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beni culturali della Chiesa cattolica
edilizia di culto
restauro
adeguamento liturgico
Cassina Amata
Paderno Dugnano
Milano
chiesa
parrocchiale
S. Ambrogio
Parrocchia di Sant'Ambrogio
Pianta; Struttura; Campanile; Cicli affrescati; Altare maggiore; Cappelle laterali; Organo; Pavimenti e pavimentazioni; Coperture; vetrate; Opere d'arte; Opere d'arte; Opere d'arte; Opere d'arte; Opere d'arte; Opere d'arte; Elementi decorativi; Lapidi e iscrizioni
chiesa - intervento strutturale (1985)
V - IV(Notizie storiche Carattere generale); XIII - XIV(Notizie storiche Carattere generale ); 1568 - 1568(Notizie storiche Preesistenze ); 1573 - 1597(Notizie storiche Carattere generale); 1603 - 1608(Erezione a parrocchia Carattere generale); 1608 - 1613(Notizie storiche Carattere generale ); 1613 - 1613(Notizie storiche Carattere generale ); 1637 - 1637(Notizie storiche Carattere generale ); 1697 - 1697(Costruzione Intero bene); 1697 - 1714(Benedizione Intero bene); 1722 - 1722(Aggiunte Intero bene); 1728 - 1742(Costruzione Campanile ); 1735 - 1736(Costruzione Organo ); 1735 - 1745(Decorazioni Interno); 1747 - 1747(Notizie storiche Intero bene); 1756 - 1772(Ristrutturazione Campanile ); 1787 - 1789(Ristrutturazione Campanile ); 1836 - 1839(Notizie Storiche Campanile ); 1854 - 1856(Restauro Altare maggiore ); 1856 - 1858(Notizie storiche Campanile); 1869 - 1869(Notizie storiche Intero bene ); 1884 - 1891(Restauro e completamento decorativo Intero bene); 1893 - 1894(Decorazione Interno ); 1893 - 1897(Completamento Facciata); 1901 - 1902(Notizie storiche Intero bene); 1908 - 1908(Rifacimento Pavimentazione); 1908 - 1908(Consacrazione Intero bene); 1967 - 1967(Restauri Intero bene); 1985 - 1985(Vetrate Presbiterio); 1985 - 1986(Rifacimento Presbiterio ); 1987 - 1987(Aggiunta Facciata ); 1994 - 2002(Restauro Cappelle laterali); 1997 - 1997(Restauro Organo ); 1997 - 1997(Restauro Abside esterno); 1997 - 1997(Portone Facciata); 1999 - 1999(Decorazione Battistero); 2014 - 2014(Restauro Altare); 2015 - 2016(Manutenzione Copertura)
Chiesa di Sant'Ambrogio
Tipologia e qualificazione chiesa parrocchiale
Denominazione Chiesa di Sant'Ambrogio <Cassina Amata, Paderno Dugnano>
Altre denominazioni S. Ambrogio
Autore (ruolo)
Cagnola, Filippo (Costruzione)
Ambito culturale (ruolo)
maestranze lombarde (costruzione)
Notizie Storiche

V - IV (Notizie storiche Carattere generale)

Le ricerche storiche attestano l’esistenza nel territorio di Paderno di abitazioni antecedenti all’epoca romana, in particolare sono le mappe della viabilità che ne identificano i luoghi e i toponimi. In particolare, la strada che conduceva da Milano a Como chiamata ancora oggi Comasina identificabile sul territorio dalle pietre miliari, identificava chiaramente che la VII lapidem era collocata presso Cassina Amata. All’inizio dall’età imperiale romana, e prima ancora della diffusione del cristianesimo sorgevano sul territorio abitazioni a: Paderno, Dugnano, Cassina Amata Incirano e Palazzolo. Cassina Amata dovrebbe derivare dal nome delle famiglie lombarde Omati o Amati. A seguito della cristianizzazione molte pietre miliari furono trasformate in edicole devozionali.

XIII - XIV (Notizie storiche Carattere generale )

Il primo documento certo in cui appare indicata la località di Cassina Amata risale al XIII secolo, mentre notizie certe di carattere religioso si hanno solo nel XIV secolo, quando Cassina Amata risulta dipendere da tempi memorabili dalla chiesa di Incirano di S. Maria, sorta tra l’Alto e il Basso Medioevo e affidata agli umiliati e indicata anche nel “Liber Notitiae Sanctorum Mediolani” attribuito a Goffredo da Bussero e scritto prima del 1290.

1568  (Notizie storiche Preesistenze )

La prima notizia di un luogo di culto a Cassina Amata, in cui venivano celebrate tutte le funzioni liturgiche della parrocchia e dove aveva residenza stabile un parroco, si hanno nella visita alle chiese della pieve di Desio, effettuata nel 1568 dal Gesuita Leonetto Clivone, inviato da San Carlo Borromeo. Clivone descrive la chiesa di Cassina Amata quale sussidiaria della chiesa parrocchiale di S. Maria in Incirano La chiesa viene descritta lunga 19 braccia, larga 10 e antica, con due altari: il maggiore collocato in una cappella dipinta e quello dedicato a S. Maria posto in una piccola cappella a destra del campanile. Confinate con la chiesa vi era la casa del sacerdote (Giovanni Maria Leoni) disposta su due piani e con giardino. La visita richiedeva la chiusura del cimitero e l’apertura di una porta dalla casa parrocchiale verso la via pubblica, e di erigere la chiesa di Cassina Amata a parrocchia, aggregandovi Cassina Nuova.

