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Chiesa della Beata Vergine dei Miracoli
Tipologia e qualificazione
chiesa parrocchiale
Denominazione
Chiesa della Beata Vergine dei Miracoli <Saronno>
Altre denominazioni
Sanuario di Saronno
Autore (ruolo)
Amadeo, Giovanni Antonio (progettazione tiburio)
Luini, Bernardino (decorazione interni)
Ferrari, Gaudenzio (decorazione interni)
Legnani, Stefano Maria (apparati decorativi pittorici)
Tibaldi, Pellegrino (progettazione facciata)
Seregni, Vincenzo (ampliamento chiesa)
Ambito culturale (ruolo)
rinascimento lombardo (progettazione chiesa)
Notizie Storiche
1498 (costruzione intero bene)
In Lombardia alla fine del Quattrocento iniziano a sorgere santuari dedicati alla Madonna durante un momento difficile per la Chiesa Cattolica. In questo contesto viene costruito, a partire dal 1498 (8 maggio), il Santuario di Saronno, sostituendo le modeste cappelle preesistenti per celebrare il miracolo del Pedretto con un tempio grandioso. Per la costruzione vengono chiamati gli artisti più celebri del Rinascimento lombardo, come Giovanni Antonio Amadeo, Bernardino Luini, Gaudenzio Ferrari, Paolo della Porta, Andrea da Milano, Giulio Oggiono, Bernardino Lanino, Vincenzo Seregni, Aurelio e Giampiero Luini, Pellegrino Tibaldi, Benedetto Antegnati, Camillo e Giulio Cesare Procaccini, Carlo Buzzi, Stefano Legnani e altri ancora. Il progetto globale, di autore ignoto, prevede la prima pianta del Santuario ad impianto centrale, ispirata al gusto corrente del rinascimento lombardo.
1505 (progettazione tiburio)
Giovanni Antonio Amadeo progetta il tiburio del Santuario.
1507 - 1508 (progetto intero bene)
Nel 1507 è terminata la casa dei deputati. Nel 1508 si completa la costruzione della cupola progettata da Giovanni Antonio Amadeo.
1516 (costruzione campanile)
Nel 1516 viene ultimato il poderoso campanile, progettato dall'architetto Paolo della Porta.
1521 (completamento interno)
Andrea da Corbetta (scultore) e Alberto da Lodi o Maleguli (decoratore) eseguono il gruppo scultoreo di legno dipinto e dorato de La Deposizione. Ad opera degli stessi autori è il gruppo scultoreo di legno dipinto e dorato dell'Ultima Cena collocato nella cappella frontale alla precedente opera.
1525 - 1531 (completamento interno)
Bernardino Luini affresca l’abside, il presbiterio e l’anti-presbiterio. La Presentazione al Tempio e l'Adorazione dei Magi furono realizzati nel 1525, seguite successivamente da la Disputa e lo Sposalizio della Vergine.
1532 - 1535 (completamento interno)
Nel 1532, Gaudenzio Ferrari è incaricato della realizzazione delle decorazioni pittoriche della cupola: dal 5 aprile al 23 giugno del 1535 dipinge centoventisei figure di angeli musicanti e putti, cinquanta strumenti musicali diversi. Gaudenzio - a copertura dell'originale graffito - correda con tondi in cui sono narrate le storie di Adamo e di Eva.
1545 - 1546 (completamento cupola)
Gaudenzio Ferrari affresca i quattro tondi dei pennacchi che sorreggono la cupola con scene dell’Antico Testamento: Creazione di Eva, Tentazione del Serpente, Cacciata dall’Eden, Fatica del Lavoro. L'opera viene ultimata da Bernardino Lanino, dopo la morte di Gaudenzio avvenuta il 31 gennaio 1546. Intanto Andrea da Corbetta intaglia il Padre eterno e comincia l'Assunta che è ultimata dal cugino Battista. I Profeti e sibille sono di Giulio da Oggiono o Oggioni. Tutte le opere sono dipinte da Laberto da Lodi o Maleguli.
1546 (costruzione sacrestia)
Viene costruita la sacrestia, su progetto di Cristoforo Lombardi.
1556 - 1583 (ampliamento intero bene)
Vincenzo Seregni (o da Seregno o Dall’Orto) progetta l'ampliamento del tempio: tre navate a cinque campate con matroneo superiore. Vengono costruite le prime tre campate; le ultime due verranno completate nel 1583.
1578 - 1630 (costruzione facciata)
Pellegrino Tibaldi viene invitato da san Carlo Borromeo a progettare la facciata del Santuario, che si completerà nel 1612. L'opera manierista provoca molti dissensi, al punto che nel 1630 l'ingegnere Carlo Buzzi progetta un alleggerimento della facciata rialzandola con una balaustra a supporto della Madonna Assunta e di quattro angeli, realizzata nel 1658.
