimentale delle cappelle laterali, rialzato rispetto al livello dell’aula, è realizzato in lastre di marmo rosso Verona. Il presbiterio, cui si accede superando tre gradini in marmo rosso Verona, è caratterizzato da un disegno pavimentale con un motivo geometrico policromo, realizzato con elementi in marmo rosso Verona, nero di Canale e biancone. La pavimentazione della zona absidale è realizzata con quadrotte alternate in marmo rosso Verona e biancone posate a corsi obliqui.
Prospetti interni
I prospetti interni dell’aula sono scanditi in cinque campate di differente ampiezza dalle lesene dell’ordine corinzio, a cui si affiancano semicolonne del medesimo ordine in corrispondenza delle angolate a sostegno dell’arco trionfale, dell’arcone in controfacciata, e degli archi che introducono le cappelle laterali. Superiormente agli elementi aggettanti del partito architettonico si imposta l’alta trabeazione modanata che percorre l’intero perimetro interno, interessando anche le pareti d’ambito delle cappelle laterali ed estendendosi fino al vano absidale ed alla controfacciata. Al di sopra di essa si aprono le finestrature che illuminano l’ambiente interno (aperte solo quelle sul fianco meridionale). Le campiture comprese tra gli elementi del partito architettonico sono suddivise in due registri sovrapposti da una sottile cornice modanata, posta alla quota corrispondente ai capitelli dei piedritti degli archi che inquadrano, nelle cappelle laterali, gli altari minori. Il presbiterio, inquadrato dall’arco trionfale con ghiera madonata e introdotto da una balaustra in marmo, presenta i prospetti laterali compresi tra due fasci di lesene dell’ordine; la parete absidale, lungo il cui perimetro si svolge il coro ligneo, è suddivida in tre campate dalle lesene dell’ordine: nel settore centrale una nicchia ospita la statua di Sant’Urbano, mentre nelle scansioni laterali si aprono alte finestrature rettangolari. Le cappelle laterali, inquadrate da un’archeggiattura a tutto sesto con ghiera dell’arco modanata, presentano i prospetti laterali percorsi in sommità dall’alta trabeazione modanata, oltre la quale si imposta, sulle parete di fondo, un’ampia finestratura semicircolare di tipo termale. Gli altari, addossati alla parete d’ambito, sono inquadrati da un arco a tutto sesto in aggetto e posti su un piano in marmo rosso Verona. Sulla parete di controfacciata, ad unica campata compresa tra gli elementi compositi del partito architettonico, un arco a tutto sesto in aggetto inquadrata la bussola lignea di ingresso; nel registro superiore, oltre la trabeazione, è riproposto il tema dell’arco trionfale con arco a ghiera modanata.
Prospetti esterni
I prospetti laterali della chiesa e dei corpi di fabbrica annessi si presentano semplicemente intonacati e tinteggiati, privi di elementi architettonici o decorativi in aggetto, caratterizzati unicamente dalle forometrie che interrompono la continuità muraria, tra le quali domina l’ampia finestratura semicircolare di tipo termale in corrispondenza della cappella emergente lungo il fianco meridionale. Una zoccolatura con rivestimento in lastre della Lessinia percorre alla base il prospetto meridionale.
Campanile
La torre campanaria che si leva attualmente distaccata dalla parrocchiale, un tempo formava un unico complesso con l'antica chiesa cinquacentesca. Imponente e massiccia si innalza su un ampio basamento che si allarga verso la quota del terreno. Il fusto è edificato interamente in pietra delle Lessinia. La muratura corrente è costituita da pietre di dimensioni minori di quelle utilizate per le cornici e le paraste di spigolo. La cella campanaria ad edicola è separata dal fusto da una ceornice aggettante. La copertura a cuspide non è stata completata. E' visibile solo il suo basamento, quadrato e non ottagonale come in altri campanili della zona, e delle stesse dimensioni della cella campanaria sottostante.
Adeguamento liturgico
presbiterio - aggiunta arredo (2000)
Nuova area liturgica su pedana in legno con altare rivolto verso l'aula, ambone in legno e sede del celebrante, posizionata sul piano della navata a prolungamento del primo gradino di accesso all’antico presbiterio. Il presbiterio originale si conserva pressoché inalterato, conservando l’originaria balaustra e l’altare maggiore pre-conciliare con il tabernacolo.
altare - aggiunta arredo (2000)
Nuova mensa in legno rivolta verso l'assemblea.
sede - aggiunta arredo (2000)
Sedili mobili in legno; sede del celebrante rialzata su pedana.