1573 - 1597 (Notizie storiche Carattere generale)

Il progetto pastorale di erigere una nuova chiesa a Cassina Amata era sostenuto dal prevosto di Bollate, con l’intento di poter ampliare la sua pieve. Nel luglio del 1573, durante la visita pastorale del card. Borromeo, il prevosto richiamò l’attenzione del Cardinale sul tema. Don Cermenati, allora prevosto di Desio, non volendo perdere la parrocchia di Dugnano diede inizio ad un piccolo “casus belli” che fece sì che l’erezione a parrocchia di Cassina Amata non avvenisse nel periodo in cui fu vescovo di Milano San Carlo Borromeo. San Carlo durante la visita a Cassina Amata e Incirano nel luglio del 1579 trovò una situazione del tutto simile a quella riscontrata dal suo predecessore nel 1568: una chiesa consacrata e usata come luogo di sepoltura. La visita del 1597 di mons. Cipolla mise in evidenza la posizione preminente della chiesa di Cassina Amata rispetto a Incirano sia per il numero di presenze che per disponibilità economiche elementi fondamentali per la sua erezione a parrocchia

1603 - 1608 (Erezione a parrocchia Carattere generale)

Il Seicento (1608) si aprì con l’erezione a parrocchia di Cassina Amata e la conseguente aggregazione di Cassina Nuova che venne staccata da Dugnano, a quest’ultimo venne aggregato Incirano. La creazione della parrocchia avvenne nonostante il perdurare delle difficoltà economiche in cui versava la comunità amatese e i continui richiami del nuovo parroco Giovanni Battista Negri succeduto il 10 ottobre 1603 a don Pietro Mandelli (1590-1603) nei confronti degli abitanti, sollecitati anche dal richiamo del card. Federico circa la necessità di un congruo aumento del reddito dell’istituzione stessa.

1608 - 1613 (Notizie storiche Carattere generale )

Nonostante nel 1608 fosse stato stipulato un atto tra il parroco Giovanni Battista Negri e i rappresentanti della comunità amatese, che obbligava tutti a versare annualmente al parroco, a titolo di primizia, una percentuale del raccolto di segale e miglio in rapporto al numero di abitanti, e che ne sanciva a sede parrocchiale non più dipendente da Desio ma da Bollate, la suddivisione territoriale non era ancora stata assorbita dalla comunità. Ci vollero diversi anni prima che la situazione si cristallizzasse definitivamente, una prima descrizione dello stato delle cose emerge infatti dalla visita pastorale compiuta sul finire del 1613 nella pieve di Bollate da Stefano Giussani, delegato del card. Federico Borromeo.

1613  (Notizie storiche Carattere generale )

Nella relazione della visita pastorale del 1613 la chiesa di Cassina Amata viene descritta, di dimensioni capaci ad ospitare la popolazione (470 abitanti), rivolta ad oriente, ad una sola navata, con tre finestre di cui una tonda in facciata e due quadrate laterali. Sono presenti due sepolcri chiusi da una botola. La chiesa era dotata di campanile con una sola campana, costruito a fianco della cappella maggiore e a nord era posta la sacrestia. Era presente il battistero in pietra collocato nell’angolo a destra entrando. Viene inoltre descritta la casa parrocchiale e tutti i redditi derivanti dalle proprietà e dalle primizie, amministrate dal parroco - Giovanni Ambrogio Giudici - che nel 1611 era subentrato a don Negri.

1637  (Notizie storiche Carattere generale )

Nel 1637 a causa della peste che aveva colpito la città di Milano e tutti i territori limitrofi la popolazione di Cassina Amata era diminuita notevolmente, si era passati dai 470 abitanti del 1613 a 335 e i parroci si susseguirono con incarichi temporali piuttosto ridotti. Tale clima di estrema temporalità incise negativamente sull’attività pastorale e sulla struttura parrocchiale, inoltre tra il 1645 e il 1646, Cassina Amata, rimase senza parroco. Nel corso del Seicento si susseguirono diverse figure alla guida della parrocchia fino a quando nel 1669 la comunità amatese accolse don Filippo Pozzo, il quale diede avvio ad una serie di lavori di risanamento delle strutture, grazie anche all’incremento del reddito parrocchiale che nel 1672 raggiunse le 570 lire. Nel 1687 la popolazione era notevolmente aumentata e la chiesa parrocchiale risultava troppo piccola; il parroco don Airoldi iniziò a sensibilizzare la comunità sulla necessità di una nuova chiesa.

1697  (Costruzione Intero bene)

L’ipotesi di costruire una nuova chiesa, trovò ampio sostegno nel 1694, quando la campagna venne invasa da locuste che causarono notevoli danni al raccolto locale. I proprietari dei terreni di Cassina Amata si affidarono invano alle preghiere di alcuni Francescani per scongiurare l’invasione degli insetti. Non ottenendo risultati si rivolsero al Pontefice per ottenere la benedizione dei campi attraverso un sacerdote locale. A tale funzione il cardinale Caccia delegò il prevosto. La popolazione oltre ad accostarsi ai Sacramenti fece voto di procurare il materiale necessario alla costruzione del nuovo edificio di culto, che venne iniziato il 29 settembre 1697, su progetto dell’architetto Filippo Cagnola.