1586 - 1964 (costruzione organo)
Nel 1583 la chiesa viene dotata, come ringraziamento per la fine della peste, di un organo collocato in armonia con la costruzione: l'incarico è affidato alla grande famiglia di organari lombardi, gli Antegnati. L'organo viene sostituito nel 1964 con un organo seriale della Ditta Balbiani di Milano, per sostenere il peso del quale viene fatto un getto in calcestruzzo nella parte centrale sopra la balconata. Tutto l'impianto elettrico e le tastiere vengono mascherate con una cimasa, assemblata dagli Artigianelli con materiale di riuso.
1631 - 1633 (completamento navata centrale)
Vengono avviati i lavori per la ricca decorazione della volta a botte ad opera dell'ing. Vincenzo Ciniselli, per mano di Giacomo Bono e Francesco Sala.
1670 - 1699 (rifacimento navate laterali)
Gli altari laterali dedicati a S. Anna e al Battista e le volte delle rispettive navate laterali vengono decorate e rinnovate a partire dall'ultimo quarto del XVII secolo.
1747 (progettazione cantoria)
Realizzazione dell'attuale cantoria ad opera di Francesco Gerosa, integrando la lastra inferiore del sepolcro posizionato sotto la statua dell'Assunta, precedentemente modificato dal Tibaldi per la collocazione dell'organo.
1817 - 1830 (restauro cappella laterale)
Ad opera di Pompeo Marchesi e Luigi Cagnola viene riprogettata la cappella della Deposizione, in cappella della Pietà, il cui altare verrà nel 1961 spostato nella cappella del sagrato con la ricollocazione nella preesistente cappella del gruppo statuario di Andrea da Corbetta.
1897 - 1902 (completamento navata centrale)
Viene realizzato il pulpito maggiore: grandiosa struttura lignea ideata da Pasquale Tettamanzi e modellata da Antonio Pirovano. La struttura è addossata all'ultimo pilastro di sinistra della navata centrale.
1953 - 1954 (restauro intero bene)
L'edificio, uscito illeso dalla seconda guerra mondiale, viene subito sottoposto ad un importante ciclo di restauri degli affreschi, al quale si legano i nomi del pittore Mario Rossi di Varese e dell'architetto Ferdinando Reggiori. In particolare l'intervento di restauro al tamburo e alle lunette della cupola mette in evidenza tracce dei graffiti dell'originaria decorazione.
1961 (restauro intero bene)
Viene eseguito il restauro della facciata a cura della ditta Palazzi con sostituzione di parti con pietra di Viggiù. Contemporaneamente viene previsto un intervento di deumidificazione delle murature e il restauro della volta della navata centrale ad opera di Franco Milani.
1980 - 1989 (restauro intero bene)
Negli anni ottanta del novecento si affronta un altro ciclo di restauri, che riguarda soprattutto il degrado delle pietre e degli stucchi. Nel 1988 viene eseguito, per somma urgenza, il restauro e consolidamento del tiburio (arch. Alberto Artioli). Tra il 1984 e il 1990 viene restaurato il campanile (arch. Francesco Ceriani).
1992 - 1997 (restauro interno)
Si susseguono una serie di interventi conservativi degli apparati scultori: nel 1992 l'impresa Formica si occupa della facciata principale. Nel 1994 la restauratrice Carola Ciprandi restaura il Cenacolo. Claudio Fociani, con dott. Pietro Marani in qualità di D.L., nel 1997 restaura la calotta affrescata da Gaudenzio Ferrari.
2010 - 2014 (restauro intero bene)
Intervento manutentivo dei due gruppi scultorei lignei dipinti e dorati, situati nel presbiterio del Santuario, raffiguranti La Deposizione e Il Cenacolo (o L'Ultima cena), autore Andrea da Corbetta. Nell'anno successivo viene condotto il restauro di venti statue lignee dipinte e dorate, raffiguranti i Profeti e le Sibille (1539/1542) ricollocate nel 2014 nelle nicchie del tiburio ad opera della restauratrice Carola Ciprandi e della dr.ssa Marelli in qualità di direttore lavori.
2011 (restauro portone)
Restauro del portone centrale della facciata principale (arch. Roberto Segattini)
2014 - 2015 (restauro intero bene)
Viene affidato l'incarico all'arch. Carlo Mariani per il completamento del restauro interno del tiburio del Santuario Beata Vergine dei Miracoli, il restauro degli affreschi, la conservazione delle sculture di legno dipinto e dorato de Il Padre Eterno, l'Assunta con dei putti e raggiera, l’adeguamento impiantistico.
