| Notizie Storiche |
V - IV (Notizie storiche Carattere generale)
Le ricerche storiche attestano l’esistenza nel territorio di Paderno di abitazioni antecedenti all’epoca romana, in particolare sono le mappe della viabilità che ne identificano i luoghi e i toponimi. In particolare, la strada che conduceva da Milano a Como chiamata ancora oggi Comasina identificabile sul territorio dalle pietre miliari, identificava chiaramente che la VII lapidem era collocata presso Cassina Amata. All’inizio dall’età imperiale romana, e prima ancora della diffusione del cristianesimo sorgevano sul territorio abitazioni a: Paderno, Dugnano, Cassina Amata Incirano e Palazzolo. Cassina Amata dovrebbe derivare dal nome delle famiglie lombarde Omati o Amati. A seguito della cristianizzazione molte pietre miliari furono trasformate in edicole devozionali.
XIII - XIV (Notizie storiche Carattere generale )
Il primo documento certo in cui appare indicata la località di Cassina Amata risale al XIII secolo, mentre notizie certe di carattere religioso si hanno solo nel XIV secolo, quando Cassina Amata risulta dipendere da tempi memorabili dalla chiesa di Incirano di S. Maria, sorta tra l’Alto e il Basso Medioevo e affidata agli umiliati e indicata anche nel “Liber Notitiae Sanctorum Mediolani” attribuito a Goffredo da Bussero e scritto prima del 1290.
1568 (Notizie storiche Preesistenze )
La prima notizia di un luogo di culto a Cassina Amata, in cui venivano celebrate tutte le funzioni liturgiche della parrocchia e dove aveva residenza stabile un parroco, si hanno nella visita alle chiese della pieve di Desio, effettuata nel 1568 dal Gesuita Leonetto Clivone, inviato da San Carlo Borromeo. Clivone descrive la chiesa di Cassina Amata quale sussidiaria della chiesa parrocchiale di S. Maria in Incirano
La chiesa viene descritta lunga 19 braccia, larga 10 e antica, con due altari: il maggiore collocato in una cappella dipinta e quello dedicato a S. Maria posto in una piccola cappella a destra del campanile. Confinate con la chiesa vi era la casa del sacerdote (Giovanni Maria Leoni) disposta su due piani e con giardino. La visita richiedeva la chiusura del cimitero e l’apertura di una porta dalla casa parrocchiale verso la via pubblica, e di erigere la chiesa di Cassina Amata a parrocchia, aggregandovi Cassina Nuova.
1573 - 1597 (Notizie storiche Carattere generale)
Il progetto pastorale di erigere una nuova chiesa a Cassina Amata era sostenuto dal prevosto di Bollate, con l’intento di poter ampliare la sua pieve. Nel luglio del 1573, durante la visita pastorale del card. Borromeo, il prevosto richiamò l’attenzione del Cardinale sul tema. Don Cermenati, allora prevosto di Desio, non volendo perdere la parrocchia di Dugnano diede inizio ad un piccolo “casus belli” che fece sì che l’erezione a parrocchia di Cassina Amata non avvenisse nel periodo in cui fu vescovo di Milano San Carlo Borromeo. San Carlo durante la visita a Cassina Amata e Incirano nel luglio del 1579 trovò una situazione del tutto simile a quella riscontrata dal suo predecessore nel 1568: una chiesa consacrata e usata come luogo di sepoltura. La visita del 1597 di mons. Cipolla mise in evidenza la posizione preminente della chiesa di Cassina Amata rispetto a Incirano sia per il numero di presenze che per disponibilità economiche elementi fondamentali per la sua erezione a parrocchia
1603 - 1608 (Erezione a parrocchia Carattere generale)
Il Seicento (1608) si aprì con l’erezione a parrocchia di Cassina Amata e la conseguente aggregazione di Cassina Nuova che venne staccata da Dugnano, a quest’ultimo venne aggregato Incirano. La creazione della parrocchia avvenne nonostante il perdurare delle difficoltà economiche in cui versava la comunità amatese e i continui richiami del nuovo parroco Giovanni Battista Negri succeduto il 10 ottobre 1603 a don Pietro Mandelli (1590-1603) nei confronti degli abitanti, sollecitati anche dal richiamo del card. Federico circa la necessità di un congruo aumento del reddito dell’istituzione stessa.