1697 - 1714 (Benedizione Intero bene)

I lavori di costruzione iniziati nell’autunno del 1697 procedettero celermente per gli ultimi mesi dell’anno ma poco dopo si fermarono a causa della mancanza di fondi. Ripresero solo nell’estate del 1700 e le funzioni religiose continuavano ad essere celebrate nella vecchia chiesa, il cui lato settentrionale occupava il fianco meridionale della nuova parrocchiale. L’architetto Cagnola aveva infatti ribaltato l’orientamento dell’edificio sacro la direzione dell’abside venne infatti edificata a ovest. Cagnola aveva redatto anche un progetto di massima per la facciata che venne poi completata due secoli dopo. Il costo complessivo dell’edificio fu di lire 70.373, più della metà della spesa fu coperta da due benefattori: il conte Antonio Brentano e il conte Francesco Pecchio. Il 23 dicembre 1714 veniva solennemente benedetta da mons. Carlo Brentano.

1722  (Aggiunte Intero bene)

Quando venne terminata la nuova chiesa al suo interno apparve subito disadorna, il conte Antonio Brentano fece allora costruire la cappella della Madonna e Francesco Pecchio quella di San Francesco, queste vennero terminate intorno al 1722. Gli altari vennero realizzati in marmi policromi e decorati con paliotti in scagliola opera di Sebastiano Alliprandi di Barclaino in Val d’Intelvi.Nella cappella della Madonna venne collocata la pala con la rappresentazione della Sacra Famiglia e in quella di San Francesco una pala con l’immagine del Santo entrambi dipinti da Pietro Maggi.

1728 - 1742 (Costruzione Campanile )

I lavori di completamento della chiesa proseguirono ancora fino al 1728, quando fu avviato il progetto per la costruzione del campanile. Il parroco don Airoldi si fece donare dal conte Giuseppe Maria Imbonati il terreno su cui erigere la nuova torre campanaria. I lavori iniziarono nell’agosto del 1728 con il contributo di lire 700 da parte del solito conte Brentano. A causa della mancanza di fondi i lavori si interruppero e ripresero solo dopo circa un decennio quando era parroco don Domenico Rampoldi. La costruzione del campanile fu conclusa nel 1742 e nel castello furono collocate le tre campane della vecchia torre campanaria

1735 - 1736 (Costruzione Organo )

La chiesa parrocchiale tra la fine dell’estate del 1735 e la primavera successiva, venne dotata dell’organo, costruito dall’organaro di Como Giovanni Battista Reina allievo di Carlo Prada di Trento e finanziato dai proventi della causa pia Pecchio. La struttura lignea venne realizzata dal falegname Domenico Rivolta di Lissone. La realizzazione dell’organo comportò una spesa di lire 1760.

1735 - 1745 (Decorazioni Interno)

Sempre grazie ai proventi della causa pia Pecchio, istituita nel 1695 da Francesco Pecchio nipote del conte Giovanni Pecchio, il benefattore che rese possibile la costruzione della chiesa parrocchiale, nel decennio compreso tra il 1735 e il 1745 vennero realizzate la balaustra marmorea da Onorato Buzzi di Viggiù che separava il presbiterio dall’aula; la pavimentazione del coro e una croce lignea opera dello scultore tedesco Giorgio Staifochel.

1747  (Notizie storiche Intero bene)

Quando il 30 settembre 1747 il card. Giuseppe Pozzobonelli si recò in visita pastorale nella chiesa di S. Ambrogio l’edificio era per lo più completato. La visita pastorale delinea la chiesa progettata da Giacomo Filippo Cagnola, come un manufatto lungo 55 braccia e largo 27, ad unica navata con 10 finestre e con soffitto in cemento. Erano inoltre presenti tre altari marmorei: il maggiore, quello della beata Vergine e San Giuseppe e quello di San Francesco. Evidenzia inoltre la presenza dell’organo sopra la porta; tre sepolcri: uno per i sacerdoti, uno per gli uomini e uno per le donne; il campanile; la sacrestia. Unico appunto è riferito al fonte battesimale collocato alla sinistra in una cappella considerata troppo piccola. La visita pastorale mise inoltre in evidenza la buona situazione economica della parrocchia.

1756 - 1772 (Ristrutturazione Campanile )

Nella metà del Settecento il parroco don Rampoldi provvide alla sostituzione delle campane del campanile, un progetto che da diversi anni desiderava realizzare. Nel 1756 grazie all’acquisto di rame e stagno da Carlo Cambianca di Milano, fece fondere le vecchie campane e con l’aggiunta si raggiunse il quantitativo per la fusione di un nuovo concerto, composto da quattro campane. Nel 1772 il tenente Antonio Brioschi donò alla parrocchia la quinta campana o campanone.

1787 - 1789 (Ristrutturazione Campanile )

Il 14 maggio 1787 il campanile della chiesa di S. Ambrogio venne colpito durante un temporale da un fulmine. L’evento procurò danni all’orologio e alla struttura muraria del campanile, producendo anche la caduta di uno dei quattro vasi in pietra decorativi posti agli angoli della sua sommità. I danni si estesero anche alla chiesa, in particolare al tetto e alla struttura lignea della capriata, alla cappella della Madonna e all’altare maggiore. La commissione ecclesiastica istituita presso il governo milanese incaricò alla redazione di una relazione il prof. Marsilio Landriani, docente di Brera, i danni furono stimati per lire 12.000. L’allora parroco don Mariani, supportato dai contributi economici del governo, comune e della parrocchia diede inizio ai lavori di riparazione che durarono due anni.

