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Frascati
Frascati
chiesa
parrocchiale
Santa Maria in Vivario
Parrocchia di Santa Maria in Vivario
Cripta; Campanile; Presbiterio
altare - aggiunta arredo (1962)
IX - IX(menzione intero bene); 1200 - 1200(proprietà intero bene); 1478 - 1478(cambio proprietà e restauro intero bene); 1538 - 1538(cattedrale intero bene); 1656 - 1656(intitolazione intero bene); 1712 - 1843(restauro cappella); 1740 - 1879(chiusura abside); 1867 - 1867(decorazione cappella); 1943 - 1962(distruzione e ricostruzione intero bene); 1992 - 1992(agibilità cripta)
Chiesa di Santa Maria in Vivario
Tipologia e qualificazione chiesa parrocchiale
Denominazione Chiesa di Santa Maria in Vivario <Frascati>
Altre denominazioni Chiesa di San Rocco
Ambito culturale (ruolo)
maestranze romane (costruzione)
Notizie Storiche

IX  (menzione intero bene)

Prima menzione di questa chiesa nel Liber Pontificalis: si accenna a tre chiese in Frascati di cui una è S. Maria in Vivario.

1200  (proprietà intero bene)

Papa Innocenzo III concede al Capitolo Lateranense la Chiesa di S. Maria in Frascata.

1478  (cambio proprietà e restauro intero bene)

Sisto IV cede la chiesa e il castello ai D'Estouteville alla cui famiglia si deve il restauro dell'edificio ecclesiastico. Risalgono a questo periodo le decorazioni con affreschi nell'abside maggiore e forse anche le immagini di S. Sebastiano e S. Rocco.

1538  (cattedrale intero bene)

La chiesa diventa cattedrale per volere di Paolo III.

1656  (intitolazione intero bene)

1656: rinvenute presso la chiesa due immagini di san Sebastiano e san Rocco, che il 28 gennaio 1656 vennero proclamati protettori di Frascati. Fu allora che la chiesa venne ribattezzata in onore di san Rocco, tanto che oggi i due nomi di santa Maria in Vivario e san Rocco coesistono per indicare la stessa chiesa.

1712 - 1843 (restauro cappella)

indicare la stessa chiesa. Nel 1712 iniziarono i lavori di restauro della cappella di San Rocco e di San Sebastiano le cui immagini in affresco sono state successivamente staccate nel 1843 e montate su tavola.

1740 - 1879 (chiusura abside)

Nel 1740 l'abside venne chiusa, per le infiltrazioni d'acqua dal tetto; venne riaperta solo durante i restauri del 1879.

1867  (decorazione cappella)

Nel 1867 la cappella venne decorata con i dipinti di Jannetti e Gagliardi.

1943 - 1962 (distruzione e ricostruzione intero bene)

8 settembre 1943, distrutta dai bombardamenti la chiesa è stata ricostruita nel 1958 e restaurata entro il 1962.

1992  (agibilità cripta)

Dal 1992 è agibile la cripta sotterranea.
Descrizione

La facciata seicentesca è divisa da due lesene in pietra sperone e limitata alle estremità da due pilastri sempre in pietra sperone. Al centro si apre un portale anch'esso in pietra sperone sormontato da un finestrone con cornice rettangolare sempre dello stesso materiale. La facciata termina con un timpano triangolare. L'interno ha tre navate terminanti con tre absidi, con colonne di pietra sperone aventi capitelli marmorei ionici. La navata principale ha copertura a tetto a capriata con travi di legno a vista, le due navate laterali invece sono coperte da volte a vela. La chiesa sorge sui resti di un antico vivaio (di pesci secondo alcuni storici, di piante secondo altri) della villa dei Passieni , da cui il nome di "Vivario". Infatti, sotto la zona absidale vi sono dei resti di epoca romana: trattasi di tre ambienti con volta a botte e con tratti di muratura in opera reticolata.
Cripta
La sottostante cripta è suddivisa in tre settori, un ambiente centrale a pianta rettangolare lungo circa mt 20, largo circa mt 5 e locali laterali che fiancheggiano la sala centrale.
Campanile
Il campanile si trova dietro l'abside della chiesa di S. Maria in Vivario, "in cornu evangeli", su un livello stradale superiore rispetto ad essa. Una lapide marmorea in caratteri gotici posta sul lato orientale del campanile ci dà la sua storia: "In nomine Domini. Amen. Anno Domini millesimo trecentesimo quinto, in dictione quarta, mensis aprilis die vigesima sexta, Pontificatus Domini Clementis Papae Quinti, anno eius primo, executores Andree Madiis et Johannis Jordani, fecerunt fieri hoc campanile pro animabus ipsorum defunctorum. Requiescant in pace". Traduzione: "Nel nome del Signore. Amen. Nell'anno del Signore 1305 nella indizione quarta, il giorno 26 del mese di Aprile, nell'anno primo del pontificato di papa Clemente V, gli esecutori di Andrea di Madio di Giovanni di Giordano, fecero fare questo campanile, in suffragio delle anime degli stessi defunti. Che riposino in pace". Presenta tre ordini di trifore divisi da cornici in laterizio di forma triangolare e sostenuti da mensolette di marmo. In basso, accanto all'iscrizione, si trova un'edicola in marmo con due colonnine lisce sormontate da un arco a sesto acuto. Altre due edicole pensili, di grandezza minore, sono poste lungo il corpo del campanile: una è situata sullo stesso lato del precedente, ma più in alto; l'altra è posta nel lato nord-occidentale, sul pilone d'angolo settentrionale del secondo ordine. Una delle prime campane fu fusa da Giovanni Pisano e benedetta da Bonifacio VIII nel 1294. Questa campana fu poi in seguito rifusa da Giovanni Casini sotto Clemente IX, e si conserva tutt’ora nel campanile di S. Rocco. La parte superiore del campanile è decorata su ogni lato da sette piatti di maiolica invetriata collocati entro cornicette in laterizio. Sulla parte più bassa della struttura emerge l’icona della Madonna con Bambino, si tratta di un affresco all’interno di una piccola edicola in tufo e travertino.
Presbiterio
L’altare principale della chiesa è un antico sarcofago del V secolo d.C. decorato con bassorilievi di pregevole fattura.
Adeguamento liturgico

altare - aggiunta arredo (1962)
Altare sarcofago in marmo del V secolo d.C. decorato con bassorilievi.
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