1608 - 1613 (Notizie storiche Carattere generale )
Nonostante nel 1608 fosse stato stipulato un atto tra il parroco Giovanni Battista Negri e i rappresentanti della comunità amatese, che obbligava tutti a versare annualmente al parroco, a titolo di primizia, una percentuale del raccolto di segale e miglio in rapporto al numero di abitanti, e che ne sanciva a sede parrocchiale non più dipendente da Desio ma da Bollate, la suddivisione territoriale non era ancora stata assorbita dalla comunità. Ci vollero diversi anni prima che la situazione si cristallizzasse definitivamente, una prima descrizione dello stato delle cose emerge infatti dalla visita pastorale compiuta sul finire del 1613 nella pieve di Bollate da Stefano Giussani, delegato del card. Federico Borromeo.
1613 (Notizie storiche Carattere generale )
Nella relazione della visita pastorale del 1613 la chiesa di Cassina Amata viene descritta, di dimensioni capaci ad ospitare la popolazione (470 abitanti), rivolta ad oriente, ad una sola navata, con tre finestre di cui una tonda in facciata e due quadrate laterali. Sono presenti due sepolcri chiusi da una botola. La chiesa era dotata di campanile con una sola campana, costruito a fianco della cappella maggiore e a nord era posta la sacrestia. Era presente il battistero in pietra collocato nell’angolo a destra entrando. Viene inoltre descritta la casa parrocchiale e tutti i redditi derivanti dalle proprietà e dalle primizie, amministrate dal parroco - Giovanni Ambrogio Giudici - che nel 1611 era subentrato a don Negri.
1637 (Notizie storiche Carattere generale )
Nel 1637 a causa della peste che aveva colpito la città di Milano e tutti i territori limitrofi la popolazione di Cassina Amata era diminuita notevolmente, si era passati dai 470 abitanti del 1613 a 335 e i parroci si susseguirono con incarichi temporali piuttosto ridotti. Tale clima di estrema temporalità incise negativamente sull’attività pastorale e sulla struttura parrocchiale, inoltre tra il 1645 e il 1646, Cassina Amata, rimase senza parroco. Nel corso del Seicento si susseguirono diverse figure alla guida della parrocchia fino a quando nel 1669 la comunità amatese accolse don Filippo Pozzo, il quale diede avvio ad una serie di lavori di risanamento delle strutture, grazie anche all’incremento del reddito parrocchiale che nel 1672 raggiunse le 570 lire. Nel 1687 la popolazione era notevolmente aumentata e la chiesa parrocchiale risultava troppo piccola; il parroco don Airoldi iniziò a sensibilizzare la comunità sulla necessità di una nuova chiesa.
1697 (Costruzione Intero bene)
L’ipotesi di costruire una nuova chiesa, trovò ampio sostegno nel 1694, quando la campagna venne invasa da locuste che causarono notevoli danni al raccolto locale. I proprietari dei terreni di Cassina Amata si affidarono invano alle preghiere di alcuni Francescani per scongiurare l’invasione degli insetti. Non ottenendo risultati si rivolsero al Pontefice per ottenere la benedizione dei campi attraverso un sacerdote locale. A tale funzione il cardinale Caccia delegò il prevosto. La popolazione oltre ad accostarsi ai Sacramenti fece voto di procurare il materiale necessario alla costruzione del nuovo edificio di culto, che venne iniziato il 29 settembre 1697, su progetto dell’architetto Filippo Cagnola.