1836 - 1839 (Notizie Storiche Campanile )

Nel primo trentennio dell’Ottocento in Europa fece comparsa il colera, a Milano e nel territorio circostante i primi casi si manifestarono nel 1836. Anche a Cassina Amata, fu interessata con una decina di episodi, a tal proposito pervenne l’ordinanza Regia di isolare i malati nelle case e negli ospedali che erano stati istituiti sul territorio. Il parroco don Gatti aveva messo a disposizione alcuni locali della canonica, creando malcontento tra gli abitanti della zona. Passata l’epidemia don Gatti, fece sostituire quattro delle cinque campane presenti sul campanile. Il nuovo concerto venne e seguito dalla ditta Comerio e benedetto solennemente nel settembre del 1839.

1854 - 1856 (Restauro Altare maggiore )

A distanza di circa venti anni Cassina Amata venne nuovamente colpita dall’epidemia di colerica e il 30 luglio 1854 don Giuseppe Gatti moriva. Venne nominato suo successore nel marzo del 1855 don Giovanni Ottolina, Il suo mandato fu molto breve, pochi mesi prima di morire nell’agosto del 1856, diede incarico a Bartolomeo Torretta al restauro del tempietto dell’altare maggiore.

1856 - 1858 (Notizie storiche Campanile)

Nell’agosto del 1856 la parrocchia fu affidata a don Ambrogio Galbiati, che si trovò a convivere fin dall’inizio con l’inarrestabile desiderio di autonomia ecclesiastica degli abitanti di Cassina Nuova, che per numero di abitanti era ben maggiore a quelli della chiesa parrocchiale amatese, inoltre doveva contribuire alle spese per la parrocchiale e di non ricevere mai nulla da quest’ultima. La questione del contributo ebbe immediato rilievo, quando dovendo rifare il concerto delle campane, poiché la rifusione del 1839 non aveva dato i risultati armonici sperati. A seguito di diatribe tra la ditta Comerio e la parrocchia nel 1858 venne affidata alla ditta Barigozzi la nuova fusione e realizzato il nuovo castello.

1869  (Notizie storiche Intero bene )

Con decreto del 17 marzo 1869 emesso dall’amministrazione sabauda, venne costituito il comune di Paderno Milanese, in cui i cinque comuni di Paderno, Dugnano, Cassina Amata, Incirano e Palazzolo confluirono. L’attuale denominazione Paderno Dugnano venne stabilita solo nel gennaio del 1886. Con il decreto del 1869 Cassina Nuova venne definitivamente annessa a Bollate e conseguentemente la dipendenza ecclesiastica da Cassina Amata terminò.

1884 - 1891 (Restauro e completamento decorativo Intero bene)

L’ultimo ventennio dell’Ottocento fu caratterizzato dai lavori di completamento della chiesa parrocchiale di Sant’Ambrogio promossi da don Antonio Inderst, nominato parroco il 26 ottobre 1884. Egli avviò lavori di restauro conservativo alla torre campanaria e di nuova decorazione pittorica alle superfici della volta. I lavori ebbero inizio il 14 aprile 1891 con l’innalzamento del ponteggio e il 22 maggio dello stesso anno si conclusero i lavori di decorazione a stucco, tinteggiatura a stucco e doratura della volta della chiesa. Vennero inoltre eseguiti dal pittore Carlo Farina gli affreschi dei SS. Apostoli Pietro e Paolo. Vennero inoltre realizzati gli affreschi nella volta dell’altare maggiore di S. Satiro e S. Marcellino, e quello di Sant’Ambrogio nella volta del coro. Quasi al termine dei lavori vennero realizzate alle pareti le decorazioni in cui sono raffigurati i quattro Evangelisti.

1893 - 1894 (Decorazione Interno )

Alle soglie del XX secolo con la nomina a parroco di don Andrea Ravani e la disponibilità economica si diede avvio al completamento della decorazione della chiesa. Vennero realizzati tra il 1893 e il 1894, sempre ad opera del Farina, nei cinque riquadri delle pareti del catino absidale scene della vita di Sant’Ambrogio e le quattro grandi statue in cemento dei santi Sebastiano, Antonio abate, Giuseppe e Francesco, peste nelle nicchie agli angoli del perimetro dell’aula.

1893 - 1897 (Completamento Facciata)

Al termine dei lavori per la decorazione degli interni, la parrocchia decise di costruire la facciata della chiesa per completare l’edificio dopo due secoli. L’obbiettivo del parroco e degli abitanti si mostrò subito chiaro: completare l’edificio per il bicentenario della posa della prima pietra avvenuto nel 1697. Il progetto venne elaborato dall’architetto Luigi Riva che seguì le indicazioni già espresse dal Cagnola. Egli inserì nelle quattro nicchie che ripartivano la facciata le statue in cemento dei santi Luigi, Severo, Faustino ed Agnese opera sempre del Farina. In occasione del bicentenario nell’ottobre del 1897 e al 15° centenario della morte del patrono venne inaugurata e benedetta la facciata da mons. Mantegazza.

1901 - 1902 (Notizie storiche Intero bene)

Nella descrizione della visita pastorale del 1901 del card. Ferrari a Cassina Amata, la chiesa è indicata con tutte le opere realizzate alla fine dell’Ottocento. L’edificio si presentava in ordine dal punto di vista architettonico, pertanto nelle disposizioni si faceva solo riferimento ad alcuni piccoli adeguamenti: aggiunta del crocifisso nella cappella della S. Crocefisso e attenzione ad alcune pratiche pastorali. La situazione soddisfacente venne sottolineata anche nell’anno successivo dal subeconomo di Monza, il quale rispetto alla buona situazione finanziaria e alle condizioni della casa parrocchiale e della chiesa diede solo indicazione di provvedere al rifacimento della pavimentazione e del tetto della parrocchiale.