2015 (restauro opere d'arte)
Restauro della statua in terracotta dipinta e dorata, raffigurante "Madonna col Bambino" - epoca XV - XVI sec. collocata nella nicchia absidale della chiesa parrocchiale.
Descrizione
Il Santuario Beata Vergine dei Miracoli di Saronno è un esempio emblematico del Rinascimento lombardo dove hanno lavorato i più eminenti protagonisti dell’epoca.
Il primo nucleo a pianta centrale, costruito nel XVI secolo, era composto da un vano quadrato coperto a cupola con tiburio poligonale esterno, su progetto dell'Amadeo, e affiancato da due ampie cappelle laterali, dall'antipresbiterio e dal presbiterio. Fu ampliato da Cristoforo Lombardi (sacrestia) e da Vincenzo Seregni con la costruzione dell'avancorpo a tre navate e cinque campate, a cui collaborò lo stesso Pellegrino Tibaldi e dell'attuale facciata.
Esternamente il tiburio dodecagonale, che racchiude la cupola, presenta sopra una fascia decorata con motivi a bassorilievi a rombo, un loggiato esterno diaframmato da bifore con eleganti colonnine decorate con protomi angeliche al di sopra delle quali due livelli di falda successivi chiudono su una lanterna a base esagonale con oculi ciechi e una doppia calotta.
Il campanile, sul lato settentrionale della chiesa, presenta un impianto quadrangolare scandito da paraste angolari e marcapiani che segnano lo sviluppo verticale dell'elemento. Ai primi tre ordini con paraste intonacate e sfondati in laterizio facciavista segue un ordine intonacato e sempre caratterizzato da strette aperture rettangolari in mezzeria dei prospetti. Superiormente un piano con bifore e la cella campanaria ad impianto poligonale.
La facciata, realizzata dal 1595 sotto la direzione di Lelio Buzzi su progetto di Pellegrino Tibaldi, si presenta di stile manierista organizzata in due ordini entrambi scanditi nei cantonali e nella partizione intermedia da colonne binate di dimensioni monumentali, doriche al primo, ioniche al secondo. Impostate su un'alta zoccolatura, sorreggono un fregio dorico a metope e triglifi nell'ordine inferiore e un fregio ionico nell'ordine superiore. La parte centrale della facciata è articolata nel protiro che introduce al portale centrale con due pilastri rastremati verso il basso in cui si inseriscono due telamoni e un ampio frontone a due spioventi, il culmine del quale supera il tetto del fregio dorico fino a raggiungere quasi la balaustrata di un'ampia serliana posizionata centralmente. Affiancano il protiro due nicchie con timpano ricurvo contenenti Sibille. I tre portali sono sovrastati da timpani spezzati contenenti ad altorilievo episodi significativi della vita della Vergine. Nell'ordine superiore, ai lati della serliana, entro nicchie a timpano ricurvo appaiono due profeti; superiormente il frontone contiene una grande tabella con la dedicazione al Santuario affiancata da due ghirlande. Conclude la facciata la balaustra con le piramidi e le statue, rialzo operato da Carlo Buzzi.
Internamente il manufatto registra il susseguirsi di importanti campagne decorative a partire dal XVI e per tutto il XVII secolo: dalla decorazione pittorica dell'originaria struttura architettonica di fine quattrocento ad opera di Giorgio da Saronno all'opera di Alberto da Lodi, al ciclo pittorico di Bernardino Luini nell’abside, nel presbiterio e nell'antipresbiterio, alla cupola affrescata da Gaudenzio Ferrari con tre girotondi di angeli festanti e musicanti che accompagnano l’Assunta all'incontro con l’Eterno Padre. Le venti statue de i Profeti e le Sibille collocate nelle nicchie del tamburo che sorregge la cupola sono opera di Giulio da Oggiono, dipinte da Alberto da Lodi, come anche i gruppi lignei del Cenacolo e de La Deposizione nelle cappelle laterali all'antipresbiterio. La complessa elaborazione architettonica della volta a botte della navata centrale, al cui centro compaiono le glorie della Vergine, è opera dell'ing. Vincenzo Ciniselli, realizzata da Giacomo Bono e Francesco Sala. Le navate laterali cieche terminano con due cappelle: quella di destra dedicata a San Giovanni Battista; quella di sinistra dedicata a S. Anna, in entrambi si trovano opere del Legnanino.
Pianta
Il Santuario, sebbene si presenti attualmente ad impianto basilicale con una sorta di transetto contenuto nella larghezza della chiesa, ha un impianto misto: longitudinale a tre navate (con le navate laterali cieche) e matroneo superiore nell'aula dei fedeli e un impianto centrale per la zona presbiterale, composto da un vano quadrato coperto a cupola su pennacchi, affiancato da due ampie cappelle laterali e terminante nel presbiterio e catino absidale (cappella maggiore).