1697 - 1714 (Benedizione Intero bene)
I lavori di costruzione iniziati nell’autunno del 1697 procedettero celermente per gli ultimi mesi dell’anno ma poco dopo si fermarono a causa della mancanza di fondi. Ripresero solo nell’estate del 1700 e le funzioni religiose continuavano ad essere celebrate nella vecchia chiesa, il cui lato settentrionale occupava il fianco meridionale della nuova parrocchiale. L’architetto Cagnola aveva infatti ribaltato l’orientamento dell’edificio sacro la direzione dell’abside venne infatti edificata a ovest. Cagnola aveva redatto anche un progetto di massima per la facciata che venne poi completata due secoli dopo. Il costo complessivo dell’edificio fu di lire 70.373, più della metà della spesa fu coperta da due benefattori: il conte Antonio Brentano e il conte Francesco Pecchio. Il 23 dicembre 1714 veniva solennemente benedetta da mons. Carlo Brentano.
1722 (Aggiunte Intero bene)
Quando venne terminata la nuova chiesa al suo interno apparve subito disadorna, il conte Antonio Brentano fece allora costruire la cappella della Madonna e Francesco Pecchio quella di San Francesco, queste vennero terminate intorno al 1722. Gli altari vennero realizzati in marmi policromi e decorati con paliotti in scagliola opera di Sebastiano Alliprandi di Barclaino in Val d’Intelvi.Nella cappella della Madonna venne collocata la pala con la rappresentazione della Sacra Famiglia e in quella di San Francesco una pala con l’immagine del Santo entrambi dipinti da Pietro Maggi.
1728 - 1742 (Costruzione Campanile )
I lavori di completamento della chiesa proseguirono ancora fino al 1728, quando fu avviato il progetto per la costruzione del campanile. Il parroco don Airoldi si fece donare dal conte Giuseppe Maria Imbonati il terreno su cui erigere la nuova torre campanaria. I lavori iniziarono nell’agosto del 1728 con il contributo di lire 700 da parte del solito conte Brentano. A causa della mancanza di fondi i lavori si interruppero e ripresero solo dopo circa un decennio quando era parroco don Domenico Rampoldi. La costruzione del campanile fu conclusa nel 1742 e nel castello furono collocate le tre campane della vecchia torre campanaria
1735 - 1736 (Costruzione Organo )
La chiesa parrocchiale tra la fine dell’estate del 1735 e la primavera successiva, venne dotata dell’organo, costruito dall’organaro di Como Giovanni Battista Reina allievo di Carlo Prada di Trento e finanziato dai proventi della causa pia Pecchio. La struttura lignea venne realizzata dal falegname Domenico Rivolta di Lissone. La realizzazione dell’organo comportò una spesa di lire 1760.
1735 - 1745 (Decorazioni Interno)
Sempre grazie ai proventi della causa pia Pecchio, istituita nel 1695 da Francesco Pecchio nipote del conte Giovanni Pecchio, il benefattore che rese possibile la costruzione della chiesa parrocchiale, nel decennio compreso tra il 1735 e il 1745 vennero realizzate la balaustra marmorea da Onorato Buzzi di Viggiù che separava il presbiterio dall’aula; la pavimentazione del coro e una croce lignea opera dello scultore tedesco Giorgio Staifochel.
1747 (Notizie storiche Intero bene)
Quando il 30 settembre 1747 il card. Giuseppe Pozzobonelli si recò in visita pastorale nella chiesa di S. Ambrogio l’edificio era per lo più completato. La visita pastorale delinea la chiesa progettata da Giacomo Filippo Cagnola, come un manufatto lungo 55 braccia e largo 27, ad unica navata con 10 finestre e con soffitto in cemento. Erano inoltre presenti tre altari marmorei: il maggiore, quello della beata Vergine e San Giuseppe e quello di San Francesco. Evidenzia inoltre la presenza dell’organo sopra la porta; tre sepolcri: uno per i sacerdoti, uno per gli uomini e uno per le donne; il campanile; la sacrestia. Unico appunto è riferito al fonte battesimale collocato alla sinistra in una cappella considerata troppo piccola. La visita pastorale mise inoltre in evidenza la buona situazione economica della parrocchia.