1908  (Rifacimento Pavimentazione)

Nel 1908 venne demolita la vecchia pavimentazione e rifatta con piastrelle di cotto ad opera di Pietro Croci di Dugnano.

1908  (Consacrazione Intero bene)

Durante la seconda visita pastorale del card. Carlo Andrea Ferrari, avvenuta l’8 agosto 1908 la chiesa di Sant’Ambrogio venne consacrata unitamente all’altare maggiore. In tale occasione il cardinale chiese alla comunità di realizzare un Oratorio per i giovani, la cui costruzione subirà una travagliata e lunga storia.

1967  (Restauri Intero bene)

Nel 1967 in occasione del venticinquesimo di sacerdozio del parroco don Giovanni Redaelli, venne rifatto il pavimento della chiesa in granito grigio e rosa. Durante i lavori venne rinvenuto in prossimità dell’ingresso un sepolcro, riferibile agli antichi sepolcri appartenuti all’antica chiesa parrocchiale che si trovavano davanti al presbiterio. Il rifacimento della pavimentazione fu l’occasione per eliminare le settecentesche balaustre poste alle cappelle laterali. Vennero inoltre realizzati interventi di manutenzione al campanile, alla facciata e ai fianchi esterni della chiesa, che vennero intonacati.

1985  (Vetrate Presbiterio)

Nel 1985 vennero collocate in opera alle due finestre del presbiterio le due vetrate che rappresentano l’Ascensione di Cristo e l’Assunzione della Vergine, della Scuola del Beato Angelico.

1985 - 1986 (Rifacimento Presbiterio )

A seguito dell’avvenuta riforma liturgica espressa dal Concilio Vaticano II nel 1985 venne riprogettata la posizione dell’altare all’interno dell’area presbiterale. Venne posizionato al centro dell’area presbiterale un nuovo altare rivolto ai fedeli, in marmo bianco, in cui è rappresentato sul fronte il Sacrificio di Isacco, realizzato su disegno della Scuola del Beato Angelico. L’altare venne consacrato il 16 dicembre 1986 dal card. Carlo Maria Martini. Pe far spazio alla nuova posizione dell’altare la balaustra marmorea settecentesca, venne leggermente avanzata verso l’aula. L’adeguamento del presbiterio fu completato con la realizzazione della pavimentazione dell’area presbiterale in giallo Siena.

1987  (Aggiunta Facciata )

Nel 1987 venne aggiunta alla base della facciata principale una zoccolatura in granito rosa di Baveno, lo stesso materiale della cornice del portone principale. Contemporaneamente venne sistemato lo spazio antistante l’ingresso, su progetto dell’Ing. Fossati di Cassina Amata. Al centro della pavimentazione è collocato lo stemma cardinalizio di Carlo Maria Martini allora Vescovo della Diocesi Ambrosiana.

1994 - 2002 (Restauro Cappelle laterali)

Nel 1987 venne aggiunta alla base della facciata principale una zoccolatura in granito rosa di Baveno, lo stesso materiale della cornice del portone principale. Contemporaneamente venne sistemato lo spazio antistante l’ingresso, su progetto dell’Ing. Fossati di Cassina Amata. Al centro della pavimentazione è collocato lo stemma cardinalizio di Carlo Maria Martini allora Vescovo della Diocesi Ambrosiana.

1997  (Restauro Organo )

A seguito dei lavori di restauro che la parrocchia periodicamente eseguiva nella chiesa di Sant’Ambrogio, nel 1996-1997 venne restaurato l’organo che era stato realizzato nel 1735-1736 e attribuire con certezza la sua costruzione a Giovan Battista Reina di Como. I lavori riguardarono sia la parte meccanica che l’apparato ligneo della balconata e della mostra d’organo.

1997  (Restauro Abside esterno)

Nel 1997, il paramento murario esterno in mattoni a vista dell’abside e della sacrestia venne restaurato.

1997  (Portone Facciata)

Nel 1997 il parroco don Luigi Alberio fece completare il portone ligneo con formelle bronzee, , in cui sono narrati moment salienti della vita di Sant’Ambrogio. Le formelle sono realizzate su disegno degli artisti B. Gandola e L. Teruggi.

1999  (Decorazione Battistero)

Nel 1999 venne realizzato nella parete di fondo del vano che ospita il fonte battesimale un mosaico in cui è raffigurato il Battesimo d Gesù.

2014  (Restauro Altare)

Durante il 2014, per celebrare il terzo centenario della benedizione della chiesa, venne realizzato il restauro dell’altare tridentino. Le lavorazioni riguardarono: la doratura della statua del Risorto e dei fregi lignei del tempietto; la doratura dei capitelli e della base delle colonnine in rosso francese del tempietto e di tutte le decorazioni metalliche.

