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Milano
Milano
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parrocchiale
S. Cipriano
Parrocchia di San Cipriano
Struttura; Cappelle laterali
presbiterio - intervento strutturale (1964)
1964 - 1967(costruzione intero bene); 2012 - 2015(ristrutturazione intero bene)
Chiesa di San Cipriano
Tipologia e qualificazione chiesa parrocchiale
Denominazione Chiesa di San Cipriano <Milano>
Altre denominazioni S. Cipriano
Autore (ruolo)
Villa, Enrico (progettazione)
Ambito culturale (ruolo)
architettura moderna (costruzione)
Notizie Storiche

1964 - 1967 (costruzione intero bene)

Il 19/03/1964 viene posata la prima pietra alla presenza dell' Arcivescovo di Milano, Mons. Giovanni Colombo. Il progetto è dell'architetto mons. Enrico Villa. La costruzione della chiesa termina nel dicembre del 1967.

2012 - 2015 (ristrutturazione intero bene)

Recenti lavori di ristrutturazione ed adeguamento impiantistico hanno interessato gran parte del complesso; la chiesa è stata dotata di un nuovo impianto di riscaldamento a pavimento; la pavimentazione antistante il presbiterio è stata nuovamente posata riutilizzando il rivestimento originale mentre il restante della navata attende di essere completato. Durante la ristrutturazione sono state chiuse le due nicchie precedentemente visibili sulla parete di fondo, la cui scarsa profondità le rendeva inutilizzabili; una nuova tinteggiatura ha interessato poi l'intera navata: si è optato per due tonalità in luogo dell'unica originale.
Descrizione

Progettato Dall’architetto Mons. Enrico Villa nel 1964, il complesso della parrocchia di S. Cipriano venne solo parzialmente portato a termine. La chiesa, con orientamento est-ovest, risulta piuttosto arretrata dal filo strada, sul quale insiste invece la facciata del corpo ad L posto in adiacenza sulla destra: un’ala simmetrica avrebbe dovuto completare il disegno del lotto, permettendo la realizzazione di un campanile sospeso tra i due corpi fronte strada. L’edificio sacro si sarebbe dovuto configurare come parte di una più ampia struttura, comprendente funzioni sociali, culturali e ricreative. L’unica ala realizzata differisce dal progetto originario sia in prospetto che in pianta –abbandonando la configurazione a diamante, pur mantenendo analogo volume ed altezza: in particolare il piano terra completamente svuotato che funge da ingresso coperto a chiesa, oratorio, uffici e scuola. La chiesa è posta un intero piano sopra alla quota stradale: il piano terra è infatti stato pensato come parte dell’oratorio, ed ancora oggi funge da teatro. Due rampe di scale simmetriche permettono di raggiungere l’ingresso direttamente dal sagrato, oltre a quella posta sotto il portico. Un rivestimento ceramico a bugnato interessa il porticato, le rampe di accesso e –con tessere differenti- la fascia inferiore della facciata, intonacata per il restante. Le due falde della copertura in aggetto rastremando verso i lati: l’intradosso della soletta di copertura in cemento armato è stato lasciato a vista. La navata unica non presenta cappelle ma i fianchi vengono ritmati dalla sequenza dei pilastri rettangolari sui quali poggia la trave di bordo che ospita piccoli tondi di vetro colorato che si alternano agli affreschi di Edda Brignoli Crivelli; i tamponamenti trai diversi pilastri, tinteggiati all’interno in rosso scuro, presentano semplici vetrate colorate quadrate. La zona presbiteriale, rialzata rispetto alla navata, presenta al centra la mensa ed è delimitata ai lati da due quinte in muratura poste alle spalle di leggio ed ambone; l'abside di profondità assai ridotta è rivestito a tutta altezza da un mosaico raffigurante la resurrezione disegnato da Trento Longaretti ed illuminato dai due tagli verticali. La doppia struttura della copertura unitamente al lucernaio continuo che corre lungo tutto il colmo ed alle finestrature lungo l’imposta inferiore delle falde, permettono alla luce di filtrare all’interno durante tutto l’arco della giornata.
Struttura
La struttura in cemento armato completamente gettata in opera dell'edificio poggia su fondazione palificate. Una prima soletta orizzontale separa il piano terra destinato a teatro dal volume occupato dalla chiesa mentre i pilastri a sezione rettangolare terminano in corrispondenza della trave di bordo, a sua volta sovrastata da una seconda serie di pilastri alternati a finestrature; queste utlime permettono alla luce di penetrare tra le due strutture di copertura: quella inferiore, un diaframma che alterna pieni e vuoti, e quella superiore, effettiva chiusura dell'edificio a due falde rivestita in lastre metalliche.
Cappelle laterali
La cappella iemale, costruita in adiacenza al corpo principale sul lato settentrionale, presenta un accesso principale attraverso il battistero ed un secondo direttamente dall'aula. Nel 1998 il pittore Mario Bracigliano decora le due pareti del battistero: preludio del lavoro successivo. Tra il 2000 ed il 2004 l'artista completa la decorazione dell'intera cappella: l'Antico Testamento sulla parete sinistra, l'Ultima cena affiancata da Annunciazione, Crocifissione e Resurrezione in corrispondenza della parete di fondo e l'Apocalisse di Giovanni lungo la parete destra.
Adeguamento liturgico

presbiterio - intervento strutturale (1964)
Chiesa post conciliare realizzata in maniera rispondente alle indicazioni del Concilio Vaticano secondo
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