1756 - 1772 (Ristrutturazione Campanile )
Nella metà del Settecento il parroco don Rampoldi provvide alla sostituzione delle campane del campanile, un progetto che da diversi anni desiderava realizzare. Nel 1756 grazie all’acquisto di rame e stagno da Carlo Cambianca di Milano, fece fondere le vecchie campane e con l’aggiunta si raggiunse il quantitativo per la fusione di un nuovo concerto, composto da quattro campane. Nel 1772 il tenente Antonio Brioschi donò alla parrocchia la quinta campana o campanone.
1787 - 1789 (Ristrutturazione Campanile )
Il 14 maggio 1787 il campanile della chiesa di S. Ambrogio venne colpito durante un temporale da un fulmine. L’evento procurò danni all’orologio e alla struttura muraria del campanile, producendo anche la caduta di uno dei quattro vasi in pietra decorativi posti agli angoli della sua sommità. I danni si estesero anche alla chiesa, in particolare al tetto e alla struttura lignea della capriata, alla cappella della Madonna e all’altare maggiore. La commissione ecclesiastica istituita presso il governo milanese incaricò alla redazione di una relazione il prof. Marsilio Landriani, docente di Brera, i danni furono stimati per lire 12.000. L’allora parroco don Mariani, supportato dai contributi economici del governo, comune e della parrocchia diede inizio ai lavori di riparazione che durarono due anni.
1836 - 1839 (Notizie Storiche Campanile )
Nel primo trentennio dell’Ottocento in Europa fece comparsa il colera, a Milano e nel territorio circostante i primi casi si manifestarono nel 1836. Anche a Cassina Amata, fu interessata con una decina di episodi, a tal proposito pervenne l’ordinanza Regia di isolare i malati nelle case e negli ospedali che erano stati istituiti sul territorio. Il parroco don Gatti aveva messo a disposizione alcuni locali della canonica, creando malcontento tra gli abitanti della zona. Passata l’epidemia don Gatti, fece sostituire quattro delle cinque campane presenti sul campanile. Il nuovo concerto venne e seguito dalla ditta Comerio e benedetto solennemente nel settembre del 1839.
1854 - 1856 (Restauro Altare maggiore )
A distanza di circa venti anni Cassina Amata venne nuovamente colpita dall’epidemia di colerica e il 30 luglio 1854 don Giuseppe Gatti moriva. Venne nominato suo successore nel marzo del 1855 don Giovanni Ottolina, Il suo mandato fu molto breve, pochi mesi prima di morire nell’agosto del 1856, diede incarico a Bartolomeo Torretta al restauro del tempietto dell’altare maggiore.
1856 - 1858 (Notizie storiche Campanile)
Nell’agosto del 1856 la parrocchia fu affidata a don Ambrogio Galbiati, che si trovò a convivere fin dall’inizio con l’inarrestabile desiderio di autonomia ecclesiastica degli abitanti di Cassina Nuova, che per numero di abitanti era ben maggiore a quelli della chiesa parrocchiale amatese, inoltre doveva contribuire alle spese per la parrocchiale e di non ricevere mai nulla da quest’ultima. La questione del contributo ebbe immediato rilievo, quando dovendo rifare il concerto delle campane, poiché la rifusione del 1839 non aveva dato i risultati armonici sperati. A seguito di diatribe tra la ditta Comerio e la parrocchia nel 1858 venne affidata alla ditta Barigozzi la nuova fusione e realizzato il nuovo castello.
1869 (Notizie storiche Intero bene )
Con decreto del 17 marzo 1869 emesso dall’amministrazione sabauda, venne costituito il comune di Paderno Milanese, in cui i cinque comuni di Paderno, Dugnano, Cassina Amata, Incirano e Palazzolo confluirono. L’attuale denominazione Paderno Dugnano venne stabilita solo nel gennaio del 1886. Con il decreto del 1869 Cassina Nuova venne definitivamente annessa a Bollate e conseguentemente la dipendenza ecclesiastica da Cassina Amata terminò.