2015 - 2016 (Manutenzione Copertura)

Nel 2015 a causa di alcune infiltrazioni di acque meteoriche venne effettuato un intervento di manutenzione al manto di copertura dell’area absidale e l’anno successivo (2016) vennero restaurate le aree decorate della volta che erano state interessate dalle infiltrazioni.
Descrizione

La chiesa di Sant’Ambrogio si erige nell’attuale comune di Paderno, nella località Cassina Amata un tempo piccolo comune dipendente dalla Pieve di Bollate; è situata lungo la strada provinciale che da Milano conduce a Como, una strada che già nell’antichità attraversava il paese e che venne allargata e sistemata con i decreti di Maria Teresa d’Austria. All’edificio sacro è anteposta un’area pedonale che funge da sagrato, e crea una piccola piazza di proprietà della parrocchia ma adiacente alla strada statale dei Giovi, una via ad alta percorrenza e ad intenso traffico. A sud dell’edificio sacro sorgono la casa parrocchiale e gli ambienti parrocchiali dedicati alla pastorale; mentre a est trovano spazio gli ambienti dell’oratorio. Il sagrato pedonale di forma regolare e lo spazio antistante l’edificio parrocchiale definiscono un’area pedonale in cui è collocato il monumento per “tutti gli operatori di pace per la vita” opera dello scultore Milo Lombardo, realizzato nel 1987 e collocato nell’attuale posizione nel 1997, in occasione dei trecento anni di fondazione e costruzione della chiesa. La facciata principale alta e monumentale completata nel 1897 dall’Arch. Luigi Riva riprendendo le linee già progettate dal Cagnola, lineare e semplice è tripartita in verticale da paraste, la zona centrale è più ampia e leggermente aggettante rispetto alle due laterali. E’ suddivisa in due ordini sovrapposti: il dorico nella parte inferiore che si conclude con una importante trabeazione e cornici evidenti, sormontato dall’ordine ionico della parte superiore che termina con il classico timpano con cornice a dentelli, che si estende per la sola parte centrale, al cui vertice è collocata la croce in ferro. Al centro del timpano è posta una mensola con cherubino e festoni. Al di sopra della trabeazione di sommità sono alloggiati quattro grandi vasi con fiamma. La geometria della facciata è messa in evidenza dalla colorazione degli intonaci degli sfondati tinteggiati di colore giallo chiaro e dal tono più carico delle paraste, delle cornici e degli elementi decorativi. La zoccolatura di facciata, realizzata nel 1987 in granito rosa di Baveno, definisce la geometria della parte bassa dell’edificio e crea un legame materico con le cornici del portone principale e la pavimentazione del sagrato. Al centro si apre il portone principale in legno decorato con sei formelle bronzee su disegno degli artisti B. Gandola e L. Teruggi che rappresentano moment salienti della vita di Sant’Ambrogio. Il portone è definito da cornici in granito rosa di Baveno è sormontato da un timpano curvilineo che ne definisce una lunetta ornata da stucchi a racemi e con il simbolo vescovile. Nella trabeazione del portone trova spazio la scritta dedicatoria “DIVO AMBROSIUM DICATUM”, ed è sorretta da due mensole decorate con teste di putti. Sempre al centro al di sopra del portone principale si apre un grande finestrone dalle linee baroccheggianti, con timpano a volute e cartiglio in chiave. Nelle due parti laterali della facciata, trovano collocazione quattro nicchie, due per lato, in cui sono collocate, al primo ordine le statue di Sant’Agnese e San Luigi; al secondo ordine quelle di San Severo e San Faustino, probabili opere di Carlo Farina. I fianchi della chiesa sono caratterizzati dalla presenza di robusti e alti contrafforti intonacati, mentre nella zona absidale e della sacrestia il paramento murario in laterizio è lasciato a vista.
Pianta
La chiesa così come venne progettata dal Cagnola è orientata est-ovest ha un impianto rettangolare con angoli smussati a unica navata divisa in tre campate, con presbiterio allungato, affiancato a sinistra dal corpo di fabbrica adibito a sacrestia e a destra dal campanile. Lungo i fianchi all’altezza della seconda campata si aprono, a sinistra e a destra, due vani rettangolari corrispondenti alle due cappelle laterali ricavate nello spessore di muro.
Struttura
L’edificio è a unica navata a pianta rettangolare con angoli smussati costituito da muratura continua in laterizio e pietrame Le superfici esterne della chiesa sono intonacate e tinteggiate. Le superfici esterne della zona dell’abside e del volume della sacrestia sono invece in laterizio. All’interno si accede attraverso una bussola lignea settecentesca. La chiesa è ad unica navata ha uno sviluppo verticale accentuato da un ordine composito gigante, in cui sono presenti lesene semplici e multiple che terminano in capitelli corinzi in stucco e filetti dorati collegati da una importante trabeazione composita continua lungo tutto il perimetro della navata e nel cui fregio sono inserite teste di cherubini in rilievo. La trabeazione è inoltre ornata stabilmente con un paramento tessile a festoni in seta rosso e oro. La navata è divisa in tre campate con volta a botte unghiata di disegno sei-settecentesco, scandita da robusti archi trasversali, che in continuità con le lesene sottolineano il ritmo delle pareti. Sulla linea di imposta della volta si aprono sei grandi finestre che illuminano l’ambiente. L’importante geometria degli archi trasversali caratterizza anche l’arco di trionfo e quello di controfacciata. Al centro dell’arco