Struttura
Murature in laterizi e malta.
Coperture
Struttura di copertura in elementi di orditura primaria e secondaria lignea; manto in coppi per le falde della navata della chiesa; lastre in rame per il manto del tiburio e del campanile.
Pavimenti e pavimentazioni
Pavimentazioni opera di Andrea Castello in marmo lavorato e policromo: nella navata centrale partizioni geometriche; in quella laterale motivi a giglio agli angoli e rosa celtica al centro. Le composizione decorative pavimentali richiamano i motivi pellegriniani per il Duomo di Milano.
Elementi decorativi
Complesso degli affreschi che ornano le pareti dell'abside, del presbiterio (Presentazione al Tempio; Adorazione dei Magi), dell'antipresbiterio (Sposalizio; Disputa tra i dottori) e di quelle sottostanti la cupola ad opera di Bernardino Luini.
Elementi decorativi
Decorazione della cupola con gli Angeli musicanti ad opera di Gaudenzio Ferrari.
Opere d'arte
Gruppi lignei del Cenacolo e de La Deposizione di Andrea da Corbetta e Alberto da Lodi nelle cappelle laterali al corpo centrale. Statue del Padre Eterno, dell'Assunta, le venti statue de I Profeti e Le Sibille, opera di Giulio Oggiono, tutte dipinte da Alberto da Lodi.
Campanile
Opera eretta il 1516 da Paolo Della Porta; presenta un impianto quadrangolare scandito da paraste angolari e marcapiani che segnano lo sviluppo verticale dell'elemento. Ai primi tre ordini con paraste intonacate e sfondati in laterizio facciavista segue un ordine completamente intonacato e sempre caratterizzato da strette aperture rettangolari in mezzeria dei prospetti. Superiormente un piano con bifora e cella campanaria ad impianto poligonale.
Opere d'arte
Oltre alla vetrata cinquecentesca del presbiterio e quella dell'abside (non originale), vetrate artistiche in controfacciata realizzate da Ludovico Pogliaghi e Pompeo Bertini dal 1892 al 1907.
Elementi decorativi
Affreschi delle cappelle di S. Anna e S. Giovanni Battista e il Redentore della portina del tabernacolo maggiore opere di Stefano Maria Legnani detto il Legnanino.
Opere d'arte
Volta a botte suddivisa in cinque campate con una complessa elaborazione architettonica al cui centro compaiono le glorie della Vergine. Opera ideata dall'ing. Vincenzo Ciniselli a partire dagli anni trenta del seicento.
Elementi decorativi
Volte navate laterali decorate dal 1679 da una prestigiosa equipe di artisti: Federico Bianchi (prima, terza, quinta campata di destra); Giovanni Stefano Doneda il Montalto (seconda e quarta cappella di destra e di sinistra); Federico Pansa (prima, terza e quinta cappella di sinistra).
Opere d'arte
Pulpito ligneo ideato da Pasquale Tettamanzi e modellato da Ambrogio Pirovano, realizzato tra il 1897 e il 1902.
Opere d'arte
Pala di Filippo Abbiati e Luca Borromeo nella cappella del Battista.
Opere d'arte
Altare della cappella della Pietà, ad opera di Pompeo Marchesi e Luigi Cagnola, dal 1961 collocato nella cappella del sagrato.
Opere d'arte
Affreschi delle scene dell'Antico Testamento e figure dei Santi nelle pareti verticali sotto il tiburio, ad opera di Bernardino Lanino e Cesare Magni. Aurelio e Gianpiero Luini dipingono il Sacrificio di Abramo.
Opere d'arte
Bernardo Giudici e Francesco Buzzi realizzano le colonnette delle inferriate della Cappella della Deposizione (1693) e l'anno successivo quelle del Cenacolo.
Opere d'arte
Dal 1597 al 1598 Camillo Procaccini realizza le tre tele disposte sui lati della cappella dell'Ultima Cena: Servitori, Orazioni nell'orto, Bacio di Giuda
Altare maggiore
Nel 1595 progetto del nuovo altare realizzato da Giovanni Battista Mangone su disegno di Lelio Buzzi.
Adeguamento liturgico
altare - aggiunta arredo (1968)
Viene aggiunto l'attuale altare collocato nell'antipresbiterio per rispondere alle esigenze liturgiche post-conciliari, utilizzando come elementi di sostegno due angeli che provengono dall'Altare della Traslazione, altare voluto da S. Carlo, realizzato da Giacomo Barono con l'aiuto di maestranze intelvese e distrutto quasi totalmente nel 1930.