1884 - 1891 (Restauro e completamento decorativo Intero bene)
L’ultimo ventennio dell’Ottocento fu caratterizzato dai lavori di completamento della chiesa parrocchiale di Sant’Ambrogio promossi da don Antonio Inderst, nominato parroco il 26 ottobre 1884. Egli avviò lavori di restauro conservativo alla torre campanaria e di nuova decorazione pittorica alle superfici della volta. I lavori ebbero inizio il 14 aprile 1891 con l’innalzamento del ponteggio e il 22 maggio dello stesso anno si conclusero i lavori di decorazione a stucco, tinteggiatura a stucco e doratura della volta della chiesa. Vennero inoltre eseguiti dal pittore Carlo Farina gli affreschi dei SS. Apostoli Pietro e Paolo. Vennero inoltre realizzati gli affreschi nella volta dell’altare maggiore di S. Satiro e S. Marcellino, e quello di Sant’Ambrogio nella volta del coro. Quasi al termine dei lavori vennero realizzate alle pareti le decorazioni in cui sono raffigurati i quattro Evangelisti.
1893 - 1894 (Decorazione Interno )
Alle soglie del XX secolo con la nomina a parroco di don Andrea Ravani e la disponibilità economica si diede avvio al completamento della decorazione della chiesa. Vennero realizzati tra il 1893 e il 1894, sempre ad opera del Farina, nei cinque riquadri delle pareti del catino absidale scene della vita di Sant’Ambrogio e le quattro grandi statue in cemento dei santi Sebastiano, Antonio abate, Giuseppe e Francesco, peste nelle nicchie agli angoli del perimetro dell’aula.
1893 - 1897 (Completamento Facciata)
Al termine dei lavori per la decorazione degli interni, la parrocchia decise di costruire la facciata della chiesa per completare l’edificio dopo due secoli. L’obbiettivo del parroco e degli abitanti si mostrò subito chiaro: completare l’edificio per il bicentenario della posa della prima pietra avvenuto nel 1697. Il progetto venne elaborato dall’architetto Luigi Riva che seguì le indicazioni già espresse dal Cagnola. Egli inserì nelle quattro nicchie che ripartivano la facciata le statue in cemento dei santi Luigi, Severo, Faustino ed Agnese opera sempre del Farina. In occasione del bicentenario nell’ottobre del 1897 e al 15° centenario della morte del patrono venne inaugurata e benedetta la facciata da mons. Mantegazza.
1901 - 1902 (Notizie storiche Intero bene)
Nella descrizione della visita pastorale del 1901 del card. Ferrari a Cassina Amata, la chiesa è indicata con tutte le opere realizzate alla fine dell’Ottocento. L’edificio si presentava in ordine dal punto di vista architettonico, pertanto nelle disposizioni si faceva solo riferimento ad alcuni piccoli adeguamenti: aggiunta del crocifisso nella cappella della S. Crocefisso e attenzione ad alcune pratiche pastorali. La situazione soddisfacente venne sottolineata anche nell’anno successivo dal subeconomo di Monza, il quale rispetto alla buona situazione finanziaria e alle condizioni della casa parrocchiale e della chiesa diede solo indicazione di provvedere al rifacimento della pavimentazione e del tetto della parrocchiale.
1908 (Rifacimento Pavimentazione)
Nel 1908 venne demolita la vecchia pavimentazione e rifatta con piastrelle di cotto ad opera di Pietro Croci di Dugnano.
1908 (Consacrazione Intero bene)
Durante la seconda visita pastorale del card. Carlo Andrea Ferrari, avvenuta l’8 agosto 1908 la chiesa di Sant’Ambrogio venne consacrata unitamente all’altare maggiore. In tale occasione il cardinale chiese alla comunità di realizzare un Oratorio per i giovani, la cui costruzione subirà una travagliata e lunga storia.
1967 (Restauri Intero bene)
Nel 1967 in occasione del venticinquesimo di sacerdozio del parroco don Giovanni Redaelli, venne rifatto il pavimento della chiesa in granito grigio e rosa. Durante i lavori venne rinvenuto in prossimità dell’ingresso un sepolcro, riferibile agli antichi sepolcri appartenuti all’antica chiesa parrocchiale che si trovavano davanti al presbiterio. Il rifacimento della pavimentazione fu l’occasione per eliminare le settecentesche balaustre poste alle cappelle laterali. Vennero inoltre realizzati interventi di manutenzione al campanile, alla facciata e ai fianchi esterni della chiesa, che vennero intonacati.