di trionfo è appeso un Crocifisso seicentesco. L’aula rettangolare ha angoli smussati che creano continuità architettonica tra la zona dell’assemblea e l’area presbiterale e tra l’aula e la controfacciata. Negli angoli smussati trovano spazio quattro profonde nicchie in cui sono collocate quattro statue giganti di Santi: San Sebastiano e Sant’Antonio abate negli angoli della controfacciata; San Giuseppe con il Bambino e San Francesco alla destra e alla sinistra dell’arco di trionfo. A sinistra dell’ingresso sotto la statua di Sant’Antonio abate si apre il piccolo vano del battistero, con fonte battesimale realizzato con il reimpiego di parte delle balaustre settecentesche delle cappelle laterali. Nella parete di fondo in un mosaico è rappresentato il battesimo di Gesù. Al centro delle pareti della navata si aprono due cappelle poco profonde definite da un arco di raccordo tra due paraste, contengono due altari con paliotti in scagliola di disegno barocco. Nella terza campato sono conservati i confessionali, sopra quello di sinistra è collocato il pulpito in legno di noce adornato da baldacchino con festoni filettati in oro. La sacrestia è incorporata nell’edificio lungo il fianco sinistro della chiesa compresa tra la navata e il presbiterio e vi si accede attraverso una porta; posta nella parete del presbiterio e ornata da un’importante cornice marmorea mistilinea con frontone curvilineo che racchiude il sacello dei reliquiari. Una porta gemella si trova sulla parete dirimpetto a destra. La sacrestia, coeva alla costruzione della chiesa è un ambiente ricco di elementi decorativi e arricchito da un arredo ligneo pregevole e tele di grandi dimensioni.
Campanile
Il campanile inserito lungo il fianco destro della zona absidale, si erige come struttura indipendente rispetto alla struttura architettonica dell’edificio. Iniziato nel 1728 venne completato nel 1742, su progetto dell’architetto Francesco Croce. Completamente realizzato ad intonaco suddiviso in quattro ordini. Il primo corrispondente al basamento è in pietra a vista, il secondo ripartito in quattro quadranti a sfondato, corrispondono all’altezza dell’edificio sacro, si conclude con un cornicione lineare sporgente rispetto al perimetro della struttura muraria il terzo al di sopra della quota di imposta della copertura, è caratterizzato da profondi sfondati, uno per lato al cui centro trovano spazio nicchie quadrilobate. Il quarto ordine separato dal terzo da un cornicione è la vera e propria cella campanaria, definita da quattro pilastri angolari sormontati da una cornice curvilinea aggettante al cui centro è ospitato l’orologio. Alla base della cella campanaria trova spazio una balaustra, e alla sommità negli angoli sono collocate quattro statue di angeli con tromba in cemento. La cella campanaria è sormontata da un piccolo tiburio ottagonale con quattro oculi rettangolari quadrilobati e copertura a terrazzo con parapetto in ferro. La cella campanaria è dotata di campane.
Cicli affrescati
Le pareti della navata ospitano parte del ciclo decorativo eseguito da Carlo Farina tra il 1891 e il 1894, la prima e la terza campata sono decorate con riquadri rettangolari in cui sono rappresentati i quattro Evangelisti. Nelle unghie della volta in corrispondenza delle finestre, sono raffigurati i Santi Pietro e Paolo anch’essi opera di Carlo Farina. I sottarchi e le volte della navata centrale sono decorati con greche geometriche di chiaro disegno barocchetto, che ne evidenziano la struttura architettonica e la ripartizione delle tre campate. Il presbiterio a pianta rettangolare absidata è sopraelevato rispetto alla navata di un gradino, alle pareti si trovano i dipinti murali di Farina in cui sono rappresentati “Episodi della vita di Sant’Ambrogio”. Sempre dello stesso autore sono i dipinti contenuti negli spicchi della volta del presbiterio, in cui sono raffigurati i “Santi Satiro e Marcellina”. Nella volta del catino absidale è rappresentata “La Gloria di Sant’Ambrogio” Nella parete di fondo dell’abside sono collocate due vetrate raffiguranti l’Ascensione di Cristo e l’Assunzione della Vergine.
Altare maggiore
L’altare occupa il centro del presbiterio l’area è separata dalla navata da un gradino e dalla balaustra marmorea settecentesca in nero assoluto, rosso variegato con intarsi in giallo imperiale, opera di Onorato buzzi di Viggiù (1735 circa). Lungo le pareti del presbiterio trova spazio il coro ligneo di disegno neoclassico. Al centro del presbiterio è collocato l’altare in marmo bianco, con la rappresentazione del Sacrificio di Isacco, realizzato nel 1986 dalla Scuola del Beato Angelico, a questo fa da sfondo l’altare marmoreo nero, con intarsi di marmi policromi e madreperla di disegno barocco. L’altare composto da una mensa su cui poggia il tabernacolo, anch’esso in marmo nero con intarsi è sormontato da un tempietto circolare con colonnine in marmo rosso arabescato che si concludono con capitelli corinzi dorati di chiara ispirazione neoclassica e che reggono una trabeazione a cornice lineare e calotta a costoloni in marmo nero intarsiato. Al suo apice è apposta una piccola scultura in legno dorato del Cristo Risorto. Ai lati del tempietto sono collocate due statue lignee policrome e con dorature di angeli adoranti di disegno barocco. Dietro all’altare sono conservate due lanterne processionali e una grande croce tutti di disegno settecentesco.
Cappelle laterali
