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Albairate
Milano
chiesa
parrocchiale
S. Giorgio
Parrocchia di San Giorgio
Impianto strutturale
presbiterio - aggiunta arredo (1963 (?))
XII - XVI (preesistenze intero bene ); 1583 - 1586(preesistenze intero bene); 1937 - 1938(ricostruzione intero bene); 2008 - 2008(restauro interno)
Chiesa di San Giorgio
Tipologia e qualificazione chiesa parrocchiale
Denominazione Chiesa di San Giorgio <Albairate>
Altre denominazioni S. Giorgio
Autore (ruolo)
Maggi, Giovanni (progetto)
Ambito culturale (ruolo)
maestranze lombarde (costruzione)
Notizie Storiche

XII - XVI  (preesistenze intero bene )

Nello stesso sito dell'attuale chiesa parrocchiale, nel medioevo è già documentata una chiesa dedicata a San Giorgio. Di questo edificio non si conoscono né l'aspetto, né la storia costruttiva. E' noto tuttavia che, nella seconda metà del XVI secolo, l'edificio versava in pessimo stato di conservazione, e che per questo il cardinale Carlo Borromeo aveva invitato la comunità di Albairate ad edificare una nuova chiesa parrocchiale.

1583 - 1586 (preesistenze intero bene)

Nel 1583 l'antica chiesa di San Giorgio venne ricostruita dalla fondamenta. Secondo quanto si deduce da una visita pastorale del XVIII secolo l'edificio, probabilmente a tre navate, aveva due cappelle per lato, era coperto da una volta in laterizio ed era dotato di battistero. L'unica struttura superstite si questo antico edificio è il campanile, mantenuto in opera anche dopo le demolizioni del XX secolo.

1937 - 1938 (ricostruzione intero bene)

Nel 1933, il parroco di Albairate, Benedetto Bonati, manifestò l'intenzione di edificare una nuova chiesa. Il progetto venne realizzato dall'architetto milanese Giovanni Maggi e la prima pietra venne benedetta il 23 aprile 1937 dal cardinale Schuster. I lavori si conclusero entro l'anno successivo, mentre tra il 1941 ed il 1946 vennero realizzati gli altari, il battistero e le decorazioni interne, ad opera del pittore Antonio Marinotti.

2008  (restauro interno)

Nel 2008 l'apparato decorativo interno è stato oggetto di un importante intervento di restauro conservativo e integrativo. L'intervento ha previsto la pulitura ed il consolidamento degli intonaci, l'integrazione delle lacune e il rifacimento delle parti decorative maggiormente danneggiate.
Descrizione

Chiesa in stile neo-romanico, ad impianto longitudinale, con facciata a salienti e paramenti in mattoni a vista. L'aula, a tre navate, è scandita da arcate su colonne con capitelli pulvinati. La grande tribuna quadrangolare del presbiterio, conclusa da un catino absidale semicircolare, è invece aperta sul fianco sinistro da due arcate su colonne che introducono all'ambiente dell'organo, mentre due arcate analoghe, ma addossate ad un setto murario, si trovano sul fianco destro della tribuna, dove vi è anche l'accesso alla sagrestia. Le campate della navata centrale, hanno ampiezza doppia rispetto a quelle delle navate laterali, e come queste ultime, sono coperte da volte a vela. Anche l'altezza della navata mediana è maggiore rispetto a quella delle navate laterali. Tale soluzione ha permesso di corredare l'interno della chiesa di un suggestivo finto matroneo affacciato sulla navata principale. L'aula prende luce dalle grandi monofore della facciata e da numerose finestre circolari, aperte nelle pareti delle navate laterali e del finto matroneo. L'interno della chiesa è decorato ad affresco, con cicli pittorici dedicati alla vita di San Giorgio martire (sulle pareti della navata centrale) ed alla via crucis (nelle navate laterali). Nell'abside e nella contraffacciate si riconoscono invece le scene dell'ultima cena e della resurrezione di Cristo. Nella navata sinistra si trova infine la cappella del fonte battesimale. Accanto alla chiesa si riconosce un antico campanile, unica struttura superstite della preesistente chiesa cinquecentesca.
Impianto strutturale
Edificio in mattoni pieni, di fabbricazione moderna (XX secolo), con volte in laterizio.
Adeguamento liturgico

presbiterio - aggiunta arredo (1963 (?))
La chiesa presenta ambone, cattedra ed altare marmorei, disposti secondo le indicazioni conciliari. Gli arredi sono probabilmente stati collocati nel presbiterio dopo la il Concilio Vaticano II. Non si ha tuttavia memoria di questo intervento, ne di altre modifiche all'area presbiterale. L'altare è posizionato sotto un ciborio timpanato, retto da quattro colonne pulvinate di gusto neo-medievale, pertinente con ogni probabilità alla sistemazione originaria dell'area presbiterale (1937 circa).
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