1985 (Vetrate Presbiterio)
Nel 1985 vennero collocate in opera alle due finestre del presbiterio le due vetrate che rappresentano l’Ascensione di Cristo e l’Assunzione della Vergine, della Scuola del Beato Angelico.
1985 - 1986 (Rifacimento Presbiterio )
A seguito dell’avvenuta riforma liturgica espressa dal Concilio Vaticano II nel 1985 venne riprogettata la posizione dell’altare all’interno dell’area presbiterale. Venne posizionato al centro dell’area presbiterale un nuovo altare rivolto ai fedeli, in marmo bianco, in cui è rappresentato sul fronte il Sacrificio di Isacco, realizzato su disegno della Scuola del Beato Angelico. L’altare venne consacrato il 16 dicembre 1986 dal card. Carlo Maria Martini. Pe far spazio alla nuova posizione dell’altare la balaustra marmorea settecentesca, venne leggermente avanzata verso l’aula. L’adeguamento del presbiterio fu completato con la realizzazione della pavimentazione dell’area presbiterale in giallo Siena.
1987 (Aggiunta Facciata )
Nel 1987 venne aggiunta alla base della facciata principale una zoccolatura in granito rosa di Baveno, lo stesso materiale della cornice del portone principale. Contemporaneamente venne sistemato lo spazio antistante l’ingresso, su progetto dell’Ing. Fossati di Cassina Amata. Al centro della pavimentazione è collocato lo stemma cardinalizio di Carlo Maria Martini allora Vescovo della Diocesi Ambrosiana.
1994 - 2002 (Restauro Cappelle laterali)
Nel 1987 venne aggiunta alla base della facciata principale una zoccolatura in granito rosa di Baveno, lo stesso materiale della cornice del portone principale. Contemporaneamente venne sistemato lo spazio antistante l’ingresso, su progetto dell’Ing. Fossati di Cassina Amata. Al centro della pavimentazione è collocato lo stemma cardinalizio di Carlo Maria Martini allora Vescovo della Diocesi Ambrosiana.
1997 (Restauro Organo )
A seguito dei lavori di restauro che la parrocchia periodicamente eseguiva nella chiesa di Sant’Ambrogio, nel 1996-1997 venne restaurato l’organo che era stato realizzato nel 1735-1736 e attribuire con certezza la sua costruzione a Giovan Battista Reina di Como. I lavori riguardarono sia la parte meccanica che l’apparato ligneo della balconata e della mostra d’organo.
1997 (Restauro Abside esterno)
Nel 1997, il paramento murario esterno in mattoni a vista dell’abside e della sacrestia venne restaurato.
1997 (Portone Facciata)
Nel 1997 il parroco don Luigi Alberio fece completare il portone ligneo con formelle bronzee, , in cui sono narrati moment salienti della vita di Sant’Ambrogio. Le formelle sono realizzate su disegno degli artisti B. Gandola e L. Teruggi.
1999 (Decorazione Battistero)
Nel 1999 venne realizzato nella parete di fondo del vano che ospita il fonte battesimale un mosaico in cui è raffigurato il Battesimo d Gesù.
2014 (Restauro Altare)
Durante il 2014, per celebrare il terzo centenario della benedizione della chiesa, venne realizzato il restauro dell’altare tridentino. Le lavorazioni riguardarono: la doratura della statua del Risorto e dei fregi lignei del tempietto; la doratura dei capitelli e della base delle colonnine in rosso francese del tempietto e di tutte le decorazioni metalliche.
2015 - 2016 (Manutenzione Copertura)
Nel 2015 a causa di alcune infiltrazioni di acque meteoriche venne effettuato un intervento di manutenzione al manto di copertura dell’area absidale e l’anno successivo (2016) vennero restaurate le aree decorate della volta che erano state interessate dalle infiltrazioni. |
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