Al centro della navata nella campata centrale si aprono due cappelle poco profonde definite da un arco di raccordo tra due paraste. Le cappelle conservano altari marmorei con corpose cornici centinate e paliotti in scagliola del Settecento. La cappella di sinistra oggi dedicata alla Vergine con il Bambino contiene una statua lignea del 1863 realizzata da Bernardino Faverio. Al centro, sopra l’altare, trova spazio un piccolo tabernacolo mobile in legno dipinto di nero con decorazioni in ottone e madreperla ed intagli a candelabra oltre alla rappresentazione dell’Annunciazione, dell’Immacolata e di Maria ai piedi della Croce. La cappella di destra contiene nella nicchia un Crocifisso in legno policromo che presenta Cristo con la capigliatura di capelli veri, secondo un gusto molto diffuso nel corso dell’Ottocento nella tradizione popolare. Anche in questa cappella è conservato un piccolo tabernacolo ligneo mobile in stucco dipinto ad imitazione del marmo, con applicazioni decorative in bronzo di disegno neoclassico.
Organo
In controfacciata sopra la bussola settecentesca in noce del portone centrale è collocato l’organo (1735-1736), con mostra e balconata settecentesca, caratterizzate da intagli barocchetti ed ampie specchiature in radica, che richiama il disegno della bussola principale. L’acceso all’organo è garantito da una scala a chiocciola in metallo collocata alla destra dell’ingresso in prossimità della nicchia che ospita la statua di San Sebastiano.
Pavimenti e pavimentazioni
Pavimentazione dell'aula liturgica in lastre di granito grigio e rosato presenta, incastonate nella pietra, in corrispondenza dei luoghi in cui furono rinvenuti gli antichi sepolcri appartenuti all’antica chiesa parrocchiale, delle piccole croci in ottone. Tutta l’area presbiterale è pavimentata in lastre di pietra naturale giallo Siena, ad eccezione della pedata e alzata del gradino che separa l’aula liturgica dal presbiterio che è realizzata in nero assoluto, come la balaustra settecentesca.
Coperture
La chiesa presenta un tetto a falde in coppi di laterizio nella sua estensione coincidente con le linee che definiscono la planimetria e che coincidono con il corpo di fabbrica della zona absidale e della sacrestia.
vetrate
Nella parete di fondo dell’abside sono collocate due vetrate raffiguranti l’Ascensione di Cristo e l’Assunzione della Vergine, realizzate nel 1985 dalla Scuola del Beato Angelico.
Opere d'arte
Nella sacrestia è conservato il dipinto ad olio su tela (cm. 220x373) in cui è rappresentato “Il riposo durante la fuga in Egitto”, opera realizzata nel 1722 da Pietro Maggi.
Opere d'arte
Nella sacrestia è conservato il dipinto ad olio su tela (cm. 216x375) in cui è rappresentato “San Francesco che riceve le stigmate”, opera realizzata nel 1722 da Pietro Maggi.
Opere d'arte
Nella sacrestia è conservato il dipinto ad olio su tela (cm. 130x90) in cui è rappresentato “San Francesco in estasi”, opera datata nel Seicento e realizzata da autore ignoto.
Opere d'arte
Nella sacrestia è conservato il dipinto ad olio su tela (cm. 125x228) in cui è rappresentato “Sant’Ambrogio”, opera datata a fine del Settecento e realizzata da autore ignoto.
Opere d'arte
Nella sacrestia, collocato sull’anta centrale dell’armadio da Sacrestia, è conservato il dipinto ad olio su tela (cm. 90x110) in cui è rappresentata “La vergine del Rosario col Bambino”, opera realizzata nel Seicento da autore ignoto.
Opere d'arte
Nella sacrestia, collocato a parete a destra sopra l’armadio della sacrestia, è conservato il dipinto ad olio su tela (cm. 90x130) in cui è rappresentato “San Luigi Gonzaga”, opera realizzata nella prima metà dell’Ottocento (?) da autore ignoto.
Elementi decorativi
Alle pareti della navata sono collocate le stazioni della via Crucis in legno, di autore ignoto, con scene scolpite in rilievo e dipinte in toni policromi. Le stazioni sono contenute in cornici dorate.
Lapidi e iscrizioni
In controfacciata sono collocate due lapidi. Quella di sinistra commemorativa della costruzione, benedizione e consacrazione dell’edificio sacro, con l’iscrizione: “QUESTO TEMPIO INIZIATO IL 29 SETTEMBRE 1697 E BENEDETTO IL 23 DICEMBRE 1714 PER VOTO DI POPOLO NEL 1891 INTERNAMENTE DECORATO COMPIVASI ESTERNAMENTE NEL 1897 TRIBUTO D’OMAGGIO A S. AMBROGIO PATRONO NEL XV CENTENARIO DI SUA MORTE CONSACRATO L’8 AGOSTO 1908 DAL CARD. ANDREA CARLO FERRARI ARCIVESCOVO DI MILANO” Quella di destra commemorativa dei lavori eseguiti nel 1967 al pavimento della parrocchia con l’iscrizione: “NELL’ANNO DELLA FEDE 1967 50° DELL’APPARIZIONE DELLA MADONNA DI FATIMA 25° DI SACERDOZIO DEL PARROCO DON GIOVANNI RADAELLI A RICORDO DELLA MISSIONE CITTADINA LA COMUNITA’ PARROCCHIALE DI CASSINA AMATA RESTAURAVA PAVIMENTO TETTO FACCIATA CAMPANILE E PIAZZALE DI QUESTA VETUSTA CHIESA SACRA AL VESCOVO AMBROGIO CONSOLE DI DIO A PERENNE MEMORIA DEI MORTI QUI RITROVATI CHE DA PARECCHI SECOLO DORMONO IL SONNO ETERNO”
Adeguamento liturgico

chiesa - intervento strutturale (1985)
La chiesa nel 1985 è stata adeguata nella zona presbiterale secondo le prescrizioni dell'adeguamento alla liturgia del Concilio Vaticano II. A seguito dell’avvenuta riforma liturgica espressa dal Concilio Vaticano II nel 1985 venne riprogettata la posizione dell’altare all’interno dell’area presbiterale, mantenendo la struttura architettonica esistente del ciborio a tempietto cupolato. Venne inoltre collocata la seduta della presidenza alla destra del ciborio e l’ambone in posizione avanzata alla sinistra della mensa.
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